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Permacultura per l’orto e il giardino


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La permacultura non richiede grandi capitali, ma grande creatività e anche un esubero di fantasia può essere un dono per gli altri

Spesso si afferma che il futuro delle generazioni a venire dipende da come ci comportiamo oggi con la Terra, ma naturalmente parlarne non basta! Ciò di cui abbiamo bisogno sono azioni e trasformazioni collettive, e ciascuno di noi può dare il suo contributo nel proprio ambiente. Chi ha un giardino o un piccolo orto, ad esempio, può gestirlo in modo tale da lasciarlo in condizioni migliori di come lo ha trovato e questo diventa possibile prendendo a modello la natura, come si faceva un tempo negli orti di campagna e come è ancora consuetudine fare in molte culture.

Il concetto di permacultura si sviluppa proprio con l’idea di applicare in campo i processi che avvengono in natura e ha l´obiettivo di integrare con rispetto la vita di noi esseri umani, con quella degli animali e delle piante creando ambienti armonici.

La permacultura offre soluzioni, adatte sia per l´agricoltura su grande scala, sia per l’orto e il giardino domestici, per produrre alimenti sani in maniera sostenibile riducendo al minimo l’impiego di energia e materie prime. La realtà è che oggi per ogni caloria che arriva sul nostro piatto sotto forma di cibo, ne sono state consumate circa dieci di energia fossile per produrla, considerando la costruzione e il funzionamento di trattori e altre macchine agricole, la produzione di concimi e pesticidi chimici, il trasporto e la trasformazione degli alimenti.

I bilanci energetici mostrano che con i metodi attuali di agricoltura la gran parte dell’energia che creiamo serve alla produzione di alimenti. Chi possiede un orto può contribuire a organizzare il proprio ambiente in maniera positiva coltivando il proprio cibo, utilizzando materie prime locali e in generale comportandosi in maniera attenta e responsabile nei confronti della natura. Il giardinaggio e la coltivazione di ortaggi, frutta e erbe aromatiche lascia molto spazio alla creatività, permette di fare tante esperienze e in) ne, non va dimenticato che produrre il proprio cibo è un passo in più verso l´indipendenza.

Con questo libro vorrei dare un contributo alla progettazione del proprio orto- giardino secondo i principi della permacultura. Per applicare questi principi non è importante avere una grande superficie a disposizione e nemmeno abitare in campagna: si può cominciare piantando in una cassetta sul davanzale della finestra qualche erba aromatica insieme a qualcuna selvatica, e utilizzando cortili interni, balconi, terrazzi e muri esterni per coltivare, anche in città, ortaggi, frutta ed erbe. Poiché vi state interessando a questo libro, immagino che anche a voi piacerebbe avere un orto-giardino che non sia solo bello a vedersi, ma che produca del cibo sano e nutriente. Un giardino permaculturale ben riuscito non o(re cibo solo per il corpo ma anche per la mente e l’anima.

Una sostanziale differenza tra un orto convenzionale e un orto condotto secondo i principi della permacultura è che nel secondo caso si cerca di applicare consapevolmente gli stessi meccanismi che sono alla base del funzionamento degli ecosistemi naturali. La permacultura enuncia regole e principi per creare comunità di esseri umani, animali e piante che agiscano in maniera armonica sostenendosi vicendevolmente. Quanti elementi vengano effettivamente realizzati in un orto permaculturale non è decisivo. Questo libro è concepito in modo tale che sia possibile scegliere secondo i propri bisogni e desideri quali elementi realizzare e ampliare.

Un principio fondamentale della permacultura è quello per cui ogni elemento svolge più funzioni: una spirale di erbe aromatiche non è solo decorativa, ma offre anche il vantaggio di creare in pochissimo spazio condizioni ottimali per la crescita di piante diverse; coltivare aiuole rialzate – un altro elemento della permacultura – non si mostra solo utile nel caso di terreni difficili, ma rende il lavoro molto meno pesante, evitandoci di dover piegare la schiena per raggiungere il terreno.

Un’altra regola importante nel sistema complessivo della permacultura è progettare con grande cura la coltivazione biologica: quando in giardino crescono tanti tipi di frutti e ortaggi diversi, ci si avvicina alla realtà degli ecosistemi naturali. Le piante pluriennali sono molto importanti in tal senso, perché riducono la quantità di lavoro necessaria. La permacultura non richiede grandi capitali, ma grande creatività e anche un esubero di fantasia può essere un dono per gli altri! Conoscete la sensazione di entrare in un orto e non volervene più andare via? L’ho provato spesso nei miei viaggi in cui ho visitato altri progetti di permacultura e in quelle occasioni ho sempre potuto raccogliere molte informazioni utili.

Vi auguro di intraprendere un buon viaggio attraverso la permacultura e sarò molto felice se qualcuno si sentirà stimolato dalla lettura di questo libro a migliorare il nostro pianeta.

Margit Rusch

Qualche cenno autobiografico
Vengo da una famiglia con sei figli. Mio padre era infermiere e, dopo il lavoro, aveva il permesso di coltivare un grande terreno di proprietà del suo principale.
Già da piccoli i miei fratelli e io lo aiutavamo a coltivare la nostra verdura. Il surplus veniva portato alle cucine dell’ospedale. Nel tempo libero, inoltre, mio padre faceva con noi lunghe passeggiate e raccoglieva erbe selvatiche per l’ospedale.
A diciannove anni ho potuto imparare come si costruisce una casa ed ero felice di avere un mio giardino dove poter coltivare frutta, erbe e ortaggi. Dopo qualche anno mi sono dovuta trasferire in un attico ma non volendo rinunciare a verdure sane ho trasformato la grande terrazza in un paesaggio commestibile.

Qualche anno dopo ho avuto il privilegio di conoscere Joe Polaischer. Nato in Stiria, in Austria, vive in Nuova Zelanda dove ha creato con sua moglie Trish una fattoria permaculturale. Joe è diventato per me un esempio e uno dei miei più grandi maestri. Il suo grande desiderio era trasmettere ad altre persone saperi, tecniche ed esperienze.

Non potendo applicare alla mia terrazza tutto il sapere e le tecniche raccolte in questi anni, almeno non nella misura in cui lo desideravo, nel 2006 ho cercato e trovato una vecchia casa con terreno. Il podere è situato sul versante Nord di una collina, a 600 m sul livello del mare, su un piccolo altopiano con una fantastica vista sulla valle del Reno e il Lago di Costanza.

Poiché l’acqua è un fattore di grande importanza tra i principi della permacultura, per me aveva grande valore il fatto che tutte le sedici case presenti sull’altopiano non fossero servite dalla rete idrica pubblica ma potessero invece usufruire di fonti proprie.
A questo punto avevo le condizioni ottimali per creare in quel luogo un orto secondo i principi della permacultura con l’obiettivo di poter mostrare ad altre persone come si possa gestire nella pratica un orto di questo tipo.

Ho iniziato prendendo nota dei miei desideri e bisogni, e ho elaborato un progetto per creare un piccolo ecosistema ecologico e sostenibile che li potesse soddisfare il più possibile. Gli esuberi della produzione sarebbero andati a parenti e amici.
Una prima annotazione: come sempre, il passaggio dalla fase di progetto a quello della messa in pratica richiede tempo e non può che avvenire gradualmente. La seconda notazione è che la realizzazione di un progetto dà più soddisfazione quando il lavoro è condiviso con altre persone contente di aiutarti.

Ringraziamenti
Per questo motivo desidero ringraziare tutte le persone che mi hanno aiutata a realizzare i vari elementi (e che lo faranno ancora in futuro, perché un orto permaculturale non è mai finito!). Il mio grazie va in particolare al mio compagno Othmar, ai miei figli Johannes e Stephan con i loro amici boyscout Andi, Berni e Manuel, e alla mia amica Elfi, che ha anche messo a disposizione alcune foto; a mio fratello Wolfgang e ai miei nipoti Gerald e Ralf; a mia madre, che mi sostiene moltissimo in casa visto che sono impegnata tutto il giorno e a volte non trovo la strada per rientrare dall’orto; a Ernst, che oltre ad essere un esperto di alberi da frutto è anche un maestro nell’arte della falciatura a mano e mi aiuta due volte all’anno a falciare le parti più ripide del terreno.

Leggi il libro “Permacultura per l'orto e il giardino”




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