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La Pfizer risarcisce i «bimbi di Le Carré»


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La vicenda ispirò il romanzo «The Constant Gardener»

Un farmaco, testato in un campo profughi nigeriano, causò 11 morti

I medici della Pfizer erano arrivati con le loro valigette cariche di medicinali nello scassatissimo ospedale per le malattie infettive della città di Kano, nel nord della Nigeria. Era il 1996 e un'epidemia di meningite stava uccidendo migliaia di persone. La loro sembrava una missione umanitaria e quando scelsero di curare 200 bambini malati, i genitori si reputarono fortunati. Non sapevano che i loro figli stavano per sperimentare il Trovan, una nuova medicina che, nelle speranze della casa farmaceutica, sarebbe diventata l'antibiotico a largo spettro del futuro. Ma il farmaco non ebbe l'effetto sperato, tanto che il Trovan oggi non è più in commercio. Undici bambini morirono e altri rimasero sordi, ciechi o con danni permanenti al cervello. Allora il team della Pfizer fece le valigie e se ne andò dimenticando la gente malata che faceva la fila davanti al loro ufficio. Tredici anni dopo quei piccoli hanno ottenuto giustizia.

IL RISARCIMENTO - La Pfizer, qualche giorno fa, ha accettato di versare 75 milioni di dollari (56 milioni di euro) come risarcimento alle autorità locali. Una parte dei soldi (35 milioni di dollari) andrà ai familiari delle vittime e ai bambini rimasti menomati: come l'allora quattordicenne Hajara, diventata sordomuta o come Anas Mohammadu che di notte sogna di fare il soldato ma che a scuola viene soprannominato «sgorbio» perché le sue gambe sembrano fatte di pastafrolla e dalla sua bocca esce di continuo della bava. Altri 30 milioni saranno usati per ristrutturare l'ospedale delle malattie infettive e il resto servirà a coprire le spese legali sostenute dallo Stato di Kano nei vari procedimenti.

DUE AVVOCATI «QUALUNQUE» - A piegare il colosso farmaceutico sono stati due avvocati qualunque: il giovane nigeriano Etigwe Uwo e il divorzista del Connecticut Richard P. Altschuler. Insieme hanno rappresentato gli interessi delle famiglie africane danneggiate in una causa collettiva che non ha precedenti nella storia. Dapprima la Pfizer ha negato con forza ogni accusa. Quei bambini, ha sostenuto, non sono stati danneggiati dalla medicina ma dalla meningite che, in quel periodo, ha ucciso 11mila persone. Ma i genitori sapevano? Il governo nigeriano ha dimostrato di no. «L'esperimento - è stata la conclusione di una commissione di esperti - era illegale e non autorizzato. Un chiaro caso di sfruttamento dell'ignoranza». Nonostante il risarcimento Uwo e Altschuler continueranno la loro causa negli Stati Uniti. La loro tenacia ha ispirato il romanzo di John Le Carré The Constant Gardener. «Paragonata alla realtà - disse poi lo scrittore - la mia storia è banale come una cartolina».



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