Omeopatia

Ortega, discepolo di Hahnemann - L’opera di Proceso Sanchez Ortega

Fonte: Il Medico Omeopata


CATEGORIE: Omeopatia

Proceso Sanchez Ortega è stato il discepolo di Hahnemann che più di ogni altro ha seguito gli insegnamenti del Maestro ed ha ampliato i confini della scienza e dell’arte omeopatica hahnemanniana approfondendo il pensiero del fondatore e introducendo alcuni apporti magistrali senza mai abbandonare il filone originario.

Egli ha codificato il metodo clinico-diagnostico-terapeutico omeopatico affermando in maniera chiara gli otto principi su cui si fonda: natura morborum medicatrix-vis medicatrix naturae, similia similibus curentur, sperimentazione pura, individualità morbosa, individualità medicamentosa, dose minima, dinamismo vitale e malattie croniche, mediante la cui applicazione nella clinica è possibile arrivare ad ottenere risultati eccezionali per la cura del malato. La sua profonda conoscenza filosofica e medica gli ha permesso di entrare nel profondo dell’Uomo sano e malato per comprenderne la vera natura e per scoprire la causa fondamentale delle malattie: la perturbazione del principio vitale, come già affermato da Hahnemann, ma in una visione dinamica e clinica. Egli ha collocato nella giusta posizione la geniale e visionaria intuizione di Hahnemann sull’origine delle malattie dando un significato più completo alla parola “miasma”. Secondo Ortega il miasma va inteso, come la perturbazione totale e trascendente dell’essere umano che modifica, sin dalla nascita e durante l’esistenza, il suo modo di essere, il suo modo di agire, il suo modo di pensare, il suo modo di amare, il suo modo di relazionarsi con il circostante ed infine il suo modo di ammalarsi. L’approfondimento della teoria delle Malattie Croniche che Ortega fa, consiste nell’identificazione della vera valenza clinica del miasma visto come alterazione del principio vitale verso l’ipofunzione, l’iperfunzione e la perversione-distruzione; alterazione che condiziona il metabolismo cellulare e di conseguenza determina le alterazioni anatomopatologiche dei tessuti, degli apparati e dell’organismo in toto che in ultimo conducono verso la comparsa della malattia lieve o grave e fino alla morte. L’importanza della teoria dei miasmi genialmente elaborata da Hahnemann è stata approfondita da Ortega permettendogli di arrivare a conoscere il significato di molti dei più importanti fenomeni storici, culturali e medici: il miasmatico nell’estetica, nella storia, nella psicanalisi e nella medicina. Nessuno dei suoi allievi potrà mai dimenticare le lezioni magistrali sull’evoluzione del mondo e dell’uomo, sulla comparazione tra il miasmatico e l’inconscio collettivo junghiano, sulla valutazione del bello nell’arte, nella pittura, nella letteratura e la descrizione dell’estetica.

Ortega ha studiato, spiegato e commentato l’Organon di Hahnemann in maniera esaustiva e profonda riuscendo ad estrarre dall’opera del Maestro insegnamenti eccezionali, superando probabilmente lo stesso Kent, perché è riuscito dove questi non era arrivato: conoscere e presentare l’Organon come trattato di farmacologia, di sperimentazione, di clinica, di igiene, di terapia e di prevenzione delle malattie. Basta leggere il commento che Ortega ha fatto al terzo paragrafo dell’Organon per comprendere la sua grandezza ed includerlo nella schiera dei grandi pensatori medici della storia della medicina. La presa del caso è un altro dei punti forti della clinica orteghiana sviluppata nelle diverse tappe: l’incontro con il medico da parte del paziente, l’empatia del medico, l’interrogatorio diretto e indiretto, la diagnosi (nosologia, sindromica, miasmatica, integrale, individuale e del medicinale), la prognosi e l’intenzione terapeutica. Non va dimenticata l’importantissima spiegazione che egli ha dato alla Sindrome Minima di Valore Massimo di Paschero, riportando la corretta interpretazione di quali siano i sintomi da prendere in considerazione in ogni caso di malattia. Per far questo si è rifatto ancora più strettamente a quanto dice Hahnemann nell’Organon quando afferma che i sintomi da prendere in considerazione devono essere i “caratteristici”, cioè gli straordinari, i peculiari, i prevalenti e i rari. La scelta e la gerarchizzazione dei sintomi, in base alla valutazione miasmatica, rappresentano la base della tecnica terapeutica orteghiana, che ha dato grandi soddisfazioni ed enormi successi terapeutici; come pure le aggiunte che egli ha fatto alle dodici osservazioni di Kent dopo la prima prescrizione.

Nel campo della posologia Ortega è stato uno dei principali sostenitori delle cinquanta millesimali, potenze che egli ha prescritto sin dall’inizio della sua pratica medica omeopatica, diffondendone l’uso in tutto il mondo e soprattutto in Italia quando insieme a T. Paschero, A. Negro e A.Rodriguez ha fondato la L.U.I.M.O.

L’indicazioni sull’uso delle LM è un altro dei grandi apporti che Ortega ha dato alla tecnica e all’arte di prescrizione omeopatica, perché ha messo in relazione la patologia e la sintomatologia legata al miasma prevalente o in attività con la potenza LM da somministrare in sintonia con l’attualità patologica del malato.

Al di là di ciò che ognuno di noi potrà condividere della metodologia omeopatica di Ortega, quello che immutabile rimarrà sempre è l’insegnamento dato agli studenti che da tutte le parti del mondo sono andati ad ascoltarlo: il rigore del metodo, inteso come la più ortodossa applicazione dell’arte e della scienza fondata da Hahnemann, in ogni caso di malattia, dal più semplice al più complesso, in una visione dinamica dei sintomi come espressione dell’alterazione del principio vitale e la modulazione ad opera del miasma esercitata su di esso. Questo rigore traspare in tutta le sua opera, clinica e didattica, permettendogli di presentarsi al cospetto della Storia come il principale continuatore della dottrina e della medicina di Hahnemann.



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