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Ambiente e salute: i danni al Dna derivanti dai pesticidi


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“Ambiente E' Salute: esposizione cronica a pesticidi e danni al Dna umano. Presentazione della prima ricerca scientifica su residenti in Val di Non”. È questo il tema del convegno - dibattito che si è tenuto lo scorso venerdì nel comune di Cles,  importante Centro della Val di Non, in Trentino. Il convegno è stato organizzato dal Comitato per il diritto alla salute in Val di Non con il patrocinio di Isde e Pan Italy.

Durante la serata è stato presentato uno studio scientifico effettuato sugli abitanti della Val di Non relativo ai danni al Dna dovuti all’esposizione cronica ai pesticidi. “Ciò non significa che siamo contro l’agricoltura, ma, al contrario, pensiamo che essa sia fondamentale. Tuttavia, attraverso l’uso di determinate sostanze chimiche di sintesi, crediamo che essa crei una conflittualità, poiché sono state trovate tracce di pesticidi nel corpo di chi non è esposto professionalmente”, ha spiegato Sergio De Romedis del Comitato per il diritto alla Salute Val di Non.

Il dottor Marco Tomasetti dell’università politecnica delle Marche ha spiegato l’azione dei pesticidi sul Dna umano: anzitutto essi creano una rottura del genoma, poi inibiscono la naturale funzione ricostruttiva e, per questo, obbligano la cellula a riprodursi in maniera errata. L'esperto ha precisato che questo non significa certo malattia istantanea, ma è comunque una premessa a tumori o malattie neurodegenerative.

“Abbiamo effettuato – ha spiegato la dottoressa Renata Alleva del Irccs Rizzoli di Bologna, la quale ha presentato lo studio sulla popolazione nonesa - uno studio su un gruppo di persone che per motivi residenziali è quotidianamente a contatto con i pesticidi. Si è misurata la qualità dell’aria, la presenza di pesticidi all’interno delle case e si sono poi eseguiti prelievi sulle persone in periodi diversi, ad alta e bassa esposizione”.

Lo studio – che sarà pubblicato sulla rivista scientifica internazionale, laMolecular Nutrition & Food Research - afferma che nei periodi di alta esposizione il Dna ci mette molto tempo a riparare i danni subiti dai pesticidi e anzi è inibito dal farlo. “Il danno al Dna si accumula e una donna in gravidanza può trasferire al feto le sostanze - ha proseguito la Alleva - Ciò può avvenire anche durante l’allattamento, visto che i residui dei pesticidi si accumulano nei grassi”.




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