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Obesità infantile: diminuisce in Europa, ma l'Italia è tra i peggiori


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obesita infantile
L’obesità infantile è in diminuzione, ma l’Italia è ancora tra i peggiori in Europa. Un bambino su tre è obeso o in sovrappeso

Negli ultimi dieci anni si è registrata una leggera diminuzione del numero di bambini e adolescenti sovrappeso e obesi che ha riguardato alcuni Paesi europei tra cui l'Italia. La prevalenza media del sovrappeso (compresi i bambini obesi) va dal 20% circa in Belgio al 50% abbondante della Grecia.

I bambini italiani si collocano piuttosto male in questa classifica: con il 42% circa di sovrappeso, fanno meglio solo dei greci e degli spagnoli. La tendenza è positiva perché nella prima rilevazione il problema interessava più del 45% dei bambini. Sono questi i risultati di dieci anni di monitoraggio effettuato sui bambini dai 6 ai 9 anni.

L’obesità è una condizione che favorisce l’insorgenza di patologie cardiovascolari, diabete e alcuni tipi di cancro. L’Oms parla di epidemia, perché negli ultimi 40 anni il numero di persone sovrappeso e obese, nel mondo, è aumentato notevolmente. Il problema è particolarmente grave quando riguarda bambini e adolescenti, perché più del 60% dei ragazzi obesi resta tale in età adulta.

“Nel 2002 i bambini sovrappeso e obesi, in Italia erano circa il 38%, mentre oggi ci avviciniamo al 31% - ha spiegato Margherita Caroli, esperta in nutrizione pediatrica, past president dell’European Childhood Obesity Group (Ecog) - La diminuzione indica una tendenza positiva ma non possiamo certo abbassare la guardia, perché si parla ancora di un bambino su tre! E il quadro è aggravato dal fatto che la diminuzione ha interessato le famiglie a reddito più alto e non quelle in difficoltà economica.” Solitamente le famiglie a reddito più basso sono quelle meno “educate” a distinguere cibi sani da cibo spazzatura, e quindi più facile preda del marketing.

“Questo aspetto – aggiunge Caroli – è molto grave, perché se tutti i bambini hanno gli stessi diritti, anche il diritto a una sana alimentazione deve essere rispettato. Lo Stato deve intervenire perché il suo ruolo è proprio quello di proteggere le fasce di popolazione più deboli. Le azioni dovrebbero riguardare due aspetti: innanzitutto un maggior controllo del marketing per limitare la pubblicità degli alimenti troppo dolci e grassi, infatti le immagini di felicità e amore che accompagnano gli spot di dolci e merendine influenzano pesantemente le scelte delle famiglie. In secondo luogo sarebbe necessaria una tassazione che penalizzasse gli alimenti non salutari e premiasse quelli più sani”.

È inoltre fondamentale il ruolo delle famiglie. Secondo le rilevazioni di OKkio alla salute, il 38% delle mamme di bambini sovrappeso o obesi pensa che il proprio figlio abbia un peso adeguato (o addirittura che sia sottopeso) e soltanto il 30% pensa che il proprio bambino mangi troppo. Inoltre la famiglia è il luogo in cui si formano le abitudini che ci accompagnano per tutta la vita.








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