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Manuale pratico di Omeopatia in Oncologia (Recensione)

Fonte: Il Medico Omeopata


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Manuale pratico di Omeopatia in Oncologia
Manuale pratico di Omeopatia in Oncologia

Proporre un volume che affronta un tale tema in piena aggressiva campagna mass-mediale (e non solo) contro l'Omeopatia, addirittura considerata una bufala clinica da parte di Somari Raglianti (chiedo scusa per il paragone agli intelligenti quadrupedi), può apparire da parte dell'Editore provocatorio o coraggioso o sconsiderato o fuori tempo massimo o, al contrario, giusto in tempo!

 

Pur nelle difficoltà quotidiane che la guerra scatenata contro l'Omeopatia determina, in Italia capita ancora che pazienti oncologici, talora su consiglio degli stessi oncologi (anatema!), chiedano il supporto clinico del trattamento omeopatico: questo volume, un vero condensato d'esperienza clinica, è, quindi, da accogliere con sollievo e gratitudine. L'Omeopatia, per la rapidità e l'affidabilità della sua azione terapeutica, l'assenza di effetti indesiderati e il basso costo, rappresenta una delle medicine complementari più adatte alle cure di sostegno in oncologia. L'assenza di interazioni farmacologiche con le terapie per i tumori permette una grande sicurezza d'uso, sia per i medici sia per i pazienti (pag. 311).

 

Jean-Lionel Bagot, sessantenne oncologo e omeopata, insegna Omeopatia alla Facoltà di Medicina e Farmacia dell'Università di Strasburgo, dal 2010 fa parte del Reparto di Cure Palliative - Clinica de la Toussaint di Strasburgo (Siamo rimasti sorpresi dall'accoglienza favorevole tra il personale ospedaliero e dalle richieste da parte dei pazienti sull'Omeopatia, pag. 18), ha accumulato un'enorme esperienza come scrive nella Premessa a pag. 19: Dopo circa quattromila visite omeopatiche per cure di supporto all'anno, la mia esperienza si è affinata, le indicazioni sono state confermate e la scelta dei rimedi è migliorata allo scopo di fornire migliori risultati terapeutici. Da questa pluriennale esperienza clinica nasce il libro: Tratteremo dei trattamenti omeopatici che potrebbero essere utili durante la comunicazione della diagnosi, l'intervento chirurgico, la chemioterapia, le terapie mirate, la radioterapia, l'ormonoterapia e il post-trattamento. Esamineremo anche la gestione del dolore, della "Jatigue" e delle cure palliative. Un lungo capitolo è dedicato agli schemi terapeutici omeopatici che accompagnano i protocolli terapeutici.

 

Corposo piano di lavoro che è stato rispettato nello svolgimento dei vari temi (con l'ausilio di numerose tabelle riassuntive), affrontati sempre con pragmatica prudenza cancellando fin dall'inizio la tentazione di cedere ad un eccessivo ottimismo che potrebbe indurre a considerare, in casi così complessi, di ricorrere alla sola terapia omeopatica: L'Omeopatia non è una terapia oncologica ma ha un ruolo importante nel trattare gli effetti indesiderati di queste terapie e migliorare la qualità della vita del paziente. (dall'Introduzione - evidenziato dall'Autore - ndR). In altre parole: migliora la tolleranza ai trattamenti antitumorali e rafforza le difese dell'organismo (pag. 23).

 

Bisogna arrivare al capitolo 13 per trovare un breve compendio d'Omeopatia: cenni di storia, cosa è l'Omeopatia, cos'è il rimedio omeopatico, come si produce, cosa c'è dentro, cosa sono le CH, le K e le X, quali potenze scegliere, se ci sono effetti collaterali, che differenza tra unicismo-pluralismo-complessismo e, infine, cosa sono l'organoterapia, l'isoterapia, l'etero-isoterapia. Spicca in questa sintesi sull'Omeopatia l'assenza di qualsiasi accenno alle cinquantamillesimali: in Francia sono pressoché inutilizzate. Nel testo, dunque, si trovano molte utili indicazioni per integrare la cura omeopatica nel trattamento del paziente oncologico: per i più esperti potrebbe trattarsi non di una novità ma, di certo, la modalità sistematica d'esposizione secondo le varie situazioni cliniche (e protocolli oncologici) costituisce una buona mappa per orientarsi nel caso ci si trovi ad affrontare un caso di neoplasia, senza dimenticare che l'individualità del singolo caso può costituire un orientamento di fonda-mentale importanza.

 

Nella Premessa Bagot ci fornisce notizie interessanti: Il 14 luglio 2002... il Presidente Jacques Chirac annunciò la creazione del Piano Nazionale Anticancro (2003-2007)... Dedicando al paziente una parte dei provvedimenti e dei finanziamenti, il PNA umanizza notevolmente l'assistenza terapeutica e riporta l'equilibrio nel rapporto medico-paziente. Consente inoltre, permettendo al paziente di accedere a tutte le informazioni utili a orientarsi tra i trattamenti e la malattia, a coloro che lo desiderano, di essere protagonisti della propria lotta contro la malattia (in neretto citazione dal PNA - ndR). Sta avvenendo una vera e propria rivoluzione. Il malato è realmente al centro del sistema di cura per assicurare un'assistenza globale della persona, al di là dei protocolli tecnici, attraverso lo sviluppo delle cure complementari e alternative (in neretto citazione dal PNA - ndR)... Sarà ancora così, nel 2018, in Francia? Di certo l'Autore ci fa sapere che, al 2016, data di pubblicazione della seconda edizione del volume in Francia (titolo originale: "Cancer et homéopathie. Rester en forme et mieux supporter les traitments"): L'uso dell'Omeopatia in oncologia è raddoppiato negli ultimi quattro anni. La progressione va avanti, tanto che nel 2010, l'ultimo studio francese effettuato su 850 pazienti affetti da tumori e trattati a Parigi, riporta che il 60% di essi si rivolge alle Medicine Complementari: prima di tutte l'Omeopatia con il 33% di utenti ...Estrapolando questi risultati per i tre milioni di francesi che soffrono di tumori, si raggiunge la cifra di 500.000 persone che si avvalgono attualmente in Francia di un trattamento complementare omeopatico in oncologia (pag. 23, evidenziato dall'Autore - ndR).

 

Chiude il libro una breve Materia Medica del rimedio Okoubaka aubrevillei (albero africano), molto apprezzato da Bagot in terapia oncologica di sostegno. Bagot ci ricorda (pag. 308): La farmacopea omeopatica, oltre all'assenza di interazione farmacologia e di effetti indesiderati, si rivela anche un esempio di protezione dell'ambiente, perché la corteccia di un solo albero riuscirebbe a soddisfare i bisogni omeopatici di tutta l'umanità. Rispettando l'ecologia della natura e quella del nostro organismo, l'Omeopatia si inserisce in un processo di sviluppo duraturo. Da auspicare!

 

Ricca la bibliografia.

 

In sintesi: utile e affidabile per i medici omeopati, ma attenzione ai non medici propensi al fai-da-te: Questa guida non può sostituire una visita omeopatica e l'individualizzazione che essa richiede. Sagge parole, dott. Bagot!



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