Denuncia sanitaria

11/07/2018

Le infezioni ospedaliere provocano più morti degli incidenti stradali

di Redazione InformaSalus.it


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ospedale
Tra le cause principali delle infezioni ospedaliere ci sono procedure di decontaminazione non corrette e l'utilizzo eccessivo di antibiotici

Le infezioni ospedaliere, causate da decontaminazione non corretta e uso eccessivo di antibiotici, sono alla base delle infezioni ospedaliere che mietono più vittime di quante ne provochino gli incidenti stradali. Sono 7000 infatti ogni anno nel nostro Paese i decessi per le infezioni ospedaliere, le sepsi insorte durante il ricovero in ospedale o dopo le dimissioni del paziente. Un numero elevatissimo, pari al doppio delle morti causate dagli incidenti sulla strada (3500 ogni anno).

 

Tra le cause principali delle infezioni ci sono procedure di decontaminazione non corrette e l'utilizzo eccessivo di antibiotici che alimentano la proliferazione di agenti patogeni resistenti.

 

Del fenomeno si è parlato a Napoli nel corso del forum nazionale promosso dal Centro Studi Mediterranea Europa che ha riunito ricercatori, medici, manager delle strutture, e amministratori pubblici.

 

Il record di infezioni dopo un intervento chirurgico lo detiene la Valle d'Aosta, con 500 casi ogni 100mila dimessi. Seguono la Liguria con 454 e l'Emilia Romagna con 416. Distanziate di poco la Lombardia, il Veneto, l'Umbria e la città di Trento che ne contano circa 300.

 

“Sicuramente bisogna intervenire, anche al di là dell'allarme specifico - ha confermato Michele Schiano di Visconti, consigliere della Regione Campania e medico chirurgo - Sanificare gli ambienti ospedalieri, sanificare le strutture sanitarie è una esigenza e una priorità. Intervenire con l'attenzione massima su questi temi è sicuramente un dovere della politica, delle amministrazioni e della Regione che gestisce la Sanità”.

 

È poi fondamentale porre un freno all'uso eccessivo di antibiotici, tra le cause principali dell'antibiotico resistenza, divenuta ormai un'emergenza mondiale. Il nostro Paese ha la maglia nera per lo sviluppo di resistenze ed è fra i primi consumatori di antibiotici in UE.








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