Omeopatia

A proposito della Metodologia del Dr. Rajan Sankaran


CATEGORIE: Omeopatia

Carissimo,

 

ho appena mandato in stampa l’ultimo libro di Rajan Sankaran (il 7°) che completa il discorso introdotto dal 6° volume sulla Sensazione in Omeopatia.

Questo mio scritto non ha assolutamente uno scopo pubblicitario, ma solo quello di cercare di lavorare con sempre maggior profitto per la diffusione e la miglior comprensione e applicazione dell’Omeopatia hahnemanniana.

 

Noi tutti sappiamo bene quanto importante sia il discorso della personalizzazione della terapia, specialmente oggi in cui imperversano molte patologie cronico-degenerative e mentali.

Sappiamo infatti che più la patologia passa dal piano funzionale a quello organico, da quello corporeo a quello mentale e da quello acuto a quello cronico più diventa difficile ripristinare l’ordine, cioè la salute, e come si renda allora necessaria una terapia perfettamente mirata.

 

Ebbene, in questi vent’anni di studio dell’Omeopatia mi sono sempre chiesto come si possa individualizzare una terapia servendosi solo di poche centinaia di policresti (anche la Medicina allopatica si serve di qualche centinaio di molecole e pure la Naturopatia usa qualche centinaio di sostanza naturali, ma l’Omeopatia deve fare ben di più).

È vero che noi cerchiamo il più simile (simillimum) e nulla esclude che questo sia tra i nostri pochi policresti, ma se allarghiamo il numero dei rimedi troveremo sicuramente un simillimum più simillimum del primo: tutto è relativo!

 

Certamente dovremmo intensificare le sperimentazioni di nuovi rimedi, perché il più è ancora tutto da fare, dato che nei tre Regni Naturali le sostanze superano abbondantemente il milione.

Ma quanti secoli ci vorranno? E i nostri pazienti (o i nostri figli …) cosa faranno nel frattempo?

In ogni caso, più si incrementa la massa di dati della Materia Medica, più potrebbe essere difficile riconoscere nel paziente il rimedio da dare … abbiamo molte difficoltà già ora!

 

Ho tradotto e letto molti libri, ma credo, di aver trovato nella metodologia di Sankaran una risposta a molte mie domande.

So bene che non tutti accettano le sue idee, ma non vorrei che questo nascesse dagli stessi pre-giudizi che impediscono ai nostri Colleghi Allopati di avvicinarsi all’Omeopatia.

 

Il senso di questo mio scritto è quello di invitarti a studiare a fondo questo autore, perché la sua metodologia è molto hahnemanniana:

- è tutta basata sull’ascolto e sull’osservazione del paziente nella sua più pura spontaneità espressiva;

- non suggerisce nulla al paziente e non lo condiziona assolutamente;

- parte dal disturbo principale (fisico o psichiatrico che sia) e, domandando chiarificazioni al paziente sulle parole o gesti che usa, lo aiuta a passare da un livello locale ad uno generale e poi a livelli sempre più profondi fino a cogliere la sua specifica e personale Sensazione profonda che, effettivamente (e questa è anche la mia esperienza ambulatoriale), è una Sensazione specificatamente “non umana”, perché alla fine emerge un linguaggio proprio di un minerale, di un vegetale o di un animale di una specie diversa dalla nostra;

- permette di identificare i piccoli rimedi, ma anche rimedi non noti o sostanze che non sono state ancora utilizzate in Omeopatia;

- permette quindi di allargare enormemente la nostra Materia Medica (previa adeguata sperimentazione dei nuovi rimedi);

- fornisce una chiave di lettura molto bella sia dello stato di salute che di malattia permettendo di impostare una diagnosi sulla quale si può effettuare una scelta molto precisa e razionale della potenza omeopatica, invece di basarsi solo sull’esperienza e l’intuizione personale;

- fornisce una chiave di lettura estremamente precisa anche per l’interpretazione del follow-up e cioè per valutare quando ripetere o meno il rimedio e quando eventualmente variarne la potenza.

 

Gli unici difetti di questa metodologia che ora io intravedo sono essenzialmente:

- il tempo richiesto per la presa del caso (che in genere si aggira sulle 2 ore, ma che con una certa esperienza e probabilmente con un ulteriore perfezionamento della tecnica può essere ridotto a 1,5 ore);

- le nostre limitate conoscenze delle caratteristiche specifiche delle sostanze minerali e delle innumerevoli specie di animali e vegetali per le quali, affinché possano essere riconosciute nel linguaggio e nei gesti del paziente, è necessario avere una conoscenza molto precisa e approfondita e questo richiede al medico omeopata un discreto bagaglio culturale e un sistema di reperimento delle informazioni (su questo fronte vedo che si stanno muovendo vari Autori che stanno inserendo nei loro testi molte informazioni inerenti la fonte dei nostri rimedi).

 

Ora giungo all’obiettivo finale di questo mio messaggio.

 

In considerazione di come sta evolvendo la metodologia proposta da Rajan Sankaran e in considerazione dell’apprezzamento che sta suscitando presso Colleghi unicisti di indiscussa fama, come quelli delle Scuole Argentine e Brasiliane, mi chiedo se non sarebbe corretto che ognuno di noi approfondisca un po’ la proposta di Sankaran che, dopo un’ovvia evoluzione necessaria per il suo perfezionamento, mi sembra essere giunta ad un adeguato grado di maturazione e di diffusione.

 

Dato che, giustamente, Sankaran dice che questa tecnica, più che studiata deve essere direttamente sperimentata “in vivo”, la mia proposta sarebbe di cogliere l’occasione del prossimo XII Seminario Internazionale di Medicina Omeopatica, che si svolgerà a Caserta nei giorni 9-11 maggio p. v., per verificare ed eventualmente anche interrogare di persona lo stesso Sankaran su questa sua metodologia.

 

Gli argomenti che Sankaran tratterà in questo Seminario saranno:

1) I Sette Livelli: il nuovo approccio di presa del caso. I piú recenti approfondimenti e intuizioni riguardanti i sotto-livelli.

2) Ulteriori raffinamenti della tecnica di presa del caso. La presa del caso come un percorso o una mappa che assicurano all'omeopata di non sentirsi perso nel caso clinico.

3) Regno Minerale: "i Sette Periodi" e le peculiarità di ognuno. Riconoscere il fenomeno globale in un caso.

4) Esempi dal Regno Animale, in special modo i Rettili. L'arte di accedere ai regni della sensazione attraverso la gestualità delle mani.

5) Una visione d'insieme del Regno Vegetale. Approfondimenti dei Sottoregni e le Famiglie.

 

Per iscriversi al Seminario basta entrare nel sito: www.sankaran2008.it

 

Mi scuso sulla lunghezza del testo, ma credo che ognuno di noi abbia il dovere di tenersi aggiornato su ciò che potrebbe migliorare il nostro servizio nei confronti di coloro che soffrono e che a noi si affidano.

 

Roberto Gava



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