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Iridologia e cause del sovrappeso


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L'Iridologia è una metodica che può essere di grande aiuto per capire le cause del sovrappeso

Per definire il sovrappeso è necessario ovviamente stabilire quale sia il peso normale di una persona. Questo peso "ideale" deve tener conto dell'altezza e dell'età del soggetto in esame. La medicina ufficiale usa come parametro di valutazione il BMI: indice di massa corporea, che è il rapporto fra il peso espresso in kg e l'altezza, al quadrato, espressa in metri. Viene considerato normale un BMI fra 18,5 e 25.

In medicina naturale il sovrappeso diventa più umano, meno tecnico. Si tiene conto, infatti, oltre che del peso e dell'altezza, anche della costituzione corporea, studiata con i principi dell'omeopatia. Questa disciplina, infatti, annovera tre tipologie principali:
- Fosforica, dove prevalgono gli arti sul tronco, come nel classico soggetto longilineo;
- Sulfurica, in cui predomina l'apparato muscolare;
- Carbonica, in cui sono i tessuti lipidici a dominare.

Quindi, in quest'ottica, il calcolo per determinare il normopeso sarà: cm di altezza eccedenti il metro meno 4- 5 kg per il fosforico, meno 2- 3 kg per il sulfurico, bene così per il carbonico.

L'Iridologia è una metodica che può essere di grande aiuto per capire le cause del sovrappeso. L'Iridologia costituzionale, in particolare, fornisce i seguenti dati:

- Iride marrone: può indicare dismetabolismo epatico con possibile alterazione della produzione dei trigliceridi;
- Iride mista: può far pensare a disbiosi intestinale con eccessiva produzione di tossine e conseguente ristagno di liquidi;
- Iride connettivo debole: tipiche sono le fibre connettivali di sostegno disposte in modo disomogeneo con zone di addensamento e zone povere di fibre che indicano una debolezza generale di organi e sistemi; anche in questo caso potrebbero esserci liquidi incarcerati nei tessuti periferici;
- Iride essudativa: caratterizzata da tofi, piccole formazioni bianche simili a batuffoli di cotone disposti in cerchio alla periferia dell'iride; è la classica condizione di difficoltà a smaltire i liquidi interstiziali;
- Iride colesterinica: si distingue per un anello periferico bianco-giallastro che non lascia intravvedere la struttura sottostante, l'eccesso di grassi è segnalato dal deposito di tali sostanze sull'iride stessa;
- Iride allergica (azzurra e/o vasi sclerali peri-iridei): suggerisce l'ipotesi che vi sia un'intolleranza alimentare alla base del sovrappeso.

Vi sono poi altri segni interessanti che si possono rilevare con l'esame dell'iride:
- Rigonfiamento della zona della corona: secondo il dottor S. Rizzi è un segno di diatesi psicotica, con tendenza alla ipertrofizzazione dei tessuti, senza un preciso significato funzionale;
- Pupilla ristretta (miosi): indica una predominanza del sistema parasimpatico con forte impulso alimentare, con un apparato digerente sempre pronto all'esperienza digestiva;
- Corona allargata: tendenza del bolo alimentare a procedere lentamente con conseguente aumentato assorbimento dei cibi;
- Macchie o lacune in zona tiroide;
- Pigmenti marrone-beige sulla superficie iridea: attenzione perché, oltre che dell'interessamento della funzione pancreatica insulino- produttrice, può trattarsi di una carenza di dolcezza (espressa o ricevuta) che trova nei dolci la compensazione affettiva. Oppure della sensazione di essere vittima di un'ingiustizia, condizione in cui solo il cibo riesce a dare un senso di gratificazione.

Sul piano energetico possiamo rilevare un OPI ipertrofico associato a una lenta velocità di contrazione dell'iride sotto stimolo luminoso. È questa una condizione di eccesso di yin, con tendenza al rallentamento del metabolismo, pigrizia, freddolosità, deposito di lipidi nei tessuti periferici.

L'interpretazione psicoemotiva, invece, porta la nostra attenzione sulle deformazioni pupillari, in particolar modo sui settori:

- Nasale: dove indicano un contrasto interiore, una tensione dell'ego che può essere compensata dal cibo;
- Temporale inferiore: dove, essendo questo il settore del piacere, fanno pensare che il cibo venga vissuto come una gratificazione vicariante;
- Temporale superiore: dove, essendo questo il settore del confronto con gli altri, inducono a interpretare l'eccesso alimentare come un'autopunizione, un sistema per sottrarsi al confronto con il mondo esterno.



Naturalmente tutte queste considerazioni non possono prescindere da una diminuzione dei cibi ad alto contenuto di calorie e a un aumento del dispendio energetico legato all'attività fisica.

 

Tratto da "Curarsi con la Naturopatia vol.3" di Catia Trevisani



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