Vaccinazioni
18/08/2009
Immunità giuridica per i produttori di vaccini
Il Segretario statunitense alla Salute e ai Servizi alla persona,
Kathleen Sebelius, ha appena firmato un decreto che concede ai
produttori di vaccini la totale immunità giuridica da ogni azione
legale che risulti da qualsiasi nuovo vaccino contro l’Influenza suina.
Inoltre, il programma del Governo statunitense da 7 miliardi di dollari
per velocizzare l’entrata sul mercato dei vaccini in tempo per la
stagione influenzale autunnale è in corso di attuazione senza
effettuare nemmeno i normali test di sicurezza. Cos’altro bolle in
pentola nella campagna ufficiale di isteria dell’OMS per dichiarare il
cosiddetto virus H1N1 una minaccia pandemica?
Innanzitutto, né l’OMS né il CDC o qualche altra istituzione
scientifica ha fornito le necessarie prove scientifiche sull’esistenza
del presunto nuovo virus H1N1 Influenza A, prove che richiedono che il
virus venga scientificamente isolato, definito e fotografato con un
microscopio elettronico: la procedura standard scientificamente
accettata. Tuttavia è stata utilizzata come la base per dichiarare una
minaccia “pandemica” globale.
L’attuale campagna ufficiale volta a suscitare panico sul
presunto pericolo dell’Influenza suina sta rapidamente assumendo le
dimensioni di un romanzo fantascientifico di George Orwell. Il
documento firmato da Sibelius garantisce l’immunità ai produttori del
vaccino contro l’influenza suina, in base ad una disposizione di una
legge del 2006 sulle emergenze di salute pubblica.
Un SAGE non così saggio
Una volta che l’OMS a Ginevra, su consiglio del Strategic Advisory
Group on Immunizations dell’OMS, ha dichiarato che l’H1N1 è nella fase
6 o pandemica, programmi sanitari di risposta automatica all’emergenza
potrebbero essere attivati persino in paesi come la Germania, dove casi
denunciati anche “sospetti” di H1N1 possono essere contati sulle dita
di poco più di una mano.
Il SAGE dell’OMS merita inoltre un’indagine accurata. Il suo direttore,
il dottor David Salisbury, è dal 2005 direttore delle immunizzazioni
presso il Dipartimento della Salute del Regno Unito. Negli anni ‘80
Salisbury fu, stando a quel che si dice, oggetto di numerose critiche
per il sostegno alla vaccinazione di massa di bambini con un vaccino
multiplo MMR prodotto dall’azienda che poi ha cambiato nome in
GlaxoSmithKline. Quel vaccino è stato messo fuori mercato in Giappone
dopo che un significativo numero di bambini ha sviluppato reazioni di
rigetto al vaccino e il governo giapponese è stato costretto a pagare
indennizzi significativi alle vittime. In Svezia il vaccino MMR della
GlaxoSmithKline è stato rimosso dopo che gli scienziati l’hanno
collegato al diffondersi della malattia di Crohn. Apparentemente esso
ha avuto un impatto limitato sul direttore del SAGE dell’OMS Salisbury.
Secondo un investigatore indipendente britannico, Alan Golding, il
quale ha ottenuto documenti liberamente accessibili sul caso, nel “1986
Trivirix, un composto di MMR contenente il ceppo della parotite Urabe
AM-9, è stato introdotto in Canada per sostituire il MMR I.
Preoccupazioni riguardanti l’introduzione del MMR nel Regno Unito sono
registrate nei verbali del gruppo di lavoro congiunto della
Associazione Pediatrica Britannica e del gruppo relatore del Comitato
congiunto sulla vaccinazione e l’immunizzazione (JCVI) del 26 giugno di
quell’anno. Simili preoccupazioni sono state presto provate come ben
fondate, in quanto è stato segnalato un aumento dell’incidenza di
meningite asettica presso i soggetti vaccinati. Infine, tutti i vaccini
MMR contenenti il ceppo Urabe degli orecchioni sono stati ritirati in
Canada all’inizio del 1988. Questo avvenne prima che l’utilizzo di
vaccini contenenti Urabe venisse autorizzato dal Dipartimento della
Salute nel Regno Unito.…”
Il rapporto aggiunge: “Smith-Kline-French, l’azienda farmaceutica
divenuta Smith-Kline-Beecham e coinvolta a quei tempi nella produzione
britannica, era preoccupata per queste problematiche di scurezza ed era
restia a fare richiesta un’autorizzazione britannica per questi vaccini
contenenti Urabe. Come risultante della sua “preoccupazione” che i
bambini potessero essere seriamente danneggiati da uno dei loro
prodotti, fece richiesta al governo britannico di indennizzarli nei
confronti di possibili azioni legali che sarebbero potute essere prese
in seguito a “perdite” associate al vaccino, che allora veniva ritenuto
portatore di rischi significativi per la salute. Il governo britannico,
su consiglio del professor Salisbury e di funzionari del Dipartimento
della Salute, entusiasmato dalla possibilità di mettere sul mercato un
MMR economico, approvò questa richiesta”.
Oggi lo stesso dottor Salisbury è sostenitore della proliferazione
globale dei vaccini non testati contro l’H1N1, anch’essi prodotti dalla
stessa azienda, che ora si chiama GlaxoSmithKline.
L’ultimo disastro della finta Influenza suina
L’ultima volta che l’Amministrazione statunitense ha affrontato a un
nuovo virus di influenza suina è stato nel 1976. Vi fu una campagna
nazionale di vaccinazioni in seguito alla quale in migliaia fecero
richiesta di danni sostenendo di aver sofferto degli effetti
collaterali delle vaccinazioni. Questa volta il governo ha preso
provvedimenti per evitare che migliaia di cittadini statunitensi che
patiscono gravi conseguenze per aver ricevuto vaccini non testati
possano agire per vie legali.
Nel 1976 al Presidente Gerald Ford, il quale affrontava una difficile
campagna elettorale per la re-elezione, fu consigliato dal capo della
CDC, David Sencer, di lanciare una vaccinazione di massa a livello
nazionale. Come oggi con l’Influenza suina H1N1, Sencer utilizzò lo
spettro della presunta pandemia influenzale del 1918. In particolare,
alcuni ricercatori scientifici sostengono che le morti avvenute in
occasione dell’ondata influenzale del 1918-19, subito dopo la terribile
Prima Guerra Mondiale, non furono causate da un virus, bensì dalle
campagne governative di vaccinazione di massa contro l’”Influenza
spagnola”. È interessante notare come l’Università e la Fondazione
Rockfeller furono coinvolte anche in questo evento.
Casi di quella che fu poi chiamata influenza suina furono individuati
in soldati di stanza a Fort Dix, nel New Jersey, nel 1976, tra i quali
vi fu un morto. La reale causa di quella morte è oggetto di disputa, in
quanto il soldato, ammalatosi di influenza, fu costretto a compiere una
marcia forzata nonostante la sua malattia, e cadde morto. Ma l’evento
fu utilizzato da Sencer per convincere Ford a lanciare una dei più
scellerati fallimenti nell’ambito della sanità pubblica nella storia
degli USA, un fallimento che costrinse Sencer a dimettersi da capo del
CDC.
I funzionari federali vaccinarono 40 milioni di americani durante una
campagna nazionale. Una pandemia non si materializzò mai, ma migliaia
di coloro che furono vaccinati fecero richiesta di danni, in quanto
furono vittime di una condizione di paralisi detta Sindrome
Guillain-Barre o di altri effetti collaterali. Almeno 25 persone
morirono dopo essere state vaccinate e 500 svilupparono la sindrome
Guillain-Barre, un’infiammazione del sistema nervoso che può causare la
paralisi ed essere fatale. L’Amministrazione statunitense fu costretta
a pagare i danni dopo che le vittime della vaccinazione ne fecero uno
scandalo nazionale. Alla fine del 1976 il vaccino contro l’Influenza
suina si dimostrò più dannoso della patologia stessa.
Sencer fu licenziato nel 1977 per il fallimento, ma allora il danno era già stato fatto.
Nessun test di sicurezza? Non preoccupatevi, siate felici…
La questione si fa ancora più grave. Ora che l’Amministrazione Obama ha
firmato un documento che garantisce l’immunità da procedimenti
giudiziari, la FDA negli Stati Uniti e le autorità sanitarie del Regno
Unito hanno deciso di consentire a Big Pharma di mettere i propri
vaccini sul mercato prima che qualsiasi test sui possibili pericolosi
effetti collaterali dei vaccini venga persino reso noto.
Le prime dosi del vaccino contro l’influenza suina saranno rese
disponibili al pubblico prima che i dati completi sulla loro sicurezza
ed efficacia diventino disponibili. I vaccini “pandemici” non testati
saranno diffusi in due dosi in una quantità maggiore, ed una marca
conterrà, stando a quel che si dice, un additivo chimico, un
coadiuvante, per permettere al vaccino di “andare oltre”, aumentando
potenzialmente in modo drammatico il rischio di effetti collaterali.
I bambini saranno tra i primi ad essere vaccinati e potrebbero esserlo
oltre un mese prima che i risultati dei test siano stati ricevuti.
Nel Regno Unito è stato ordinato al Servizio Sanitario Nazionale, NHS,
di prevedere uno scenario nel quale l’influenza suina potrebbe causare
65.000 morti nel prossimo inverno, incluse diverse migliaia di morti
tra i bambini.
Il Governo britannico ha pre-ordinato 132 milioni di dosi di vaccini a
due produttori, GlaxoSmithKline e Baxter, i quali hanno registrato “in
anticipo” tre vaccini “essenziali” in preparazione alla pandemia,
abbastanza in tempo utile nonostante ci venga detto dall’OMS e dagli
epidemiologi che non possiamo prepararci in anticipo per quella che
potrebbe essere una più minacciosa mutazione di quello che è
attualmente il lieve problema dell’H1N1.
Abbastanza curiosamente, un anno prima che fossero riportati casi di
presunto H1N1, la principale azienda farmaceutica, Baxter, registrò il
brevetto di un vaccino contro l’H1N1: richiesta di brevetto per un
vaccino Baxter US 2009/0060950 A1. Nella loro richiesta si afferma che
“il composto o vaccino contiene più di un antigene… come l’influenza A
e l’influenza B prelevati in particolare dai sottotipi umani H1N1,
H2N2, H3N2, H5N1, H7N7, H1N2, H9N2, H7N2, H7N3, H10N7 , dell’influenza
suina H1N1, H1N2, H3N1 e H3N2, dell’influenza canina o equina sottotipi
H7N7, H3N8 o dell’influenza aviaria H5N1, H7N2, H1N7, H7N3, H13N6,
H5N9, H11N6, H3N8, H9N2, H5N2, H4N8, H10N7, H2N2, H8N4, H14N5, H6N5,
H12N5".
Nella richiesta si afferma inoltre che “coadiuvanti idonei possono
derivare da gel minerali, idrossido di alluminio, surfattanti,
lisolecitina, polioli pluronici, polianioni o emulsioni d’olio come
l’acqua nell’olio o l’olio nell’acqua, o una combinazione dei suddetti.
Certamente la scelta del coadiuvante dipende dall’uso che se ne intende
fare. Ad esempio, la tossicità potrebbe dipendere dall’organismo del
soggetto destinatario e può variare da un’assenza di tossicità al
massimo grado di tossicità”.
Senza responsabilità legale, la Baxter potrebbe prepararsi a vendere
centinaia di milioni di dosi contenenti l’altamente tossico idrossido
di alluminio come coadiuvante? Forse è ora di chiedere a tutti i
principali funzionari dell’OMS, del SAGE e del CDC e ai funzionari di
Gabinetto dell’Amministrazione Obama che facciano un passo avanti e
siano i primi a prendere l’intera dose del vaccino contro l’H1N1 che
sta venendo reso disponibile al pubblico. Dovremmo aggiungere alla
lista di coloro che dovrebbero ricevere il vaccino per primi tutti i
membri del Congresso che hanno votato a favore dello stanziamento di 7
miliardi di dollari per l’emergenza H1N1 e che hanno approvato
l’immunità delle aziende farmaceutiche da condanne legate ai danni
causati dai loro prodotti. Loro, non la popolazione civile dovrebbero
essere le prime cavie umane del nuovo vaccino. Potremo quindi osservare
i risultati. Lo stesso dovrebbe valere per altri governi nazionali e
principali agenzie sanitarie che richiedono ai propri cittadini di
prendere il vaccino H1N1 della GlaxoSmithKline o della Baxter, per
vedere se è davvero sicuro.
E l’OMS fermò i controlli sull’H1N1
Un altro indizio sul fatto che il mondo viene considerato pieno di
grandi babbei nella situazione di panico creata dall’OMS e legata
all’Influenza suina è il fatto che l’OMS stessa, l’ente mondiale a cui
è affidato il compito di monitorare gli sviluppi della cosiddetta
pandemia o persino della epidemia a livello mondiale, ha appena deciso
di smettere di tenere traccia dell'influenza suina (o H1N1 Influenza A
come preferiscono chiamarla ora, così da non recare offesa a Smithfield
Foods e ad altri allevatori di maiali a livello industriale).
L’Organizzazione Mondiale della Sanità in un “comunicato stampa”
pubblicato sul proprio sito Internet ha fatto un annuncio da lasciare
sconcertati, in cui informa che non controllerà più gli sviluppi
dell’H1N1. L’ultimo aggiornamento dell’OMS, pubblicato il 6 luglio,
indica 94.512 casi confermati in 122 paesi, con 429 morti. L’OMS
sostiene apparentemente che i numeri sui casi confermati in laboratorio
erano in realtà senza significato.
Il comunicato stampa afferma che ai paesi continuerà ad essere chiesto
di rendere noti i loro primi casi confermati. Viene affermato inoltre
che dovrebbero prestare attenzione a focolai, i quali potrebbero
indicare che il virus è cambiato verso una forma maggiormente letale.
Altri “segnali nei confronti dei quali essere vigili”, afferma il
comunicato, sono i picchi di assenteismo scolastico e la crescita delle
visite ospedaliere.
Il CDC di Atlanta ha dato il proprio assenso allo stop ai conteggi
dell’OMS. Il dottor Michael T. Osterholm, direttore del Centro per la
ricerca e le politiche sulle malattie infettive dell’Università del
Minnesota, ammette che i test esistenti per confermare l’Influenza A
H1N1 non sono nemmeno certi, ma piuttosto fatti a casaccio. “Cattivi
provvedimenti possono essere peggiori della totale assenza di misure”,
ha affermato. Perciò l’OMS ha deciso di fermare test che in ogni caso
non hanno dato alcun dato scientifico su chi ha l’H1N1 e chi no, e ha
altresì deciso di smettere di contare qualsiasi risultato di test o
casi di H1N1 in tutto il mondo affermando che “possiamo supporre che
quasi tutti i casi siano di Influenza suina H1N1”. Questa sarebbe la
scienza in base alla quale ci viene detto di vaccinare i nostri
giovani? Caspita… Non con i nostri figli.
F. William Engdahl è autore di “Full Spectrum Dominance: Totalitarian Democracy in the New World Order”
Titolo originale: "Now legal immunity for swine flu vaccine makers"
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