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Raccomandazioni per migliorare le vaccinazioni pediatriche. La storia di Manuel


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Raccomandazioni per migliorare le vaccinazioni pediatriche. La storia di Manuel
Questa è la storia di Manuel, un bambino che ho visto la prima volta quando l'ho accompagnato alla visita della Commissione Medico-Ospedaliera richiesta per la domanda di indennizzo da danno vaccinale

Questa è la storia di Manuel, un bambino che ho visto la prima volta quando l'ho accompagnato alla visita della Commissione Medico-Ospedaliera richiesta per la domanda di indennizzo da danno vaccinale secondo la legge 210 del 1992 (1). In quel tempo Manuel, che aveva una storia di gravi danni post-vaccinali, aveva quasi 5 anni, ma non camminava, non parlava e aveva molte crisi epilettiche al giorno: era un caso veramente grave.

È una storia un po' limite che non mi piacerebbe diffondere per non causare ansia nei genitori che vogliono vaccinare i loro figli, ma credo sia bene conoscere sia i pro che i contro dei vaccini: per dare un corretto “consenso informato” alle vaccinazioni, bisogna essere consapevoli di tutti gli aspetti della realtà.

Sappiamo che i vaccini hanno il vantaggio di proteggere da alcune patologie, ma in qualche caso hanno anche lo svantaggio di slatentizzare squilibri che fino a quel momento erano latenti nel bambino (forse, se avessimo atteso qualche anno prima di vaccinarlo in modo da dare all'organismo il tempo di maturare e di sapersi difendere meglio, sarebbero rimasti latenti per sempre?).

In ogni caso, preciso fin da subito che i danni vaccinali gravi esistono veramente (anche più gravi di quelli a cui è andato incontro Manuel), ma non sono certamente frequenti rispetto il grande numero dei bambini vaccinati. Però va pure precisato che oggi la corretta valutazione dei danni vaccinali è ancora un'incognita, perché la vaccinosorveglianza praticamente non esiste dato che i medici che li devono segnalare li negano quasi sempre e quindi non possiamo sapere quanti e quali siano i veri danni causati dai vaccini.

Comunque sia, nonostante molte titubanze e nonostante siano passati alcuni anni dal mio primo incontro con lui, ho deciso di far conoscere la storia di Manuel solo perché da essa possiamo imparare a evitare alcuni gravi errori che oggi, secondo la mia quasi ventennale esperienza, ritengo siano le cause principali di buona parte dei danni vaccinali.

Pertanto, se un genitore vuole somministrare a suo figlio tutti i vaccini (obbligatori e facoltativi) che oggi vengono praticati, raccomando di farlo conoscendo gli errori che sono stati fatti con Manuel.

Per semplificare, racconto la storia medica di questo bambino riportando in ordine cronologico gli eventi patologici che l'hanno caratterizzata e chiarendo che gli intervalli temporali che seguono si riferiscono al tempo che è passato dall'evento subito precedente.

 

La storia di Manuel

- Tempo 0: Manuel nasce a termine con un parto normale ed è ritenuto perfettamente sano.

- Primi 3 mesi: continua a stare bene e cresce molto bene; è sempre tranquillo, non si lamenta mai e dorme sereno.

- A 3 mesi: primo inoculo vaccinale con vaccino Esavalente + anti-Pneumococcico 7-valente (7 vaccini), eseguito però senza alcuna visita medica approfondita e senza alcuna dettagliata raccolta anamnestica.
Prima lezione da imparare
: sapendo che il neonato è immunologicamente molto delicato perché ha un organismo ancora immaturo e sapendo che i vaccini, specie quando sono numerosi, squilibrano il sistema immunitario, non sarebbe doveroso indagare attentamente le condizioni del neonato, la storia dei suoi genitori, come lui viene nutrito e allevato, in che condizioni ambientali vive e se ci sono condizioni che possono predisporlo a qualche patologia, stress o debolezza biologica che magari potrebbe controindicare le vaccinazioni? Ed eventualmente in caso di dubbio, perché non far eseguire qualche semplice esame ematochimico di controllo per capire le condizioni del sistema immunitario? (per esempio: emocromo, PCR, immunoglobuline totali, elettroforesi proteica, TSH, vitamina D, omocisteina, glutatione ridotto, zinco, esame urine ed eventualmente anche la tipizzazione linfocitaria).

- La sera stessa: Manuel non è più quello di prima: piange, si lamenta, dorme poco e con sonno disturbato (il pediatra consiglia paracetamolo); da allora non dormirà più bene.
Seconda lezione da imparare: fare molta attenzione quando un bambino sta male e/o cambia le sue abitudini fisiologiche nelle prime 24-48 ore dalla vaccinazione; ricordiamo che tanto prima compaiono i disturbi, tanto più è grave lo squilibrio del suo sistema immunitario. Inoltre, quando un farmaco causa sintomi neurologici e/o psichici (pianto molto prolungato in un neonato prima tranquillo e disturbi del sonno che perdurano nel tempo) bisognerebbe allarmarsi e valutare la sospensione del trattamento farmacologico (in questo caso le vaccinazioni).

- 13 giorni dopo: Manuel si ammala con faringite, tosse pertussoide, broncospasmo (gli vengono prescritti corticosteroidi e broncodilatatori).

- 45 giorni dopo: seconda vaccinazione con vaccino Esavalente + anti-Pneumococcico 7-valente.

- Lo stesso giorno: si ripresentano i sintomi del primo vaccino, ma più intensi e duraturi (altra somministrazione di paracetamolo).
Terza lezione da imparare: quando un bambino si ammala continuamente, invece di pensare solo a trattarlo farmacologicamente a livello sintomatico, bisogna chiedersi anche cosa lo ha indebolito a livello immunitario; la terapia eziologica è sempre più importante della terapia sintomatica.

- 2 mesi dopo: Manuel si riammala presentando febbre, tosse, broncospasmo (gli vengono ancora prescritti antibiotici, corticosteroidi, antipiretici e broncodilatatori).

- 40 giorni dopo, dopo altri 7 giorni e dopo altri 38 giorni: Manuel ricade con febbre e broncospasmo (gli vengono prescritti altri antibiotici, corticosteroidi, antipiretici e broncodilatatori). In quei giorni i genitori iniziano a sospettare che tutte queste infezioni siano in qualche modo correlate alle vaccinazioni, perché fino al giorno del primo vaccino il loro bambino godeva di ottima salute. Ne parlano con il loro Pediatra di fiducia, ma lui minimizza dicendo che quella è l'età in cui i bambini d'oggi si ammalano facilmente.
Quarta lezione da imparare: è perfettamente corretto fidarsi del proprio medico di fiducia, ma sappiamo che nessuno è infallibile. Inoltre, i primi responsabili della salute di un bambino sono i suoi genitori e sono loro che hanno sotto gli occhi tutti i giorni il bambino e che lo conoscono meglio di chiunque altro. Un medico deve sempre considerare con attenzione quello che loro dicono.

- 17 giorni dopo l'ultima febbre: Manuel, ancora debole, riceve la terza vaccinazione (terzo inoculo del vaccino Esavalente + anti-Pneumococcico).

- 15 giorni dopo: riceve anche il vaccino anti-Meningococcico tipo C.
Quinta lezione da imparare
: non andrebbero somministrati due (in questo caso sono stati 7+1) vaccini vicini o insieme, perché sappiamo che più vaccini vicini o insieme somministriamo, maggiore è il rischio di causare danni immunitari, dato che maggiore è la depressione immunitaria che essi causano. Se è possibile, tra due inoculi vaccinali dovrebbero passare almeno 3-4 mesi.

- La sera stessa: Manuel presenta pianto immotivato e prolungato, lamenti, accentuazione dei disturbi del sonno e inizia a presentare debolezza agli arti inferiori (non vuole più camminare).
Sesta lezione da imparare: quando un bambino va peggiorando, bisogna smettere di percorrere la strada che gli si sta facendo fare; occorre cambiare approccio terapeutico e chiedersi veramente cosa sta accadendo! In ogni caso, quando si manifestano sintomi neurologici, bisognerebbe pensare che si sta lentamente formando una patologia grave.

- 2 mesi dopo: si ammala nuovamente con febbre, raffreddore e catarro (gli vengono prescritti antipiretici, antibiotici, corticosteroidi e broncodilatatori), ma dopo 15 giorni ha una nuova ricaduta.

- 9 giorni dopo: è sfebbrato da soli 2 giorni, ma riceve i vaccini anti-Morbillo-Parotite-Rosolia (MPR) e anti-Varicella (4 vaccini). Prima della vaccinazione i genitori esprimono la loro perplessità al medico vaccinatore, ma questi li rassicura con poche parole dicendo loro che è sufficiente solo che non ci sia la febbre nel momento della vaccinazione, prescrive paracetamolo e dice che per il prossimo vaccino sarà meglio prendere questo farmaco a scopo preventivo, cioè qualche ora prima della somministrazione del vaccino.
Settima lezione da imparare: ricordare che il paracetamolo è un farmaco ossidante che riduce le scorte fisiologiche di glutatione tessutale e il glutatione è il composto più importante prodotto dal nostro organismo per difendersi dagli stati ossidativi, specie a livello cerebrale (queste informazioni sono enunciate dalla Farmacologia da circa 50 anni). Quindi, sarebbe meglio non somministrare paracetamolo ai bambini vaccinati e se serve un antipiretico, ricorrere ad un FANS (Farmaco Antiflogistico Non Steroideo).
Ottava lezione da imparare: sarebbe da non vaccinare un bambino che poco prima ha avuto una qualsiasi patologia, specie se infettiva come una forma virale; se è possibile, attendere a lungo, perché la scomparsa dei sintomi patologici non equivale subito alla normalizzazione del sistema immunitario. Infatti, affinché il vaccino non provochi danni importanti, è essenziale che lo squilibrio immunitario che lui causa non si aggiunga in modo sinergico ad uno squilibrio immunitario preesistente (quando un bambino ha un grave danno vaccinale è perché si è realizzata questa somma di effetti immunosquilibranti).

- 16 giorni dopo: Manuel si riammala e quindi riceve ancora antibiotici, antipiretici, anticatarrali e corticosteroidi, ma ricade dopo 2 mesi, dopo 19 giorni e dopo altri 30 giorni.

- 5 giorni dopo l'ultima febbre: Manuel viene ricoverato in Clinica Pediatrica per broncopolmonite, dove viene prontamente curato con antibiotici endovena, corticosteroidi, antipiretici e broncodilatatori.

- 2 mesi dopo: si riammala e per altri 8 mesi ha continue ricadute (i genitori non lo portano nemmeno più dal suo Pediatra, perché hanno imparato ad autogestirsi. Si giustificano dicendomi: “Tanto la terapia era sempre la stessa!”).
Nona lezione da imparare: quando l'approccio farmacologico ufficiale non è di beneficio per la salute del malato, perché non cercare qualche alternativa terapeutica? Ce ne sono tante: Omeopatia, Fitoterapia, Medicina Antroposofica, ecc.

- Dopo altri 8 mesi: iniziano le prime crisi epilettiche con improvvisa perdita del tono posturale degli arti inferiori che lo fanno cadere, con perdita di tono dei muscoli degli arti superiori (caduta degli oggetti dalle mani), del capo (che cade di lato) e del tronco (che si piega); le crisi maggiori si presentano ogni 1-2 giorni con periodi liberi massimi di 3-4 giorni.

- Dopo 3 mesi: Manuel viene ricoverato nuovamente e poi dimesso con la diagnosi di epilessia mioclonica astatica e con una terapia domiciliare a base di farmaci antiepilettici (Depakin, Frisium e Zarontin).

- 15 giorni dopo la dimissione: viene nuovamente ricoverato per ulteriore aggravamento; viene cambiata la terapia e anche la diagnosi che ora è di sindrome di Lennox-Gastaut: è un'epilessia dell'infanzia, di tipo generalizzato, caratterizzata da scarsa risposta ai farmaci antiepilettici, prognosi sfavorevole e limitato sviluppo intellettivo. In circa il 60% dei casi tale sindrome fa seguito ad una pregressa encefalopatia (probabilmente su base autoimmune e, secondo gli studi di Singh, può essere verosimilmente scatenata anche dalle vaccinazioni) (2). Di solito questa sindrome si caratterizza per la presenza di frequenti manifestazioni epilettiche proteiformi, con plurime ricadute quotidiane; benché possano prevalere crisi di assenza, atoniche o crisi tonico-clonico parziali e generalizzate; non raramente si sviluppano veri e propri stati di male epilettico. Alla sindrome epilettica si associa ritardo mentale medio o grave, a volte associato a deficit neurologici focali. Quindi, la diagnosi finale è: “Ritardo mentale associato a manifestazioni epilettiche tipo assenze o tipo tonico-cloniche, con plurime ricadute quotidiane, in un bambino con pregressa encefalopatia”. La diagnosi viene confermata da un EEG con rallentamento diffuso di base in cui insorgono parossismi polipunta-onda con frequenza superiore a 3 Hz.
Decima lezione da imparare: quando un bambino plurivaccinato presenta crisi epilettiche resistenti alla terapia farmacologica oggi in uso ed è resistente anche alla somministrazione di 2-3 farmaci antiepilettici associati, si può pensare che sia un danno vaccinale. In questo caso, più che la terapia antiepilettica, servirebbe antidotare il danno vaccinale cerebrale di tipo encefalopatico e riequilibrare l'alterazione immunitaria e/o tossicologica causata dai vaccini (cioè sia il danno degli antigeni virali e/o batterici, sia quello degli adiuvanti o di altre sostanze potenzialmente tossiche contenute nelle fiale vaccinali). Questo ovviamente non significa però che tutte le crisi epilettiche resistenti alla terapia farmacologica siano causate dai vaccini che il bambino può aver precedentemente ricevuto.

- In quel periodo gli viene ripetuta una RM cerebrale che per la prima volta riporta: “Si rileva andamento anomalo delle circonvoluzioni corticali in sede frontale sinistra con associata tenue iperintensità di segnale cortico-sottocorticale: l'insieme dei reperti è suggestivo in prima ipotesi per displasia corticale”.

- Poco più di 2 anni dopo: il sottoscritto incontra e visita per la prima volta Manuel.

 

Le condizioni di Manuel al tempo della mia visita

All'età di quasi 5 anni, cioè quando io l'ho visto la prima volta, ho descritto Manuel in questo modo:
- Sente e vede, ma non risponde; sostanzialmente non parla e forse neppure capisce; se mormora qualcosa, non lo si capisce; non chiede nulla;
- ha movimenti calmi, ma continui; è inquieto, non sta mai fermo, ma segue un suo schema mentale e non si gira mai se chiamato;
- si stanca subito di tutto quello che fa e cambia attività di continuo, mentre fino a qualche mese prima stava fermo a giocare ... (continua a peggiorare);
- non ha paura di nulla; é insensibile a tutto, vive in un suo mondo e non gli interessano gli altri o l'ambiente esterno;
- è indifferente ai cibi e alla temperatura esterna; rifiuta il cibo quando sta male;
- si mangia le unghie, mette tutto in bocca e succhia tutto;
- presenta grappoli ravvicinati di frequentissime crisi epilettiche miocloniche di pochi secondi in cui deve essere tenuto dai genitori perché perde l'equilibrio e va a sbattere contro oggetti o pareti; 4-6 volte al giorno presenta anche crisi epilettiche maggiori con rigidità, scosse tonico-cloniche e perdita di conoscenza, dopo le quali resta in silenzio e fermo, come assente, per circa 2 ore;
- di notte: suda alla testa addormentandosi; va nel lettone dei genitori oppure deve essere sicuro che ci sia qualcuno nella stanza con lui; ha numerosi risvegli con apertura improvvisa degli occhi, sguardo fisso, emissione di qualche parola spesso incomprensibile e clonie muscolari ai quattro arti;
- l'esame obiettivo evidenzia un bambino di 18 kg x 112 cm, con sguardo assente, spento; cute pallida, occhi chiari, lividi in fronte per le botte prese cadendo; non linfonodi laterocervicali o inguinali; alcune verruche alle mani; genitali normali; piedi ghiacciati e un po' umidi; non riesce a camminare e barcolla in ortostatismo; ha una grande lassità legamentosa e un dermografismo fortemente positivo.

In quel periodo era seguito dal Centro La Nostra Famiglia, ma purtroppo i genitori dicono che dalle terapie praticate non ha ottenuto alcun beneficio, né con la riabilitazione psico-neuro-motoria, né con la terapia neurologica antiepilettica (più volte modificata) che comunque continua ad assumere.

Nei suoi primi 5 anni di vita, Manuel ha ricevuto i seguenti farmaci (tra quelli che ho potuto conteggiare):

- Paracetamolo e antinfiammatori: 26 cicli.

- Antibiotici: 18 cicli.

- Corticosteroidi: 17 cicli.

- Broncodilatatori: 25 cicli.

- Vaccini: 12 tipi diversi, con 25 inoculi antigenici.

Inoltre, è stato sottoposto a:

- Visite ambulatoriali pediatriche: circa 35.

- Visite ambulatoriali ospedaliere: circa 18.

- Esami ematochimici, strumentali e specialistici (EEG, ECG, RM, visite specialistiche, ecc.): innumerevoli e non facilmente quantificabili.

 

Pensare al costo economico di questa patologia ha poco senso rispetto al gravissimo costo psicologico sostenuto dai genitori: la famiglia era distrutta e la madre (l'ho saputo circa 2 anni dopo) aveva già progettato il suo suicidio.

Io ho cercato di rassicurare i genitori e, come sono solito in questi casi, dopo aver raccolto attentamente tutta la storia del bambino, ho proposto a loro una terapia con alcuni nutraceutici (minerali, vitamine, omega-3, melatonina coniugata, probiotici, ecc.) e una terapia omeopatica personalizzata.

 

La terapia omeopatica personalizzata

Il trattamento che ho prescritto a Manuel è stato il seguente:
- Subito Tuberculinum 200ch 1/3 di dose/die per 3 giorni (ha fatto sparire in pochi giorni una tosse che persisteva da molto tempo e tendeva facilmente a recidivare);
- pausa di 10 giorni e poi Thuja 200ch 1/3 di dose/die per 3 giorni;
- pausa di 10 giorni e poi Artemisia vulgaris 200k 3 gocce 2 volte/die per 15 giorni;
- pausa di 10 giorni e poi Artemisia vulgaris 1.000k 3 gocce 2 volte/die per 15 giorni e poi 3 gocce/die.

Poco dopo, l'elettroencefalogramma (EEG) inizia a migliorare: il referto parla di una “netta riduzione delle anomalie EEG e la ricomparsa delle attività elettriche fisiologiche”.

In quel tempo i genitori avevano interrotto il cortisonico che gli stavano dando e due farmaci che lo facevano dormire tutto il giorno e, d'accordo con il neurologo di loro fiducia, hanno continuato solo con Topamax (topiramato) 50 mg per 2 volte/die, che dovevano però aumentare gradualmente in base alle condizioni di Manuel.

In realtà, dopo l'inizio del trattamento con Artemisia vulgaris 1.000k, Manuel ha iniziato a migliorare e allora la dose di Topamax è stata gradualmente ridotta fino ad azzerarla in circa 1 anno, mentre l'Artemisia è stata incrementata alla potenza 10.000k: 3 gocce/die.

Quello che è interessante è che, dato che Manuel era piccolo e stava assumendo da molto tempo una potenza elevata (10.000k), io ho più volte consigliato i genitori di ridurre le somministrazioni e di dargliela solo 1-2 volte alla settimana, ma pochi giorni dopo loro riprendevano la somministrazione quotidiana perché Manuel ripeggiorava.

Allora, pensando che ci fosse qualche blocco diatesico, ho provato a sostituire Artemisia con altri rimedi omeopatici spiegando ai genitori che volevo cercare un rimedio che svolgesse un effetto temporalmente più duraturo, ma i 2 rimedi (Thuja e Sulphur) si sono dimostrati inefficaci e in entrambe le occasioni abbiamo dovuto ritornare a somministrare Artemisia. Probabilmente, il motivo per cui bisognava somministrare quotidianamente il rimedio omeopatico (la potenza usata era molto alta e di solito è sufficiente darla molto sporadicamente e non tutti i giorni) era che Manuel aveva piano piano sviluppato una grossa zona fibrotica a livello del lobo cerebrale frontale sinistro e quindi questa anomalia, per ora irreversibile, impediva la normalizzazione del quadro sintomatologico e richiedeva una terapia continuativa. Solo dopo circa 2 anni di terapia siamo riusciti a diradare gradualmente le somministrazioni di Artemisia vulgaris 10.000k, perché Manuel continuava a migliorare e da quando aveva iniziato l'omeopatia non si ammalava più neppure di patologie infettive o infiammatorie.

Infatti, in questi 3-4 anni Manuel è migliorato enormemente sotto tutti i punti di vista: l'ultimo EEG presentava solo piccole alterazioni. Ora Manuel cammina, parla, gioca da solo e con i suoi amici, va a scuola, è stato promosso nelle prime 3 classi elementari che ha frequentato (anche se con l'aiuto di un insegnante di sostegno), se uno lo vede e parla con lui non si accorge assolutamente che ha ancora qualche piccolo problema e ... in famiglia sono ritornati la serenità e il sorriso.


Considerazioni su questo caso clinico

- Manuel è nato sano e ha iniziato ad ammalarsi immediatamente dopo la prima vaccinazione e poi ad ogni richiamo, e noi sappiamo che i vaccini possono alterare specialmente un sistema immunitario che è già alterato (3), anche se noi non ci accorgiamo di questo senza uno studio accurato del bambino.
- Tutta la sua sintomatologia patologica esprimeva una alterazione immunitaria post-vaccinale (sappiamo che i vaccini attivano le cellule immunitarie specializzate [microglia] del cervello) che di solito, se il bambino è sufficientemente forte a livello immunitario e ha un'adeguata capacità antiossidante a livello encefalico, viene superata e rinormalizzata in qualche mese (4).
- Se invece il sistema immunitario è più immaturo e debole, e per di più il bambino ha la sfortuna di ricevere innumerevoli dosi di farmaci ad azione immunosoppressiva (corticosteroidi, antibiotici) e alterante le sue difese antiossidanti (paracetamolo), allora l'aggiunta di vaccini multipli e frequenti che iperstimolano i neuroni cerebrali provocando il rilascio di diversi elementi tossici (radicali liberi, citochine, chemochine, ecc.) si traduce in un danno delle cellule cerebrali e delle loro connessioni sinaptiche (5).
- La conseguenza finale può anche essere un danno neuronale irreversibile a cui, in alcuni casi, può seguire una fibrotizzazione cicatriziale di alcune zone cerebrali (6) che si visualizzano alla TC o alla RM con zone displasiche dalle quali partono i focus epilettici (cfr la RM cerebrale eseguita a Manuel).
- Nei casi molto rari in cui il danno cerebrale è particolarmente intenso, a causa di una esagerata debolezza immunitaria del bambino (specie quando si tratta di un bambino nato prematuro), vaccini multipli possono indurre una abnorme e massiva iperattivazione microgliale con abnorme produzione di citochine cerebrali, diffuso infiltrato infiammatorio linfocitario prevalentemente perivasale, aree di spongiosi ed edema cerebrale che può concludersi anche con il decesso.

 

Questi processi sarebbero facilmente documentati dall'esame autoptico, come è avvenuto ad esempio nel caso di Emiliano, un bambino padovano deceduto 9 giorni dopo la vaccinazione MPR (cfr perizia medico-legale del Prof. Paolo Benciolini, Ordinario dell'Istituto di Medicina Legale dell'Università di Padova) (7). Un altro caso è quello pubblicato dal gruppo del Prof. Matturri di Milano che ha documentato la morte di un bambino di 3 mesi addirittura dopo solo un'ora dalla somministrazione del vaccino esavalente (8).

Fortunatamente, Manuel era immunologicamente più forte e aveva una maggiore difesa antiossidante cerebrale, ma a quanto pare non sufficiente da evitargli danni neurologici cronici, seppur minori di quelli avvenuti nel piccolo Emiliano e nel neonato milanese.

 

Conclusioni

Per concludere mi chiedo:

1) I Medici non potrebbero porre maggiore attenzione ai bambini che devono essere vaccinati raccogliendo una adeguata anamnesi personale, familiare, ambientale ecc. in modo da essere sicuri (anche se è vero che in Medicina la certezza non esiste) che non ci siano cause sottostanti che controindicano temporaneamente o definitivamente la vaccinazione?

2) I Medici non potrebbero porre maggiore attenzione a come il bambino reagisce ai primi inoculi vaccinali e in particolare a quello che viene riferito loro dai genitori?

3) Invece di promuovere le vaccinazioni di massa, non sarebbe molto più utile, razionale, corretto e innocuo adottare misure che potenzino l'immunità aspecifica e migliorino le condizioni igieniche, sociali e alimentari, riservando le vaccinazioni solo a gruppi di bambini attentamente selezionati?

4) Perché non rendere disponibili in commercio i 4 vaccini obbligatori o, meglio, anche i vaccini singoli in modo da personalizzare il trattamento vaccinale in base alle necessità reali del bambino, la sua età e le sue condizioni biopatografiche?

5) Quante patologie oggi ritenute incurabili potrebbero essere curate o gestite in modo totalmente innocuo da quelle che vengono definite “Medicine Non Convenzionali”? Quando capiremo che LA MEDICINA È UNA e che deve essere, oggi più di ieri, una Medicina Integrata, cioè multidisciplinare, dove il medico conosce molte tecniche terapeutiche e utilizza quella farmacologica ed eventualmente anche quella chirurgica solo quando quelle più innocue si sono dimostrate inefficaci o non adeguate?

Sono certo che è questa la Medicina del Futuro: una Medicina personalizzata, integrata e più umana, esercitata da medici che prima di prescrivere studiano bene il loro paziente nei suoi aspetti fisiologici, patologici, psicologici, familiari e sociali, ma hanno precedentemente studiato e adeguatamente acquisito anche molti e diversi approcci terapeutici naturali, oltre a quello farmacologico oggi dominante.

 

Bibliografia essenziale

1 - www.salute.gov.it/imgs/C_17_normativa_1556_allegato.pdf.

2 - Singh V.K. Phenotypic expression of autoimmune autistic disorder (AAD): A major subset of autism. Annals of Clinical Psychiatry 2009; 21 (3) : 148-161.

3 - Shoenfeld Y., Aharon-Maor A., Sherer Y. Vaccination as an additional player in the mosaic of autoimmunity. Clin Exp Rheumatol 2000; 18: 181-184.

4 - Chauhan A, Audhya T, Chauhan V. Brain region-specific glutathione redox imbalance in autism. Neurochem Res 2012 Aug; 37 (8):1681-9.

5 - Blaylock R. L. Interaction of Cytokines, Excitotoxins, and Reactive Nitrogen and Oxygen Species in Austism Spectrum Disorders. Journal of the American Nutraceutical Association 2003; 6(4): 15-32.

6 - Blaylock R. L. [Review]. The danger of excessive vaccination during brain development: the case for a link to Austism Spectrum Disorders (ASD). Medical Veritas 2008; 5: 1727-1741.

7 - Procura della Repubblica del Tribunale di Padova, procedimento n° 1707/03 R. G.N.R. - n° 11813/03 R. G.G.I.P., atti relativi al decesso di R. Emiliano.

8 - Ottaviani G., Lavezzi A. M., Matturri L. Sudden infant death syndrome (SIDS) shortly after hexavalent vaccination: another pathology in suspected SIDS? Virchows Arch 2006; 448: 100-104.



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