Medicina preventiva

05/02/2020

Infezione da Coronavirus: informazione e buon senso

di Roberto Gava



virus

In questi giorni siamo sommersi da messaggi di grande allarme sanitario … che, nelle persone carenti di competenze specifiche, diventa essenzialmente paura.

La paura poi è origine di molti mali: diffidenze, divisioni, fughe, rinunce, reazioni emotive, contrasti, spese irrazionali e molto altro in base alle caratteristiche di ognuno di noi. Alla fine, la paura della malattia può essa stessa creare malattia, perché crea tensione, stress e lo stress prolungato slatentizza i punti deboli della persona: può far salire la pressione, può causare aritmie cardiache, disturbare il sonno e la digestione … e alla fine indebolisce il sistema immunitario. Proprio quello che in questo periodo non deve avvenire! La terapia è sempre la consapevolezza, che nasce dalla conoscenza e dal buon senso: fondamenti che la paura impulsiva ed emotiva non permette di consolidare. Cerchiamo allora di conoscere questa infezione da Coronavirus e di capire cosa possiamo concretamente fare oggi alla luce dell'attuale situazione italiana.

 

INDICE
Cosa dice la scienza sui Coronavirus
I sintomi dell'infezione da Coronavirus
Come si trasmette l'infezione
Perché si stanno moltiplicando i casi di persone infette
Mortalità da Coronavirus CoVID-19
Persone maggiormente a rischio

Prevenzione del contagio
a. Come impostare uno stile di vita capace di aumentare le nostre difese contro le patologie infettive in generale
b. Come aumentare le nostre difese antivirali nei periodi più critici quando ci si trova in una zona ad alto rischio
c. Cosa può fare una persona sana per cercare di evitare il contatto con i virus
d. Cosa fare in caso di contagio
e. Cosa non ha senso fare
La gestione della febbre nelle infezioni virali
Conclusioni

Cosa dice la scienza sui Coronavirus

I Coronavirus sono una grande famiglia di virus respiratori a filamento singolo di RNA a senso positivo. Possiedono un diametro di circa 80-160 nm (1 nanometro è un milionesimo di millimetro) e il loro genoma è tra i più lunghi dei virus a RNA (conta circa 30.000 basi azotate). Il nome "coronavirus" deriva dal loro aspetto al microscopio elettronico, dove le proteine a forma bulbosa poste sulla loro superficie esterna creano un'immagine di corona.

Queste proteine sono proprio quelle che permettono al virus di attaccarsi alla membrana cellulare delle cellule che poi infetteranno. Successivamente il virus penetra all'interno della cellula obbligandola a codificare il suo RNA, le proteine dell'involucro esterno e quindi il virus intero che poi uscirà dalla cellula per infettare altre cellule e così via (1).

I comuni Coronavirus sono responsabili di patologie in mammiferi e uccelli, nei quali provocano diarrea (mucche e maiali) o malattie delle vie respiratorie (polli). Nell'uomo, i comuni Coronavirus provocano infezioni respiratorie spesso di lieve entità come il raffreddore comune, ma in qualche caso possono causare polmoniti virali non gravi (i normali Coronavirus sono responsabili di circa il 20% di tutte le polmoniti virali), ma raramente possono causare anche una Sindrome Respiratoria Acuta Grave (SARS).

Come è accaduto con altri virus, anche alcuni Coronavirus specifici degli animali, e che normalmente non infettano la nostra specie, possono fare un "salto di specie" e passare all'uomo causando allora polmoniti molto gravi e occasionalmente potenzialmente letali.

In questo caso, la gravità della patologia dipende dal fatto che, se il virus è nuovo, il nostro sistema immunitario non lo conosce perché non è mai venuto a contatto con lui, non sa difendersi e subisce l'attacco che diventa particolarmente violento e pericoloso nei soggetti immunologicamente deboli o immunodepressi, specie gli anziani portatori di patologie croniche importanti o altri soggetti deboli a livello immunitario, cardiopolmonare, renale o metabolico.

Oggi conosciamo 7 Coronavirus umani. I primi 4 dell'elenco seguente sono molto comuni (sono detti anche "virus del raffreddore") e sono stati identificati negli anni '60, mentre gli ultimi 3 sono stati identificati in questi ultimissimi anni:

  • 1- Human Coronavirus 229E (Coronavirus alpha).

  • 2- Human Coronavirus NL63 (Coronavirus alpha).

  • 3- Human Coronavirus OC43 (Coronavirus beta).

  • 4- Human Coronavirus HKU1 (Coronavirus beta).

  • 5- SARS-CoV (Coronavirus beta che ha causato la Severe Acute Respiratory Syndrome del 2002, epidemia partita dalla Cina che ha infettato circa 8.100 persone tra le quali ha provocato una mortalità del 9,5%)

  • 6- MERS-CoV (Coronavirus beta che ha causato la Middle East Respiratory Syndrome del 2012, epidemia partita dall'Arabia Saudita che ha infettato circa 2.500 persone tra le quali ha provocato una mortalità del 35%).

  • 7- CoVID-19 (nuovo Coronavirus della fine del 2019 che sta causando una sindrome respiratoria acuta grave che in una piccola minoranza di casi può portare a morte; l'epidemia/pandemia è partita da Wuhan, una città della Cina, dove ha infettato circa 100.000 persone causando una mortalità stimata finora del 2,3%: 1.023 morti su 44.672 casi cinesi confermati) (2) (per i dati mondiali aggiornati vedi bibliografia 3 e per l'aggiornamento dei dati italiani vedi bibliografia 4).

 

TABELLA 1

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Il CoVID-19 è stato denominato "nuovo Coronavirus" perché è un nuovo ceppo di Coronavirus che non è mai stato precedentemente identificato nell'uomo. Il virus è associato a un focolaio di casi di polmonite registrati a partire dal 31 dicembre 2019 nella città di Wuhan (Cina centrale). Sembra, ma non è certo, che la maggior parte dei casi abbia avuto inizialmente un legame epidemiologico con il mercato di Huanan Seafood (Cina meridionale), un mercato all'ingrosso di frutti di mare e animali vivi. Il CoVID-19, infatti, è geneticamente identico per il 96% a un noto Coronavirus dei pipistrelli e per l'86-92% a un Coronavirus del pangolino. Pertanto, la trasmissione di un virus mutato dagli animali all'uomo è la causa più probabile della comparsa di questo nuovo Coronavirus.

Come si trasmette l'infezione

I Coronavirus umani si trasmettono da una persona infetta a un'altra principalmente attraverso il contatto diretto con la saliva, i colpi di tosse e gli starnuti (bisogna trovarsi entro un raggio di di circa 1-1,5 metri), ma verosimilmente anche attraverso un contatto diretto con le mucose oro-nasali o la mano di un malato (il malato ha verosimilmente le mani contaminate, perché è facile che si tocchi il naso o se le metta davanti la bocca quando tossisce o sternutisce) (5).

Infatti, in Cina, la principale causa di contagio (78-85%) è avvenuto all'interno della famiglia e in particolare a causa di goccioline aero-trasmesse da portatori di infezione che si pongono a stretto contatto con una persona. La trasmissione nell'aria su lunghe distanze (oltre 1,5-2 metri), specie se in ambienti grandi o all'aperto, non è una importante causa di diffusione (6).

Secondo i dati diffusi dall'OMS fino ad oggi (6), risulta che se si ha un contatto personale diretto con una persona infetta, la probabilità di infezione non è assolutamente elevata, perché è solo dell'1-5%. Ovviamente, in quest'ultimo caso chi è stato toccato dalla una mano di un malato è a rischio di ammalarsi solo se si mette la mano in bocca o se si tocca le mucose di naso e occhi prima di essersi lavato accuratamente le mani.

Un malato può diffondere i virus durante i sintomi della malattia ma, come per tutte le virosi, lo può fare anche nei 5-6 giorni che precedono la manifestazione clinica dei sintomi (verosimilmente anche nei 15 giorni precedenti) e quindi prima che si scopra che è stato realmente infettato.

Perché si stanno moltiplicando i casi di persone infette

Prima di tutto credo sia corretto ringraziare il nostro Governo, il Ministero della Salute e degli Interni, la Protezione Civile e i vari Governatori Regionali, perché hanno lavorato insieme fin dalle prime notizie giunte dalla Cina alla fine di gennaio e hanno rapidamente preso decisioni coraggiose, non attuate da tutti gli altri Paesi, per moltiplicare i tamponi faringei e circoscrivere l'estensione dell'epidemia.

Dato che in Italia il tampone è stato fatto anche a tutte le persone che sono venute a contatto con individui risultati positivi e che questo, almeno per ora, non viene eseguito negli altri Stati europei, è ovvio che nel nostro Paese sia più facile riscontrare tanti casi di persone infettate. È ovvio quindi che l'Italia in questi ultimissimi giorni sia diventata il Paese europeo più colpito e con un numero di casi simile a quello di Hong Kong (3).

È possibile che tra pochi giorni accada lo stesso anche nel resto dell'Europa, ma per ora noi siamo i primi in questa brutta classifica. Se si deve guardare positivamente questa realtà, va però detto che tale presa di posizione del nostro Paese dovrebbe permettere di arginare l'infezione isolando immediatamente i focolai di malattia.

Dobbiamo però fare attenzione a non creare troppo allarme e a non esagerare, perché non vorrei che l'infezione da Coronavirus diventi, più che un pericolo/danno sanitario, un vero e proprio pericolo/danno economico! Se poi qualcuno si chiede come mai ci siano comunque così tante persone infette, suggerirei di riflettere sul dato oggettivo che oggi i viaggi e gli spostamenti interregionali, internazionali e intercontinentali sono comunissimi e frequentissimi e ci sono molte persone che per motivi di lavoro o altro incontrano in pochi giorni decine e centinaia di persone.

I sintomi dell'infezione da Coronavirus

I sintomi più comuni nell'uomo sono rappresentati da: malessere, astenia, raffreddore, cefalea, febbre, faringite e tosse. Nei casi più gravi l'infezione può causare polmonite con difficoltà respiratoria acuta grave, insufficienza renale e raramente la morte (5). Il problema è che siamo ancora nel periodo in cui è presente anche la sindrome influenzale comune che, come sappiamo, è causata dal virus dell'influenza vera e propria ma anche da tanti altri virus che causano dei quadri sintomatologici del tutto sovrapponibili, almeno nei giorni iniziali a quelli in cui compare la sintomatologia dell'infezione da Coronavirus.

La diagnosi differenziale è difficile ed è permessa con certezza solo dall'esame microbiologico di un campione prelevato con il tampone faringeo e che utilizza la tecnica della PCR (Reazione a Catena della Polimerasi), un esame che fornisce l'esito in solo 2-3 ore. Però, credo che se si moltiplicano in pochi giorni non solo i riscontri di tamponi positivi per infezione da Coronavirus, ma anche i decessi per patologia da Coronavirus cinese CoVID-19, allora, dato che quest'ultimo è molto più infettante dei nostri normali Coronavirus, è probabile che anche da noi si vada incontro ad una estensione dell'infezione.

Mortalità da Coronavirus CoVID-19

Si dice che in Italia la mortalità da sindrome influenzale stagionale (NON da virus influenzale vero e proprio) sia di circa 7.000 persone all'anno. Secondo InfluNet (il sistema nazionale di sorveglianza epidemiologica e virologica dell'influenza, coordinato dal nostro Ministero della Salute con la collaborazione dell'Istituto Superiore di Sanità), ogni anno la sindrome influenzale colpisce circa 6-8 milioni di persone, cioè il 9% della popolazione.

In Italia i virus influenzali causano direttamente all'incirca 300-400 morti ogni anno, con circa 200 morti per polmonite virale primaria, però a questi decessi, a seconda delle stime dei diversi studi, vanno aggiunti 4-8.000 morti "indirette" causate dalle complicanze polmonari (polmoniti batteriche) o cardiovascolari (scompenso cardiaco) dell'influenza. I numerosi virus che causano le sindromi influenzali stagionali possono infatti creare delle complicazioni soprattutto negli anziani o comunque in tutte le persone che prima di ammalarsi di influenza erano già affette da patologie croniche gravi o da immunodeficienze.

Quindi, si stima che il nostro tasso di mortalità dell'influenza stagionale (ossia il rapporto tra morti e contagiati) sia inferiore all'uno per mille, cioè 0,1%. Se ora facciamo il confronto con il nuovo Coronavirus, ci si potrebbe chiedere: la nostra sindrome influenzale stagionale è più pericolosa dell'infezione da CoVID-19, considerando che solo in Italia i morti per la prima sono ogni anno più alti di quelli registrati finora in Cina a causa del nuovo virus?

A livello generale la risposta, che però per ora si basa solo su dati provvisori, dovrebbe essere "SI" perché è vero che la mortalità del CoVID-19 sembra essere intorno al 2,3% e quindi maggiore di quella della sindrome influenzale, ma quest'ultima colpisce milioni di persone e quindi alla fine fa più morti. Tuttavia non so se sia una risposta sicura, perché è ancora decisamente troppo presto per trarre conclusioni: sono dati altamente provvisori dato che non conosciamo l'esatto numero dei contagiati da CoDIV-19, che verosimilmente sarà un numero più alto (molte persone scarsamente sintomatiche e quindi non sono state registrate).

La differenza sostanziale tra virus influenzali e Coronavirus è che: mentre i normali virus che causano la sindrome influenzale stagionale sono noti al nostro organismo e non possono infettare tutta la popolazione perché molte persone sono già immunizzate (perché vaccinate o perché già protette dagli anticorpi naturali formatisi da precedenti contatti), questo nuovo Coronavirus è sconosciuto al nostro sistema immunitario, pertanto trova ovviamente le persone immunologicamente impreparate e quindi può diffondersi molto più velocemente (come pare stia facendo in questo ultimo periodo) e può anche causare danni gravi, che avvengono in una percentuale maggiore ma all'interno di un minor numero di persone.

In ogni caso dobbiamo attendere ancora 1-2 mesi per avere dati più precisi, ma è probabile, per i motivi appena espressi, che l'infezione da CoVID-19 si estenda in tutto il mondo e duri almeno altri 2-3 mesi. Per i dati di cui disponiamo, possiamo anche dire che la mortalità da Coronavirus è fortemente influenzata dall'età della persona colpita, dalle sue condizioni di salute preesistenti e soprattutto dall'aiuto che il malato ottiene dal Sistema Sanitario Nazionale.

Le condizioni Sanitarie del Paese colpito sono molto importanti, perché il 20% delle persone infette in Cina ha avuto bisogno di cure ospedaliere per settimane (6), però la maggior parte dei letti erano già occupati da persone che erano ricoverate per altre malattie. Inoltre, i malati gravi da CoVID-19 muoiono in percentuale maggiore se non sono disponibili letti nei reparti di Terapia Intensiva. Pertanto, la cosa più importante è in primo luogo contenere in modo aggressivo la diffusione del virus per mantenere basso il numero di pazienti gravemente malati e in secondo luogo aumentare il numero di letti (compreso il materiale sanitario e il personale medico e infermieristico) fino a quando non ce ne sarà abbastanza per i malati gravi (è proprio quello che il nostro Governo sta cercando di fare in questi ultimi giorni).

Ma che caratteristiche hanno i morti causati dal nuovo Coronavirus? Sono essenzialmente anziani (circa l'84%) e immunodepressi … e tra questi la mortalità è ovviamente molto più elevata del 2,3%, ma lo stesso accade anche per la comune influenza.

Persone maggiormente a rischio

I virus possono entrare e moltiplicarsi in tutte le persone che vengono a contatto con essi causando però effetti diversi. Per quanto riguarda il Coronavirus, i dati finora disponibili ci permettono di dire che questa infezione può causare (2, 3, 7):

  • - Un'infezione asintomatica o con sintomi che non attirano l'attenzione della persona: è difficile dire quante persone possano essere colpite perché, come per tutte le infezioni virali, alcuni soggetti sono asintomatici o presentano i disturbi analoghi a quelli di un comune raffreddore o di una lieve e transitoria faringite. Queste persone di solito non sono anziane, hanno un sistema immunitario molto robusto e in genere non si sottopongono neppure a controlli medici perché non pensano di avere l'infezione. Va però detto che, secondo il documento degli esperti dell'OMS (6), la stragrande maggioranza delle persone infette prima o poi sviluppa i sintomi. I casi di persone in cui il virus è stato rilevato e che non hanno sintomi in quel momento sono rari e sembra che la maggior parte di loro si ammala nei giorni successivi.

  • - Un'infezione lieve: interessa circa l'80% delle persone infettate (con tampone positivo); queste persone (generalmente anziane e/o portatrici di qualche patologia cronica preesistente) sono quelle che hanno un sistema immunitario non fortissimo, come quello del gruppo precedente, ma comunque sufficientemente forte da confinare la patologia che quindi si esprimerà solo con i sintomi di una semplice sindrome influenzale.

  • - Un'infezione grave: interessa il 14-15% delle persone infettate; queste persone sono quelle immunologicamente deboli che quindi sviluppano sintomi così importanti da richiedere il ricovero ospedaliero in condizioni di isolamento.

  • - Un'infezione molto critica o mortale: interessa circa il 3-5% delle persone infettate; queste persone sono quelle così deboli da non riuscire a gestire la patologia, di solito vanno incontro ad una polmonite basale bilaterale (75-79% di questi casi) che è caratterizzata da dispnea intensa con frequenza respiratoria di circa 30 atti/minuto, saturazione sanguigna di ossigeno del 92-93% e infiltrati polmonari in più del 50% del campo polmonare entro 24-48 ore (il lobo più colpito sembra essere quello inferiore destro) (8); se non ricevono una respirazione assistita, rischiano di soccombere per insufficienza respiratoria, shock settico e insufficienza multi-organo in un tempo molto variabile e soggettivo (9). Secondo i dati pubblicati da uno studio (10). Tra i soggetti in condizioni critiche, solo l'11% non ha manifestato febbre fino a 2-8 giorni dopo l'insorgenza dei sintomi, l'intervallo temporale medio dall'esordio dei sintomi alla conferma radiologica della polmonite è stato di 3-7 giorni e quello dall'insorgenza dei sintomi all'ammissione in Terapia Intensiva è stato di 7,0-12,5 giorni.

 

Il reale e concreto rischio da infezione da CoVID-19 dipende dalle condizioni del sistema immunitario:

1- Potenzialmente, a rischio possiamo essere tutti, perché ognuno di noi potrebbe trovarsi "momentaneamente" in una condizione di rischio "temporaneo" a causa di alcuni fattori squilibranti e indebolenti il sistema immunitario. Tra le principali cause di squilibrio ricordo essenzialmente:

  • - stress psico-fisici molto intensi e prolungati, specie quelli che lasciano agitazione, rabbia, paura;

  • - alimentazione fortemente alterata ("cibo spazzatura");

  • - alimentazione quantitativamente alterata (troppo scarsa o eccessiva);

  • - alimentazione nutrizionalmente alterata (povera cioè dei nutrienti essenziali di cui il nostro organismo ha assoluto bisogno per i suoi processi vitali: ossigeno, acqua, aminoacidi essenziali, acidi grassi essenziali, vitamine, minerali);

  • - eccessiva scarsità di bevande, specie se avviene per un tempo prolungato;

  • - eccessiva sedentarietà;

  • - eccessiva riduzione del riposo notturno, specie se avviene per un tempo prolungato;

  • - intossicazione esogena cronica (eccessivo consumo di droghe, alcolici, caffè, fumo, farmaci).

Se le condizioni immunosquilibranti non sono state gravi, intense e troppo prolungate e se il soggetto è abbastanza robusto e non anziano, nell'80% dei casi l'infezione da CoDIV-19 si manifesterà in modo lieve e quindi basterà restare in isolamento/quarantena.

 

2- Il 14-15% delle persone infettate, però, a causa di patologie croniche preesistenti aggravate dalle suddette condizioni può trovarsi in una situazione immunologicamente così debole da sviluppare una patologia grave che richiede il pronto ricovero ospedaliero in condizioni di isolamento. Effettivamente, l'infezione da Coronavirus viene generalmente aggravata dalla presenza di alcuni fattori tra i quali ricordo prevalentemente:

  • - patologie immunitarie croniche gravi: immunodeficienze o squilibri immunitari di vario tipo come quelli che si esprimono con infezioni ricorrenti, infezioni da HIV, ecc.;

  • - patologie polmonari croniche gravi: asma bronchiale, bronchite cronica, bronchiectasie, infezioni respiratorie, insufficienze respiratorie, ecc.;

  • - patologie cardiovascolari croniche gravi: coronaropatia ischemica avanzata, fibrillazione atriale, miocardiopatia dilatativa, scompenso cardiaco, ecc.;

  • - patologie metaboliche croniche gravi: diabete mellito scompensato, pancreatite cronica, malassorbimento intestinale, obesità grave, magrezza eccessiva, ecc.;

  • - patologie renali croniche gravi: insufficienza renale scompensata, ecc.;

  • - patologie neurologiche croniche gravi, specie quelle associate a miopatia con insufficienza respiratoria, ecc.;

  • - patologie oncologiche avanzate, con interessamento di organi e centri vitali, ecc.;

  • - trattamenti immunosoppressivi acuti o cronici (corticosteroidi, immunosoppressori non steroidei, chemioterapia oncologica, interventi chirurgici importanti in anestesia generale, ecc.).

 

3- Circa il 3-5% delle persone infettate, a causa delle loro precarie condizioni immunitarie, può entrare in uno stato molto critico e una parte di queste persone può addirittura andare incontro alla morte per cedimento multi-organo nonostante i potenti ausili terapeutici oggi disponibili in Terapia Intensiva. A tale proposito chiedo: perché non vengono indagati i motivi per cui una persona muore di Coronavirus e un'altra invece supera l'infezione? Questi sono i quesiti ai quali noi medici dovremmo dare una risposta, perché se riuscissimo a capire perché uno si ammala gravemente o muore e perché invece uno guarisce, si potrebbe veramente impostare una efficace Medicina Preventiva.


TABELLA 2


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Prevenzione del contagio

Nessun virus è capace di vivere e di riprodursi al di fuori di un essere vivente (uomo o animale), ma può sopravvivere un po' di tempo all'esterno (si ritiene che il Coronavirus non possa sopravvivere più di qualche ora fuori dell'ospite, ma i dati sono ancora incerti dato che il CoVID-19 è un virus nuovo e ancora non sufficientemente conosciuto e studiato). La vera prevenzione del contagio dipende dalla probabilità che le persone hanno di entrare in contatto con i virus emessi da soggetti malati o portatori sani (sono definiti portatori sani coloro che sono stati contaminati dal virus senza manifestare i sintomi o perché è ancora presto per manifestarli o perché non li manifesteranno mai essendo capaci di eliminare il virus). Le norme di prevenzione del contagio da Coronavirus cinese sono praticamente le stesse che valgono per tutti i virus (11, 12, 13) e che ora cercherò di riassumere.

a. Come impostare uno stile di vita capace di aumentare le nostre difese contro le patologie infettive in generale

Se andiamo a rileggere l'elenco delle persone a rischio e la Tabella 2, ci si rende subito conto che la prima prevenzione deve mirare a tenere forte e ben funzionante il nostro sistema immunitario. Questo punto è fondamentale e lo si deve rispettare sempre e per la prevenzione di qualsiasi patologia, infettiva o non. Quindi, la prima e più efficace prevenzione resta sempre quella di avere un corretto stile di vita! Il nostro organismo è quasi sempre capace di superare l'attacco che gli viene mosso da qualsiasi virus, batterio, fungo o germe esistente o non ancora creato, purché noi lo manteniamo in buona salute e lo proteggiamo adeguatamente. Ho scritto numerosi articoli e alcuni libri a tale proposito, pertanto qui mi limiterei a citare solo le norme più importanti:

  • - Ridurre al massimo i cibi animali (specie carne e latte con i loro derivati) e quelli confezionati dall'Industria Alimentare (è utile ridurre il consumo di carne anche per combattere indirettamente contro gli allevamenti intensivi dove gli animali sono tenuti in condizioni malsane e trattati peggio di oggetti privi di valore; trattandoli in quel modo gli animali vengono messi in condizione di essere altamente stressati e quindi facilmente ammalabili di infezioni che predispongono all'uso cronico di antibiotici con conseguente facilitazione delle infezioni virali e alla fine con il porre le basi per germi molto patogeni che possono fare il "salto di specie" e passare dall'animale all'uomo).

  • - Aumentare al massimo i cibi vegetali, specie verdura fresca, cereali integrali con poco glutine, legumi e frutta fresca e secca.

  • - Bere circa 1,5-2 litri di acqua al giorno, meglio se debolmente alcalina e con basso residuo fisso.

  • - Fare il possibile per normalizzare il proprio peso corporeo, mangiando quantitativamente meno se si è in eccesso ponderale, e masticare bene i bocconi allo scopo di facilitare e velocizzare la digestione.

  • - Fare ogni giorno un po' di attività fisica (per esempio almeno 30 minuti di camminata a passo veloce all'aria aperta e in mezzo alla Natura).

  • - Dormire un minimo di 7 ore (meglio 8) al giorno, al buio e senza rumori di fondo e possibilmente lontano da sorgenti di campi elettromagnetici.

  • - Abolire immediatamente o gradualmente i propri vizi (fumo, caffè, alcolici, droghe, farmaci inutili ma anche l'uso eccessivo e immotivato di cellulare, computer, televisione; abolendo pure dipendenze e/o comportamenti scorretti sotto qualsiasi punto di vista).

  • - Assumere probiotici, qualche integratore o nutraceutico in base alle proprie carenze nutrizionali, specie dei nutrienti essenziali per il nostro organismo (carenze che oggi sono sempre più frequenti a causa dell'inquinamento dell'ambiente e della catena alimentare) (gli integratori antivirali più importanti sono le vitamine A, C, D e i sali minerali a base di rame e zinco: vedi oltre).

  • - Ritagliare un po' di tempo ogni giorno per la lettura e/o la meditazione e per fare qualcosa che piace, rilassa e gratifica. Nel periodo di maggior rischio infettivo, se è possibile, consiglio di cercare di allontanarsi dalle zone più affollate oppure organizzarsi per trascorrere anche solo la domenica in montagna (sopra gli 800-1000 metri e comunque ad una altezza idonea anche in base alle proprie condizioni di salute) o al mare, per respirare aria buona e rinvigorirsi (se si è ben coperti, fa molto bene, specie a bambini e anziani, camminare qualche ora lungo la spiaggia anche d'inverno).

  • - Fuggire i conflitti e, più in generale, tutte le occasioni di stress che dipendono da noi (cercare però di fare qualcosa anche per migliorare le occasioni di conflitti che non dipendono da noi).

  • - Avere un animo buono e sereno per ridurre al massimo le condizioni di stress sia personale che inter-personale (è certo che non tutti nascono così, ma tutti possono fare qualcosa per migliorare se stessi).


b. Come aumentare le nostre difese antivirali nei periodi più critici e quando ci si trova in una zona ad alto rischio

Quando si vuole ottenere un effetto immunostimolante abbastanza rapido, allo scopo di cercare di attivare il prima possibile le nostre difese antivirali aspecifiche, ogni consiglio dovrebbe essere attentamente personalizzato. Infatti, se una persona si trova in una delle condizioni a rischio come quelle elencate nella Tabella 2, avrebbe probabilmente bisogno di trattamenti immunostimolanti personalizzati che solo il suo medico ha la competenza per dare. Comunque, potendo fare in questo ambito solo un discorso generico, nel periodo più a rischio di infezione consiglio di tener presenti prevalentemente questi consigli generali per cercare di avere un rapido effetto immunostimolante:

  • - Impegnarsi a introdurre un digiuno periodico (almeno 1 giorno alla settimana) in modo da compensare o annullare una delle cause principali di accumulo di sostanze tossiche e cataboliti che indeboliscono anche il nostro sistema immunitario: le sregolatezze alimentari. Ad eccezione dei bambini, degli over-80 e di coloro che presentano patologie particolari, questo consiglio è utile per tutti, ma specialmente per le persone in sovrappeso o addirittura obese, coloro che sono affetti da patologie metaboliche a carico degli organi addominali o comunque coloro che sanno di mangiare troppo (ognuno di noi conosce bene i propri punti deboli alimentari!) o che sono golosi di zuccheri semplici o farine raffinate o che mangiano troppi cibi animali (specie carne e latticini). Esistono molti modi per digiunare, ma io consiglierei un semplice digiuno periodico personalizzato, perché è sufficiente per stimolare i processi reattivo-difensivi dell'organismo mettendolo nella condizione di reagire positivamente a molte condizioni sfavorevoli. Studi condotti su cavie da laboratorio hanno ampiamente dimostrato che se queste vengono alimentate a giorni alterni (invece che tutti i giorni), obbligandole quindi a frequenti digiuni forzati, esse allungano la loro vita persino del 30% ed evitano molte patologie, anche senza perdere obbligatoriamente peso (14, 15). Il consiglio che posso dare in base alla mia esperienza clinica è di digiunare 1 volta alla settimana (chi ha più bisogno potrebbe farlo anche per 2 giorni) e di assumere quel giorno solo acqua (o tisane) a volontà (circa 2,5-3 litri). Chi non è in grado di farlo, può iniziare bevendo molta acqua lontano o prima dei pasti e a pranzo e/o cena può mangiare solo verdura cotta e/o cruda condita con limone e/o aceto balsamico. Bisogna ricordare che in genere avere un po' di fame fa bene al corpo e alla mente! Chi invece ritiene di potersi impegnare in qualcosa di più prolungato, potrebbe iniziare quella che io chiamo la "dieta dei 15 giorni" che si basa sull'assunzione, in quel periodo e in quantità moderata, di soli liquidi e alimenti vegetali: - 1° e 2° giorno: solo acqua o tisane depurative; - 3° e 4° giorno: centrifugati o estratti di verdura oppure solo mele cotte e/o crude; - 5°-15° giorno: brodi vegetali, passati di verdura, minestroni, verdure cotte e crude, pochi legumi, 2-3 frutti di stagione, un cucchiaio di olio di oliva al giorno, limoni a volontà.

  • - Assumere elevate dosi di vitamina C (acido ascorbico) in polvere: è ampiamente noto che la vitamina C svolge molte azioni immunostimolanti. Infatti, la carenza di vitamina C provoca un'immunodeficienza con la conseguente maggiore suscettibilità alle infezioni, mentre l'integrazione con vitamina C sembra essere in grado di prevenire e curare molte infezioni respiratorie e sistemiche (16). Va però detto che se si desidera avere un effetto immunostimolante acuto e intenso, si devono assumere dosi molto elevate (17), per esempio 2,5-5 grammi di vitamina C (cioè mezzo o un cucchiaino) al giorno per molti giorni (massimo un mese; se si vuole fare cicli più lunghi a dosi alte è bene poi lasciare almeno 15 giorni di pausa senza alcuna assunzione vitaminica). Con queste dosi, dato che la vitamina C viene assunta solo in basse quantità dal nostro intestino e dato che le dosi orali elevate verrebbero eliminate causando anche diarrea, dobbiamo sciogliere la vitamina in un litro d'acqua che va bevuta a sorsi durante la giornata (se non si può tenere la bottiglia al buio, è preferibile sciogliere mezza dose giornaliera in mezzo litro da bere nella mattinata e fare lo stesso di pomeriggio con un altro mezzo litro d'acqua, in modo da evitare che l'acqua con la vitamina C resti troppo a lungo esposta alla luce ambientale).

  • - Prendere ogni sera prima di dormire un cucchiaino di bicarbonato di sodio con un po' d'acqua (o alcune compresse di Sali Alcalinizzanti che si trovano agevolmente in commercio).

  • - Assumere Glutatione per via parenterale: una fiala da 600 mg ogni 5-7 giorni durante il periodo critico e ogni giorno per 7-10 giorni nel caso compaia la febbre. Il glutatione è una delle più potenti sostanze prodotte dal nostro organismo ad azione antiossidante e in questo caso utile per difenderci dalle infiammazioni causate dai radicali liberi. È infatti noto che i virus, specie il Coronavirus che a livello polmonare causa una alveolite interstiziale con produzione di radicali liberi che portano anche alla necrosi cellulare. Il glutatione, quindi, è una importante arma preventiva e un aiuto aggiuntivo anche in caso di patologia. È una sostanza naturale e priva di effetti indesiderati.

  • - Utilizzare esternamente gli Oli Essenziali (OE): gli OE sono potenti agenti antibatterici, antifungini e antivirali sperimentati già da moltissimi anni (18, 19, 20) e scelti generalmente sulla base dell'aromatogramma (esame effettuato in laboratorio per valutare la sensibilità di un germe verso un determinato OE) anche secondo un rapporto del nostro Istituto Superiore di Sanità (21). Nel caso delle infezioni virali, si potrebbero usare, in associazione o singolarmente a rotazione, i seguenti OE: Eucalipto OE, Rosmarino OE, Limone OE, Chiodi di Garofano OE, Cannella OE (attenzione che è un po' irritante), Timo OE e Tea Tree Oil. Una sola goccia di questi oli puri o delle loro miscele può essere usata per ungere esternamente le narici o la parte anteriore del collo. Questi stessi OE possono essere usati anche per essere diffusi in ambienti chiusi attraverso un diffusore elettrico (in genere si utilizza 1 goccia per ogni metro quadro della stanza) o come suffumigi (2-3 gocce in una pentola di acqua bollente della quale si respira il vapore che si sprigiona stando coperti da un asciugamano e con gli occhi chiusi), oppure direttamente versando 2-3 gocce su un fazzoletto da annusare frequentemente o infine mettendo una goccia sulla mascherina protettiva. Attenzione a non toccare gli occhi con le dita bagnate dagli OE! Attenzione a non dare gli OE ai bambini piccoli (sotto i 3 anni), perché in alcuni possono causare broncospasmo. Ci sono anche persone adulte ipersensibili a questi OE, pertanto prima di usare la soluzione è bene testarla mettendo una goccia sull'avambraccio: in caso di arrossamento cutaneo, lavarsi abbondantemente con acqua e sapone. Per usare gli OE in questi soggetti ipersensibili, diluirli mescolando 5 gocce di OE in un cucchiaino di olio di oliva e conservando la miscela in 1 bottiglietta di vetro ben chiusa.

  • - Alcuni integratori: tra gli integratori nutrizionali più importanti nella prevenzione delle infezioni virali ricordiamo, oltre alla vitamina C già menzionata, anche: - Vitamina A: la sua carenza compromette sia l'immunità innata perché riduce la funzionalità di neutrofili, macrofagi e linfociti Natural Killer, sia l'immunità acquisita dato che svolge un ruolo importante nello sviluppo dei linfociti Th1, Th2 e B (22). Come dosaggio il medico potrebbe valutare di utilizzare 50.000 UI/die per 7-15 giorni e poi 10.000 UI/die. - Vitamina D: la carenza di vitamina D (che oggi è estremamente comune) è associata ad un aumentato rischio di infezione respiratoria acuta virale e le metanalisi di studi clinici sulla supplementazione di vitamina D per la prevenzione delle infezioni virali ha dimostrato effetti protettivi (23, 24); infatti la vitamina D svolge innumerevoli effetti immunostimolanti, ma per avere un effetto rapido bisogna usare elevate dosi quotidiane, come ad esempio 10.000 UI/die per 7-15 giorni e poi 5.000 UI/die; va ricordato che durante queste assunzioni di vitamina D è necessario bere circa 1,5-2 litri di acqua al giorno. - Rame: è essenziale per l'utilizzo della vitamina C, contribuisce al normale funzionamento del sistema immunitario e inibisce la crescita virale (25); la dose che il medico potrebbe valutare di utilizzare è di circa 1,5-2 mg al giorno (assumerlo a stomaco pieno e dimezzare la dose in caso di nausea). - Zinco: anche lo zinco contribuisce al normale funzionamento del sistema immunitario contro virus e batteri ed è necessario per favorire il corretto funzionamento del timo, dei leucociti e specialmente dei linfociti T (26); studi recenti hanno dimostrato che lo zinco è un potente e specifico inibitore della segnalazione degli interferoni-lambda, che sono citochine proinfiammatorie importanti nell'infezione virale acuta e cronica (27). - Probiotici: conosciamo da molto tempo l'efficacia di numerosi probiotici nella prevenzione e nel trattamento delle infezioni virali (28) e recenti studi hanno dimostrato pure che i virus vengono eliminati attraverso la stimolazione della produzione di interferone da parte dei probiotici (che agiscono attraverso l'attivazione delle cellule dendritiche). È stato quindi concluso che i probiotici dovrebbero essere tra le opzioni razionali aggiuntive per il trattamento delle malattie virali (29). Sono numerosi i probiotici consigliati nella prevenzione e cura delle infezioni respiratorie e il mio consiglio, in caso di rischio infettivo elevato, è di usare almeno 2 diversi probiotici al giorno oppure di usarli a rotazione. Tra le specie più documentate in letteratura ricordo: Lactobacillus rhamnosus GG, Lactobacillus paracasei, Lactobacillus plantarum L-137, Lactococcus lactis JCM5805.

  • - Un trattamento omeopatico strettamente individualizzato: personalmente, considero l'Omeopatia una medicina estremamente potente e ad effetto immediato nelle patologie acute, quando il rimedio somministrato è veramente adatto alle caratteristiche della persona nel senso che esiste una forte similitudine tra i sintomi psico-fisici del soggetto e le caratteristiche omeopatiche ("Materia Medica") del medicamento. Proprio per questo motivo, però, è praticamente impossibile dire quali rimedi si possono consigliare per prevenire o curare un'infezione o una qualsiasi patologia. Però, dato che l'Omeopatia agisce per similitudine e non per uguaglianza tra malato e rimedio, è ugualmente possibile fornire qualche consiglio generale e indicare alcuni rimedi che due secoli di esperienza clinica hanno permesso di indicare come i più adatti per qualsiasi patologia virale, già nota o del tutto ignota alla Classe Medica. Consiglio quindi di rivolgersi al proprio medico omeopata.

Infine, non dimentichiamo che il sistema immunitario è fortemente influenzato dal nostro sistema nervoso centrale (e quindi dagli stress psico-fisici), dalla nostra alimentazione (se sbilanciata, carente e/o inquinata), dal nostro grado di stanchezza o di sedentarietà, dalla presenza di processi infiammatori recidivanti o cronici, dai farmaci che assumiamo e, più in generale, dal grado di tensione con cui viviamo la nostra quotidianità. È su questi fronti che si gioca la nostra capacità difensiva non solo verso il Coronavirus ma verso qualsiasi virus, batterio o germe. Anzi verso qualsiasi malattia! Quindi, è certo che lo stile di vita è essenziale per mantenere normofunzionante il nostro sistema immunitario.

c. Cosa può fare una persona sana per cercare di evitare il contatto con i virus

I consigli più comuni per cercare di evitare il contatto diretto con i Coronavirus cinesi sono principalmente questi:

  • - Evitare contatti diretti o ravvicinati (meno di 1,5-2 metri) con persone malate o con sintomi respiratori sospetti o anche semplicemente con le persone a rischio di malattia (cioè le persone che negli ultimi 15-20 giorni potrebbero essere state in contatto con persone che poi si sono ammalate).

  • - Lavarsi spesso le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi o con soluzioni antisettiche (30) (a tale proposito considerare che se un malato ha toccato il rubinetto dove noi ci laveremo le mani, dopo che ci saremo lavati, noi lo ritoccheremo e ci ri-infetteremo … Quindi, lavarsi le mani dove si è da poco tempo lavato un malato può facilitare il contagio invece di ostacolarlo … a meno che non si prendano precauzioni aggiuntive come quella di lavarsi le mani, asciugarle con quei piccoli asciugamani di carta disponibili nei bagni e servirsi di questa stessa carta per chiudere il rubinetto e usare la stessa carta per toccare la maniglia della porta del bagno quando si esce in modo da non toccare nulla con le mani nude appena pulite).

  • - Fare gargarismi con collutori adeguati quando si suppone di essere venuti a contatto inalatorio e orale con i virus patogeni (31).

  • - Evitare di toccarsi gli occhi, il naso o la bocca con mani non lavate (ovviamente se le mani hanno toccato persone od oggetti contaminati da pochissimo tempo).

  • - Proteggere i propri naso e bocca con una mascherina chirurgica o comunque con qualcosa che possa essere una barriera meccanica all'entrata del virus nel proprio corpo; la mascherina va usata quando si sospetta di aver contratto l'infezione (per non trasmetterla a nostra volta), quando si va a contatto con persone ammalate di patologie respiratorie o sospette per esserlo o nel caso ci fosse una reale epidemia nella città o ambiente in cui ci troviamo.

  • - Proteggere le mani utilizzando guanti monouso.

  • - Pulire le superfici che potrebbero essere state contagiate utilizzando disinfettanti chimici capaci di uccidere il Coronavirus (prodotti a base di candeggina [ipoclorito di sodio] o altre soluzioni clorate, acido peracetico [anche a basse concentrazioni] o etanolo al 75%).

  • - Evitare assembramenti in luoghi o città dove ci sono stati casi di malattia .

  • - Ridurre al massimo le azioni immunosquilibranti (come gli stress e le sostanze tossiche volontarie o involontarie) e incentivare le azioni immunorinforzanti (come tenere un corretto stile di vita e assumere eventuali integratori).


d. Cosa fare in caso di contagio

Comunque sia, se negli ultimi 15-20 giorni si sono avuti contatti stretti con persone che poi si sono ammalate di CoVID-19 o con persone sospette per ammalarsi in futuro e ora si inizia ad accusare dei lievi sintomi respiratori simil-influenzali, oltre a seguire tutti i consigli elencati nei punti precedenti, raccomanderei di:

  • - Restare in casa e contattare il proprio medico curante che valuterà la situazione clinica e le misure terapeutiche da intraprendere oppure chiamare il numero verde nazionale 1.500.

  • - Starnutire o tossire in un fazzoletto o sul gomito a braccio flesso (in modo da non contaminare né l'ambiente né le proprie mani).

  • - Non toccarsi il naso e la bocca con le mani (per non autocontaminarsi e rendere più agevole la diffusione del virus).

  • - Utilizzare una mascherina chirurgica e gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino che deve essere chiuso immediatamente dopo l'uso.


e. Cosa non ha senso fare

Per chiudere il capitolo della prevenzione, vanno anche ricordate le azioni prive di significato che quindi non vanno né compiute né sostenute:

  • - Non ha senso evitare di recarsi in ristoranti cinesi o asiatici, sia perché questo virus non si trasmette per via alimentare, sia perché in Europa è vietata l'importazione di animali vivi o di carne cruda dalla Cina.

  • - Non ha senso evitare persone originarie dalla Cina che vivono in Italia da anni e quindi neppure i bambini cinesi che frequentano le nostre scuole (il contagio è possibile solo con persone che si sono recate nelle zone coinvolte dall'infezione negli ultimi 15-20 giorni o che sono state in contatto con persone malate o portatrici sane).

  • - Non ha senso evitare gli acquisti o disinfettare gli oggetti prodotti in Cina, perché non possono essere vettori di infezione (l'infezione è possibile solo per contatto diretto malato-sano e il virus sopravvive all'esterno dell'uomo solo poche ore).

  • - Non ha senso evitare il contatto con gli animali domestici, perché non risulta che essi diffondano il virus.

  • - Non prendere farmaci antivirali o antibiotici: gli antivirali non prevengono le infezioni da Coronavirus e gli antibiotici non servono contro i virus ma solo contro i batteri.


La gestione della febbre nelle infezioni virali

Non esistono trattamenti specifici per le infezioni causate dai Coronavirus e ovviamente non sono disponibili, al momento, vaccini per proteggersi dal virus. In ogni caso, va ricordato che una grande maggioranza delle persone infettate dai Coronavirus guarisce da sola. A tale proposito mi permetto solo di aprire una parentesi sulla febbre. Quando compare una sindrome influenzale nel senso più largo del termine, pare che la preoccupazione oggi più diffusa sia quella di abbassare la temperatura. Questo è un grave errore che può non solo allungare i tempi di malattia, ma in alcuni casi aumentare anche il rischio di complicazioni e addirittura di morte. Gli Autori di uno studio canadese del 2014 hanno infatti concluso suggerendo che, nel complesso, in una influenza stagionale la soppressione della febbre aumenta il numero previsto di casi di influenza e di decessi negli Stati Uniti del 5% (IC al 95%: 0,2-12,1%) (32). Non dobbiamo infatti dimenticare che la febbre è un nostro importantissimo meccanismo di difesa estremamente utile:

  • - sia per uccidere i germi (tutti i virus e i batteri sono termosensibili e un aumento di temperatura da 37°C a 38°C può ridurre la moltiplicazione virale per più del 90% e poco sopra i 39°C blocca la crescita di qualsiasi virus);

  • - sia per stimolare le difese immunitarie dell'organismo, cioè quelle capaci di confinare, combattere e uccidere qualsiasi germe patogeno.

 

L'utilizzo invece degli antipiretici (paracetamolo) o comunque di un qualsiasi antiinfiammatorio non steroideo (FANS), come ci ricorda anche il Dr. Donzelli (33), facilita la trasmissione delle comuni infezioni da germi, perché blocca l'aumento della temperatura e tutti i benefici dei meccanismi di infiammazione che l'organismo attiva nella sede dell'infezione per bloccare e uccidere i germi (34). Pertanto, non è corretto abbassare troppo presto la temperatura, ma bisogna permettere, se non ci sono controindicazioni particolari e se il soggetto la sopporta adeguatamente, che la febbre scenda spontaneamente, dato che questo è il segnale che l'organismo si è immunologicamente rinforzato e che sta vincendo la sua battaglia contro la crescita dei germi.

Eventualmente, si può intervenire farmacologicamente con un antipiretico dopo 1-3 giorni di febbre se l'organismo dimostra di non tollerarla o la persona è affetta da qualche patologia preesistente (ovviamente tutte queste scelte vanno concordate con il medico di famiglia). Ricordiamo nuovamente che, come per tutte le infezioni virali, gli antibiotici non servono, ma possono essere prescritti in caso di sovrainfezione batterica, cioè ad esempio nel caso si instauri una complicazione bronchitica o polmonare non virale.

In questo periodo iniziale di malattia si possono utilizzare invece tanti ausili naturali e in particolare i trattamenti omeopatici che sono utili non solo per aumentare le nostre difese immunitarie, ma anche per ridurre il rischio di complicazioni, accorciare la durata della malattia e fare in modo che non ci siano ricadute (35). Di grande utilità nelle infezioni virali in genere sono sempre anche:

  • - il riposo a letto,

  • - un po' di digiuno il primo giorno sostituendo il cibo solido con un'abbondante idratazione dolcificata con miele,

  • - la decisione di reimpostare la nostra giornata in modo da migliorare il proprio stile di vita.

Se questa fosse la risposta alla nostra infezione virale e se quest'ultima fosse non grave e senza complicazioni, allora si potrebbe veramente dire che "non tutto il male vien per nuocere", dato che alla fine la virosi ci avrebbe permesso di migliorare la nostra condizione iniziale.

Conclusioni

Allo stato attuale, io consiglierei a tutti non di diffondere notizie di paura, bensì di diffondere informazioni costruttive per limitare la diffusione del virus e aumentare le nostre difese immunitarie. Bisognerebbe cioè spiegare alle persone che la prevenzione migliore, come ho sempre sottolineato e ripetuto, è quella personalizzata, quella che non va attuata quando c'è un'emergenza, ma che va iniziata molto prima: quando si sta bene!

La vera prevenzione delle infezioni virali, anzi di qualsiasi malattia, si attua dal concepimento fino all'ultimo respiro. La vera prevenzione non sarà mai un trattamento di massa, perché nelle terapie generalizzate imposte a tutti ci sarà sempre qualcuno che avrà dei benefici, qualcuno che avrà dei danni e qualcuno che sarà del tutto indifferente al trattamento.

Il Ministero della Salute (36) e l'Istituto Superiore della Sanità (37) forniscono informazioni adeguate sul Coronavirus nei loro siti, ma dovrebbero invitare con più insistenza le persone a visitarli e ancor più invitare la popolazione ad avere un corretto stile di vita. Nel nostro organismo c'è una legge di fisiologia molto importante che ho chiamato così: "Il tutto aiuta la parte" (38).

Il nostro corpo, se sta globalmente bene perché noi lo nutriamo adeguatamente e lo rispettiamo con un corretto stile di vita, difende tutte le parti che lo compongono e non ha paura né del Coronavirus né di altre condizioni patogene … ma noi lo nutriamo e lo rispettiamo psico-fisicamente in modo adeguato? Quindi, iniziamo subito a fare qualcosa per impostare correttamente la nostra vita e diventiamo consapevoli che ognuno di noi può sempre fare qualcosa per migliorare la sua situazione. Infatti:

La conoscenza e la consapevolezza comportano una crescita della Persona e la strada per la salute vera parte sempre solo da qui.


Bibliografia

1 - https://www.biorxiv.org/content/10.1101/2020.01.22.914952v2
2- http://weekly.chinacdc.cn/en/article/id/e53946e2-c6c4-41e9-9a9b-fea8db1a8f51
3 - https://gisanddata.maps.arcgis.com/apps/opsdashboard/index.html#/bda7594740fd40299423467b48e9ecf6
4- http://opendatadpc.maps.arcgis.com/apps/opsdashboard/index.html#/b0c68bce2cce478eaac82fe38d4138b1
5- https://www.cdc.gov/coronavirus/2019-ncov/about/transmission.html
6- https://www.who.int/docs/default-source/coronaviruse/who-china-joint-mission-on-covid-19-final-report.pdf
7- http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioNotizieNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=4077
8- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/32105637
9- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/32007143
10 - https://www.thelancet.com/journals/lanres/article/PIIS2213-2600(20)30079-5/fulltext
11- https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/
12- https://www.who.int/news-room/detail/30-01-2020-statement-on-the-second-meeting-of-the-international-health-regulations-(2005)-emergency-committee-regarding-the-outbreak-of-novel-coronavirus-(2019-ncov)
13 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21735402
14 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24606899
15 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25404320
16 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5707683/
17 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24484547
18 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30584499
19 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23157022
20 - https://soothoil.com/pages/ultimate-essential-oil-guide
21 - http://old.iss.it/binary/publ/cont/15_6_web.pdf
22 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11375434
23 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3686844/
24 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5310969/
25 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5259989/
26 - https://pdfs.semanticscholar.org/ed0e/9fb02c3efa467826cb199b9b40d2e781dea1.pdf
27 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5442324/
28 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24638909/
29 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6006794/
30 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19116045/
31 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12011518/
32 - https://royalsocietypublishing.org/doi/pdf/10.1098/rspb.2013.2570
33 - http://www.quotidianosanita.it/stampa_articolo.php?articolo_id=80672
34 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4786079/
35 - Mengano, V. Influenza e Omeopatia. Una possibilità terapeutica in più. Libriomeopatia.it, 2009.
36 - http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/homeNuovoCoronavirus.jsp
37 - https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/
38 - Gava, R. La Medicina che vorrei. Librisalus.it, 2019





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