Medicina preventiva

Medicina ayurvedica e virtù della curcuma

Fonte: terranauta.it



curcuma
L'India è il primo produttore al mondo di curcuma, impiegata da secoli nella medicina Ayurvedica per le sue virtù terapeutiche e preventive

La curcuma è una pianta erbacea perenne di colore giallo il cui nome deriva dall'arabo "kurkum" ed è prodotta in Cina, Indonesia, Costa Rica ed Hawai dove è chiamata "holena" ed è alla base di tutta la medicina tradizionale, ma è l'India il primo produttore al mondo di questa radice. Il suo colore giallo è dovuto alla curcumina, un antiossidante dotato spiccate virtù antinvecchiamento; nell'etno-medicina è l'antinfiammatorio per eccellenza, purifica il sangue, protegge il fegato. Un'importante scoperta di recente ha mostrato che rallenta il progresso dell'Hiv perché se, com'è noto, l'Aids implica una carenza di vitamine e minerali antiossidanti nel corpo, le proprietà della curcuma mirano a reintegrare queste sostanze e - di conseguenza - a rallentare lo sviluppo della malattia.

Uno studio statunitense dimostra che questa radice frena la crescita del melanoma (un tumore della pelle) e favorisce l'apoptosi (la morte, cioè, delle cellule tumorali): secondo quanto riportato dalla rivista "Cancer Research", un gruppo di ricercatori del New Jersey ha proposto l'impiego della spezia anche per la cura del tumore alla prostata, questo effetto benefico sarebbe tanto più evidente quando associato alle virtù di una sostanza (il fenetil isotiocianato) presente in verdure come i broccoli, la rapa, il cavolfiore.

Altri esami di laboratorio condotti dai ricercatori del CNR di Catania e dall'Università di Pavia assieme agli statunitensi del Chemical College di New York hanno confermato le qualità benefiche degli antiossidanti contenuti nella curcuma che sembrano contrastare lo sviluppo di disordini neurodegenerativi legati all'invecchiamento del cervello, come l'Alzheimer.

E' stato osservato che nei luoghi dove il consumo della spezia è maggiore l'incidenza di sindromi come il Parkinson e l'Alzheimer appunto è ridottissima ed è inversamente proporzionale al consumo della curcuma. Proprio il pigmento giallo della curcumina sembra abbia proprietà neuroprotettive che incrementano la produzione di proteine che prevengono questi mali.

L'estratto della curcuma agisce sull'ossidazione delle lipoproteine di bassa densità (colesterolo LDL), spiegano gli studiosi, che svolgono un significante ruolo nello sviluppo dell'arterosclerosi.

Proprietà benefiche delle piante, si potrebbe concludere. Eppure, sia per motivi economici che per motivi a carattere culturale, lo sviluppo delle cure a base di piante non conoscono una diffusione riconosciuta da tutti a livello medico. C'è chi preferisce affidarsi alla medicina tradizionale di cui, allo stesso modo delle piante, talvolta, si conoscono poco i composti chimici. Eppure, generalmente, si fa affidamento sul parere medico che ben di rado induce il malato all'uso di sostanze naturali come rimedio.

La cura omeopatica va richiesta esplicitamente e non offre nessun tipo di copertura assicurativa al malato. Questo problema ostacola non solo la libertà del singolo di utilizzare quale rimedio egli ritenga più opportuno nella cura del proprio corpo o della propria mente, ma influenza anche la predisposizione mentale con cui egli intraprende una cura: un malato convinto e fiducioso nelle cure cui è sottoposto affronterà in maniera più coraggiosa il proprio male e, come dimostrano gli studi scientifici, una buona disposizione mentale aiuta la cura del male fisico.



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