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Impieghi terapeutici dell'Aloe vera nella dieta, nella cosmesi e nelle terapie antitumorali


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L'Aloe è una pianta facilmente riconoscibile, essendo caratterizzata da foglie verdi carnose molto lunghe con punte aguzze

L'Aloe è una pianta facilmente riconoscibile, essendo caratterizzata da foglie verdi carnose molto lunghe con punte aguzze che crescono direttamente dal terreno; quando in primavera o in autunno la pianta fiorisce, appaiono dei fiori color giallo-rosso brillante posti in cima ad uno stelo privo di foglie che spunta dal centro della pianta.

La specie dell'Aloe appartiene ad una più ampia classe di piante conosciute come xerofite, cosi chiamate perché riescono a conservare l'acqua al proprio interno con meccanismi molto efficienti, capacità che si rivelano molto utili vivendo in habitat prevalentemente secchi o aridi.

Inoltre, se si pratica un’incisione sulla foglia fresca è possibile osservare la rapidità con cui la pianta è in grado di riparare la lesione; è questo potere di autoguarigione che potrebbe aver fornito alle antiche civiltà l'indizio per scoprire le virtù terapeutiche dell'aloe.

Da un punto di vista anatomico la foglia è costituita da un rivestimento esterno chiamato scorza di circa 2mm che avvolge la polpa, un gel trasparente e gelatinoso e incolore molto ricco di principi nutritivi.

Tra il 1980 e il 1990 numerose ricerche e analisi in laboratorio hanno definito con precisione la mappa dei costituenti chimici dell’aloe.

L’aloe è composta essenzialmente da tre grandi gruppi di sostanze: i polisaccaridi, ovvero quegli zuccheri complessi racchiusi nel gel interno della foglia tra i quali spicca l’acemannano; gli antrachinoni racchiusi tra la scorza e il gel; sostanze nutritive di vario tipo, come vitamine, sali minerali, amminoacidi, acidi organici, fosfolipidi, enzimi, saponine e lignine.


Preparazioni farmaceutiche

In commercio esiste una varietà molto ampia di prodotti a base di aloe, spazianti dall’integratore al cosmetico. In molti di questi l’impiego dell’aloe nella composizione può essere giustificato dalle sue proprietà, in altri meno. Cerchiamo quindi di capire come sfruttare al meglio questa pianta, proprio in relazione alle sue qualità ed ai benefici che ne possiamo ricavare.


-Cosmetico

Di grande importanza e rilevanza è l’uso topico degli estratti di aloe, sia in forma di gel che di crema.

Il primo racchiude in se una grande quantità di acqua, e lo rende particolarmente indicato di caso di scottature, ustioni da sole, eritemi, pelle secca, situazioni in cui c’è la necessità di rinfrescare la cute e reidratarla. Spesso può essere usato in associazione con piante dotate delle stesse proprietà, come betulla (Betula alba, estratto corteccia), girasole (Helianthus annuus, oleodistillato), iperico (Hypericum perforatum, estratto radice).

Possiede anche azione emolliente e anti-infiammatoria, dovuta alla sua ricchezza in composti polisaccaridici. Vari studi clinici hanno dimostrato l’efficacia del trattamento a base di gel d’aloe sulla pelle in seguito a dermatiti da raggi, causate ad esempio a seguito di trattamenti radioterapici. Per una maggiore rapidità d’azione è preferibile la crema piuttosto che il gel, in quanto viene assorbita maggiormente dalla cute ed in tempi minori.

Uno studio clinico effettuato nel 2011 ha analizzato l’uso dell’estratto di aloe nel trattamento cutaneo della psoriasi, osservando come in circa l’80% dei casi è stato possibile ottenere un netto miglioramento.

È dotata anche di notevoli proprietà cicatrizzanti, sia se assunta per bocca sia se applicata come crema, in quanto stimola la produzione di collagene nel tessuto di cicatrizzazione, contribuendo quindi a velocizzare la rimarginazione delle ferite.

-Integratore

Ad uso interno l’aloe si ritrova principalmente in medicamenti usati come lassativi, proprio per il loro contenuto in composti antrachinonici. Può essere usato in associazione ad altre piante dotate della stessa azione quali senna, rabarbaro, frangola. L’effetto lassativo si manifesta circa 8-10 ore dopo l’assunzione, ed è da attribuire in modo particolare all’aloina, il principale costituente della pianta.

Sono stati condotti studi clinici anche in merito alle sue proprietà immunostimolanti, in relazione soprattutto alla capacità rigenerativa dimostrata nel processo di cicatrizzazione delle ferite.


Controindicazioni, tossicità ed effetti collaterali

Gli estratti a base di aloe non presentano rilevanti controindicazioni o tossicità. È consigliabile prestare cautela all’assunzione dell’estratto secco di aloe impiegato in preparati ad uso lassativo, in quanto ad alte concentrazioni è in grado di scatenare dolori addominali e una diminuzione della concentrazione interna di potassio. L’abuso di questa come di altre piante a contenuto antrachinonico è in grado di causare assuefazione, ovvero la concentrazione richiesta di principio attivo necessaria per scatenare una risposta nell’organismo aumenterà sempre di più nel tempo. Per questo motivo sono consigliabili trattamenti di 8-10 giorni.

L’aloe può avere interazione con farmaci che agiscono a livello cardiaco (ad es. antiaritmici e digitalici), diuretici e anticoagulanti piastrinici poiché sono tutti medicamenti che agiscono in modo diretto sull’omeostasi del potassio.

L’uso di creme può provocare dermatite nei soggetti ipersensibili, reversibile con la sospensione del trattamento.

L’aloe nei trattamenti antitumorali

Molti studi sono stati eseguiti in questo senso, per verificare le proprietà antitumorali dell’aloe vera.

Uno studio del 2010 riporta i risultati di un trattamento co-adiuvante nella terapia del cancro a base di aloe vera e miele, dimostrando come l’aloe sia in grado di ridurre la massa tumorale e il tasso di metastasi, mentre il miele riduca la crescita tumorale. In questo modo sono in grado di inibire la proliferazione e stimolare l’apoptosi (morte cellulare programmata) delle cellule tumorali.

Un altro studio del 2010, italiano, ha invece analizzato le proprietà antitumorali dell’aloe-emodina (un idrossiantrachinone), confermando le sue applicazioni come antiproliferativo e antimetastatico in nuove possibili terapie antitumorali.

Bibliografia

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