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Omeopatia: piccole e medie aziende a rischio


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'C’è in gioco il posto di lavoro di quattromila addetti, decine di aziende rischiano la chiusura entro l’anno. Qual è la strategia del ministero della Salute?'

Scomparsa di piccole e medie aziende, perdita di migliaia di posti di lavoro, un crollo fra i 70 ed i 90 milioni di euro su trecento milioni annui di fatturato. È questo lo scenario che si prospetta per il settore dell'omeopatia se non sarà prorogato a giugno 2018 il termine per la presentazione dei dossier per il rinnovo della registrazione dei farmaci omeopatici in commercio da trent’anni.

L'allarme giunge da Omeoimprese, associazione delle aziende che producono e distribuiscono medicinali omeopatici, che chiede al ministero della Salute di prendere “una posizione ufficiale”.

"Le strade percorribili - afferma Giovanni Gorga, presidente di Omeoimprese - sono soltanto due: la proroga della scadenza dei dossier a giugno 2018 in fase di conversione in legge del decreto Milleproroghe oppure una dichiarazione del Governo che motivi questo diniego e la volontà esplicita di affossare il settore. In barba a migliaia dilavoratori che rischiano il posto".

"Le nostre istanze – prosegue Gorga - sono state ignorate dal Dl Milleproroghe: ora restano meno di due mesi per ‘correre ai ripari’ ed evitare il peggio. Ma con quali certezze? Il processo di registrazione si è finalmente avviato, ma l’elevatissimo numero di dossier e le difficoltà emerse per le caratteristiche proprie dell’omeopatia e le differenze con l’allopatia, richiedono almeno un anno in più. Qui c’è in gioco il posto di lavoro di quattromila addetti, decine di aziende rischiano la chiusura entro l’anno. Qual è la strategia del ministero della Salute?".

È quanto chiede Gorga sottolineando che "otto milioni di italiani utilizzano farmaci omeopatici, prescritti da 20 mila medici: con questo processo passeremo da circa 13 mila prodotti in commercio a 5-6 mila".



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