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Il Perdono è una Scelta


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Ogni rifiuto di perdono è causa profonda di un’infinità di nostri disturbi

State cercando di liberarvi da prigioni emotive?
Le persone che parlano con me del perdono dicono spesso che il loro risentimento era un modo per tenere chi aveva fatto loro del male in una sorta di prigione emotiva. Fintanto che continuavano a nutrire ira e rancore, l'altro era imprigionato in una cella. Con il tempo, cominciarono a comprendere che erano loro stesse ad essere dominate dall'odio e non le altre persone.

Il nostro odio ci influenza emotivamente, molto di più di quanto non faccia con chi ci ha fatto del male. Il perdono è una delle chiavi per aprire la porta. Non c'è alcun “click” automatico che vi può rendere liberi; la consapevolezza di poter scegliere di girare la chiave può rendervi liberi. Dovete scegliere coraggiosamente di uscire dalla cella.

Alcuni hanno convissuto con l'etichetta di “vittime” così a lungo che questo comportamento è entrato a far parte di loro. Preferiscono vivere nella cella perché almeno lì sanno cosa aspettarsi. Il perdono ti incoraggia ad andare fuori ed entrare nel futuro.

Cosa è... e cosa non è il perdono?

Ad alcuni il perdono crea apprensione perché non capiscono cosa sia. Il perdono è il formaggio di Limburgo degli eventi umani; all'inizio sembra ripugnante, talmente ripugnante che non osiamo neanche provarlo. Si teme che perdonare significhi fingere che non sia successo nulla. Perdonando si teme di mettersi nella condizione di essere feriti nuovamente. Si ha paura che perdonare permetta a chi ci ha ferito di farla franca. Per molti perdonare significa dimenticare l'offesa, cosa che giustamente ritengono impossibile. Molti non riescono neppure ad immaginare di poter cambiare i sentimenti verso chi li ha offesi.

Queste preoccupazioni sono comprensibili, non sono però giustificate perché fraintendono il significato del perdono. Il perdono inizia con la consapevolezza che siamo persone che hanno diritto di essere trattate con rispetto. Perdonare non richiede di negare che ci è stato fatto del male. Al contrario, per perdonare dobbiamo ammettere che siamo stati feriti e che abbiamo il diritto di sentirci feriti, adirati o risentiti.

Perdonare non richiede di negare i nostri  sentimenti. Infatti, come vedremo, la riluttanza ad ammettere che siamo stati feriti è uno dei maggiori impedimenti a perdonare.

Non dobbiamo dimenticare per poter perdonare. Il processo del perdono non produce amnesia.

Non possiamo pretendere che i nostri sentimenti cambino. Dire 100 volte “Non mi devo arrabbiare” può produrre l'esatto effetto contrario. Ma possiamo compiere alcune azioni che possono modificare il nostro schema di pensiero. Forse ci sorprenderà scoprire che i nostri sentimenti si modificano in risposta alle nostre azioni. […]

La filosofa inglese Joanna North ha scritto una delle migliori definizioni di perdono e abbiamo deciso di usare le sue idee come guida al nostro lavoro. Con le mie parole, questa è la sua definizione di perdono: “Quando veniamo ingiustamente feriti da un'altra persona perdoniamo nel momento in cui superiamo il risentimento verso chi ci ha offeso, non negando il nostro diritto al risentimento, ma offrendo invece a chi ci ha fatto del male compassione, benevolenza e amore; quando li doniamo noi che perdoniamo realizziamo che chi ci ha ferito non ha necessariamente diritto a regali simili”.

La definizione della Dott.ssa North precisa che il perdono inizia con il dolore e che abbiamo diritto ai nostri sentimenti.
- Per prima cosa, stiamo riconoscendo che l'offesa è ingiusta e che tale continuerà ad essere.
- Secondo, abbiamo il diritto morale di adirarci e di credere fermamente che le persone non hanno il diritto di farci del male: noi abbiamo diritto al rispetto.
- Terzo, il perdono richiede che rinunciamo a qualcosa di cui abbiamo diritto, cioè alla nostra ira o al risentimento.

Perdonare è un atto di grazia verso che ci ha offeso, verso qualcuno che non merita necessariamente la nostra misericordia.

Nonostante quello che può aver commesso, abbiamo intenzione di trattarlo come membro della comunità umana. Questa persona è degna del rispetto dovuto ad ogni individuo della comune umanità.

Il perdono è un paradosso, qualcosa che può suonare illogico ma che funziona.

Prendete per esempio il detto: “Vi è più gioia nel dare che nel ricevere”. Sembra sciocco. Dopo tutto, ricevere significa possedere di più, che dovrebbe essere meglio. Dare significa avere meno, che dovrebbe essere peggio. Di fatto, le persone che donano escono dalla transazione sentendosi arricchiti, mentre le persone che ricevono in qualche modo si sentono in debito. Il processo del perdono è pieno di paradossi simili. Per esempio, può sembrare assurdo dire ad una persona “se vuoi liberarti dall'ira e dal risentimento, fai un regalo alla persona che ti ha fatto del male ”, ma chi lo fa si accorge che funziona.

Il perdono è legato alla riconciliazione, ma è diverso da questa

Il perdono è solo un passo nel processo verso la riconciliazione. La riconciliazione senza perdono è spesso nient'altro che una tregua armata in cui entrambe le parti  pattugliano la zona demilitarizzata aspettandosi incursioni dall'altra parte e nell'attesa di riprendere le ostilità. La vera riconciliazione dovrebbe richiedere il perdono da entrambe le parti, considerando che in molti casi i torti sono condivisi.

La riconciliazione richiede anche un rinnovamento della fiducia, che spesso non è possibile. La riconciliazione richiede che entrambe le parti siano pronte a ristabilire la relazione, ma a volte solo una parte è pronta a fare lo sforzo. La Riconciliazione  è l'atto di due persone che si riappacificano dopo una separazione. Perdonare , invece, è l'azione morale di un individuo che come atto privato prende una decisione segreta nel suo cuore.

Il perdono cresce e si riversa all'esterno verso chi l'ha offeso. Si può perdonare e non riconciliarsi, ma non si potrà mai veramente riconciliarsi senza che il perdono abbia luogo. Se chi offende rimane impenitente e invariato, la riconciliazione è impossibile. I doni della compassione, della benevolenza e dell'amore possono essere offerti e chi perdona può attendere nella speranza che l'altra persona cambi. Il dono può essere disprezzato, ma mantiene il suo valore intrinseco.

 

---> TRATTO DA "IL PERDONO E' UNA SCELTA"



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