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Lavoro & allatto. Metodi semplici ed efficaci per farlo bene e senza stress


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Lavorare e proseguire l’allattamento si può! Basta conoscere alcune fondamentali regole

CAPITOLO V
Mantenere la produzione di latte
In questo capitolo ci occuperemo nel dettaglio di quello che occorre predisporre prima di rientrare al lavoro per proseguire l’allattamento quindi come mantenere la produzione di latte in assenza del bambino e quali sono gli ausili utili allo scopo.

Fare scorte di latte prima del rientro al lavoro*

Qualsiasi lavoro tu faccia è importante che nei mesi immediatamente successivi al parto possa goderti l’intimità con tuo figlio, fare la reciproca conoscenza e acquisire dei ritmi personali che ti consentano di prendere sempre più consapevolezza delle tue capacità di saper nutrire e accudirlo fino ad arrivare al momento del rientro al lavoro con un allattamento ben stabilizzato. Per provvedere alle scorte di latte basta iniziare a occuparsi della sua estrazione un paio di settimane prima del rientro o, se sei particolarmente preoccupata, venti giorni prima circa.

Questo periodo ti serve per imparare a gestire la sessione di estrazione e per fare una scorta adeguata di latte utilizzando, se possibile, sia la spremitura manuale del seno che il tiralatte. man mano che acquisirai sempre maggiore abilità puoi alternare i due metodi perché anche l’alternanza aiuta a mantenere alti i livelli di produzione del latte.


Durante i primi tentativi è normale che tu riesca a estrarre solo poche gocce, qualunque sia il metodo che utilizzi: la suzione del bambino è molto più efficace di una qualsiasi altra stimolazione sia che si esegua con le mani che con la migliore macchina disponibile sul mercato; inoltre tenere a contatto il proprio bambino e abbracciarlo provoca immediati picchi di ossitocina e di prolattina in modo veloce e naturale.
Nelle prime sedute ti potrà capitare di vedere piccoli risultati estraendo un massimo di 10-20 ml ogni volta ma è solo l’inizio e i risultati diventeranno man mano sempre più soddisfacenti.

- Inizia a usare il tiralatte due settimane prima di rientrare al lavoro.
- È normale che esca poco latte all’inizio sia che usi la spremitura manuale che il tiralatte.
- Ognuno ha le proprie preferenze ed è normale che un sistema possa funzionare meglio di un altro tra persone diverse: tu prova!
- I risultati attesi possono arrivare anche dopo un paio di giorni di tentativi: non scoraggiarti!

(* In questo testo utilizzeremo indifferentemente la parola “estrarre” oppure “tirare” il latte. In gergo tecnico, l’emissione del latte dalla mammella a seguito di stimolazione meccanica è denominata estrazione ma siccome ci rivolgiamo alle madri e non agli operatori sanitari e indichiamo una pratica che nel gergo comune è indicata come “tirare il latte”, manterremo anche noi questa dicitura più familiare. Il vero nome del tiralatte è mastosuttore ma, anche in questo caso, abbiamo preferito conservare la parola tiralatte perché così è denominato nel linguaggio comune e non abbiamo intenzione di dare un taglio eccessivamente tecnico al capitolo.)

Per le prime volte che estrai il latte
Con quale frequenza?
Se inizi con largo anticipo, nei primi giorni ti sarà sufficiente dedicarti all’estrazione una volta al giorno facendo in modo che la seduta sia confortevole, che tu non senta fastidio o dolore e non duri a lungo (massimo 5-8 minuti).
La quantità di latte ottenuta non è importante in questo momento.

Quando?
Un buon momento per dedicarti all’estrazione è la mattina, quando sei più riposata e senti il seno più “pieno”.
Spesso viene dato il suggerimento di estrarre il latte immediatamente dopo la poppata nella convinzione che, in questo modo, alla poppata successiva il bambino “trovi il latte” che, altrimenti, sarebbe tolto dal tiralatte o dalla spremitura. Tale raccomandazione non è corretta se lo scopo è fare una scorta di latte perché al termine della poppata il latte scende a goccia a goccia senza zampillare. La madre si scoraggia e crede di non essere in grado di fare scorte di latte se non addirittura, dubita della propria capacità di produrre latte a sufficienza per suo figlio.
Invece è normale non ottenere quantità sorprendenti a termine poppata!

Per fare scorte di latte bisogna estrarre almeno mezz’ora dopo il termine della poppata perché in questo intervallo avvengono i naturali rialzi dei livelli di prolattina innescati dalla stimolazione della poppata.

Queste informazioni di fisiologia ti servono per evitare di convincervi che la spremitura o il tiralatte per te non funzionano: se i risultati non sono quelli che ti aspetti, prima di ogni altra ipotesi presta attenzione alla scelta del momento, poi alla tecnica di spremitura o al funzionamento e al modello di tiralatte scelto, come vedremo più avanti.

Se sei tra chi produce latte in sovrabbondanza e al termine della poppata senti ancora il seno pieno, puoi scegliere di estrarre il latte in qualsiasi momento facendo attenzione a non agevolare la sovrapproduzione con estrazioni frequenti. In tal caso puoi estrarre il latte durante la poppata stessa, mentre il bambino è attaccato a una mammella, spremendo manualmente o usando un tiralatte elettrico e per la durata della poppata, senza andare oltre.

Accumulare scorte di latte per quando sarai al lavoro
Con quale frequenza?
Se stai allattando in modo esclusivo e desideri continuare, la produzione di latte deve poter soddisfare tutto il fabbisogno del bambino anche durante la tua assenza. Idealmente quindi il ritmo delle estrazioni dovrebbe seguire quello delle poppate del bambino ovvero a ogni poppata “mancata” dovrebbe corrispondere un’estrazione; nella realtà questo è quasi impossibile, non solo per l’organizzazione degli orari di lavoro ma anche perché estrarre il latte con le mani o con un ausilio è in ogni caso impegnativo e non gratificante quanto allattare un bambino.
Per mantenere una buona produzione estrai ogni tre ore circa.
Se il bambino ha già cominciato a prendere cibi solidi, oppure se allatti in modo complementare, puoi arrivare anche a quattro ore, ma non oltre.

Promemoria generale delle estrazioni
Il tuo personale schema di organizzazione dovrebbe quanto meno avvicinarsi ai seguenti parametri se sei in allattamento esclusivo mentre può diminuire di una sessione o due se sei in allattamento complementare (ovvero sia che tu faccia l’integrazione che ci sia stata l’introduzione di cibi solidi).
- Tre volte in un turno di otto ore di lavoro.
- Due volte in un turno di sei ore di lavoro.
- Una volta in un turno di quattro ore di lavoro.

Nel conteggio delle pause va compreso anche il tempo necessario per recarsi e tornare dal lavoro. Se, per esempio, per tornare a casa impieghi un’ora oppure se prima di rincasare devi fare commissioni, prima di uscire può esserti utile fare una veloce spremitura, anche di 7-8 minuti.
Quando hai poco tempo ricordati che anche brevi sedute di cinque minuti sono comunque meglio che saltarle completamente.

Quando?
- La mattina un’ora prima del risveglio del bambino.
- Durante le pause allattamento al lavoro.
- Se la tua situazione te lo permette, mezz’ora dopo la poppata offerta e quindi appena sei arrivata al lavoro.
- Immediatamente dopo la poppata solo se il bambino non ha rimosso tutto il latte e senti che il seno non si è completamente ammorbidito (può accadere la mattina o dopo i fine settimana a casa con il bambino).
- Se hai la necessità di aumentare le scorte di latte puoi fare anche due estrazioni la mattina presto, a distanza di un’ora l’una dall’altra, sfruttando così il momento che segue il riposo notturno e la maggior abbondanza di latte. Questa doppia estrazione è possibile quando usufruisci, ad esempio, dell’ora di permesso allattamento entrando al lavoro un’ora più tardi.

Schema delle estrazioni adattato alla modalità di allattamento e al tipo di orario di lavoro
Allatti in modo esclusivo e lavori
È l’unica condizione in cui è necessario utilizzare il tiralatte sul posto di lavoro.
Part-time: estrai una o due volte nelle pause allattamento.
Full-time: estrai almeno tre volte nelle pause allattamento.
Se non ti è possibile non pensare che non valga la pena nemmeno attrezzarsi. Fallo almeno una volta durante le pause che ti spettano in modo da mantenere il seno in attività: il resto lo farà tuo figlio quando tornerai a casa.

Allatti in modo parziale e lavori
In tal caso non è sempre indispensabile l’uso del tiralatte sul posto di lavoro.
Part-time: non è necessario estrarre il latte (tranne i primi giorni se il seno tende a diventare troppo pieno).
Full-time: può esserti utile estrarre almeno una volta in pausa (se hai deciso di accumulare le ore del permesso allattamento per uscire prima, l’estrazione va fatta in pausa caffè o pranzo).
In ogni caso, estrai il latte, con spremitura manuale o con tiralatte manuale, quel tanto che basta per alleviare la tensione del seno. Di solito questo è necessario solo nei primi giorni, poi la produzione tende a diminuire in base alla diminuzione della domanda.
L’estrazione richiede pochi minuti perché non è finalizzata a fare una scorta di latte ma solo ad ammorbidire il seno. Una stimolazione protratta viceversa rimette in moto tutto il meccanismo di sintesi e produzione di latte.

Fresco o congelato?
Il latte estratto di giornata o di pochi giorni e refrigerato è un alimento di maggiore freschezza e vicino alle esigenze di crescita del bambino perché la composizione è specifica per l’età in corso. Inoltre il latte fresco conserva inalterati gli elementi vivi come gli anticorpi. ma se hai scorte in surgelatore e devi usarle comincia sempre con quelle più “vecchie” (basta controllare l’etichetta), ricordando di alternare un pasto con latte fresco a uno di latte scongelato dalle scorte.

Se tuo figlio ti chiede una poppata immediatamente dopo che hai tirato il latte per farne scorta?
Una frequente preoccupazione di chi estrae il latte per farne una scorta è proprio questa: se il seno è stato “svuotato” dopo l’estrazione, come faccio se il bambino mi chiede di nuovo la poppata? La risposta è semplice: offrigli il seno e ci troverà il latte che chiede! Come sappiamo il seno non è un contenitore ma una centrale di produzione che si attiva nel momento della richiesta; senz’altro, immediatamente dopo una spremitura o il tiralatte, il flusso sarà più lento ma in compenso il latte sarà concentrato per via della maggior presenza di grassi presenti nella parte terminale del latte e quindi tuo figlio si sazierà completamente. Alla minore quantità di latte ricevuta, a ogni modo, il bambino provvederà eventualmente aumentando la richiesta, alternando le mammelle anche più volte durante la poppata e chiedendo il seno dopo poco tempo per
“completare” la poppata e ciò è vantaggioso perché, aumentando la stimolazione, aumenta anche la tua produzione di latte.

Uso del tiralatte
Il tiralatte è un ausilio che permette di estrarre il latte dal seno mimando il meccanismo di suzione del bambino. Quando succhia dalla mammella il bambino applica una pressione negativa all’interno della bocca che, a sua volta, provoca il riflesso di emissione del latte. La forza di questo riflesso e quella esercitata dalla pressione del latte che scorre nei dotti fa fuoriuscire il latte e sfama il bambino. Il tiralatte compie la medesima stimolazione dopo che, applicando una coppa di plastica sulla mammella, si avvia un’aspirazione (pressione negativa) al suo interno e un rilascio ciclico; l’alternanza di pressione negativa e rilascio ciclico stimola la fuoriuscita del latte. L’aspirazione può essere innescata o manualmente oppure con un motore elettrico alimentato a batteria o direttamente alla presa elettrica. La maggior parte dei modelli di tiralatte è progettata e costruita per consentire la raccolta del latte materno direttamente dentro il contenitore dove sarà conservato senza bisogno di altri travasi.

Tratto da "Lavoro & allatto. Metodi semplici ed efficaci per farlo bene e senza stress"



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