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Pfas in Veneto: dichiarato stato d'emergenza


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Pfas in Veneto: dichiarato stato d'emergenza

Il Consiglio dei ministri ha dichiarato mercoledì lo stato di emergenza per i Pfas in Veneto, con la nomina di un commissario. È quanto ha reso noto il Governatore del Veneto, Luca Zaia. Le sostanze perfluoroalchiliche (Pfas) vengono usate come impermeabilizzanti per tessuti e pentole. Si sospetta che siano cancerogene. In Veneto hanno contaminato le acque fra le province di Vicenza, Padova e Verona.

 

“Dico che il tempo è galantuomo - afferma Zaia -. Ricordo che quando ho fatto la richiesta dello stato di emergenza per i Pfas a settembre dello scorso anno, sono stato attaccato da mezzo mondo, dicendo che erano pure fantasie quelle di pensare ad un commissario e che il governo non l'avrebbe mai concesso. Vedo invece che ora la proposta che ho fatto è stata accolta, anche se ai tempi supplementari, da un governo che in pratica non esiste più. Peccato, perché così si sono persi un sacco di mesi".

 

“Dopo diversi anni di sottovalutazione del problema – ha dichiarato Giuseppe Ungherese, responsabile campagna inquinamento di Greenpeace Italia - con la dichiarazione dello stato di emergenza chiesto dalla Regione Veneto si prende finalmente atto della gravità della situazione. Questo cambio di rotta è ovviamente finalizzato alla realizzazione di costosi nuovi acquedotti, necessari a garantire acqua potabile sicura ai cittadini. Tuttavia, se il Commissario non interverrà subito sulle fonti inquinanti, spingendo anche la Regione a completarne il censimento, è sin troppo facile prevedere che molti altri soldi pubblici dovranno essere spesi in futuro per fronteggiare l’emergenza mentre la popolazione veneta rimarrà esposta ai PFAS anche nei decenni a venire”.

 

Un’indagine condotta da Greenpeace ha evidenziato la potenziale esposizione di 800 mila cittadini veneti ai rischi della contaminazione da PFAS che risultavano presenti in livelli altissimi. I campioni di acqua potabile analizzati provenivano da diciotto scuole primarie e sette fontane pubbliche nelle province di Vicenza, Verona, Padova e Rovigo. In oltre la metà dei campioni erano stati superati i valori di PFAS ritenuti sicuri per la salute in altri paesi. Un dato ancora più grave se si considera che gran parte dei superamenti riguarda le scuole: come noto, i bambini sono tra i soggetti più a rischio.



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