Vaccinazioni
11/05/2010
Occhio alle vaccinazioni
Fonte: brundisium.net
A Busto Arsizio (Varese), un giudice per la
prima volta in Italia, ha riconosciuto la possibilità di un nesso
causa-effetto tra vaccinazione e autismo.
«Mancando la prova di altre cause concomitanti, c’è una ragionevole
probabilità che ciò sia avvenuto», ha detto in buona sostanza il
tribunale di Busto, condannando il Ministero della Salute a risarcire i
genitori di un bambina di Gallarate che aveva sviluppato problemi di
autismo proprio in seguito a una vaccinazione obbligatoria (era
un’antipolio), secondo quanto prescritto dalla legge 210 del 1992 che
risarcisce appunto i danni causati da vaccini.
Sentenza clamorosa. Non solo perché i danni da vaccino sono contestati
dall’establishment ufficiale, i cui rapporti con le case farmaceutiche
non sono sempre esenti da conflitti di interesse, ma soprattutto perché
il Tribunale di Busto, nell’emettere la sentenza, ha contraddetto
persino il suo stesso consulente tecnico che aveva espresso parere
contrario.
«Ci muoviamo su di un vero e proprio campo minato», avverte Saverio
Crea, avvocato di Firenze, uno dei legali che ha difeso in giudizio il
diritto al risarcimento.
Non è il solo caso riconosciuto da un giudice, ce ne è stato un altro in
Lombardia. Esiste un’associazione che si chiama CONDAV (Coordinamento
nazionale dei danneggiati da Vaccino), alla quale aderiscono anche molti
militari ammalatisi per l’uranio impoverito, ma molto più probabilmente
per un cocktail di vaccini.
I medici che lavorano con questo coordinamento sostengono che non tutti i
casi di autismo sono attribuibili ai vaccini ed al mercurio in esso
contenuto fino ad un certo periodo come disinfettante. Ma anche a
reazioni anomale e prolungate ai vaccini, che persistono per molti anni
dopo ed i cui segni sono rivenibili nel sangue dei piccoli pazienti, nei
quali compaiono altre malattie.
«In molti casi, non in tutti ma la gran parte, c’entrano i vaccini. A
volte gli eccipienti, a volte gli stessi antigeni virali. Questo lo si
vede bene dagli esami del sangue. Vengono genitori che riferiscono di
disturbi comparsi ‘dopo la vaccinazione’.
Tutte le istituzioni questo lo negano. Ci sono medici che dicono
‘potrebbe essere stato’, ma non lo registrano sulle cartelle. É un dato
che viene omesso, sempre. Da questi esami, che servono proprio per
valutare la reazione anticorpale a un determinato vaccino, si rilevano
reazioni anomale. Risposte eccessive a quel vaccino, anche a distanza di
dieci anni dalla vaccinazione».
Se uno ha fatto la vaccinazione al morbillo dieci anni prima, la
reazione dovrebbe essere bassa o comunque entro certi limiti. Invece i
valori sono esagerati, non giustificati. I medici dicono: ‘buon per lui,
è ancora protetto…’. E non si pongono il perché. Per noi invece una
risposta esagerata e prolungata nel tempo è il due più due: se c’è una
reazione, il pensiero è che c’entrino direttamente questi virus o i loro
eccipienti».
Ma ci sono anche altre malattia infantili in spaventoso aumento «Per
esempio il diabete precoce infantile che è una malattia auto-immune. É
aumentata anche questa notevolmente e sono state ipotizzate pure qui
cause vaccinali, tutte ricollegabili all’introduzione della profilassi
contro l’epatite B.
E possono rientrarci encefalopatie, problemi spastici e paralisi. É
chiaro che si creano squilibri nel sistema immunitario. Sono violenze a
un sistema che non è preparato, pronto, per ingressi di materiale
genetico esterno così a sorpresa».
Quando si sottopongono i bambini alle vaccinazioni obbligatorie, si
chiede ai genitori di firmare il consenso informato, ma queste possibili
gravi conseguenze non sono riportate perché non sono riconosciute dalla
comunità scientifica, per cui, che consenso informato è?
C’è una pressione mediatica troppo forte verso le vaccinazioni.
L’abbiamo vista nei mesi scorsi per l’influenza ed anche per l’infezione
da HPV, che in Danimarca non è stata adottata in quanto quel governo ha
ritenuto troppo poco convincenti le evidenze sulla sua capacità di
ridurre le già scarse (almeno nel mondo occidentale) morti per cancro
alla cervice. Un tumore che può essere curato, se diagnosticato
precocemente con il Pap test. Ci sarebbe cioè una sproporzione tra il
numero di persone esposte al vaccino ed il presunto numero di vite
salvate.
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