Salute

Nucleare in bianco e nero

Fonte: Valori (Rivista)


CATEGORIE: Salute

nucleare
Il nucleare è stato reintrodotto dal governo Berlusconi con la legge 23 luglio 2009 n. 99, senza tener conto dell’abrogazione nel 1987 di una legge analoga

Una campagna pubblicitaria costata sei milioni di euro in parte pubblici, per orientare l’opinione in favore dell’atomo in vista dei nuovi referendum.


E' stato un vero bombardamento, un’offensiva mediatica sferrata in pieno clima natalizio, proprio quando si è più rilassati e gli ascolti televisivi sono altissimi. Impossibile non incappare nello spot “E tu che posizione hai?” del Forum nucleare italiano (Fni): tra il 19 dicembre e l’8 gennaio scorso lo spot è andato in onda 446 volte. Come dire 22 passaggi al giorno per venti giorni, quasi uno all’ora. Una portata di fuoco costata sei milioni di euro alle aziende che compongono il Forum, tutte coinvolte a vario titolo nella produzione nucleare. Ma un esborso al quale hanno contribuito anche i cittadini, visto che del Forum fanno parte diverse società a prevalente capitale pubblico, come Enel.

Non è stato, però, questo il primo motivo a far scattare le reazioni del comitato promotore dei referendum contro il nucleare, delle organizzazioni antinucleariste e della società civile su internet, quanto la pretesa neutralità dello spot, che invece è di pura propaganda filonucleare, tanto da far parlare gli addetti ai lavori di pubblicità ingannevole.

La campagna è stata curata da una delle più accreditate agenzie mondiali, la Saatchi & Saatchi: lo spot mostra una partita a scacchi tra un uomo e il suo doppio. A ogni mossa corrisponde un contrapporsi di affermazioni in cui il vincente è sempre il bianco, cioè il filonucleare. «Questo racconto pubblicitario viene fatto come se fosse neutro e oggettivo» spiega a Valori Clelia Pallotta, docente di Antropologia culturale presso il Politecnico di Milano «in realtà non dichiarano che la campagna è promossa da aziende favorevoli al nucleare e rimandano per approfondimenti a un sito che oggettivo non è, e dove trovi solo risposte orientate».


Stufe a uranio di efficienza miserabile
Quando il nostro articolo è stato scritto, sulla prima pagina del sito forumnucleare.it spiccava la notizia dell’apertura entro il 2030 di 10 nuove centrali nucleari in Pakistan: roba da far accapponare la pelle pensando all’instabilità politica di quel Paese e alla sua pericolosità geopolitica.

Evidentemente il Pakistan suscita meno riprovazione dell’Iran per il Forum. Eppure il procedimento di arricchimento dell’uranio necessario per le centrali civili è lo stesso richiesto per le bombe atomiche, anche se cambiano le percentuali di arricchimento. La tecnologia delle centrali elettronucleari nasce per riutilizzare i costosissimi brevetti che hanno prodotto le bombe di Hiroshima e Nagasaki, ma applicata nel civile è come far girare un elefante sulla ruota di un criceto: “stufe a uranio di efficienza miserabile”, dice il fisico Luigi Sertorio nel libro La menzogna nucleare.


Coltivazione atomica
Trovare chi sono i soci del Forum sul sito è macchinoso. Non c’è il classico bottone “chi siamo” sulla pagina di apertura, una regola di buona educazione del web, ma si deve entrare in un menù e poi in un sottomenù per trovare i loghi di molti dei giganti mondiali dell’atomo.

Assieme all’affermazione che tutti svolgono attività e ricerca che “riguardano lo sviluppo dell’energia nucleare per uso pacifico”. Peccato che Ansaldo Nucleare faccia parte di Finmeccanica, industria strategica del settore della Difesa.
«L’Italia – continua Clelia Pallotta – con il referendum del 1987 si è espressa a larghissima maggioranza contro il nucleare. Questo fa ancora testo, ma la campagna si guarda bene dal ricordarlo. In più arriva a rinforzo di almeno due anni di una presenza costante di argomenti filonucleari sui nostri media. Non è un punto di partenza, è il punto di arrivo di una “coltivazione” dell’opinione pubblica partita da lontano».

Il nucleare è stato reintrodotto dal governo Berlusconi con la legge 23 luglio 2009 n. 99, senza tener conto dell’abrogazione nel 1987 di una legge analoga. A distanza di tempo dall’incidente di Chernobyl del 1986 la percezione della pericolosità del nucleare è diminuita e si sono ridotti i contrari al suo utilizzo. Uno degli argomenti forti della lobby radioattiva è che il nucleare non emette CO2. Tanto che la strana coppia Sarkozy e Berlusconi sta cercando di far passare «l'integrazione» del nucleare tra «gli obiettivi» dell’Unione europea e chiede «di passare dal concetto di energia rinnovabile a quello di energia decarbonizzata».

«Nella fase di attività di una centrale – dice Angelo Baracca, docente di fisica all’università di Firenze – non c’è emissione di CO2, ma durante l’estrazione e la lavorazione dell’uranio sì. E anche durante la lunghissima costruzione delle centrali. Il nucleare è in difficoltà in tutto il mondo - continua Baraccca - per questo devono far partire delle campagne pubblicitarie. Nemmeno la Francia, che è da mezzo secolo una potenza atomica, ha risolto il problema dello stoccaggio delle scorie radioattive e continua a disseminarle dappertutto, con il crescente dissenso dei cittadini».


Il lavoro di Homer Simpson è a rischio
Nessuno dei problemi del nucleare è ancora stato risolto: non è terminato nemmeno lo smantellamento delle vecchie centrali, cominciato dopo il referendum. Ma ci costa 500 milioni di euro all’anno, prelevati direttamente dalle bollette dell’elettricità alla voce A2, come ha denunciato Report nel servizio “Girano le pale”. I mezzi a disposizione della lobby filonucleare sono enormi e alimentati come abbiamo visto dalla fonte pubblica, fanno circolare una disinformazione pericolosissima su un tema così delicato. Anche l’argomento dell’economicità del nucleare è falso, ci spiega Nicola Misani, del dipartimento di Management della Bocconi: «Il rischio finanziario del nucleare è talmente alto che nessun finanziatore privato vuole assumerlo. Negli Usa, per esempio, il progetto di costruzione della centrale di Chesapeake Bay è naufragato per gli elevati premi chiesti dal governo federale a garanzia del prestito. Anche le coperture assicurative sono problematiche in assenza di garanzie di ultima istanza dello Stato, che rischiano di tradursi in oneri per i cittadini». Ma di tutto questo lo spot del Forum nucleare non parla.



Guarda un po' chi c'è nel forum
ALSTOM, gruppo francese di costruzioni meccaniche impegnato, tramite la divisione Power, nel campo energetico;
ANSALDO NUCLEARE, società genovese del gruppo FinMeccanica che si occupa della costruzione di centrali nucleari di terza generazione;
AREVA, colosso francese dell’energia nucleare presente nell’intera filiera, dall’estrazione dell’uranio allo stoccaggio delle scorie e al decommissioning di miniere e centrali;
CONFINDUSTRIA, associazione di categoria degli industriali italiani;
E.ON, società tedesca in campo energetico;
EDF, principale produttore e distributore di energia in Francia;
EDISON, distributore di energia in Italia;
ENEL, principale distributore di energia italiano;
FEDERPROGETTI, ramo di Confindustria dedicato all'impiantistica;
FLAEI-CISL, divisione della Cisl comprendente i lavoratori del ramo elettrico;
GDF SUEZ, azienda energetica francese impegnata nel ramo gas e rinnovabili;
POLITECNICO DI MILANO;
LA SAPIENZA - UNIVERSITÀ DI ROMA;
SOGIN, società pubblica italiana di gestione degli impianti nucleari;
STRATINVESTRU ENERGY, società italo-russa di supporto alle aziende italiane in Russia;
TECHINT, holding italo-argentina nel settore siderurgico ed energetico;
TECHNIP, gruppo francese specializzato nel settore petrolchimico e nel gas;
TECNIMONT, azienda di impiantistica del gruppo Montedison;
TERNA, società che controlla la rete di distribuzione dell’energia elettrica ad alta e altissima tensione in Italia;
UILCEM, divisione della UIL comprendente i lavoratori del ramo elettrico;
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI GENOVA;
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PALERMOLEGGE;
UNIVERSITÀ DI PISA;
WESTINGHOUSE
, società statunitense specializzata nella costruzione di reattori nucleari.



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