Salute

13/12/2017

L'inquinamento influenza la fertilità maschile

di Redazione InformaSalus.it


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inquinamento
L’esposizione alle particelle fini che caratterizzano l’inquinamento atmosferico influenza negativamente la qualità degli spermatozoi e la fertilità degli uomini

L’esposizione alle particelle fini che caratterizzano l’inquinamento atmosferico influenza negativamente la qualità degli spermatozoi e la fertilità degli uomini. È quanto evidenzia lo studio di un gruppo di scienziati guidati da Xiang Qian Lao, del Jockey Club School of Public Health and Primary Care della Chinese University di Hong Kong. Lo studio è stato pubblicato su BMJ Occupational and Environmental Medicine.

I ricercatori hanno esaminato l’esposizione a breve e a lungo termine al particolato presente nell’inquinamento atmosferico, noto come PM 2,5, costituito da particelle tanto piccole da riuscire a penetrare in profondità nei polmoni e di giungere nel flusso sanguigno. Tali inquinanti si possono trovare sia all’interno che all’esterno e derivano dagli scarichi dei veicoli, dalla combustione di legna, carbone o oli combustibili, o dalle emissioni delle industrie.

Gli studiosi hanno analizzato i risultati di esami e questionari di valutazione su circa 6.500 uomini dell’isola di Taiwan di età compresa tra 15 e 49 anni che avevano preso parte a un programma a scopo medico tra il 2001 e il 2014. I ricercatori hanno quindi raccolto campioni di sperma e hanno valutato la qualità degli spermatozoi misurando il numero totale, le loro dimensioni, forma e capacità di movimento. È stato quindi preso in considerazione l’indirizzo di residenza degli uomini per stimare l’esposizione ai PM 2,5, per un periodo di tre mesi, il tempo necessario affinché un uomo produca nuovi spermatozoi, e l’esposizione media su due anni.

Sebbene i livelli di particolato fossero nel range di sicurezza, con circa la metà sotto i 26 microgrammi di particolato per metro cubo di aria, gli studiosi hanno osservato che per ogni aumento di cinque microgrammi di esposizione la concentrazione di spermatozoi aumentava lievemente mentre il rischio di avere uno spermatozoo dalla forma anomala aumentava del 18% con l’esposizione a breve termine e del 26% con l’esposizione a lungo termine.

“Il particolato contiene molte sostanze chimiche tossiche come metalli pesanti e idrocarburi policlici aromatici, che hanno mostrato di essere dannosi per la qualità dello sperma in studi di laboratorio”, ha spiegato Lao, autore principale dello studio. “La forma e le dimensioni dello sperma sono un parametro importante per la fertilità”, conclude l’esperto.

“Il risultato principale di questo studio è la riduzione della percentuale di spermatozoi dalla forma normale, ma la percentuale di cellule spermatiche morfologicamente normali è ancora molto alta”, ha sottolineato Shanna Swan, dell’Environmental Medicine and Public Health all’Icahn School of Medicine al Mount Sinai di New York.








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