Omeopatia

Lettera al quotidiano La Repubblica in difesa dell'Omeopatia


CATEGORIE: Omeopatia

Gentile Professor Galimberti,

Sono una donna di 49 anni. Madre di 4 figli. Medico da 25 anni. Specialista in Reumatologia. Una formazione scientifica tradizionale, secondo i canoni della scienza “ufficiale”. Da 22 anni studio e pratico la medicina Omeopatica classica Hahnemmanniana.
Sono appena tornata da un Congresso Internazionale di Omeopatia Classica* che ha visto lavorare insieme intensivamente e con grande spirito di umiltà e collaborazione , medici italiani, tedeschi, svizzeri e indiani, uniti insieme dal desiderio di trasformare la disperazione in speranza. Il tema trattato è stato Il cancro, in particolare casi clinici avanzati, difficili e complicati la intolleranza alla chemio e radioterapia.Il convegno si è tenuto in Italia, ma solo i giornali locali ne hanno parlato.

È doveroso per me riportare questa testimonianza. I docenti che hanno condotto i lavori hanno un’esperienza più che trentennale di cura dicasi avanzati e gravi di cancro, e ci hanno portato documentazioni e casistiche che testimoniano risultati altamente incoraggianti, seguiti anche per più di 20 anni dall’insorgenza della malattia. Abbiamo dati clinici documentati in cui sono state integrate, con equilibrio e raziocinio sia la medicina tradizionale che la medicina omeopatica, a sostegno dell’energia vitale del paziente e come cura locale dell’organo colpito. Perché questa mia lettera. Forse un po’ ingenua. Perché la gente comune deve sapere, senza inutili false illusioni, che le cure omeopatiche corrette, prescritte da medici esperti e preparati a fondo, è un grande aiuto nel processo di guarigione anche in malattie così gravi come il cancro. E in ogni modo, in ogni fase della cura, ad esempio durante la chemioterapia, svolgono un ruolo importantissimo nell’alleviare la sintomatologia che si sviluppa come complicanza della chemioterapia e della radioterapia. Risultati concreti e incoraggianti da tenere in seria considerazione. Un messaggio chiaro che va dato perché la malattia cancerosa è una malattia che porta sofferenza e disperazione all’intero nucleo familiare e ai medici che spesso si trovano disarmati e impotenti.

Questo convegno ha portato alla luce possibilità di cura veramente incoraggianti e illuminanti in ogni fase della malattia cancerosa: dalla predisposizione genetica, in cuipossiamo correggere il terreno Cancerinico quando il tumore non si è ancora sviluppato, alla fase delle lesioni pre-cancerose (anticamera del cancro vero e proprio) onde evitare laloro degenerazione nella vera e propria neoplasia. Infine, e questo è stato in centro del convegno, la cura della fase terminale della malattia, quando l’organismo è sopraffatto dalla malattia e dobbiamo gestire la sofferenza con trattamenti efficacemente palliativi.Purtroppo la Medicina Omeopatica viene continuamente diffamata nel nostro Paese. Non mi soffermo a polemizzare perché scelgo di non innaffiare i semi della rabbia e della divisione ma quelli della collaborazione e della compassione. La medicina Omeopatica è una Scienza Spirituale, un dono di Dio all’Umanità ed è diritto di tutti poterne usufruire.Non so se questa lettera verrà pubblicata. La metto nelle mani dolci e forti della Provvidenza.A Lei, Prof. Galimberti un augurio dal profondo del cuore di poter fare quello che è nelle sue possibilità per inviare questa informazione.



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