Salute

Conoscere e prevenire le patologie cardiovascolari e il cancro: una proposta di cammino insieme



cuore
Le patologie cardiovascolari sono la prima causa di morte in Italia

Le patologie cardiovascolari sono la prima causa di morte in Italia, eppure i dati epidemiologici di cui disponiamo sono stupefacenti: la maggior parte delle patologie metaboliche e cardiovascolari sarebbe evitabile se adottassimo una corretta igiene di vita e migliorassimo l'ambiente in cui viviamo, perché queste patologie dipendono sia dai nostri comportamenti individuali (per esempio alimentazione scorretta, obesità, abitudine al fumo, sedentarietà, stress), sia dall'ambiente in cui viviamo (specialmente dalla qualità dell'aria che respiriamo, ma anche dall'inquinamento dell'acqua che beviamo e degli alimenti che mangiamo).

Fattori eziologici modificabili e non modificabili dal singolo soggetto
A livello cardiovascolare, in genere, tutto inizia con un semplice sovrappeso corporeo a cui possono seguire un aumento del colesterolo plasmatico e/o della glicemia e poi anche della pressione arteriosa; in un secondo momento possono comparire delle aritmie cardiache, che con il tempo aumentano di frequenza e di intensità, e alla fine, se non contrastiamo questa tendenza patologica e ci limitiamo solo a prendere qualche farmaco senza modificare le cause prime, si instaura uno stato flogistico che attiva il processo di formazione delle placche arteriose che, a livello coronarico, prima o poi possono condurre anche all'infarto miocardico.

Oltre a questi fattori eziologici modificabili su base individuale, oggi si sta invece inserendo in modo sempre più preponderante il ruolo di molti fattori non modificabili dalla singola persona. Un importante esempio è quello del Particolato Atmosferico (PM, dall'inglese Particulate Matter), ovvero di quell'insieme di particelle presenti nell'aria che respiriamo e che ormai sappiamo essere tanto più pericolose quanto più sono piccole. Col termine PM10 si indicano le particelle con diametro inferiore a 10 micron (particelle inalabili che in genere si fermano nelle prime vie respiratorie o nei bronchi più grandi), mentre con la sigla PM2,5 si indicano le particelle con diametro inferiore a 2,5 micron (particelle respirabili o fini che penetrano sino agli alveoli polmonari).

Ancora più piccole e pericolose sono le Particelle Ultra Fini (UFP) - di dimensioni simili a quelle dei virus – che una volta inalate sono in grado di passare nel sangue polmonare e giungere in ogni distretto dell'organismo. Queste particelle possono essere di origine naturale (ceneri vulcaniche, sabbie del deserto, aerosol marino), ma più spesso originano dalle attività umane, in particolare dai processi di combustione per trasporti, produzioni industriali e incenerimento di rifiuti. I rischi per la salute umana si verificano sia a breve termine con aumento di eventi ischemici e respiratori, sia a lungo termine con aumento del rischio di cancro al polmone. È ormai assodato che per ogni incremento di 10 microgrammi/m3 di PM2.5, nella popolazione esposta vi sia un incremento del rischio:
- del 6% di morte per ogni causa,
- del 12% per le malattie cardiovascolari,
- del 14% per il cancro del polmone.

L'ultimo Rapporto dell'UE sulla qualità dell'aria in Europa ha stimato che nel nostro Paese vi siano ogni anno ben 65.000 morti premature per esposizione al PM2,5. L'Italia è al 2° posto dopo la Germania e prima della Polonia per numero di morti premature per PM2,5 e in soli questi tre Paesi (Germania, Italia e Polonia), si registra ben il 39% di tutte le morti europee annue (458.000) attribuibili al PM2,5. Ricordiamo che a livello legislativo nel nostro Paese viene monitorato solo il PM10 (quello meno pericoloso per la salute) ed è indicato un limite massimo di 40 microgrammi/m3, di cui è consentito il superamento per 35 volte l'anno. Tali limiti, specie nelle città della Pianura Padana, vengono superati molto spesso e, ad esempio a Padova, nei primi tre mesi del 2015 vi sono stati in media 53 microgrammi/m3 d'aria di PM10 e vi sono stati be 41 superamenti rispetto ai 35 consentiti.

L'inquinamento dell'aria influenza tutte le patologie moderne
In realtà, se è vero che l'inquinamento dell'aria comporta patologie cardiovascolari, respiratorie ed è stato riconosciuto dalla IARC nell'ottobre 2013 come un fattore cancerogeno certo per il polmone e la vescica, non va dimenticato che l'ambiente nella sua accezione più ampia (considerando l'inquinamento di aria, acqua e cibo da parte di pesticidi, interferenti endocrini, metalli pesanti, particolato ultrafine, ecc.) entra in gioco in tutte le patologie moderne che oggi affliggono i Paesi industrializzati, e va ricordato che sono purtroppo soprattutto i bambini a pagarne le conseguenze più gravi, sia perché alcuni organi e apparati sono ancora immaturi (il polmone raggiunge la piena funzionalità a 20 anni!), sia perchè molti dei sistemi metabolici che consentono l'eliminazione di alcune sostanze tossiche sono fisiologicamente meno attivi. A questo proposito l'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che globalmente nel mondo il 25% delle malattie dell'adulto e ben  il 33% delle malattie nei bambini sia dovuto a cause ambientali evitabili.

Le persone devono acquisire la consapevolezza che le centinaia e centinaia di sostanze chimiche estranee presenti nell'ambiente entrano - attraverso l'acqua, l'aria, il cibo e la nostra stessa pelle - all'interno del nostro corpo alterando la corretta funzione dei nostri organi e causando malattie. Purtroppo, queste sostanze estranee tossiche e cancerogene, presenti nel corpo della madre, arrivano anche all'embrione e al feto durante la gestazione, nel momento quindi più delicato dello sviluppo e possono compromettere non solo la salute nell'infanzia, ma anche porre le basi di patologie che si verificheranno nella vita adulta. Le condizioni tossicologiche ambientali sono oltre l'immaginabile e stanno raggiungendo i limiti massimi di sopportazione del nostro organismo. La gente comune non è assolutamente cosciente di questa gravità, perché sono ancora troppo pochi i medici che ci informano sulla realtà attuale per farci crescere in conoscenza e in consapevolezza in modo da permetterci di prendere adeguati e salutari provvedimenti.

I nostri trattamenti non sono preventivi, ma solo sintomatico-palliativi
Infatti, i medici che hanno il tempo e la pazienza di insegnare ai loro pazienti una corretta igiene di vita sono un'eccezione e ancor più rari sono quelli che si preoccupano di illustrare i rischi ambientali al fine di permettere la crescita di una coscienza collettiva orientata alla Prevenzione Primaria (ovvero l'individuazione delle cause - anche solo presunte - delle patologie e la loro rimozione così da ridurne il rischio). Quasi sempre, per impedire il tragico finale di questa evoluzione, nel campo cardiovascolare oggi ricorriamo a molti farmaci, esami strumentali, angioplastiche e by-pass aorto-coronarici, … ma, seppur estremamente utili e validi per allungare la vita, sono tutti ausili sintomatici. Il più delle volte, questi interventi si limitano solo a spostare nel tempo un danno grave oppure a modificarlo nella sua manifestazione esterna trasformandolo ad esempio, nel campo cardiovascolare, in aumento di fibrillazioni atriali, scompensi cardiaci, vasculopatie cerebrali o periferiche, demenze, ecc.

Anche a livello oncologico, ricorriamo a interventi chirurgici, chemioterapie, radioterapie e a numerosi approcci terapeutici sintomatici, ma anche questo non è un trattamento eziologico risolutivo, perché non colpisce la causa prima della formazione del tumore: eliminare tutte le cellule tumorali è certamente un ottimo obiettivo, quando possibile, ma non esclude che lo stesso soggetto non ricada con un altro cancro.

A livello di salute pubblica, poi, ancor più raramente si adottano politiche volte a ridurre la produzione, e di conseguenza l'esposizione, alle sostanze tossiche e cancerogene, anche se sappiamo tutti che questi interventi sarebbero i soli in grado di ridurre il rischio di ammalarsi e di tutelare quindi la salute della popolazione. Pensiamo al ritardo anche di decenni che è stato necessario per riconoscere la tossicità del fumo di tabacco, dell'amianto, del piombo, dei PCB (PoliCloroBifenili), dei pesticidi … e l'elenco potrebbe continuare a lungo.

Viene allora da chiedersi: perché il nostro Governo non interviene? Mancano le conoscenze, le possibilità attuative o la volontà politica?
A questa domanda ha già brillantemente risposto nel secolo scorso un grande scienziato italiano, Lorenzo Tomatis, medico che ha posto le basi della cancerogenesi e Direttore dell'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC): "La Prevenzione Primaria tutela la salute e protegge il ricco come il povero, ma non porta fama, onori o denari ed è purtroppo negletta ai Governi e alle Istituzioni".
D'altra parte, non possiamo pensare che questa triste realtà sia cambiata ai giorni nostri e la salute umana - anche se a parole tutti dicono di volerla difendere - non è quasi mai un fattore di cui si tiene adeguatamente conto da parte di chi ci governa.

Nell'attesa di una salvaguardia da parte delle Istituzioni, dobbiamo intervenire a livello personale

Con le conoscenze attuali e i mezzi di cui possiamo disporre oggigiorno, non è pensabile che ci si debba limitare ad intervenire quando la patologia si è già manifestata.
Se impariamo a riconoscere il linguaggio del nostro corpo, impareremo molto facilmente che lui ci invia precisi messaggi di malessere o di cattivo funzionamento di alcuni organi con ampio anticipo e se ascoltiamo l'invito al cambiamento che ci giunge da questi messaggi, possiamo sicuramente prevenire molte attuali patologie moderne.
Per fare questo però, noi dobbiamo fare un cammino di consapevolezza:
1) dobbiamo prendere coscienza che la Medicina Farmacologica è prevalentemente sintomatica;
2) dobbiamo agire prima che la malattia si manifesti intervenendo con una vera Medicina Preventiva (che va nettamente differenziata dagli attuali interventi di Diagnosi Precoce);
3) nel caso la patologia si sia già manifestata, dobbiamo chiederci cosa l'ha causata;
4) nella fase di remissione, quando la patologia acuta è adeguatamente controllata, dobbiamo agire per cambiare la predisposizione a ripetere eventi patologici simili o per evitare che si instauri una cronicizzazione.

Affinché quest'ultimo punto venga adeguatamente soddisfatto, la persona deve però impegnarsi su due fronti parimente importanti:
1) il fronte personale, che implica una correzione delle nostre abitudini sbagliate e l'impostazione di una corretta igiene di vita a 360 gradi;
2) il fronte sociale, che implica un impegno a migliorare la nostra società, sia testimoniando le nostre convinzioni e il nostro personale cambiamento migliorativo, sia impegnandoci attivamente affinché gli errori sociali vengano individuati e corretti.
È vero che ognuno di noi, singolarmente, può fare poco per cambiare la società attuale, ma se nessuno agisce, nulla mai cambierà. Madre Teresa era solita dire: "Ognuno di noi è come una goccia, ma se noi non la mettiamo, il mare sarà più povero".
Occorre poi ricordare che sono attivi, nel nostro come in altri Paesi, aggregazioni di cittadini, sotto forma di Movimenti e Comitati, impegnate tanto per contrastare specifiche fonti di inquinamento quanto per informare la popolazione sui rischi per l'ambiente e la salute che tali fonti comportano. Unendo fra loro tante singole gocce è possibile aumentare la loro forza: può così accadere - ed è accaduto - che le Istituzioni locali siano state costrette a rivedere le loro scelte sotto la pressione dei cittadini organizzati, la cui azione è andata a beneficio della salute e del benessere di tutti.

Ognuno di noi è responsabile, sia per se stesso, sia per gli altri
Oggi si parla tanto di prevenire le malattie, ma nella realtà pratica sono pochissimi quelli che fanno qualcosa di concreto, sia a livello istituzionale, sia a livello del singolo medico, sia a livello di singola persona.
Eppure sono molti i consigli pratici che possiamo conoscere per non ammalarci e per sviluppare le nostre meravigliose potenzialità personali.
Non possiamo aspettare di ammalarci gravemente per fare qualcosa. L'informazione e l'acquisizione di sempre nuove conoscenze sanitarie oggi sono non solo un diritto, ma anche un dovere di ogni persona, sia per migliorare la propria esistenza, sia per rendere più vivibile e felice quella delle generazioni future.

Rivolgendo il pensiero proprio alle future generazioni o, più concretamente, ai nostri figli e ai nostri nipoti, dobbiamo domandarci quale mondo stiamo consegnando loro e impegnarci di conseguenza per rendere più vivibile il pianeta in cui viviamo.
Infatti, come dice Papa Francesco nella sua Enciclica Laudato sì, dobbiamo tutti collaborare "per difendere la nostra Casa Comune".
Non possiamo cullarci nell'illusione che i cambiamenti calino spontaneamente dall'alto: oltre quindi a cercare di difendere singolarmente la nostra salute, collaboriamo attivamente con quanti già si adoperano per difendere il proprio ambiente di vita, vuoi con azioni concrete, vuoi con la diffusione delle informazioni sui rischi per la salute derivanti dall'inquinamento ambientale oltre che da errate abitudini personali e sociali.

Un primo passo concreto …

Il 17 ottobre 2015, noi abbiamo organizzato un Convegno pubblico che ha per tema il titolo di questo stesso articolo.
Il nostro primo obiettivo sarà di informare, cioè fornire a tutti i partecipanti le informazioni necessarie per conoscere la realtà in cui ci troviamo, come persone e come ambiente, e insegnare a ad interpretare anche alcuni messaggi che il nostro corpo ci invia prima di squilibrarsi.
Il secondo obiettivo sarà di insegnare, cioè fare in modo che i partecipanti imparino ad utilizzare i più potenti strumenti di cui disponiamo per cercare di non ammalarci: una corretta igiene di vita, una corretta alimentazione e il modo per controllare lo stress quotidiano e vivere sereni anche in mezzo alle difficoltà della vita. Verranno forniti pure molti consigli, anche di Medicina Naturale, per cercare di salvaguardare il nostro corpo e di proteggerlo dagli insulti della vita quotidiana: inquinamento, alimentazione sbagliata, sedentarietà, poco sonno, inquietudini, stress, ecc.).



Hai un account google? clicca su:





Commenta l'articolo Commenta l'articolo Commenti (0)  |  Condividi su Twitter Condividi su Facebook Stampa  Vota l'articolo
  x x x x x x  | Votazioni (1)

Articoli di Roberto Gava

Alcune cose che forse non sapevi sulle allergie 14 OTT 2016 INFANZIA
Quanto è importante il sonno per la salute di tuo figlio? 10 OTT 2016 SALUTE
Acido folico: la vitamina che devi assumere in gravidanza 4 OTT 2016 INFANZIA
Vaccini pediatrici: la Federazione Nazionale dei Medici dimentica i bambini danneggiati 30 LUG 2016 VACCINAZIONI
Raccomandazioni per migliorare le vaccinazioni pediatriche. La storia di Manuel 26 LUG 2016 VACCINAZIONI
Ipertensione arteriosa: come prevenirla e affrontarla? 17 GIU 2016 SALUTE
Come sospettare e correggere una debolezza immunitaria dei nostri figli 24 MAG 2016 INFANZIA
Obesità e cancro: le conseguenze della cattiva alimentazione 16 FEB 2016 ALIMENTAZIONE
Mangiare la carne fa bene o male alla salute? 12 FEB 2016 ALIMENTAZIONE
Educazione alimentare per una corretta Igiene di Vita 8 FEB 2016 ALIMENTAZIONE
SOS Alimentazione Pediatrica: dobbiamo cambiare l’alimentazione dei nostri bambini 11 DIC 2015 ALIMENTAZIONE
La verità sugli studi sul vaccino antinfluenzale 26 NOV 2015 VACCINAZIONI
Le falsità sull'AIDS: un altro inganno della nostra "Scienza Moderna"? 4 NOV 2015 DENUNCIA SANITARIA
Vaccinazioni Pediatriche: Lettera aperta al Presidente dell'Istituto Superiore di Sanità 20 OTT 2015 VACCINAZIONI
Raccomandazioni per la Somministrazione di Diete Vegetali e Integrali nella Ristorazione Scolastica e Ospedaliera 17 OTT 2015 ALIMENTAZIONE
Perché voglio ammalarmi? 2 OTT 2015 MEDICINA PREVENTIVA
Importante riconoscimento alla Dr.ssa Patrizia Gentilini, oncologa e studiosa dei danni dell’inquinamento ambientale 30 SET 2015 SALUTE
Il vaccino Morbillo Parotite Rosolia in una ragazza di 30 anni 16 SET 2015 VACCINAZIONI
Solo la prevenzione può aiutarci contro le malattie cardiache e il cancro 11 SET 2015 SALUTE
Vaccini, non c'è una verità 10 LUG 2015 VACCINAZIONI
Vaccino anti-papillomavirus: lanciato un appello per la sospensione 8 GIU 2015 VACCINAZIONI
Il vaccino contro il morbillo: ecco in cosa dissento dal Prof. Garattini 3 GIU 2015 VACCINAZIONI
Ecco come la malattia ci insegna a vincere lo stress che l’aveva causata 30 MAR 2015 SALUTE
Prevenzione e terapia dello stress 25 MAR 2015 SALUTE
Prevenzione delle patologie pediatriche (parte seconda): importanza dell'ambiente per la maturazione del sistema immunitario infantile 18 FEB 2015 INFANZIA
Prevenzione delle patologie pediatriche (parte prima): permettiamo al sistema immunitario del neonato di maturare 16 FEB 2015 INFANZIA
Un augurio per l'anno nuovo: ridurre gli psicofarmaci pediatrici 1 GEN 2015 DENUNCIA SANITARIA
Alcune riflessioni sull'influenza, sul vaccino e sulla loro mortalità 7 DIC 2014 VACCINAZIONI
L'Alimentazione che può prevenire e curare le tue malattie 15 OTT 2014 ALIMENTAZIONE
Vaccini pediatrici e autismo, le ricerche di Singh 14 LUG 2014 VACCINAZIONI

Tutti gli articoli di Roberto Gava







Disclaimer

Le informazioni contenute in questo articolo sono puramente divulgative. Tutte le eventuali terapie, trattamenti o interventi energetici di qualsiasi natura che qui dovessero essere citati devono essere sottoposti al diretto giudizio di un medico. Niente di ciò che viene descritto in questo articolo deve essere utilizzato dal lettore o da chiunque altro a scopo diagnostico o terapeutico per qualsiasi malattia o condizione fisica. L'Autore e l'Editore non si assumono la responsabilità per eventuali effetti negativi causati dall'uso o dal cattivo uso delle informazioni qui contenute. Nel caso questo articolo fosse, a nostra insaputa, protetto da copyright, su segnalazione, provvederemo subito a rimuoverlo. Questo sito non è da considerarsi una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato con una frequenza costante e prestabilita. Gli articoli prodotti da noi sono coperti da copyright e non possono essere copiati senza nostra autorizzazione