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Per la libertà di scelta terapeutica - Comunicato FIAMO


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Libertà di scelta terapeutica in medicina
Libertà di scelta terapeutica in medicina

Si stanno moltiplicando i casi di provvedimenti disciplinari da parte degli Ordini dei Medici, che vanno dalla censura alla radiazione, nei confronti di colleghi. Nel caso più eclatante, quello della radiazione del dott. Roberto Gava, ad un mese dal provvedimento non sono state ancora comunicate le motivazioni, ma quello che è certo è che non c'è stata nessuna denuncia di danno patito da alcun paziente. In altri casi è stato imputato ai colleghi l'aver firmato nel 2015 una lettera inviata al Presidente dell'ISS in cui si affrontavano alcune criticità nella politica vaccinale corrente. Pur esprimendo in tale lettera, da parte dei firmatari, ampia disponibilità al confronto e alla discussione, la risposta è stata l'apertura di azioni disciplinari. D'altra parte, assistiamo recentemente all'accelerazione da parte del governo del progetto per l'allargamento dell'obbligo vaccinale a un numero molto maggiore di vaccini, condizionante per l'iscrizione scolastica, senza reali motivazioni basate su evidenze: la meningite si è rivelata un falso allarme e i focolai di morbillo sono in via di esaurimento, rappresentando comunque un fenomeno ciclico in Italia e in Europa e interessando sia una non trascurabile percentuale di persone vaccinate sia prevalentemente soggetti adulti. Infine, senza la minima prova si è attribuito il picco di mortalità invernale alla mancata vaccinazione per l'influenza.

 

Nella motivazione addotta dall'Ordine dei Medici di Modena per il provvedimento di censura comminato a un collega tra le altre cose è scritto che traspare in modo palese che esiste una stretta correlazione fra tali affermazioni e l'esercizio delle medicine alternative (in primis l'omeopatia) da parte di alcuni professionisti firmatari della lettera.

 

Tale affermazione è immotivata e fuorviante, perché induce a credere che la censura possa estendersi anche alla pratica delle medicine qui definite "alternative". Ravvisando in tali concetti il grave pericolo di una confusione epistemologica, scientifica e deontologica, nonché l'implicita lesione alla dignità dei medici che utilizzano l'omeopatia nella loro attività clinica, la Federazione Italiana delle Associazioni e dei Medici Omeopati-FIAMO ha sentito la necessità di far sentire al riguardo la propria voce.

 

Quelle che vengono chiamate medicine complementari e alternative (CAM) o medicine non convenzionali (MNC) sono state riconosciute come atto medico dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e Odontoiatri FNOMCeO nel maggio 2002 e il Codice deontologico fa esplicitamente riferimento ad esse; per la medicina omeopatica i criteri della formazione sono stati definiti nell'Accordo Stato Regioni del febbraio 2013 e i medicinali omeopatici sono regolati dal DL 219 del 2006. in Italia i medici che praticano tali discipline sono professionisti che dopo il regolare corso di studi hanno trovato in altri approcci medici chiavi di lettura e soluzioni terapeutiche che hanno ampliato la loro possibilità di cura. Quello che caratterizza questi approcci, tra cui si colloca la medicina omeopatica, è la assoluta preminenza che viene assegnata all'individualità della sofferenza e quindi della cura. D'altro canto, in Medicina si parla molto negli ultimi anni della necessità di personalizzare le cure, ma questo si è tradotto finora in un approfondimento sul genoma che non ha portato a ricadute significative sulla terapia, che resta saldamente ancorata ai risultati di studi su popolazioni, considerati il gold standard della scientificità. In questo panorama, sempre più sottolineato da ricercatori indipendenti, di fronte al dato che i farmaci costituiscono la terza causa di morte negli Stati Uniti e in Europa, il ricorso ad approcci medici differenti, integrati nella pratica medica quotidiana, appare una opportunità preziosa per i medici, guidati dal comandamento "primum non nocere" del giuramento di Ippocrate e per i pazienti che ad essi si affidano.

 

La pratica omeopatica poggia su una specifica epistemologia, sulla sperimentazione patogenetica dei medicinali e su una sempre più ampia documentazione scientifica, sia rispetto al meccanismo di azione, sia rispetto all'efficacia clinica.

 

L'applicazione meccanica del paradigma EvidenceBased Medicine(EBM) ha mostrato i suoi limiti ed è oggetto di approfondite discussioni. Il padre dell'EBM, Guyatt, scrive che l'evidenza da sola non è mai sufficiente per prendere una decisione clinica: coloro che devono prendere una decisione devono sempre considerare rischi e benefici, svantaggi e costi associati con le differenti strategie alternative e nel farlo devono tenere in considerazioni le preferenze dei pazienti. E bisogna anche tener conto che nella valutazione degli effetti avversi delle terapie, le evidenze sono raccolte prevalentemente da studi osservazionali. Curiosamente, tale visione "flessibile" delle evidenze cliniche sostiene non solo l'omeopatia ma anche le vaccinazioni le quali, contrariamente a quanto normalmente si crede o si va dicendo, non sono normalmente supportate da evidenze ottenute con il criterio del doppio cieco controllato con placebo. Si dice che le vaccinazioni sono "farmaci", ma si trascura di dire che non sono provate come i normali farmaci.

 

Il possibile risultato terapeutico dell'omeopatia non è affatto magico, come alcuni sono portati a credere, ma ha una sua plausibilità scientifica e fisiopatologica, che si rifà ai concetti di azione primaria e secondaria . Il principio di azione-reazione evocato è uno dei pilastri della fisiologia e della biochimica. Non è difficile realizzare un ponte con la farmacologia scientifica attuale, alla luce delle conoscenze accumulate sulle proprietà tossicologiche dei farmaci e in generale delle sostanze biologicamente attive. Solo per fare qualche esempio, è noto che farmaci utilizzati nel controllo dell'ipertensione arteriosa possono provocare ipertensione arteriosa come effetto secondario; broncodilatatori che sembrerebbero farmaci d'elezione nella cura dell'asma, non possono essere usati a lungo perché provocano broncocostrizione, gli antiaritmici possono causare aritmie, gli antineoplastici possono causare neoplasie e così via. La razionalità scientifica non solo non contrasta col principio del simile, cardine dell'omeopatia, ma lo pone come una delle frontiere della farmacologia moderna.

 

Queste considerazioni necessariamente sommarie possono spiegare come mai un Paese come la vicina Svizzera , a seguito delle valutazioni emerse da uno studio commissionato dal Governo e della richiesta dei cittadini stessi , abbia pienamente integrato nell'offerta di salute ai suoi cittadini la medicina omeopatica.

 

A conclusione di questa breve disamina, in ragione delle considerazioni svolte , i medici esperti nella medicina omeopatica rifiutano i provvedimenti di radiazione o censura - che, per quanto attualmente consta, considerano basati su motivazioni penali inesistenti, ma sono invece solo processi alle idee personali di stimati professionisti che hanno a cuore la personalizzazione delle cure- e rivendicano con forza il carattere profondamente etico e scientificamente valido del loro approccio al paziente.



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