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La sindrome della morte infantile improvvisa


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mano bambino
La sindrome della morte improvvisa del lattante è un fenomeno che non trova ancora una esauriente spiegazione scientifica

Quello che oggi sappiamo sulla sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS: Sudden Infant Death Syndrome), più comunemente nota come “morte in culla”, può essere riassunto in questi punti:
- è un fenomeno che non trova ancora una esauriente spiegazione scientifica;
- si manifesta provocando la morte inaspettata di un lattante apparentemente sano, morte che spesso resta non spiegata anche dopo l’autopsia;
- la sindrome colpisce i bambini nel primo anno di vita, con un picco massimo tra il secondo e il quarto mese (80% delle morti), ed è a tutt’oggi la prima causa di morte dei bambini nati sani;
- ha un’incidenza stimata, per similitudine con altri Stati occidentali, che oscilla tra lo 0,7 e l’10/00 fra i nati vivi, che corrisponde a circa 3.000 morti all’anno negli USA;
- in Germania, nei Paesi dell’Europa centrale e in Inghilterra l’incidenza è sovrapponibile a quella USA, mentre l’Italia e la Grecia sono gli unici Paesi europei dei quali non si conosce l’incidenza nazionale, ma si stima che nel nostro Paese avvengano circa 300-400 morti all’anno.

Oltre a questi, possiamo aggiungere anche due dati sulla sindrome della morte fetale improvvisa:
- la morte fetale inaspettata e inspiegabile, dopo la 25a settimana di gestazione, è la singola causa di decesso più frequente nel periodo perinatale; la sua incidenza è circa 10 volte superiore a quella della SIDS;
- l’incidenza della morte fetale inaspettata nei Paesi occidentali è di circa una su 150 gravidanze secondo i dati del rapporto 2006, Neonatal and perinatal mortality: country, regional and global estimates, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Già nel 1965, un famoso patologo di Lipsia, il Dr. P. F. Mahnke, pubblicò una ricerca intitolata “Morte improvvisa nell’infanzia e vaccinazioni avvenute in precedenza” (1). Da quel momento in poi, molti altri lavori hanno sottolineato questa relazione tra vaccini e SIDS (2, 3).
Negli USA, su 70 casi di morte in culla selezionati a caso, si è evidenziato che ben il 66% dei bambini deceduti aveva ricevuto il vaccino DTP (antidifterico-antitetanico-antipertossico) poco tempo prima della morte (4).

Dati USA delle distanze temporali delle morti in culla dalla somministrazione del vaccino DTP e loro incidenza su 70 casi di morte in culla


Uno studio americano del 1998 (5) che ha analizzato le richieste di indennizzo rimaste discusse dall’entrata azione (1988) del U. S. National Vaccine Injury Compensation Program (VICP) al giugno 1996, ha evidenziato 107 decessi precoci (su 786 richieste di indennizzo) da vaccino DTP. In 73 (68%) di questi la relazione causa-effetto con la vaccinazione era preponderante e in 2/3 di questi ultimi (50 su 73) la prima diagnosi autoptica era stata interpretata come SIDS, diagnosi che poi la Special Masters of the U. S. Court of Claims considerò non giustificata. Da allora ad oggi non sembra che le cose siano cambiate (almeno in Italia) e quindi alcuni esperti di questo settore affermano che circa i 2/3 dei casi diagnosticati aspecificamente come sindrome della morte improvvisa infantile (SIDS) siano in realtà da attribuire ad un danno da vaccini.

Interessante è anche l’esperienza giapponese (4):
- Nel 1975 il governo giapponese ferma la vaccinazione DTP per due mesi e successivamente porta l’età vaccinale a 2 anni: le segnalazioni dei casi di SIDS arrivano quasi ad azzerarsi.
- Nel 1988 numerosi genitori vengono convinti (da una campagna pubblicitaria condotta dai media) a vaccinare i loro figli a partire dal 3° mese di vita e in 4 anni (fino al 1992) la mortalità per SIDS sale dallo 0,07% (dati del 1980) allo 0,33%, con un aumento di ben 4,7 volte.
- Nel 1993, probabilmente a causa delle numerose domande di indennizzo ricevute, il Giappone interrompe la vaccinazione DTP e rende facoltative tutte le vaccinazioni.

Per identificare la causa della “morte in culla” sono stati effettuati studi epidemiologici che hanno rilevato l’esistenza di alcuni fattori di rischio prevenibili e di altri non prevenibili, ma nessuno di questi è risultato una causa specifica della SIDS.
Secondo molte Istituzioni, il 50-75% delle morti fetali risulta inspiegabile a causa della mancanza di un protocollo standard di indagine post-mortem, specie nel campo della neuropatologia.

Recenti risultati della ricerca svolta nel Centro di Ricerca “Lino Rossi per lo studio e la prevenzione della morte inaspettata perinatale e della SIDS” dell’Università degli Studi di Milano hanno contribuito ad identificare la natura e la localizzazione delle lesioni responsabili di tali patologie e sarebbe emerso che si tratta di anomalie congenite del tronco cerebrale, sede della regolazione reflessogena delle attività vitali (specie cardio-respiratorie), e del sistema di conduzione dello stimolo elettrico all’interno del cuore.

I fattori di rischio determinanti sembrano rappresentati dal fumo di sigaretta materno (i cui effetti altamente lesivi sono incrementati dall’azione sinergica degli inquinanti atmosferici), da altre droghe, dall’alcolismo materno e da farmaci, per lo più sedativi, ma probabilmente anche vaccini.

L’Istituto di Anatomia Patologica del Prof. Matturri è il Centro di riferimento per la ricerca in campo nazionale, come indicato nella legge n. 31 del 2 febbraio 2006 “Disciplina del riscontro diagnostico sulle vittime della sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS) e di morte inaspettata del feto” (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 34 del 10 febbraio 2006). Infatti, nell’art. 1 comma 2 della legge è scritto: “Il riscontro diagnostico di cui al comma 1 è effettuato secondo il protocollo diagnostico predisposto dalla prima Cattedra dell’Istituto di Anatomia Patologica dell’Università di Milano” (6).

Più specificatamente, il Prof. Matturri scrive (7):
“I nostri studi condotti su un’ampia casistica (oltre 200 casi) hanno messo in evidenza, nelle vittime di morte inaspettata dell’infante e perinatale, frequenti alterazioni, per lo più congenite, del sistema nervoso autonomo e di conduzione cardiaco, plausibili substrati di morte improvvisa aritmogena. Tali studi hanno stabilito una continuità tra morte inaspettata fetale, morte perinatale e SIDS. Nel complesso, trattasi di una patologia multifattoriale comprendente anomalie congenite del sistema nervoso autonomo, principalmente cardio-respiratorio, delle prime vie digestive, del risveglio e del sistema di conduzione cardiaco. Tra le anomalie congenite, l’ipoplasia del nucleo arcuato, riscontrata in oltre il 50% dei casi, è di particolare interesse. Talvolta è associata ad anomalie di altre strutture del sistema nervoso vegetativo, quali la formazione respiratoria reticolare e il complesso parabrachiale di Kölliker-Fuse, nonché da vie accessorie del sistema di conduzione cardiaco. Tali difetti di sviluppo sono risultati essere di natura primitiva e pertanto di probabile natura genetica (8, 9).
Un ulteriore originale contributo avente per oggetto nel feto l’associazione tra ipoplasia del nucleo arcuato e ipoplasia polmonare testimonia il ruolo del tronco cerebrale nello sviluppo polmonare”.

In conclusione, allo stato attuale, nonostante si stiano accumulando già molti dati, non è ancora certa la vera natura di questa sindrome, ma, alla luce degli innumerevoli studi che attribuiscono alle vaccinazioni neonatali/infantili la capacità di destabilizzare una o più debolezze cellulari o tessutali dell’individuo che le riceve, un numero sempre maggiore di Autori collega una buona parte delle morti infantili in culla ai vaccini, perché ritiene che questi ultimi inducano uno squilibrio del sistema immunitario così profondo che, in soggetti con una patologia congenita latente e cioè in equilibrio precario, sia possibile la sua slatentizzazione.

Per molti altri approfondimenti e informazioni su questo argomento, invito il Lettore a leggere il libro da cui ho estrapolato questi dati (Le Vaccinazioni Pediatriche. Revisione delle conoscenze scientifiche) (10).


Bibliografia
1 - Mahnke P. F. Plötzlicher Tod im Kindesalter und vorausgegangene Schutzimpfungen. In: Buchwald G. Vaccinazioni: il business della paura. Quello che ogni genitore dovrebbe sapere. CIVIS, Massagno (Lugano), 2000, pag. 169.
2 - Silvers,L.E. Ellenberg,S.S. Wise,R.P. Varricchio,F.E. Mootrey,G.T. & Salive,M.E. The epidemiology of fatalities reported to the vaccine adverse event reporting system 1990-1997. Pharmacoepidemiol.Drug Safety 10 (4); 279; 2001.
3 - Silvers LE, Varriccho FE, Ellenberg SS, Krueger CL, Wise RP, Salive ME. Pediatric deaths reported after vaccination: The utility of information obtained from parents. American Journal of Preventive Medicine 22: 170; 2002.
4 - Scheibner V. Vaccination: 100 years of orthodox research shows that vaccines represent a medical assault on the immuno system. Australian Print Group, 1993.
5 - Ridgway et al. Disputed claims for pertussis vaccine injuries under the National Vaccine Injiury Compensation Program. J Investig Med 1998; 46: 168-174.
6 - Matturri L., Ottaviani G., Lavezzi A.M. Techniques and criteria in pathologic and forensic-medical diagnostics of sudden unexpected infant and perinatal death. Am J Clin Pathol 2005: 124:259-268.
7 - Cfr http://www.unimi.it/cataloghi/risultati_ricerca/Relazioni2006/168.1.pdf.
8 - Ottaviani G., Matturri L., Bruni B., Lavezzi A.M. Sudden infant death syndrome “gray zone” disclosed only by a study of the brain stem on serial sections. J Perinat Med 2005; 33: 165-169.
9 - Matturri L., Ottaviani G., Lavezzi A.M. Unexpected sudden death related to medullary brain lesions. Acta Neuropathol (Berl) 2005; 109: 554-555.
10 - Gava R. Le Vaccinazioni Pediatriche. Revisione delle conoscenze scientifiche. Edizioni Salus Infirmorum, Padova, 2a ed. 1a rist., 2010.



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