Omeopatia
09/04/2009
Omeopatia, una legge per 8 mln di italiani
ROMA - In Italia, il settore dell'omeopatia (8 milioni gli italiani che si curano con medicine naturali, 20 mila i medici che le prescrivono) vive ormai da anni un paradosso legislativo che ha esasperato il comparto e le aziende produttrici di farmaci naturali. E' quanto emerso dal forum organizzato da Direnew communication oggi a Roma - dal titolo "Chi (non) vuole l'omeopatia?" -, al quale hanno partecipato il senatore Domenico Gramazio (Pdl), il senatore Daniele Bosone (Pd), Maurizio Lupardini, psicoterapeuta e docente dell'Associazione medica italiana di omotossicologia (Aiot), e Alessandro Pizzoccaro, presidente di Guna Spa. E proprio quest'ultimo sottolinea appunto come "il settore dell'omeopatia ha aspetti paradossali. Interessa a 8 milioni di italiani, ma da 20 anni non esiste una normativa che ne definisca i contorni legislativi e che consenta la registrazione di farmaci, così come accade per i prodotti classici. L'omeopatia– prosegue Pizzoccaro– deve essere una disciplina medica e su questo il legislatore deve fare chiarezza".
L'Unione Europea, da tempo impegnata ad assicurare un elevato livello di protezione, competitività e innovazione nel settore della salute, ha emanato nel 2006 la direttiva sui farmaci, che ha come obiettivo l'allineamento tra tutti gli Stati membri, Italia compresa, in materia di regolamentazione e commercializzazione di nuove categorie di farmaci. In Italia, però, nonostante le direttive Ue, l'atto amministrativo riguardante l'autorizzazione a registrare nuovi farmaci omeopatici (pur prevista dalla norma comunitaria) non è stato ad oggi formalizzato, nonostante siano trascorsi oltre due anni dal varo della direttiva europea.
L'Agenzia italiana per il farmaco (Aifa), non presente al Forum, pur invitata, pochi giorni fa ha pubblicato sul suo sito i documenti relativi alla registrazione dei farmaci, secondo una procedura semplificata. "Il passo compiuto da Aifa è piccolo ma importante– continua il presidente di Guna– ci consente di registrare altri farmaci purchè, però, non riportino indicazioni terapeutiche, posologia e possano essere utilizzati solo per via orale. La situazione non cambia di molto rispetto a quella vissuta fino ad oggi, nel quale il farmaco omeopatico, privo di una legislazione adeguata, è sostanzialmente tollerato".
Pizzoccaro lancia un appello alle istituzioni: "Esiste una legge europea che regolamenta i farmaci omeopatici, considerando l'omeopatia una medicina a tutti gli effetti, ma nel nostro Paese si fa fatica a metterne in risalto gli aspetti positivi. Il mondo politico, invece, proprio perchè i prodotti omeopatici non hanno effetti collaterali, dovrebbero essere i paladini di questo settore, nell'interesse della comunità intera".
Leggi e norme che mancano, dunque, e un comparto che da anni non può mettere sul mercato nuovi prodotti: quelli che ci sono, infatti, vengono 'tollerati', senza che vi siano indicazioni mediche, foglietti illustrativi, posologie. "Guna ha nel cassetto una piano di sviluppo che prevede 150 nuove assunzioni, ma che nel cassetto resta, vista la situazione italiana. Detto questo- chiude Pizzoccaro- il comparto è il solo che cresce anno dopo anno. Per assurdo, noi abbiamo visto registrati negli Usa medicinali omeopatici senza che questo sia avvenuto in Italia. Siamo dunque promossi dal mercato, e intendiamo proseguire la nostra battaglia affinché le cose cambino".
L'IMPEGNO BIPARTISAN DELLA POLITICA: "SUBITO UNA LEGGE" - "E' necessario dare vita ad una legge che regolamenti l'omeopatia, per garantire la libertà di cura ai milioni di italiani che oggi vi fanno ricorso". Parole del senatore Domenico Gramazio (Pdl), vicepresidente della commissione Igiene e Sanità del Senato, per il quale "è d'obbligo regolamentare questo settore, perchè sono prodotti usati da medici e pazienti. La mia paura– continua– è che senza una adeguata registrazione dei farmaci, si possa correre il rischio di veder proliferare 'stregoni' e prodotti dalla dubbia provenienza, che vengono spacciati come omeopatia". Per accelerare i tempi di redazione della legge, Gramazio propone di "stabile i soggetti da sentire per avere i pareri professionali, ma senza perdersi in audizioni inutili".
D'accordo Daniele Bosone (Pd), anch'egli vicepresidente della commissione Igiene e Sanità del Senato: "Sono relatore del provvedimento- spiega- e possiamo mantenere come valide le audizioni svolte nella passata legislatura: entro maggio, dunque, potremmo avere un disegno di legge unico, condiviso, da presentare in commissione".
E GUNA SPA RINUNCIA AI BREVETTI: "SCEGLIAMO IL FUTURO" - "La Guna Spa rende noto che dall'intera gamma di farmaci di propria produzione, sono state eliminate tutte le procedure di protezione brevettuale di prodotti e processi industriali". E' quanto annuncia Pizzoccaro, presidente di Guna Spa. "Abbiamo pensato– continua– di fare una proposta autonoma, che non intende certo condizionare la politica e il legislatore, perchè ci siamo resi conto che brevettare significa anche investire tempo e risorse (personale e denaro) solo per proteggere qualcosa, per garantirsi una rendita su una conoscenza acquisita, invece che investire nella ricerca, in qualcosa di nuovo, nel futuro".
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