Omeopatia

Omeopatia e agopuntura alleate contro i disturbi autunnali


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autunno
Omeopatia e agopuntura possono rivelarsi ottime alleate contro i disturbi autunnali

L'autunno, similmente alle altre stagioni, sembra indicare il senso della trasformazione presente nella natura e, dunque, presente anche nell'essere umano. Sicché, se in autunno cadono le foglie, in alcune persone spesso cadono i livelli di serotonina, cadono le forze che sostengono il buonumore e cadono le energie complessive costituzionali fino al punto tale che la tristezza e l'astenia sembrano confondersi con le foglie cadenti, belle e poetiche, ma non tanto belle e poetiche per coloro i quali soffrono in questo particolare periodo dell'anno.

Ebbene, sì, alcune persone che vivono male durante l'autunnale passaggio di stagione non soffrono perché accusano prevalentemente disturbi fisici, ma perché cadono nella tristezza, così come cadono le foglie autunnali, malinconicamente. Le conoscenze diagnostiche della medicina tradizionale cinese (conoscenze apprezzate fin dall'antichità) aiutano ad inquadrare clinicamente il disagio delle persone che accusano questa penosa sofferenza autunnale, sofferenza per molti versi “energetica” e corrispondente all'elemento “Metallo”, alla tristezza e alla coppia polmone/colon.

La relazione esistente tra il sentimento della tristezza e la coppia polmone/colon fa chiaramente capire che, nella medicina tradizionale cinese, il corpo non è scollegato dalle emozioni. Senza entrare in dettagli tecnici, desidero accennare in termini divulgativi alle opportunità diagnostiche e terapeutiche fornite dall'orientale medicina cinese e, inoltre, alle opportunità diagnostiche e terapeutiche fornite dall'occidentalissima omeopatia che, pur non essendo nata in oriente, s'affianca ottimamente all'agopuntura.

Omeopatia e agopuntura, peraltro, oggigiorno vengono studiate scientificamente anche in autorevoli centri di ricerca e vengono esercitate da tanti medici responsabili che, senza alcun fanatismo, riconoscono sia il valore della medicina allopatica sia il valore della medicina omeopatica, sia il valore dell'agopuntura sia il valore dell'omeopatia, sia il valore della medicina convenzionale sia il valore della medicina non convenzionale di buona qualità.

Omeopatia e agopuntura sono certamente medicine non convenzionali di buona qualità che, pur essendo nate in mondi diversi, vengono apprezzate dai medici che riconoscono nella coppia omeopatia-agopuntura una sorta di “tandem” terapeutico. L'interessante “tandem” omeopatia-agopuntura si concretizza nella possibilità di creare una sinergia tra due discipline  “naturali”, nondimeno, si concretizza nella possibilità di sfruttare l'azione “dolce” di due terapie energetiche; pertanto, omeopatia e agopuntura possono essere applicate “dolcemente” e “naturalmente” nella cura di diversi disturbi, anche nella cura di alcuni disturbi che insorgono con l'arrivo dell'autunno.

Alcune sofferenze autunnali, ad esempio, insorgono quando le ore di luce solare si riducono, i livelli di serotonina diminuiscono e il buonumore scompare. Spesso il buonumore scompare non soltanto in rapporto alla riduzione delle ore solari, ma anche in rapporto alle scarse capacità di adattamento delle costituzioni asteniche o deboli. In verità, anche le costituzioni steniche e robuste possono presentare scarse capacità di adattamento e andare incontro all'astenia, specialmente se sono state lungamente sottoposte a intenso stress mentale e corporale. Lo stress, quando diventa eccessivo, fa male alla salute e può indebolire anche le costituzioni più “granitiche”. Ed allora può capitare che, durante il passaggio di stagione, lo stress accumulato nei mesi precedenti venga intensamente accusato dalle costituzioni deboli o asteniche, ma anche dalle costituzioni robuste, steniche e granitiche.

Le costituzioni steniche, per quanto possano essere granitiche, diventano deboli se un eventuale logorio dovesse disturbare fortemente le loro energie fisiche ed emotive. Sicché, a causa del logorio psicofisico estivo, nel periodo autunnale diverse persone granitiche e meno granitiche pagano lo scotto dello stress accumulato durante il periodo vacanziero. Anche le persone maggiormente granitiche, se gestiscono male il loro periodo vacanziero e logorano le loro energie psicofisiche, in autunno potrebbero essere meno granitiche. Diventano meno granitiche, ad esempio, le persone forti che si stressano perché vogliono ottimizzare freneticamente ogni ora, ogni minuto, ogni secondo delle loro ferie, trascurando così il vero significato della vacanza che consiste nel vivere in modo ben diverso da come si vive durante il periodo lavorativo. Questo modo paradossale di trascorrere la vacanza non è infrequente. Non è infrequente lo stress vacanziero.

Ecco perché, nel tentativo di ottimizzare l'allegria con divertimenti frenetici e con estenuanti tabelline di marcia, per diverse persone la vacanza si trasforma in una specie di attività lavorativa e logorante. Dunque, bisogna riflettere su alcune situazioni paradossali per le quali la vacanza diventa più stressante del lavoro. Ed allora bisogna impegnarsi a capire certe situazioni paradossali che impoveriscono il significato ricreativo della vacanza che, invece di essere vissuta serenamente, viene vissuta smaniosamente e con tanto stress.

Ma la vacanza non dovrebbe avere principalmente un obiettivo antistress? La vacanza, se è vera vacanza, oltre a smaltire lo stress, in alcuni casi dovrebbe agire come una vera e propria terapia. Questo lo sanno i medici che, nel consigliare un periodo di riposo, forniscono anche i consigli utili per ottimizzare la vacanza finalizzata essenzialmente al recupero delle energie psicofisiche e al recupero della salute.  La qualità della vacanza, dunque, è un aspetto molto importante sia quando la vacanza viene prescritta come terapia sia quando la vacanza non viene prescritta dal medico, ma viene semplicemente trascorsa per svago, divertimento e rilassamento. Non bisogna trascurare il rilassamento. Senza il giusto rilassamento, le vacanze estive potrebbero diventare paradossalmente stressanti e predisporre alcuni individui a trascorrere un triste autunno durante il quale assisteranno, oltre alla caduta delle foglie, anche alla caduta dei loro livelli di energia costituzionale.

Bisogna ammettere che in autunno, quando cadono le foglie, in alcuni individui cadono anche i livelli di serotonina assieme ai livelli del buonumore. In tanti casi, però, l'autunno c'entra poco o niente con la diminuzione del buonumore, col calo energetico e costituzionale, con la svogliatezza e con la tristezza. C'entra, invece, il livello di stress accumulato e sprofondato negli abissi costituzionali che emerge, in autunno, sotto forma di sintomi più o meno gravi, a seconda dei casi. L'autunno è una stagione che, similmente alle altre stagioni, condiziona caratteristicamente il corpo e la mente. Nelle medicine olistiche, come l'omeopatia e l'agopuntura, corpo e mente sono un tutt'uno, possono subire il condizionamento ambientale e possono subire anche il condizionamento delle stagioni, pertanto, sintomi fisici e sintomi psichici vanno compresi clinicamente in modo unitario.

Anche quando prevale nettamente la gravità dei sintomi psichici, i sintomi fisici (talvolta poco “percettibili”) vanno tenuti in seria considerazione, e viceversa. Sicché, per comprendere in modo olistico alcune particolari sofferenze autunnali, non bisogna trascurare nulla, nemmeno i sintomi poco “percettibili” (fisici o psichici) e le influenze stagionali. Non bisogna trascurare nessun tipo di conoscenza. Non bisogna trascurare la conoscenza convenzionale e nemmeno quella “non convenzionale” di ottima qualità. E' certamente di ottima qualità la conoscenza millenaria della medicina tradizionale cinese, medicina serissima organizzata su un antico sapere empirico che, però, oggigiorno viene confortato da modernissime ricerche scientifiche e studi rigorosamente metodologici.

Sicché, la medicina tradizionale cinese può ben contribuire ad inquadrare alcuni mali di stagione (fisici e psichici) attraverso l'interpretazione logica, concreta e non fantasiosa dei cosiddetti cinque “elementi” a cui corrispondono anche le relative stagioni: “Legno” (primavera), “Fuoco” (estate), “Terra” (fine estate) “Metallo” (autunno), “Acqua” (inverno). In base alle conoscenze dei cinque elementi, è possibile analizzare il significato energetico dell'elemento “Metallo” (autunno) preceduto dall'elemento “Terra” (fine estate) e dall'elemento “Fuoco” (estate), dunque, è possibile valutare clinicamente l'eventuale stress accumulato durante il periodo precedente all'autunno. Il periodo precedente all'autunno è frequentemente “vacanziero”, ma, per alcuni individui frenetici, non è affatto un periodo di relax. Per alcuni individui frenetici, andare in vacanza significa essenzialmente riproporre la propria frenesia non per motivi di lavoro, ma per motivi di svago. Si rifletta su questo punto. Si rifletta pure sul fatto che il periodo precedente all'autunno corrisponde all'elemento “Terra” (coppia milza/stomaco) e all'elemento “Fuoco” (coppia cuore/intestino tenue).

Queste sono soltanto riflessioni. Con queste riflessioni s'intende articolare la comunicazione sintetica e divulgativa contenuta in queste poche righe. E' auspicabile che, in queste poche righe, venga intercettato pure il senso della medicina omeopatica costituzionale che, certamente, contribuisce a inquadrare la costituzione individuale, il biotipo e il temperamento.  E' importante, ad esempio, conoscere la costituzione individuale e il temperamento di chi, in autunno, accusa il forte disagio provocato dal passaggio di stagione. Durante qualsiasi passaggio di stagione avvengono cambiamenti fisiologici e costituzionali, pertanto è importante valutare  attentamente la qualità e la quantità energetica di ogni singola costituzione individuale che “personalizza” e “caratterizza” qualsiasi disturbo morboso o premorboso, producendo sintomi peculiari.

Attraverso l'analisi attenta dei sintomi peculiari e costituzionali è possibile inquadrare “globalmente” qualsiasi disturbo, quindi, è possibile inquadrare anche la tristezza autunnale corrispondente, omeopaticamente, a un preciso medicamento e ad un “personalizzato” intervento terapeutico. L'intervento terapeutico “personalizzato”, anzi, massimamente “personalizzato”, è indispensabile sia quando viene utilizzata l'omeopatia sia quando viene utilizzata l'agopuntura. Ecco perché il “tandem” omeopatia-agopuntura è molto interessante.

E' interessante anche il confronto tra la medicina orientale e la medicina occidentale. Il confronto fa bene all'intelletto. Anche il confronto tra omeopatia e agopuntura fa bene all'intelletto e alla conoscenza. Omeopatia e agopuntura, discipline nate in mondi diversi, certamente crescono attraverso il confronto serio e intelligente che si sostiene sulla mentalità scientifica e sulla modernissima attività di ricerca. Appellandosi alla mentalità scientifica, omeopatia e agopuntura possono rivelarsi ottime alleate contro i disturbi autunnali. E non solo contro i disturbi autunnali.



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