Omeopatia

Organon dell'arte del guarire


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Medicina omeopatica

La recente pubblicazione in una nuova veste editoriale dell’Organon rilancia la estrema modernità di un libro rivoluzionario tuttora in grado di fornire indicazioni per la medicina e la ricerca del prossimo futuro.

Nell’Organon il futuro della medicina e della omeopatia. Troppo spesso anche al giorno d’oggi accade di sentire delle critiche al testo fondamentale dell’omeopatia. Si sentono talvolta dei commenti di colleghi che, pur riconoscendo la validità dell’Organon come base indiscussa dei principi omeopatici, considerano alcuni paragrafi oscuri e troppo legati alle impostazioni filosofiche e culturali dell’epoca di Hahnemann. In realtà è vero il contrario. Alcuni aforismi dell’Organon appaiono pienamente comprensibili alla luce delle più recenti scoperte delle scienze moderne che gettano una nuova luce sulle affermazioni del fondatore dell’omeopatia.

Il testo merita, dunque, di essere meditato e riletto più volte, anche perchè le sue frasi acquistano un significato profondo e più ampio man mano che procediamo nella nostra attività clinica. Non è infrequente, infatti, che dopo aver riletto qualche passo del testo, ci vengano in mente dei pazienti e dei casi clinici che ci hanno permesso di progredire nella nostra professione, riguardo ai quali spesso non esistono parole migliori per riassumerne l’evoluzione di quelle che si ritrovano in questo piccolo libro che è una miniera tuttora ancora non completamente esplorata e le cui gemme potranno essere portate alla luce ancora di più grazie alle progressive acquisizioni scientifiche.

Ciò di cui parla il testo, infatti, è qualcosa di immutabile ed eterno, non soggetto a speculazioni interpretative, ma riguarda qualcosa di molto profondo ed al centro di tutto ciò che è essere un medico e guarire le persone ammalate. Allo stesso tempo sono descritte delle leggi che governano la malattia e la guarigione che sono eterne ed immutabili come quelle della gravità o della termodinamica. Pertanto appare assurdo considerare questo testo di Hahnemann come soggetto alla caducità delle speculazioni ed interpretazioni fallaci di qualunque corrente della medicina o di filosofia della scienza. L’Organon è un blocco monolitico che non può e non deve essere accettato solo in parte. Ogni aforisma è collegato agli altri e solo la visione globale dell’opera è in grado di permetterne la comprensione.

Le parti che vengono più spesso criticate, come quelle riguardanti la teoria dei miasmi, racchiudono dei concetti ancora non compresi in tutta la loro multidimensionalità e dei quali si continuerà a esplorarne la validità di pari passo alle acquisizioni della comunità scientifica. In questo senso ad ogni rilettura gli aforismi assumeranno una luce nuova accompagnando la nostra storia di medici. La sesta edizione dell’Organon è il risultato di un lungo percorso che deriva da ripetute riflessioni ed esperimenti di Hahnemann che, a partire dalla prima edizione in cui il titolo era di “Organon della guarigione razionale” arriva successivamente a partire dalla seconda edizione ad un “Organon dell’arte di guarire” in cui la razionalità scientifica è al servizio di qualcosa di più ampio e che non può essere semplicemente ridotto ad un prontuario terapeutico ed a un protocollo che sia in grado di esprimere una cosa complessa come la vita nel suo divenire.

L’Organon, infatti, ci mette di fronte alla nostra realtà di medici che devono guarire una persona e non semplicemente curare un sintomo. Al giorno d’oggi dobbiamo sfruttare il massimo delle possibilità scientifiche e razionali al servizio delle nostre capacità di comprendere la perturbazione della Forza Vitale del paziente per poterlo restituire, come recita l’aforisma 9, uno dei più profondi del testo, ai più alti fini della nostra esistenza. Questo testo non “invecchierà” mai e sarà sempre un sicuro compagno da consultare, a maggior ragione quando ci troviamo in difficoltà. Le parole di Hahnemann porteranno ausilio e conforto quando inevitabilmente ci troveremmo di fronte a dei casi defettivi e paucisintomatici in cui la reazione della forza vitale appare compromessa e incerta la strada più idonea da percorrere.

Allo stesso tempo, quando la nostra professione ci appare ridotta ad una serie di analisi e di parametri di laboratorio da modificare, dobbiamo sempre ricordarci delle parole di Hahnemann sull’unico e altissimo compito del medico. L’Organon ci restituisce alla pienezza della nostra professione e del nostro ruolo sia di medici che di omeopati. L’Organon, inoltre, ci permette di recuperare nella sua integrità quella relazione medico paziente che oggi è messa in crisi dal sistema di cure attuali.

Un paziente succube del castello kafkiano della babele di accertamenti specialistici troverà nel medico omeopata hahnemanniano un punto di riferimento che gli permetterà di essere visto ed apprezzato nella sua unitarietà biologica unica ed irripetibile e non come una serie di organi ed apparati scollegati tra loro, ma ancor di più come persona sofferente che deve seguire un suo percorso di guarigione che può trovare un saldo aiuto nel medico omeopata. Inoltre la modernità dell’Organon si rende evidente in modo eclatante se consideriamo l’aumento esponenziale delle terapie allopatiche nell’epoca attuale.

È sempre più raro incontrare un paziente che non abbia utilizzato una qualche forma di allopatia e dunque ci troviamo sempre più spesso ad affrontare pazienti che presentano, oltre alla malattia naturale, una o più malattie indotte dai farmaci formando una malattia di malato più difficile da curare o anzi frequentemente incurabile, come recita l’Organon. E ancora riguardo ai protocolli sempre più in auge nell’epoca attuale, come si fa a non esser d’accordo con Hahnemann quando afferma nella nota al § 81 Com’è concepibile che su uno stesso nome sia giustificato uno stesso trattamento! Così come è a maggior ragione importante in epoca attuale giudicare e curare le malattie non in accordo con la somiglianza del nome di uno solo dei suoi sintomi. Ed ancora sugli ostacoli alla guarigione alla nota al § 259, alcune delle parole più poetiche di Hahnemann ci appaiono estremamente attuali e ci riportano all’azione “sottile” dei nostri rimedi che nei giorni nostri.

Si pensi all’inquinamento ambientale ed elettromagnetico, corrono il rischio di dissipare la loro forza benefica: i dolci suoni di flauti lontani che nella calma della mezzanotte elevano a sentimenti ultraterreni un cuore sensibile, struggendolo in un estasi religiosa, sono inudibili ed inutili nel fragore e clamore del giorno. Questi sono solo alcuni esempi della estrema modernità dell’Organon, con il quale ogni medico dovrebbe confrontarsi a maggior ragione considerando la complessità e lo sviluppo delle malattie croniche, che dobbiamo fronteggiare al giorno d’oggi. Nella nostra epoca, infatti, siamo sempre più malati in profondità ed il numero e la proteiformità delle malattie croniche che affliggono l’umanità sono sempre più numerose. L’idra dalle mille teste della Psora, causa prima di tutte le malattie croniche, si comporta come quelle meduse giapponesi che ogni volta che si tenta di ucciderle colpendole, si riproducono moltiplicandosi in modo esponenziale.

Lo stesso effetto viene prodotto sulla Psora dalle medicine allopatiche, mentre i concetti espressi in questo testo da Hahnemann potrebbero essere di aiuto anche per il mondo della ricerca permettendo di comprendere meglio la realtà biologica ed il modo in cui dirige la sua espressione, considerando che molti principi di questo libro sono in perfetto accordo con le frontiere delle ricerche scientifiche attuali. La comprensione della realtà biologica individuale è l’unica via per una reale prevenzione delle malattie che non potrebbe mai essere paragonabile ad un semplice test di screening. Solo attraverso i concetti espressi dall’Organon è possibile riconoscere la presenza di una Psora che cova nel suo stato latente che mai e poi mai sarebbe evidenziabile da un unica analisi del sangue o da una delle più moderne tecniche di imaging diagnostico.

I medici attuali hanno progressivamente perso il loro “fiuto” ed hanno demandato al laboratorio ed agli strumenti una parte delle loro capacità diagnostiche trascurando l’osservazione scevra dai pregiudizi delle variazioni nello stato di salute del corpo e della mente percepite per mezzo dei sensi in particolare di quelle piccole accensioni di una Psora che bisogna riportare al suo stato di latenza. È dunque necessario rileggere e meditare l’Organon. Come afferma O’Reilly: L’Organon è un rimedio della più alta potenza... rivela costantemente nuove meraviglie e misteri, agendo dinamicamente con ogni lettore ed agendo differentemente ad ogni lettura. Accogliamo, dunque, con molto piacere l’edizione Salus Infirmorum dell’Organon che raccoglie le fatiche del lavoro di traduzione e commento del dottor Giuseppe Fagone.

Il testo in esame è un edizione integrale in cui viene tradotto anche il prologo di Hahnemann in cui si scaglia contro il vecchio sistema di medicina con parole che risuonano attuali. Si pensi ai passi in cui Hahnemann critica qualunque sistema che voglia imitare la Natura nelle sue esonerazioni senza che a guidare la Forza vitale ci sia un principio razionale (quanti drenanti vengono tuttora prescritti dagli omotossicologi o anche da alcuni che si dicono omeopati!). Il testo principale viene suddiviso in tre grandi argomenti (i principi , la pratica medica e le tecniche farmaceutiche e accessorie) a loro volta suddivisi in sottogruppi. Si nota in questo senso lo sforzo di rendere il più possibile didatticamente comprensibile il testo, aggiungendo alla fine di ogni sottogruppo di aforismi, il commento da parte del dottor Fagone, seguito da uno spazio in cui si possono inserire nelle note personali.

Attraverso l’esperienza clinica, le lezioni svolte come docente presso la scuola del Centro di Omeopatia di Milano , gli studi effettuati presso alcuni maestri di omeopatia e la consultazione delle precedenti edizioni italiane ed estere, il dottor Fagone rende un importante servizio alla comunità omeopatica permettendo di avere a disposizione una edizione agevole da consultare ed inserendo con i suoi commenti numerosi spunti di approfondimento e di riflessione che saranno sicuramente utili sia a chi si avvicina per la prima volta all’omeopatia, ma anche agli omeopati più esperti. La traduzione è stata effettuata a partire dalla edizione tedesca prendendo spunti anche dalle edizioni inglesi, considerando anche il lavoro dei precedenti edizioni italiane, a partire dal lavoro giudicato fondamentale del professor Meconi.

Alcuni termini sono stati tradotti in modo differente a seconda del contesto della frase ad esempio differenziando il termine di Forza Vitale da quello di Principio Vitale. In ogni caso si nota lo sforzo del traduttore nel rendere scorrevole l’eloquio di Hahnemann cercando di non semplificare eccessivamente la ricchezza delle espressioni utilizzate dal maestro. Spesso, come riferisce il Fagone, gli allievi al termine della lettura degli aforismi sollevano domande e richieste di approfondimento che sono utili per comprendere meglio il significato delle parole di Hahnemann. I commenti inseriti nel testo cercano di portare anche il contributo di queste discussioni oltre ad altri commenti didattici del dottor Fagone. Come afferma Hahnemann solo lo studio delle fonti originali permette al medico di ottenere come migliore ricompensa la coscienza di aver compiuto fedelmente il proprio dovere (nota al §148).

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