Omeopatia

L’omeopatia nelle valli di Zeri

Fonte: Il Granulo


CATEGORIE: Omeopatia

gregge
La medicina omeopatica nell'allevamento ovino di Zeri

Una collaborazione tutta al femminile

In Alta Lunigiana (provincia di Massa-Carrara), da alcuni anni nel comprensorio di Zeri sono attivi progetti di ricerca sull’applicazione della medicina omeopatica nell’allevamento ovino. Zeri è un comune di montagna: comprende tanti piccoli borghi con una popolazione in continua decrescita poiché il territorio offre scarsi sbocchi lavorativi ai giovani.

Tipica di questa zona è la pecora di razza Zerasca, di taglia medio-grande, cornuta, magnifica pascolatrice nelle zone impervie, che partorisce un agnello a crescita veloce in breve tempo, denominato “agnello pesante di Zeri”. Questo, per le sue pregiate caratteristiche organolettiche, è divenuto da alcuni anni presidio slowfood. Un gruppo di giovani donne, istruite e sensibili, recuperando il mestiere che era stato dei loro nonni, ha deciso di dedicarsi a una pastorizia di qualità e, insieme agli altri allevatori, ha istituito un Consorzio per la valorizzazione del loro prodotto. Si tratta di Patrizia Figaroli, Valentina Merletti, Cinzia Angiolini, che hanno deciso di investire energie nella loro terra, e con grande amore si dedicano a un mestiere duro e faticoso.

Le allevatrici di Zeri sono molto attente alla salute e al benessere delle loro pecore e cercano di capire e approfondire i problemi che si verificano nei loro allevamenti. Hanno quindi accolto con entusiasmo la proposta di sperimentare la medicina omeopatica per il controllo delle parassitosi, in particolare le strongilosi gastro-intestinali (vedi box); quindi, dal 2002 in poi, sono stati intrapresi diversi progetti di ricerca in collaborazione con il Dipartimento di Produzioni Animali e il Dipartimento di Clinica Veterinaria - Facoltà di Medicina Veterinaria, Università di Pisa – Istituto Zooprofilattico Sperimentale Regioni Lazio e Toscana, Sezione di Pisa.

Anche il gruppo di ricerca è costituito da donne: Novella Benvenuti, Giuliana Terracciano, Lorella Giuliotti e la sottoscritta formano un gruppo interdisciplinare costituito da zootecnici, clinici, omeopati, esperti di analisi di laboratorio. Insieme alle allevatrici è stato analizzato il problema delle parassitosi valutandone le relazioni con l’ambiente, la genetica, l’alimentazione degli animali, la gestione dei pascoli. Abbiamo messo in luce come la pratica diffusa di somministrare il vermifugo agli animali senza aver compiuto alcuna analisi preliminare non sia corretta perché i vermifughi hanno un forte impatto sull’ambiente: basti pensare che il più utilizzato, l’Ivermectina, rimane per 50 anni nel terreno, può inquinare falde acquifere e produzioni vegetali e può risultare ecotossico perché uccide molti microrganismi necessari al terreno.

Infatti, studi hanno evidenziato come gli animali possano vivere in equilibrio con i parassiti che sono utili, se in quantità non eccessiva, a potenziare l’immunità dell’animale stesso. Si è, quindi, stabilito di sottoporre i greggi a un monitoraggio parassitologico per misurare la carica parassitaria (Uova per Grammo di Feci) nelle varie stagioni dell’anno, e tentare il trattamento omeopatico in una parte delle pecore. Sono state prese in considerazione tutte le specie parassitarie che colpiscono gli ovini: i distomi, le tenie, i coccidi, gli strongili bronco-polmonari e gli strongili gastro-intestinali.

Il medicinale omeopatico è stato prescritto in base alle caratteristiche del singolo gruppo: ogni gregge ha così avuto il suo medicinale.
La visita omeopatica comprende un’accurata osservazione del territorio e del clima, delle strutture, dell’alimentazione, dei rapporti uomo-animale e delle dinamiche all’interno del gregge; si prosegue con un’indagine patologica recente e remota del gruppo, un’analisi dei comportamenti riferiti all’etologia della specie e delle modalità con cui i singoli animali del gregge si rapportano all’ambiente. Si effettua la visita clinica tradizionale dei soggetti ammalati con eventuali esami di laboratorio.

I protocolli di ricerca comprendevano analisi parassitologiche, del sangue, rilievi clinici e produttivi: sono stati sempre rispettosi del benessere animale dimostrando come si possa fare ricerca su modelli animali senza ricorrere ad animali da laboratorio. Tali ricerche, grazie all’utilizzo dell’omeopatia negli allevamenti, hanno accresciuto il benessere delle pecore perché l’approccio omeopatico ha reso più consapevoli le allevatrici rispetto alla gestione e alle esigenze dei loro animali.

I risultati scaturiti dalle ricerche hanno indicato come spesso nelle razze ovine rustiche non vi siano relazioni significative tra carica parassitaria, valori del sangue e produttività degli animali, facendo riflettere circa l’opportunità di effettuare i trattamenti farmacologici convenzionali antiparassitari rischiosi, come sopra indicato, quando vi sia una situazione di buon equilibrio tra ospite, ambiente e parassita.

Il medicinale omeopatico ha indotto, nei vari esperimenti, un contenimento della carica parassitaria al di sotto della soglia di rischio, buoni livelli produttivi e un soddisfacente stato di salute degli animali in prova, stimolando positivamente la resistenza degli animali.

La metodologia omeopatica è apparsa di pratica utilità grazie alla sua facilità d’uso, ai costi di gestione contenuti, all’assenza di tossicità.
Alcune allevatrici hanno deciso di estendere l’utilizzo dell’omeopatia a tutte le malattie del gregge; altre di continuare a utilizzare il medicinale indicato per quel gregge anche dopo la fine delle sperimentazioni e di utilizzare i vermifughi convenzionali solo in caso di effettiva necessità e solo dopo diagnosi corretta. In questo modo hanno ottenuto più di un risultato: mantenuto più pulito il loro ambiente, abbattuto i costi di gestione dell’allevamento, valorizzato ulteriormente il loro prodotto agli occhi dei consumatori.

Nella zootecnia che voglia perseguire modelli di sostenibilità ambientale e di etica del rapporto uomo-animale, la medicina omeopatica s’inserisce come approccio sanitario di prima scelta per l’assenza di residui, l’approccio globale alla salute e l’approfondimento delle interazioni animale-ambiente-uomo.

Che cos’è una parassitosi nelle pecore e perché può diventare una vera e propria malattia
Gli ovini sono una delle specie domestiche maggiormente colpite dalle parassitosi, i parassiti interni (endoparassiti) degli ovini appartengono a diverse specie e generi. Ci sono protozoi, come i coccidi, vermi piatti (platelminti) come le tenie, vermi tondi (nematelminti) come gli strongili. Gli animali convivono, senza subirne danni, con quantità limitate di parassiti, mentre se i parassiti aumentano oltre un certo numero si possono avere disturbi quali dimagramento, anemia, diarrea e tosse se si tratta di parassiti che colpiscono l’apparato respiratorio.

L’organismo animale è dotato di capacità di resistenza ai parassiti, cioè di limitare la carica parassitaria tramite i propri meccanismi di difesa organica, e la capacità di resilienza, cioè di tollerare senza ammalarsi la presenza dei parassiti stessi. Si suppone che la terapia omeopatica possa agire stimolando entrambe tali capacità dell’organismo animale. I progetti di monitoraggio svoltisi negli ultimi otto anni nelle valli di Zeri hanno riguardato il controllo di tutte le specie parassitarie presenti e, contemporaneamente, sono stati controllati i valori del sangue, la fertilità e i sintomi clinici. Nell’ultimo progetto, inoltre, sono stati studiati i valori relativi all’immunità.

Come si fa a trovare un solo medicinale per un gregge?
Di seguito la metodologia applicata, prendendo come riferimento l’allevamento di Cinzia, il cui gregge è formato da 200 pecore.

Ricerca del medicinale del gregge per il trattamento delle parassitosi.
Gli ovini sono ricoverati in un ovile nelle ore notturne tutto l’anno per la presenza di predatori (lupo), pascolano nelle ore diurne, integrazione alimentare a base di fieno e cereali.

Storia (Anamnesi) patologica
Frequenti episodi di bronchiti e polmoniti sia nei soggetti giovani sia negli adulti; nei giovani mortalità e disturbi gastro-enterici con meteorismo; negli adulti tosse secca, rare mastiti; sono annualmente effettuati due trattamenti antiparassitari con farmaci tradizionali.

Comportameno del gregge
Le pecore sono comunicative, molto vivaci e giocherellone; in alcuni momenti c’è competizione fra loro; l’allevatrice riferisce che questo gregge tende a non seguirla, manifestando una certa autonomia, anche l’operazione di far rientrare le pecore nell’ovile, pur se con l’aiuto del cane, è difficoltosa. Gli animali, appena vedono da lontano il nostro gruppo che si avvicina, belano insistentemente a mo’di richiamo.

Caratteristiche comportamentali del gregge prese in esame per la scelta del medicinale omeopatico
Relativa autonomia e una certa fierezza (dato comportamentale molto particolare trattandosi di pecore), vivacità e comunicatività, problemi respiratori.

Prescrizione.
In questo gregge è stato prescritto un medicinale omeopatico della famiglia dei serpenti, alla decimillesima diluizione korsakoviana (XMK). La somministrazione è stata fatta alle singole pecore per via orale con erogatore a spruzzo, una volta ogni 15 giorni per due mesi.



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