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Pet Therapy, presentata proposta di legge


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La proposta di legge è stata presentata a Monza, nel centro Maria Letizia Verga specializzato in leucemie infantili

Nei giorni scorsi è stata depositata alla Camera  da Michela Vittoria Brambilla la proposta di legge «Disciplina delle attività e delle terapie assistite dagli animali» che ha come obiettivi quelli di riconoscere la pet therapy come metodo di «co-terapia», fissare il principio per cui essa sia fondata sulla relazione con gli animali coinvolti e non sul loro sfruttamento, dare un quadro di certezze a pazienti, medici ed operatori. Attualmente, infatti, non esiste ancora una legge-quadro nazionale, che riconosca esplicitamente la pet therapy e definisca criteri e standard validi per tutti.

La proposta di legge è stata presentata a Monza, nel centro Maria Letizia Verga specializzato in leucemie infantili, dove nei prossimi giorni prenderà il via un nuovo progetto di pet therapy con l’associazione Frida’s Friends.

Nel testo si prevede l’istituzione di una commissione nazionale che, tra l’altro, definisca criteri, condizioni e requisiti per la valutazione dei progetti di attività e terapie assistite dagli animali, individui le figure professionali specifiche e le procedure standard ed elabori un regolamento da sottoporre al ministero della Salute. Vengono poi dettate norme apposite a tutela del benessere degli animali.

"La pet therapy – ha spiegato l'on. Brambilla - non può e non deve essere 'sfruttamento' degli animali, ma – al contrario – li riconosce come individui capaci di stabilire un rapporto emozionale profondo con gli esseri umani, rispettando le caratteristiche etologiche di entrambi".
Il testo proposto distingue tra "attività assistite dagli animali" (AAA), cioè "interventi relazionali di tipo educativo, didattico, formativo e ricreativo realizzati da gruppi di lavoro qualificati e "Terapie assistite dagli animali" (TAA) vere e proprie terapie necessariamente praticate con l'intervento del medico.

“È intuitivo – osserva l'on. Brambilla - che il contatto e l'interazione con gli animali domestici generino benessere e migliorino la qualità della vita delle persone sia dal punto di vista fisico che da quello psicologico. Ma dopo l'esperienza di Levinson negli anni Cinquanta, si è diffuso in tutto il mondo, l'apprezzamento per le potenzialità terapeutiche di questa’antichissima relazione.

Nel nostro Paese, nonostante l'accordo Stato-Regioni recepito con decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 28 febbraio 2003 e alcune iniziative legislative regionali, manca una disciplina nazionale che definisca figure professionali, standard e procedure. Di qui la mia iniziativa che punta a superare lo spontaneismo, per tutelare adeguatamente pazienti, operatori e gli animali stessi”.



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