Omeopatia

L’Omeopatia nel reflusso gastroesofageo in età pediatrica

Fonte: Il Medico Omeopata



bambino salute

RIASSUNTO
Il reflusso gastroesofageo è una patologia frequentemente diagnosticata con sintomi tipici ed atipici in un numero sempre maggiore di bambini. Attraverso l'analisi di alcuni casi clinici pediatrici viene messo in evidenza il ruolo dell'Omeopatia nei bambini affetti dal reflusso gastroesofageo. La Omeopatia può essere molto efficace nella terapia dei bambini affetti da reflusso gastroesofageo intervenendo sulle predisposizioni miasmatiche alla base della patologia. Il reflusso gastroesofageo è una patologia proteiforme che oltre ai sintomi gastrointestinali può presentare una serie di sintomi anche in altri distretti corporei. La base miasmatica in tali pazienti è particolarmente evidente. I casi clinici riportati evidenziano che tale patologia può essere efficacemente trattata con la terapia omeopatica molto in profondità.

PAROLE CHIAVE
Reflusso Gastroesofageo, Miasmi, Omeopatia, Pediatria, bambini.

SUMMARY
Gastroesophageal reflux is a very frequent diagnosis with typical and atypical symptoms in Pediatrics. Some clinical cases of Gastrointestinal Reflux succesfully treated by homeopathy are illustrated in this research. Furthermore Homeopathy is able to cure the miasmatic predisposition of children at the basis of this pathology. Gastroesophageal reflux is a proteiform disease with possible symptoms in many organs. Miasmatic predisposition is very important in this disease and homeopathy can cure these children very deeply.

KEYWORDS
Gastroesophageal Reflux, Miasms, Homeopathy, Pediatry, Children.

Introduzione
In età pediatrica il reflusso gastroesofageo rappresenta una diagnosi di sempre maggiore riscontro nella pratica clinica quotidiana. Si può presentare come fenomeno fisiologico (GER o Gastroesophageal Reflux) che fa parte del normale processo di maturazione dello sfintere esofageo inferiore e della continenza cardiale ma può anche manifestarsi come malattia da reflusso gastroesofageo (GERD o Gastroesophageal Reflux Disease) che può essere particolarmente severa e presentarsi in bambini affetti da patologie neurologiche particolarmente gravi come le paralisi cerebrali infantili andando a compromettere ulteriormente la crescita e la salute dei bambini affetti da tali patologie.

Reflusso Gastresofageo (GER) e Malattia da Reflusso Gastroesofageo (GERD)
Il reflusso gastroesofageo (GER o Gastroesophageal Reflux) è il passaggio di contenuto gastrico nell'esofago con o senza rigurgito o vomito. La comparsa del reflusso semplice può essere un processo normale che avviene più volte al giorno nei lattanti sani, nei bambini e negli adulti.
La malattia da reflusso gastroesofageo (GERD o Gastro Esophageal Reflux Disease) si verifica invece quando il reflusso di contenuto gastrico causa disturbo, sintomi o complicanze. é importante differenziare queste due condizioni cliniche (1). Il reflusso semplice è una condizione che tende spontaneamente a risolversi e che non richiederebbe terapie allopatiche in special modo nei lattanti. Tuttavia una eccessiva medicalizzazione del sintomo può portare ad un eccesso di diagnosi di GERD e dunque di terapie che sono comunque piuttosto importanti anche perchè si tratta di in una età in cui molti farmaci sono impiegati off label, vale a dire al di fuori delle indicazioni terapeutiche approvate dalle autorità scientifiche. Tutto ciò ha suscitato anche dei ripensamenti e delle discussioni anche tra i pediatri (2).

Diagnosi differenziale tra il reflusso gastroesofageo (GER) e la malattia da reflusso gastroesofageo (GERD)
Il reflusso gastroesofageo può essere presente anche fisiologicamente nei primi mesi della vita in quanto potrebbe non essere ancora giunta a completa maturazione la giunzione cardiale, e con alcuni accorgimenti legati alla frequenza dei pasti e alla posizione dopo la poppata questo problema si può risolvere spontaneamente. E' un processo normale che avviene più volte al giorno nei lattanti sani, nei bambini e negli adulti. La gran parte degli episodi dura meno di 3 minuti, si verificano nel periodo postprandiale e non causano altri sintomi. Il Reflusso Gastresofageo fisiologico è molto frequente ed interessa circa il 10 % dei lattanti nei primi mesi di vita (3). Secondo alcuni studi, nella pratica clinica di base, il reflusso semplice è ancora più frequente ed interesserebbe circa il 50% dei lattanti al di sotto dei tre mesi, ma già a 10/12 mesi la percentuale diminuisce al di sotto del 5% (4) e la maggior parte dei lattanti che ne soffrono vanno incontro alla guarigione quando la continenza del cardias viene raggiunta. Il reflusso gastroesofageo semplice non determina altri problemi.

Ben diversa è la situazione nella Malattia da Reflusso Gastroesofageo. Tale condizione clinica è caratterizzata oltre che dalla presenza del reflusso anche da una serie di sintomi che creano un notevole impatto sulla salute dei piccoli pazienti. Si differenzia dal reflusso semplice proprio per la presenza di ulteriori sintomi e complicanze. La presenza della scarsa crescita oltre che di vomito ricorrente è uno dei primi segnali che indirizzano verso la possibilità di diagnosticare una GERD. I sintomi atipici che si associano al reflusso nella GERD sono molto numerosi considerando che anche sintomi respiratori, neurologici, odontoiatrici, otorinolaringoiatrici e di altre specializzazioni sono spesso interessati nella GERD e sebbene vi siano alcune discussioni tra i diversi specialisti nell'attribuzione al reflusso di un così gran numero di sintomi, tuttavia per molti sintomi tale rapporto è stato evidenziato ed ha trovato il consenso anche nella elaborazione di linee guida sulla GERD (5).

In realtà da un punto di vista miasmatico si potrebbe valutare come a partire da un sintomo banale che hanno una gran parte dei lattanti, il reflusso possa manifestare tutta una serie di sintomi anche molto gravi che caratterizzano la GERD in diverse sedi dell'organismo e che vanno di pari passo con il carico di miasmi attivi che sono presenti nel bambino. Oltre alla scarsa crescita psorica si possono presentare sintomi respiratori che vanno dalla tosse persistente ed asma alla possibilità di polmoniti ricorrenti e malattia interstiziale polmonare, conseguenze di inalazione. A livello otorinolaringoiatrico in età pediatrica il reflusso può associarsi e determinare molti sintomi quali laringiti, rinite cronica, sinusite, bolo faringeo, stridore, otalgia patologie cordali e disfagia (6). Le suddette patologie respiratorie possono verificarsi anche per la componente riflessa vagale oltre che per l'azione dell'acido sulle vie respiratorie.

Si possono avere le complicanze gastriche ed esofagee quali esofagite, esofago di Barret ed altre. I sintomi neurologici possono essere importanti sopratutto nei casi più gravi di reflusso secondario in bambini che presentano patologie neurologiche come le paralisi cerebrali infantili che rappresentano uno dei principali fattori di rischio. Ma nella GERD possono essere presenti sintomi come il pianto inconsolabile o le apnee che sono direttamente legati al reflusso e che sono spesso l'espressione clinica del miasma in azione. Una sindrome neurologica caratteristica che può essere dovuta alla GERD è la sindrome di Sandifer che è una malattia distonica parossistica del movimento associata a reflusso gastroesofageo e, in alcuni casi, ernia iatale. I movimenti distonici sono caratterizzati da un'anomala postura della testa e del collo (collo torto) e da grave incurvamento della colonna vertebrale dorsale. Le crisi di solito durano 1-3 minuti e possono verificarsi più di 10 volte al giorno. Curando il reflusso scompare anche la sindrome di Sandifer.

Altri sintomi atipici che possono essere presenti sono anemia, erosioni dentali, episodi di ALTE (Apparent Life Threatening Event - Evento apparentemente rischioso per la vita) vale a dire di un evento critico che insorge acutamente in sonno o in veglia e che si presenta in soggetti di età inferiore all'anno in cui, assieme all'apparente interruzione dell'attività respiratoria, sintomo più evidente e preoccupante per coloro che assistono all'evento, vengono rilevati altri sintomi come il cambiamento del colorito cutaneo del volto e/o del tronco e degli arti (cianotico o pallido con o senza marezzatura), l'alterazione del tono muscolare (ipotonia, flacidità, ipertonia), talvolta la perdita di coscienza della durata che varia da un minuto a 10 minuti circa. Il reflusso compare anche in forme secondarie a patologie come stenosi ipertrofica del piloro, atresia esofagea, malrotazione intestinale o cerebropatie in cui è già presente sin dalla nascita un impatto miasmatico molto importante.

Materiali e metodi
Sono presi in esame due casi clinici pediatrici principali particolarmente rappresentativi oltre ad una serie di casi clinici brevi che evidenziano alcune delle problematiche di frequente riscontro nella pratica clinica. Nel primo caso clinico si tratterà del problema dell'eccesso di medicalizzazione del reflusso e del ruolo che l'omeopatia può avere nel permettere il pieno recupero del paziente senza correre il rischio di innescare con i farmaci allopatici degli effetti soppressivi e di attivazione miasmatica. Il secondo caso clinico descrive una malattia da reflusso gastroesofageo severa e complicata in un bambino affetto da cerebropatia infantile e permette di evidenziare il ruolo della omeopatia sia nel trattare gli effetti collaterali dei farmaci allopatici oltre che, attraverso una terapia del miasma, di trattare la malattia da reflusso gastroesofageo migliorando globalmente il paziente anche sul piano neurologico e generale. Altri brevi casi clinici illustrano altre possibilità terapeutiche omeopatiche in cui tale patologia è stata trattata con successo.

Risultati

Caso Clinico 1
R. nato pretermine con parto indotto per sofferenza fetale al monitoraggio cardiotocografico. Dopo 72 ore dalla rottura del sacco non si incanalava nonostante tentativi con la ventosa. Ittero nei primi giorni di vita che ha necessitato di incubatrice con la fototerapia. La madre riferisce che cerca il calore e ama fare il bagno con l'acqua calda, se con il passeggino cammina nella parte assolata si calma e si tranquillizza. Ama la luce ed il sole. La mamma e la nonna in apprensione per il piccolo tendono a dare un aggiunta di latte in polvere che non sarebbe necessaria perchè il bambino ha ripreso il peso e cresce regolarmente. è presente alla nascita una ipospadia che andrà controllata per possibile intervento in futuro.

Visito il bambino a 20 giorni di vita ed oltre ai sintomi riferiti presenta lieve subittero alle sclere, lieve irritazione congiuntivale, crosta lattea ben evidente sul cuoio capelluto. Viene riferito che il colore delle urine è leggermente sull'arancio. I riflessi neonatali di Moro, della marcia automatica, di prensione e gli altri riflessi sono nella norma come la manovra di Ortolani. Il fegato è leggermente aumentato di volume ed il bambino è irritabile, non ama essere visitato tranne che quando sta sotto la luce diretta della lampada.
Sulla base della irritabilità, del colore delle urine, della storia dell'ittero, dell'aumento di volume del fegato e della freddolosità con miglioramento generale con il calore prescrivo LYCOPODIUM 4-6 LM CURE mezza capsula al dì. Al successivo controllo a circa 2 mesi la situazione è nettamente migliorata, il bambino cresce, si alimenta bene, non presenta più coliche gassose, l'alvo è regolare, più tranquillo e non ha più il subittero alle sclere.

Al terzo mese di vita dopo un episodio di vomito della durata di due giorni di presumibile origine virale in cui il bambino probabilmente non gradiva l'aggiunta serale del latte in polvere, consultando il pediatra di famiglia viene ventilata la ipotesi di possibile stenosi ipertrofica del piloro per cui al secondo giorno di vomito il lattante viene portato al PS ospedaliero in cui con una ecografia escludono la stenosi ipertrofica del piloro ma per precauzione ricoverano il bambino che nel frattempo aveva un lieve rialzo febbrile. In ospedale risulta tutto negativo ma al ritorno dal suo pediatra di base viene diagnosticato un reflusso gastroesofageo patologico con sospetta esofagite e viene prescritto raniditina sciroppo e uno sciroppo antireflusso. Dopo una settimana di questa terapia il bambino non migliora ma ogni volta che prende la ranitidina peggiora il sintomo e tende ancora di più al vomito ma non si riesce a sospenderla per il rigurgito ormai continuo.

Al quarto mese di vita la mamma ritorna a visita non sapendo come andare avanti. Dopo un colloquio approfondito confessa che sentendosi in colpa aveva aumentato l'aggiunta di latte in polvere poco prima che succedesse tutto ciò. L'alvo è completamente irregolare, il bambino non dorme e non cresce bene. Solo il calore, l'acqua calda o l'aria calda del phon lo calmano per poco tempo altrimenti piange e si lamenta continuamente. La mamma riferisce che dopo avere pianto è esausto ed è molto abbattuto. Quando lo visito, piange e strilla. Solo mettendo il dito sulla bocca dello stomaco e massaggiando in un certo modo si calma immediatamente. Il rigurgito acido è particolarmente evidente e basta cambiare la posizione del bambino per visitarlo per suscitare tale rigurgito. Permane la estrema freddolosità ed il miglioramento con il caldo. Prescrivo MURIATICUM ACIDUM 200 K due granuli al dì per 40 giorni, sospendendo gradualmente la terapia allopatica.

Al controllo dei 5 mesi il bambino sta molto meglio, ha interrotto la terapia allopatica ed il reflusso è quasi completamente scomparso, tranne che il pomeriggio.
MURIATICUM ACIDUM MK monodose + 35 K per 28 giorni. Al sesto mese sta bene, non ha reflusso, solo un po' irritabile, specialmente il pomeriggio. LYCOPODIUM 7-9 LM CURE mezza capsula al dì.

Caso clinico 2
L. nato pretermine fortemente sottopeso. La madre veniva ricoverata in gravidanza alla 25 settimana per sospetta patologia emolitica materno fetale, e viene evidenziata una placenta previa che lo fa crescere poco. La gravidanza è gemellare ma rispetto al fratellino cresce di meno. Nasce alla 30 settimana con taglio cesareo presentando ipospadia, angioma del cuoio capelluto e problemi neurologici. Alla nascita Apgar 7 e 9. All'ecografia cerebrale vi era una lieve iperecogenicità diffusa in diverse zone cerebrali, asimmetria ventricoli laterali e aumento degli spazi liquorali. In 2 giornata ecocardiogramma evidenzia pervietà del forame ovale. Viene prescritto il surfactante per favorire la maturazione polmonare e l'apertura degli alveoli e ricoverato in neonatologia in incubatrice. L'alimentazione durante il ricovero è parenterale e poi enterale anche quando esce dall'ospedale.

Viene diagnosticato sin dalla nascita un reflusso gastroesofageo che viene trattato sin dall'inizio con ranitidina per scongiurare il pericolo di polmoniti ad ingestis. In questa situazione il reflusso può essere un pericolo ulteriore per le possibili complicanze che si possono avere e per la possibile esofagite che impedisce ulteriormente di alimentarsi e di uscire fuori da una condizione clinica piuttosto complessa. Ad un anno di vita gastroenterite da rotavirus con ulteriori ripercussioni a livello gastrointestinale. Il reflusso gastroesofageo peggiora e richiede il passaggio dalla ranitidina all'omeprazolo che però peggiora ulteriormente la situazione provocando un broncospasmo che si associa al reflusso stesso. Il reflusso è pressochè costante e giunge a visita in tale situazione in cui l'alimentazione e la crescita sono fortemente compromesse oltre che lo sviluppo e le acquisizioni del bambino che sono fortemente in ritardo.

Prima visita ad 1 anno e 2 mesi di vita. Tosse non appena si sdraia. Sin dalla nascita presenta dei tic specialmente quando dorme, dei sussulti che sono ulteriormente peggiorati dopo le prime dosi di vaccini. Le articolazioni sono molto lasse ed assume delle posizioni innaturali con escursioni articolari molto ampie. Non deambula e si trascina sul pavimento. Le gambe sono ipertoniche evidenziando un deficit neurologico importante. Durante la notte mi riferiscono tremori, sobbalzi, le mani contratte a pugno. Deve fare controlli neurologici per una sospetta forma di distrofia muscolare che non viene trovata ma i problemi sono da attribuire alla situazione neurologica centrale. Urla nel sonno. Curvo, sta chiuso come in un uovo. Per poter consentire la sospensione della ranitidina, che prende ormai da oltre un anno, al fine di attenuare gli effetti collaterali e il rischio di un rebound di acidità, prescrivo NUX VOMICA 30 CH due granuli per tre volte al dì prima in associazione e poi scalando e togliendo il farmaco allopatico. La NUX VOMICA , inoltre, è utile anche per diminuire lo stato di ipertono muscolare e di contratture che , specialmente durante la notte, si evidenziavano in tutta la loro espressione. Dopo circa un mese le condizioni cliniche erano migliorate e non vi erano più gli effetti della ranitidina sovrapposti al quadro clinico. Migliorato il reflusso, presentava ancora i sintomi neurologici. Prescrivo CALCAREA FLUORICA 6LM gocce. Tre gocce al dì.

Visita di controllo dopo 1 mese: migliorata la crescita, le articolazioni hanno meno escursioni e la struttura osteomuscolare è più solida. Sono diminuiti gli atteggiamenti e le posture innaturali Persistono però i sussulti nel sonno, i tic. Non parlando, emette dei versi gutturali incomprensibili e tende a ripetere con un balbettio dei versi che ascolta. Ogni tanto rimane imbambolato, non sente i rumori che vi sono intorno e la madre è preoccupata che vi siano problemi uditivi che però vengono esclusi dagli specialisti audiologi. In tali fasi appare distante e non viene minimamente coinvolto da quello che lo circonda. Se viene sgridato si incanta e non reagisce, balbettando qualche verso incomprensibile. Ha bisogno di tanto riposo. Ogni tanto dondola la testa in modo caratteristico. Presenta delle analogie nei movimenti della testa con la sindrome di Sandifer che è caratterizzata dall'associazione di posture e movimenti distonici e reflusso gastroesofageo.

HELLEBORUS NIGER MK + 35 K
Visita di controllo dopo 1 mese. Molto migliorato. Non ha più reflusso. è più partecipe del mondo esterno, è come rifiorito. Ha iniziato ad aprirsi con gli altri bambini. Inizia anche a parlare e a fare piccole frasi. Non ha più scosse durante il sonno e non dondola più la testa.
HELLEBORUS NIGER XMK +35K
Successivo controllo dopo 3 mesi: ulteriore miglioramento delle capacità relazionali, della postura, e della situazione neurologica. Dorme tutta la notte senza problemi. Continua a crescere e a migliorare e non presenta più il reflusso che era stata una costante del primo anno di vita.
HELLEBORUS NIGER XMK + 35 K

Altri casi clinici in breve
Un caso clinico di sintomi atipici otorinolaringoiatrici è quello di M. bambino che viene a visita a 5 anni perchè oltre al reflusso presenta sin dal primo anno di vita episodi frequenti di tosse abbaiante e spasmodica che limitavano molto le sue capacità relazionali e che dopo ripetuti controlli specialistici erano stati attribuiti anche dall'otorinolaringoiatra ad un laringospasmo secondario a reflusso gastroesofageo essendo tutti gli altri esami negativi. M. è un bambino timido che tende a trattenere le emozioni dentro di sé. Alla prima visita è difficile chiedergli qualcosa perchè si nasconde dietro la madre. Se viene sgridato, specialmente dalla madre, si mortifica. Ha sofferto di epistassi, ha un soffio sistolico al cuore. è molto ordinato, pignolo. Peggiora al mare e nelle ore più calde. Ama le patatine e il prosciutto crudo. La terapia con NATRUM MURIATICUM 4-6 LM CURE una capsula la dì e successivamente 7-9 LM CURE una capsula al dì ha completamente sbloccato la situazione non solo a livello della tosse che è scomparsa ma anche a livello mentale in quanto si è aperto di più, soprattutto a scuola e con i compagni. Non presenta più un blocco delle emozioni che lo trattengono nei rapporti con il suo ambiente e con gli altri ed è molto più sereno anche in famiglia. Spesso la mamma racconta che si fa rispettare molto di più anche con i suoi compagni ed in famiglia è uscito fuori il suo carattere: fatica a stargli dietro mentre prima era più docile e remissivo.

Un altro caso clinico in cui il reflusso si associa ad altri sintomi è quello di G. di 8 anni che è affetto da disturbo specifico del linguaggio con difficoltà scolastiche per cui deve essere seguito con un insegnante di sostegno ed effettuare terapie logopediche per recuperare le acquisizioni scolastiche. La mamma afferma che ha difficoltà a gestire le informazioni che gli arrivano e che spesso ha episodi in cui sembra assente. EEG negativo per piccolo male. Ha difficoltà ad immagazinare le informazioni, più con le lettere che con i numeri. Deve associare il nome con la immagine visiva per poter andare avanti altrimenti sbaglia i nomi. Ha molta ansia e paura di sbagliare. Ama molto lo zucchero e i dolci. Ha avuto la mononucleosi che lo ha molto debilitato ed ha molti nei. Digrigna i denti nel sonno. Gira continuamente intorno alla madre se si annoia. Oltre a un fase di CARCINOSINUM MKmonodose, la terapia con SILICEA MK monodosi ripetute per tre volte ogni 15 giorni e poi SILICEA XMK monodose hanno avuto un netto miglioramento generale oltre alla scomparsa del reflusso gastroesofageo. Ha anche tolto lo zucchero raffinato dalla alimentazione ed effettuato un periodo di terapia con SACCHARUM OFFICINALIS 9 CH tre granuli al dì, per antidotare gli effetti dello zucchero raffinato che nei bambini con problemi di deficit dell'attenzione può avere un ruolo.

Altro caso interessante è quello di D. che nato pretermine, oltre alla diagnosi di reflusso aveva una laringomalacia, plagiocefalia, ritardo nelle acquisizioni psicomotorie ed ipertono muscolare dopo la nascita. Presenta fotofobia, è magro, esile e longilineo pur mangiando molto. Freddoloso, ama coprirsi molto, presenta rigurgito e vomito molto frequente. Dopo la terapia con CALCAREA PHOSPHORICA 4-6LM CURE una capsula al dì e successivamente 7-9 LM sempre in CURE una capsula al dì, la scomparsa del reflusso si è accompagnata ad un profondo cambiamento di carattere: è diventato più calmo e riflessivo e soprattutto molto più affettuoso e meno capriccioso. è cresciuto molto ed ha recuperato molte tappe nel linguaggio e nel movimento.

Altro caso clinico è quello di P. di tre anni in cui il reflusso era associato alla neurofibromatosi di Von Recklinghausen. Bambino mite, leggermente sovrappeso con alvo stitico e con molto sudore alla testa, dissimetrie facciali, insonnia, dolori ossei notturni e infezioni respiratorie ricorrenti, è notevolmente migliorato dopo THUJA MK monodose +35K e CALCAREA FLUORICA 6LM CURE tre gocce al dì.

Un altro caso clinico che fornisce interessanti spunti di riflessione è quello di B. una bambina di 6 anni in cui la malattia da reflusso gastroesofageo veniva diagnosticata insieme ad un ernia iatale. E' stata in terapia con ranitidina per lungo periodo prima di arrivare alla visita. Dopo tale terapia aveva spesso mal di gola ricorrenti trattati con dosi sempre maggiori di antibiotici e cortisonici, nonostante il reflusso. La bambina era sovrappeso ed aveva avuto una netta spinta verso la sicosi da tutte le terapie precedenti effettuate. Alvo stitico, pavor nocturnus, sudorazione alla testa abbondante, facies a luna piena con rossore diffuso specialmente alle guance. Dopo NUX VOMICA per antidotare gli effetti delle terapie allopatiche. CALCAREA CARBONICA 1-3 LM CURE una capsula al dì e successivamente 4-6 LM CURE una capsula al dì sono stati i rimedi che hanno permesso alla bambina di non soffrire più dei sintomi di reflusso oltre che guarire dalle infezioni ricorrenti ed interrompere la spinta sicotizzante che aveva ricevuto.

Discussione
Significato del reflusso in età pediatrica
La nostra specie viene alla luce in una situazione in cui molte delle funzioni proprie dell'età adulta non sono ancora completamente sviluppate. Tutto ciò deriva dal fatto che la rapida crescita della circonferenza cranica nella nostra specie e la sproporzione con le dimensioni della cavità pelvica della donna rende improrogabile la fuoriuscita dal canale del parto. Mentre le altre specie alla nascita sono già pronte e sin dal primo giorno di vita sono in grado di stare in piedi e di camminare come accade ad esempio per il puledro, neonato nella specie cavallo, la nostra specie alla nascita è ancora piuttosto immatura e manifesta ancora le caratteristiche fetali piuttosto che quelle del bambino più grande. Del resto la sopravvivenza del cavallo è legata alle capacità di correre e di scappare, mentre per la nostra specie la sopravvivenza deriva soprattutto dalle capacità del nostro cervello, legate alle dimensioni della scatola cranica, che obbligano altresì il parto in un periodo di relativa immaturità dell'individuo. Secondo la teoria del quarto trimestre del pediatra statunitense M.D. Harvey Karp (7) dal momento che nella nostra specie il feto umano deve nascere dopo 9 mesi per le dimensioni del cervello, molte delle funzioni del neonato non sono ancora adeguatamente sviluppate per la mancanza di un quarto trimestre di gravidanza che permetterebbe di risolvere molti dei problemi che compaiono nei primi tre mesi di vita tra cui il reflusso gastroesofageo, oltre alle coliche gassose e molti altri disturbi dei primi tre mesi. Il quarto trimestre mancante permetterebbe di raggiungere alcune competenze del sistema nervoso e una migliore maturazione della funzione digestiva.

Per quanto riguarda in modo specifico il reflusso gastroesofageo l'evoluzione della specie umana rispetto agli altri mammiferi ha creato un altro punto critico: per lo sviluppo delle capacità degli organi del linguaggio e della fonazione si è espansa la regione della laringe che ha occupato una posizione caudale mentre le vie digestive, nel punto in cui le vie si incrociano, sono maggiormente ristrette esponendo ad un rischio maggiore di reflusso e di possibili complicanza come le infezioni ab ingestis (8). Altri aspetti sono legati all'inizio della nutrizione attraverso il canale digestivo dopo la nascita, che è una fase molto delicata. Attraverso il canale esofageo e lo stomaco si trasmette assieme agli alimenti anche la forza vitale che è collegata agli alimenti stessi. Lo stomaco occupa una posizione centrale per l'ingresso dell'energia degli alimenti anche secondo la medicina tradizionale cinese e tanti fattori possono interferire in questo delicato equilibrio.

In tale fase il neonato così delicato ed indifeso ha bisogno di tutte le maggiori attenzioni per essere accudito con tutte le accortezze del caso, come se fosse ancora all'interno dell'utero, secondo la teoria del quarto trimestre, altrimenti può essere maggiormente esposto al rischio che la pressione dei miasmi familiari o l'attivazione miasmatica si faccia avanti proprio in questo periodo così delicato.

Nel bambino più grandicello una alimentazione sempre più povera di alimenti con forza vitale ma altresì carica di fattori tossici, il reflusso può manifestarsi inizialmente come una sforzo della forza vitale dell'organismo di riprendere il controllo in caso che ci siano dei fattori nocivi evitabili (9). Tuttavia dopo che gli sforzi salutiferi di tipo esonerativo hanno esaurito la loro efficacia ed in presenza del miasma attivo può manifestarsi la comparsa di una GERD che deve essere necessariamente trattata nella sua base miasmatica per permettere all'organismo di recuperare la salute. Ma vediamo in dettaglio gli aspetti miasmatici legati al problema.

Reflusso e miasmi
Da un punto di vista miasmatico si può notare come a partire da un sintomo banale e che rientra nella normalità dello sviluppo dei bambini, a seconda del carico miasmatico presente nel bambino e trasmesso dalle famiglie di origine si possano avere dei quadri completamente differenti, che vanno ad incidere profondamente e a minare lo sviluppo e l'accrescimento del bambino. Il primo segnale che indica che qualcosa non va e che non si tratta di un reflusso semplice, ma che siamo in presenza di un qualcosa di più importante, tanto da indicare la presenza di una vera e propria GERD, è il ritardo nella crescita che si evidenzia con un progressivo rallentamento della velocità di accrescimento e che indica la presenza di una condizione psorica. Inoltre il reflusso per sua natura è accompagnato da sintomi che hanno un significato esonerativo di eliminazione verso l'esterno e dunque sin dall'inizio possono essere un fenomeno che evidenzia la presenza di una condizione psorica che fa parte sin dalla nascita della reazione del paziente all'ambiente.

Nella sua manifestazione clinica più semplice il reflusso può essere la espressione di una psora latente. Come individuato da Hahnemann sono segni inequivocabili di psora latente la mancanza di appetito e la presenza di sapore acido in bocca oltre che di un odore acido (10). La psora latente non va soppressa con medicamenti allopatici che possono correre il rischio di cronicizzare la malattia e di slatentizzare tale miasma oltre a sovrapporre alla psora altri miasmi, come si evidenzierà più avanti. Appartengono alla psora manifesta numerosi sintomi che interessano la patologia che stiamo trattando come ad esempio: affluisce in bocca un getto di liquido salivare che rimonta dallo stomaco, dopo dolori che prendono tutto intorno quest'organo, nausee che causano quasi la sincope e afflusso salivare in bocca,... nausea al mattino,nausea che arriva quasi al vomito al mattino, subito dopo essere uscito dal letto fino ad arrivare a sintomi quali disfagia spasmodica che a volte porta a morire di fame, quando il soggetto vuole mangiare prova un sentimento di pienezza nel torace nel torace ed ha la gola piena di mucosità...la regione epigastrica è come tumefatta e dolorosa al tatto,...spasmo di stomaco, dolore all'epigastrio, come se fosse serrato (11).

Come si nota lo stomaco può essere uno dei bersagli colpiti da un punto di vista miasmatico e proprio in questo distretto dell'organismo si può assistere ad un passaggio da una psora latente ancora sotto il controllo della Forza Vitale alla psora manifesta con la comparsa anche di numerosi sintomi che fanno parte della GERD, nella quale si possono poi riscontrare anche la sovrapposizione e intreccio degli altri miasmi. Infatti in questa patologia è ancora maggiormente evidente la possibilità che con l'accensione del miasma si possano manifestare tutta una serie di sintomi e manifestazioni cliniche che in allopatia vengono descritti come sintomi atipici di reflusso che altro non sono che ulteriori manifestazioni dell'accensione della psora che svilupperà in modo proteiforme la sua azione in diversi distretti dell'organismo e che ben evidenziano la natura di Idra dalle mille teste descritta da Hahnemann che è propria della psora.

Ad esempio numerosi sintomi respiratori attualmente vengono presi in considerazione nelle forme complicate di reflusso. Anche in ambito otorinolaringoiatrico spesso vengono diagnosticate la tosse da reflusso o infiammazioni delle prime vie aeree secondarie a reflusso. In realtà spesso nella pratica clinica si presentano i sintomi respiratori descritti da Hahnemann per la psora come ad esempio: tossetta breve al mattino, frequenti accessi di asma, raucedini molto frequenti o croniche. Tali sintomi quando non si trovano altre cause, vengono attualmente diagnosticati spesso come secondari ad un reflusso ma in realtà non sono altro che l'espressione clinica della psora presente nell'organismo. Ma sono molti i distretti corporei che possono presentare sintomi atipici di reflusso gastroesofageo altrettante espressioni della psora.

Eradicazione dell'Helicobacter e miasma sicotico
Sempre più frequente è la eradicazione dell'Helicobacter che viene effettuata attraverso una terapia che associa antisecretori ed antibiotici, che hanno tra i loro effetti quelli di dare una spinta sicotizzante, in quanto presentano molti effetti collaterali ed eventi avversi che hanno una impronta miasmatica di questo tipo e che, per i limiti della relazione, non vi è il modo di approfondire ulteriormente. Oltre all'azione dei farmaci allopatici, inoltre, è molto interessante il fatto che l'Helicobacter è un microrganismo con cui conviviamo da millenni e che, come ben sanno gli omeopati, può essere asintomatico o dare manifestazioni cliniche più o meno gravi in relazione al terreno individuale. Tale microrganismo condiziona l'equilibrio degli ormoni presenti a livello del sistema digerente e si è visto che la eradicazione dell'Helicobacter riduce la espressione dei geni della leptina gastrica (12), che è un ormone gastrointestinale che è coinvolto nel senso di sazietà dopo mangiato. Tale modificazione ormonale si accompagna ad un aumento del Indice di Massa Corporea, come evidenziato da tali studi così da costituire anche per questo motivo una ulteriore spinta alla sicosi e può essere correlata all'aumento di peso dopo eradicazione dall'Helicobacter.

Syphilis e il reflusso grave e secondario
In alcuni bambini il reflusso si manifesta sin dall'inizio in modo molto grave con esofagite erosiva che compromette le possibilità di nutrimento e di crescita del bambino. In tali casi è particolarmente evidente la spinta della syphilis così come nei casi di reflusso secondario che compaiono nei bambini affetti da cerebropatia o da patologie organiche molto gravi. Anche quando la malattia da reflusso gastroesofageo si esprime con le manifestazioni di apnee nel sonno o i cosiddetti episodi di ALTE (Apparent Life Threatening Event - Evento apparentemente rischioso per la vita) che abbiamo descritto in precedenza possono essere a pieno titolo espressione della attivazione del miasma della syphilis.

Discussione dei casi clinici
Il primo caso clinico evidenzia una situazione molto frequente legata all'eccesso di diagnosi di malattia da reflusso gastroesofageo in presenza di un reflusso gastroesofageo semplice, non complicato. Talvolta basta un vomito che duri un po' di più per innescare un processo diagnostico terapeutico che con la prescrizione di farmaci allopatici si complica e determina la attivazione del miasma e/o un intreccio miasmatico ancora più complesso.

Il piccolo paziente, nato prematuro dopo un parto difficoltoso e con sofferenza fetale, si era ripreso molto bene con un rimedio costituzionale come LYCOPODIUM che aveva trattato anche il subittero sclerale, la congestione epatica e le alterazioni del sedimento urinario oltre ai sintomi mentali legati alla irritabilità e ai generali con il peggioramento pomeridiano e la freddolosità. Però dopo un aggiunta eccessiva di latte in polvere per un senso di colpa materno nel non essere in grado di accudire e nutrire il bambino le dinamiche familiari prendevano il sopravvento (anche la nonna ha avuto un ruolo). L'accentuarsi di una sintomatologia gastrica a seguito di un probabile episodio infettivo virale scatenava un susseguirsi di eventi che conducevano il paziente ad un ricovero ospedaliero che non evidenziava patologie organiche o ulteriori complicanze. Tuttavia veniva prescritta una terapia a base di ranitidina, un antisecretore gastrico, che peggiorava i sintomi del reflusso, oltre che alterare il ritmo sonno veglia. Non avendo utilizzato per un periodo di tempo prolungato il farmaco allopatico il paziente riusciva a sospenderlo senza problemi. Il rimedio Muriaticum Acidum corrisponde all'acido cloridrico che è uno dei costituenti fondamentali del succo gastrico. Presenta nella materia medica numerosi sintomi che riguardano la acidità gastrica.

Come sottolinea Grandgeorge (13) in Muriaticum Acidum vi è un rapporto con la linea materna molto particolare in cui vi possono essere sentimenti contrastanti (in questo caso di una nonna piuttosto invadente ) ed in cui il nutrimento forzato viene rigettato per riprendere una normale alimentazione che va di pari passo con la regolarizzazione del rapporto madre figlio. Alcuni sintomi di Muriaticum Acidum del proving di Hahnemann che erano presenti nel caso sono frequente risveglio dal sonno con agitazione nel letto, sensazione di vuoto nella regione dello stomaco, specialmente nell'esofago, che non scompare mangiando, insieme a rumore dell'intestino, nausea e tendenza al vomito (dopo 1 ora), un sapore in bocca, a un tempo violento e putrido, quasi come uova marce, con flusso di saliva. (14) Ma il rimedio si adattava anche per quanto riguarda il quadro dei sintomi mentali ed in particolare per la difficoltosa relazione con la madre. In seguito alla terapia con Muriaticum Acidum la mamma mi confidò che l'avevo salvata perchè era in un vicolo cieco senza via di uscita mentre la somministrazione del rimedio aveva consentito di uscire fuori dal circolo vizioso alimentato da senso di colpa e da interferenze della nonna.

Il bambino reagiva a tale imposizione manifestando con il rigurgito un vero e proprio rigetto alle eccessive interferenze dei parenti e dei medici in quella che era la sua relazione con la mamma.

La eccessiva medicalizzazione del reflusso gastroesofageo semplice e gli effetti collaterali dei farmaci allopatici per il reflusso
L'eccesso di diagnosi di malattia da reflusso gastroesofageo rispetto ad un reflusso semplice viene discussa anche in ambito pediatrico, in particolar modo per quanto riguarda i prematuri. In un articolo pubblicato su Pediatrics il confronto su questo tema del reflusso tra neonatologi, gastroenterologi e pneumologi dava luogo a pareri molto differenti sui criteri di diagnosi della malattia da reflusso gastroesofageo (15). Spesso vengono attribuiti al reflusso gastroesofageo molti sintomi atipici che non trovano una causa riconoscibile anche in altri distretti dell'organismo e vi è una discussione tra i vari specialisti che riguarda i criteri per intervenire con la terapia e in quali circostanze. L'impiego degli inibitori di pompa o degli antiacidi come criterio ex adiuvatibus, previsto dalle precedenti linee guida, è ora molto discusso anche in ambito neonatologico ed è stato riconsiderato dalle ultime linee guida.

Va inoltre considerato che in pediatria alcuni inibitori di pompa protonica sono impiegati in modo off label vale a dire con l'impiego nella pratica clinica di farmaci già registrati ma utilizzati in situazioni che, per patologia, popolazione o posologia vengono prescritte in maniera non conforme allo stesso e dunque senza una approvazione del Ministero della Salute presente sulla scheda tecnica e sul foglietto illustrativo. Gli studi clinici in ambito pediatrico mancano e non si possono adattare gli studi effettuati sull'adulto ai bambini che non sono piccoli adulti. Inoltre le evidenze dell'uso ex adiuvantibus di tali farmaci sono tutt'altro che inattaccabili. A tal riguardo, in uno studio recente in doppio cieco randomizzato per gruppi paralleli, lattanti indagati per sintomi attributi a Malattia da Reflusso Gastroesofageo erano trattati con lansoprazolo o placebo per 4 settimane: non vi era alcuna differenza in termini di risposta clinica tra i 2 gruppi (circa il 50% di risposta in entrambi i gruppi) (16). Dopo ripetuti studi che hanno confermato questo tipo di risultati le stesse linee guida per l'uso degli inibitori di pompa protonica sono state modificate e non prevedono più l'uso di tali farmaci in assenza di una diagnosi precisa e tantomeno il criterio ex adiuvantibus che era ammesso dalle precedenti linee guida. (17)

Nelle precedenti linee guida bastava il sospetto che vi fossero sintomi differenti come il pianto o la tosse non altrimenti spiegabile per poter prescrivere da parte dei pediatri di base farmaci di tale potenza. L'uso off label nel primo anno di vita è al contrario plausibile secondo le recenti acquisizioni solo quando occorrono eventi drammatici legati alla secrezione cloridropeptica quali gli ALTE (Apparent Life Threatening Events) (cianosi e apnea da GERD) in cui il reflusso ha un decorso aggressivo con compromissione della crescita e dello stato di salute e sarebbe opportuno che la somministrazione di tali farmaci debba avvenire secondo direttive impartite da un centro di terzo livello specializzato in gastroenterologia pediatrica e non su base empirica.

La Ranitidina fa parte degli antisecretori H2 che sono farmaci che hanno indicazioni approvate per la Malattia da Reflusso Gastroesofageo in età pediatrica. Tuttavia il loro impiego non è scevro da possibili complicanze. Un recente studio evidenzia come l'uso della Ranitidina nei neonati sia associata con un aumentato rischio di infezioni, enterocolite necrotizzante ed eventi fatali ed anche l'uso di tali farmaci in età neonatale dovrebbe essere condotto con estrema cautela (18). Inoltre qualunque farmaco introdotto nell'organismo può determinare in pazienti sensibili una patogenesi “omeopatica” che va considerata anche nella diagnosi e nella scelta della terapia omeopatica più indicata. Per la ranitidina sono segnalati in letteratura dei possibili effetti collaterali che riguardano anche la sfera mentale. è riportato un caso di allucinazioni uditive e visive dopo una singola dose di ranitidina in una paziente di 72 anni (19). E' segnalato in letteratura che la cimetidina, un altro antagonista dei recettori H2, ha provocato 47 casi di effetti collaterali neurologici e psichiatrici (20). In ogni caso è riportato in letteratura (21) che la ranitidina può provocare tra i suoi effetti collaterali agitazione, delirio, allucinazioni, ostilità, paranoia, depressione, disorientamento. Sono riportati casi negli adulti in cui la terapia eradicante l'Helicobacter ha provocato episodi transitori di psicosi regrediti dopo la sospensione della terapia (22) (23)

Per quanto riguarda la ranitidina è interessante notare che la riduzione della secrezione gastrica si accompagna ad un aumento della gastrina e che la sostanze simili alla gastrina svolgono la funzione di neurotrasmettitori a livello del sistema nervoso centrale (24) presenti in un aree cerebrali che sono correlate con il comportamento e l'affettività.

Nel caso clinico riportato, dopo l'introduzione della ranitidina il bambino aveva completamente stravolto il suo ritmo sonno veglia, era irritabile ed aveva avuto più episodi di pianto sempre più prolungati. Anche se è difficile attribuire il sintomo al reflusso o al farmaco, tuttavia la sospensione del farmaco e l'inizio della terapia omeopatica avevano rapidamente portato alla scomparsa di tali sintomi mentali.

Nel secondo caso, la somministrazione della Ranitidina era stata molto più prolungata, date le condizioni cliniche del bambino, e dunque si era reso necessario antidotare omeopaticamente il farmaco allopatico attraverso una fase in cui era stata somministrata della Nux Vomica che oltre ad essere un antidoto generale per quanto riguarda gli effetti collaterali dei farmaci è anche un antidoto specifico per gli antisecretori H2 nella mia esperienza ed ha un effetto notevole nel favorire il passaggio alla terapia omeopatica più appropriata. Nel caso degli inibitori di pompa protonica nella mia pratica clinica sono invece risultati più efficaci come antidoti specifici dei rimedi come Magnesium Muriaticum e Magnesium Carbonicum a seconda del singolo inibitore di pompa protonica interessato.

Ci sono notevoli analogie tra i rimedi e i farmaci suddetti che non si ha lo spazio di approfondire ma che legano in modo evidente i rimedi ai farmaci secondo gli studi sui sintomi omeopatici dei farmaci allopatici che ho effettuato e che sono state in parte riportati in altri Congressi (25) Anche gli inibitori di pompa protonica possono determinare effetti collaterali a livello centrale. Recenti studi ipotizzano anche in questo caso, un'associazione tra l'ipergastrinemia indotta dagli inibitori di pompa protonica e l'attivazione di recettori del gastrin releasing peptide (GRP), localizzati a livello dell'ippocampo e dell'amigdala (26). Sono stati segnalati casi di letargia dopo assunzione di omeprazolo (27) oltre ad altri effetti collaterali. Tutto ciò evidenzia come gli inibitori di pompa protonica, come del resto tutti i farmaci, secondo le leggi universali della omeopatia, sono potenzialmente in grado di determinare la comparsa in pazienti sensibili di veri e propri sintomi mentali come accade normalmente per i rimedi omeopatici e sarà possibile descrivere in modo più esteso tali relazioni in altre successive occasioni.

Nel secondo caso clinico siamo in presenza senza ombra di dubbio di una GERD che è insorta in un bambino con cerebropatia. In tali casi la GERD può essere molto grave e impedire l'alimentazione e la crescita del bambino ostacolando anche attraverso la esofagite da reflusso che complica in questi casi la ripresa dell'accrescimento e delle acquisizioni psicomotorie del bambino.

Il bambino presentava inoltre una sintomatologia caratterizzata da sussulti e scatti della testa che ricordava da vicino la sindrome di Sandifer che è un malattia distonica parossistica del movimento associata a reflusso gastroesofageo. Tali movimenti distonici sono caratterizzati da un'anomala postura della testa e del collo e da grave incurvamento della colonna vertebrale dorsale. Le crisi di solito durano 1-3 minuti e possono verificarsi più di 10 volte al giorno, in genere però sono correlate all'ingestione di alimenti. Sono stati osservati anche vomito, denutrizione, anemia, disturbi epigastrici, ematemesi e movimenti oculari anomali.

L'esofagite da reflusso è comune. In tale malattia la terapia del reflusso in genere fa scomparire totalmente tale sindrome. Si pensa che tale sindrome sia dovuta a un riflesso patologico che si verifica in risposta a dolori addominali causati dal reflusso gastroesofageo e dall'esofagite. Sebbene siano stati ottenuti risultati discordanti, alcuni autori hanno ipotizzato che la postura distonica riduca i dolori addominali. La sindrome di Sandifer viene diagnosticata in base all'associazione tra il reflusso gastroesofageo e i disturbi caratteristici del movimento (28). Sebbene il paziente non avesse i movimenti tipici di tale sindrome, aveva tuttavia delle scosse e sussulti oltre che dei tic che potevano in parte essere correlate all'esistenza del reflusso.

Inizialmente si era resa necessaria la fase di terapia con la Nux Vomica per permettere la sospensione della ranitidina sia per la sua azione di antidoto generale oltre che specifico a tale molecola ma anche per evitare fenomeni di parossistici di aumento di acidità alla sospensione della terapia che sono sempre possibili come afferma anche il Goodman-Gilman, testo di riferimento di farmacologia (29). Successivamente era importante la ripresa della crescita grazie ad un rimedio costituzionale ed antimiasmatico come Calcarea Fluorica che andava a spegnere la syphilis presente sin dall'inizio per il bambino. Calcarea Fluorica corrispondeva anche alla lassità delle articolazioni e alle posizioni disarmoniche ed innaturali che il bambino assumeva, insieme agli altri sintomi di tipo sifilitico che aveva presentato sin dalla nascita. Dopo le fasi terapeutiche precedenti la terapia con Helleborus Niger è stata quella che ha permesso di avere i migliori risultati e nella quale si è avuta anche la scomparsa dei movimenti anomali e delle scosse e sussulti che presentava il bambino.

Helleborus Niger, come riportato nelle materie mediche, presenta dei movimenti caratteristici della testa con un dondolio in avanti e indietro oltre a presentare un distacco della realtà e una indifferenza al mondo esterno (30) che ricordava da vicino le situazioni in cui il paziente si ritrovava come imbambolato e non rispondeva agli stimoli esterni oltre ad avere movimenti di dondolio della testa in avanti e indietro insieme a sussulti notturni e tic con scosse muscolari. Dopo la somministrazione di Helleborus sono scomparsi tali sintomi ed il bambino si è aperto al mondo esterno ed agli altri bambini partecipando ai giochi. Il riposo notturno è migliorato, il bambino cresce ed anche il reflusso non è più ricomparso. Gli altri casi descritti in breve sono ulteriori dimostrazioni della importanza della terapia antimiasmatica per riportare verso le migliori possibilità di accrescimento e di salute i bambini. La terapia omeopatica del reflusso in età pediatrica non deve limitarsi al controllo del sintomo ma deve necessariamente inserire tale patologia nell'ambito più ampio della valutazione miasmatica. I sintomi atipici del reflusso sono altrettante manifestazioni che hanno la stessa base miasmatica e che esprimono in differenti forme la stessa perturbazione della forza vitale che ha invaso l'organismo. Solo attraverso una terapia omeopatica profonda che vada ad incidere su tale base si può non solo curare il sintomo ma reindirizzare il bambino verso la salute e verso il recupero delle proprie possibilità. I casi clinici presentati in breve sono altrettanti esempi della validità di tali affermazioni.

Conclusioni
Il reflusso gastroesofageo, così frequente nelle diagnosi attuali, non è altro che una manifestazione miasmatica e può essere nelle fasi iniziali semplicemente l'espressione di un sintomo di psora latente come indicato da Hahnemann. L'eccessiva medicalizzazione del problema può condurre ad una attivazione e cronicizzazione del miasma. Quando è associato a sintomi atipici che riguardano molti distretti dell'organismo, può ben rappresentare l'accensione della psora che in modo proteiforme va a colpire con tante differenti manifestazioni l'organismo ma che ha alla sua base lo stesso processo patologico miasmatico. La spinta verso la sicosi si evidenzia spesso in particolare nei pazienti sottoposti a terapie allopatiche.

In alcuni casi come ad esempio una parte di quelli descritti, il reflusso gastroesofageo si manifesta sin dalla nascita in modo grave minacciando la possibilità di alimentarsi, testimoniando che sin dall'inizio la presenza di un miasma familiare oltre che individuale del tipo della syphilis, che si manifesta in tutta la sua gravità ed espressione clinica in un contesto di sovrapposizione miasmatica sin dall'inizio più complessa.
La terapia omeopatica può svolgere un ruolo importante nel reflusso gastroesofageo in età pediatrica. La valutazione miasmatica rappresenta la base per poter pianificare la migliore condotta terapeutica nel singolo caso clinico. Si può in tal caso identificare la presenza di sintomi di psora latente sin dall'inizio e controllare che nel tempo non si manifesti una accensione della stessa con manifestazioni cliniche in qualche distretto dell'organismo.

La terapia omeopatica può, inoltre, riportare la psora in fase di latenza nei casi in cui il reflusso si manifesti sin dall'inizio con una attivazione della stessa nei quadri clinici diagnosticati come GERD o malattia da reflusso gastroesofageo. Essa è in grado di antidotare in maniera specifica gli eventuali effetti collaterali dei farmaci allopatici se sono stati impiegati. Spesso la soppressione allopatica di un sintomo esonerativo come il vomito o il reflusso da parte dei farmaci può essere il primo punto di accensione del miasma. Infine l'omeopatia è in grado di trattare patologie gravi che hanno una base miasmatica complessa in cui la malattia si manifesti in pazienti affetti da altre importanti patologie come le cerebropatie e in cui il carico dei miasmi familiari sia particolarmente evidente sin dalla nascita. Anche in casi difficili come questi la terapia omeopatica che tiene conto delle valutazioni miasmatiche è in grado di migliorare notevolmente tali bambini spegnendo l'accensione dei miasmi.
Come affermato da Ortega (31) la psora è una condizione patologica fondamentale che l'essere umano ha prodotto lungo le sue innumerevoli generazioni ...conseguenza delle trasgressioni alle limitazioni che la natura stessa impone all'essere umano..... un freno o impedimento all'espressione totale dell'essere.

Il reflusso gastroesofageo è una patologia in cui la componente miasmatica è particolarmente evidente e che attraverso le sue diverse manifestazioni limita ed ostacola in età pediatrica la libera espressione della forza vitale dei bambini e la terapia omeopatica deve tenere sempre presente tale natura per poter riequilibrare e riarmonizzare la perturbazione miasmatica dei piccoli pazienti permettendo di recuperare a pieno la libera espressione delle loro potenzialità.

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