Salute

12/01/2013

Dove andrà la nostra Medicina nell’anno nuovo?

di Roberto Gava

Fonte: Ilfattoquotidiano.it


CATEGORIE: Salute

Dove andrà la nostra Medicina nell’anno nuovo?
Abbiamo bisogno di Medici sapienti e umili, perché sapere di non sapere è già un po' sapere

Inizia un Nuovo Anno, ma inizierà anche una Nuova Medicina?

Una volta ci si ammalava di patologie acute ... oggi ci si ammala di patologie croniche.

Una volta prevalevano le patologie infettive ... oggi quelle degenerative invalidanti.

Una volta il medico conosceva bene il suo paziente, la sua storia, la sua famiglia, il suo mondo ... oggi si fanno degli esami e se questi sono alterati significa che il paziente è malato, altrimenti no.

Una volta si usavano poche medicine e molti consigli che scaturivano dall'esperienza e dalla saggezza anche delle generazioni precedenti ... oggi si usano solo farmaci, spesso anche quando non sono indicati e con tutti i rischi ad essi associati (non esiste un farmaco senza tossicità!).

Una volta il cortisone veniva usato in presenza di un grave stato di male asmatico ... oggi si usa quando il raffreddore è più prolungato del solito o quando il bambino ha un leggero broncospasmo.

Una volta si curava la febbre con il riposo, un po' di digiuno seguito da un'alimentazione leggera ed eventualmente un'Aspirina ... oggi ci si imbottisce di antipiretici, antiinfiammatori, antibiotici e cortisonici, continuando a fare la vita di prima perché non c'è tempo per il riposo.

Una volta l'ospedale (dal latino hospitàle) era il luogo dove si ospitavano gli infermi ... oggi è diventata un'Azienda: ogni cosa deve essere produttiva e, non dimentichiamolo, anche la malattia fa salire il Pil.

Una volta l'Industria Farmaceutica si impegnava per il bene del malato ... oggi lo fa per business e pensa solo al proprio interesse economico, non certo al bene altrui.

Una volta il Paziente era al centro dell'attenzione ... oggi è un numero, un'etichetta, una patologia: "Il 12 deve essere operato"; "Il 27 non riesce a dormire"; "Oggi ho visto un carcinoma mammario"; "Se la diarrea non risponde, aggiunga un altro antibiotico".

Una volta il Medico cercava di proteggere il Paziente ... oggi cerca solo di proteggere se stesso.

Una volta la Medicina era personalizzata ... oggi ci sono le Linee Guida nazionali e internazionali che impongono al medico come deve agire e chi non le rispetta, per meglio adattare la terapia al paziente, lo fa a suo rischio e pericolo e ne risponde di persona.

Una volta la Medicina era un'Arte ... oggi forse non è più neanche una Medicina!

Eppure più studiamo più intuiamo la meravigliosa grandezza e complessità del nostro corpo capendo che la salute è uno stato di completo benessere fisico, psichico, sociale e spirituale e non la semplice assenza di malattia o di sintomatologia.

Eppure sappiamo che l'uomo è un in-dividuo, cioè un'unità indivisibile, unica e irripetibile; è una persona, cioè una creatura costituita da spirito, psiche e corpo indissolubilmente interconnessi tra loro, dove ogni parte influenza direttamente o indirettamente le altre come vasi comunicanti e che solo una visione unitaria della persona può svelare l'origine vera della malattia e può guarire l'uomo.

Eppure sappiamo chela Natura non fa nulla senza ragione, che ogni sintomo ha una sua razionalità d'essere e che nessuno nasconderebbe la luce spia della benzina del cruscotto della sua auto, ... ma noi sopprimiamo farmacologicamente i sintomi del nostro corpo e lo facciamo pur sapendo che ciò non significa mai guarire, così come non si risolve il problema bloccando la valvola di una pentola a pressione che resta sul fornello acceso.

Eppure sappiamo che ogni uomo ha diritto a essere felice, a vivere in salute e con dignità, indipendentemente dalla sua età, condizione, ceto o ideologia.

Infine, sappiamo che la Medicina non è una Scienza Esatta, però è una delle più nobili Arti, anzi è Scienza e Arte insieme e proprio per questo deve essere esercitata con scienza, coscienza e, aggiungo io, con tanto amore.

Qual è allora l'augurio del 2013 per la Medicina e per i Medici?

L'augurio è che nasca una Medicina a servizio dell'uomo nella quale operino medici riflessivi, pazienti, dotati di molto buon senso, studiosi e dediti primariamente al loro Paziente: essi sono più preziosi della ricchezza per colui che soffre, perché lo potranno aiutare a ritrovare il benessere perduto, ma specialmente a individuare e correggere i suoi errori, in modo da impostare non tanto una Diagnosi Precoce ma una vera Medicina Preventiva e avvicinarsi alla salute profonda, quella che permette ad ogni persona di utilizzare appieno la sua originale genialità.

Abbiamo bisogno di Medici sapienti e umili, perché sapere di non sapere è già un po' sapere, ma credere di sapere è peggio della stoltezza ed è l'antitesi di ogni vera Scienza.

Che il 2013 guarisca prima di tutto noi medici, affinché possiamo veramente capire come dobbiamo curare i nostri Pazienti!

Comunque, auguri a tutti.

 

 

 








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