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03/12/2013

Parto a casa: la Francia approva una legge

di Redazione InformaSalus.it


CATEGORIE: Attualità , Infanzia

gravidanza
Parto a casa: una legge approvata in Francia ha dato il via libera ad una sperimentazione per cinque anni delle 'case delle nascite'

La Francia torna al parto in casa. L'Assemblea Nazionale ha infatti dato il via libera alla sperimentazione per cinque anni delle “maisons de naissance”. Le 'case delle nascite' sono piccole strutture gestite da ostetriche dove le donne partoriranno nella maniera più naturale possibile, senza medicinali, ma con tutte le garanzie di sicurezza sanitaria, come ha spiegato la senatrice centrista Muguette Dini, autrice del progetto di legge appena adottato dal parlamento.

Entro il 2015 potrebbero aprire i battenti una decina di case e questa pratica potrebbe interessare il 5 per cento delle francesi, cioè circa 40.000 nascite.

Le case delle nascite sono rivolte a donne in buona salute: non vengono presi in carico parti gemellari, cesarei o dove la posizione del feto potrebbe indurre a complicazioni. La legge prevede una garanzia di sicurezza: le unità dovranno essere affiliate a un reparto maternità convenzionato e dove, in caso di patologie o complicazioni sopraggiunte durate il parto, la paziente sarà immediatamente trasferita.

La nascita avviene senza anestesia, epidurale o medicinali per provocare il travaglio. La gestione del dolore si fa con massaggi o bagni. La madre e il neonato ritornano a casa appena sei ore dopo la nascita e il resto delle cure si fa a domicilio.
Partorire nelle “maisons de naissance” è anche economico: il costo di un parto in ospedale è di circa 3.000 euro contro i 650 euro nelle case delle nascite.

Secondo Sophie Guillaume, presidente del Collegio nazionale delle ostetriche, queste strutture rappresentano “una risposta a una domanda crescente di madri che vogliono essere protagoniste del loro parto”.

“Nei Paesi in cui questo sistema è già stato sperimentato – ha spiegato la Dini - una valutazione rigorosa dei risultati ha dimostrato che non c'è stato alcun aumento della mortalità neonatale o materna”.

Nel nostro Paese si procede ancora con leggi regionali che però sono differenti tra loro; in alcune Regioni, peraltro, non viene poi di fatto reso accessibile il servizio anche se normato.










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