Infanzia

Fondo Nasko: in Lombardia un contributo alle donne per evitare l’aborto


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“Nessuna donna dovrà più essere costretta ad abortire in Lombardia a causa dei problemi economici”. Con queste parole Roberto Formigoni, il presidente della Regione, ha accolto il ‘nuovo arrivato’ in Lombardia. Si tratta del fondo Nasko, una dotazione di 5 milioni di euro, con i quali si garantirà a ciascuna donna un contributo complessivo fino a 4.500 euro distribuiti nell’arco di 18 mesi (prima del parto e dopo la nascita del bambino).

Il progetto prevede che il contributo di 250 euro al mese venga integrato da una serie di interventi o servizi, erogati anche da altri soggetti pubblici o privati coinvolti.
“Si potrà pensare ad aumentare i posti letto e allargare le case famiglia dove la donna esce dalla sua solitudine. Che è il primo fattore per cui si abortisce”, spiega Paola Bonzi, direttrice del primo Centro di aiuto alla vita italiano.

A gestire il fondo sarà direttamente la Regione mediante una piattaforma web ad accesso riservato ai consultori e ai centri di aiuto alla vita iscritti negli elenchi regionali, i quali indicheranno i nominativi delle donne beneficiarie del sostegno economico.

Le future mamme che accetteranno e seguiranno un “progetto personalizzato” di aiuto realizzato tramite i Consultori familiari e i Centri di Aiuto alla Vita, entro pochi giorni, riceveranno gratuitamente una carta prepagata su cui, mese per mese, verrà caricato l’importo del contributo che le madri potranno spendere secondo le necessità concordate con il Consultorio o il Cav.

“Si tratta di un provvedimento importante – commenta Formigoni - che conferma la nostra politica di tutela e promozione della maternità, della natalità e della famiglia. Ed è tanto più significativo, perché cade in un momento in cui la crisi economica e la conseguente instabilità sociale potrebbero ripercuotersi sulla scelta delle donne riguardo la maternità”.

Intanto a Roma, Fabio Mosca, docente di Neonatologia all'Università di Milano, intervenuto ad un convegno organizzato dall’Associazione medici cattolici italiani (Amci) sul tema dell'aborto e della legge 194, ha diffuso alcuni dati sulle interruzioni di gravidanza nel nostro Paese.

“Nel 2009, a fronte di 565 mila nascite, abbiamo avuto 116 mila aborti”, spiega Mosca. 
In Italia, dunque, c’è un aborto ogni cinque bambini nati. La media è di circa 200 aborti ogni mille bambini nati.
Secondo il neonatologo si tratta di dati preoccupanti ma che comunque attestano una diminuzione rispetto ad alcuni decenni fa quando c'erano più nascite e anche più interruzioni di gravidanza.
“Dal 1982 al 2009 gli aborti sono scesi da 230 mila a 116 mila”.



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