Denuncia sanitaria

Marketing del latte artificiale: “Pressioni fortissime”


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biberon

Le pressioni delle multinazionali del latte artificiale e dei biberon sono fortissime ed i social network rappresentano la nuova frontiera del marketing aggressivo dei sostituti del latte materno. Ci sono aziende, infatti, che regalano alle mamme ciucci, biberon, latti, pappe chiedendo in cambio di condividere su facebook o instagram una foto con il loro bambino che mangia o beve quel latte o quella pappa.

 

È quanto emerge dalla sesta edizione de il “Codice Violato”, il rapporto sulle violazioni del “Codice Internazionale OMS UNICEF” redatto ogni tre anni circa da da Ibfan Italia (International Baby Food Action Network), la rete di associazioni che da anni si batte contro le pratiche scorrette di commercializzazione dei sostituti del latte materno.

 

Il Codice Violato denuncia anche le etichette scorrette nei sostituti del latte materno, che mettono in serio pericolo la salute dei bambini alimentati con formula in polvere, un prodotto non sterile che in rari ma gravi casi può danneggiare seriamente, fino alla morte, la salute del lattante. Ibfan da anni fa pressione sulle istituzioni competenti perché obblighino i produttori ad adeguare le istruzioni in etichetta a quelle raccomandazioni. Tali richieste non hanno purtroppo mai ricevuto risposta, neanche quando le infezioni causate da formule in polvere contaminate sono diventate un caso mondiale (il caso Lactalis).

 

Inoltre, nelle etichette delle formule in polvere si leggono frasi riportate per attirare i genitori: "maggiori affinità al latte materno", "facilita la digestione", "ricco di probiotici", con poche evidenze scientifiche.

 

Nel Codice Violato ci sono poi esempi di conflitti di interessi tra sanità e multinazionali: dai recenti processi per corruzione a carico di pediatri e rappresentanti di ditte fino al Master in Nutrizione realizzato in collaborazione tra i Policlinici di tre grandi città insieme a due colossi dell'alimentazione per la prima infanzia.

 

Guardando al di fuori dell'Italia, il Codice Violato cita il rapporto di Save the Children “Don’t Push it” dal quale emerge che le vendite del latte in polvere stanno aumentando vertiginosamente, mettendo a rischio la salute delle nuove generazioni. Secondo le stime nel 2019 il loro valore supererà i 70 miliardi di dollari l’anno con una crescita di 5 volte negli ultimi 20 anni, ovvero superiore 8 volte al tasso di crescita della popolazione mondiale.

 

Ibfan Italia dalla sua nascita si propone di far avvenire miglioramenti duraturi nelle pratiche alimentari di neonati e bambini, ed è pertanto attiva nel favorire l’eliminazione in Italia e nel resto del mondo delle pratiche scorrette di commercializzazione di tutti gli alimenti sostitutivi del latte materno (latti e altri alimenti per lattanti e bambini piccoli) e degli accessori atti alla loro somministrazione (biberon e tettarelle) da parte delle aziende che li producono o distribuiscono, mediante la piena attuazione di quanto sancito (come requisito minimo universale) dal Codice Internazionale OMS/UNICEF sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno e dalle successive pertinenti Risoluzioni dell’Assemblea Mondiale della Sanità.

 

Al contempo Ibfan intente promuovere le condizioni che possano favorire la corretta alimentazione di neonati e bambini, a partire dalla promozione dell’allattamento, dato che il latte materno costituisce l’alimento fisiologicamente predisposto dalla natura, da solo nei primi sei mesi di vita, ed insieme ad alimenti complementari nei primi due anni o oltre (secondo le Risoluzioni dell’Assemblea Mondiale della Sanità).





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