Vaccinazioni

Se "l'immunità di gregge" diventa merce di scambio

Fonte: Repubblica.it


CATEGORIE: Vaccinazioni

vaccinazioni
'I vaccini, nel giro di pochissimi mesi, vengono stressati come un'emergenza nazionale, e quindi utilizzati come strumento di scontro all'interno di una battaglia politica'

I numeri. Spesso sono determinanti. Anche nelle scelte che si compiono in nome della salute pubblica. Vaccini compresi. Quando a ottobre del 2015 l'Istituto Superiore di Sanità rende pubblici i risultati della campagna vaccinale dell'anno precedente - che portano a meno del 95 per cento i vaccinati - si conferma una tendenza individuata già nel 2013: un calo delle 4 vaccinazioni obbligatorie per poliomelite, tetano, difterite ed epatite b (e che in realtà vengono somministrate in formula esavalente). Le raccomandate, con il trivalente, contro morbillo, parotite, rosolia, scendono ad una copertura dell'86 per cento, con un calo percentuale di 4 punti.

Sottolineo che siamo nell'ottobre del 2015, eppure la situazione vaccinale dell'anno prima appare abbastanza inequivocabile. Ma se era tutto evidente fin da allora, come mai sono serviti due anni per intervenire forzosamente e a tappeto, trasformando un calo parziale delle vaccinazioni in emergenza nazionale? E facendo una campagna iper allarmistica sul morbillo, che aveva dato segnali di ripresa, risalendo quest'anno ad una copertura dell'87 per cento? Evidentemente in passato, dal punto di vista sanitario, la situazione non veniva considerata né preoccupante né pericolosa.

Però i vaccini erano già argomento di interesse sanitario ed economico internazionale. Come si capì nel settembre del 2014, quando nell'ambito del Global Health Security Agenda, l’Italia venne designata come capofila, per i cinque anni successivi, delle strategie e campagne vaccinali nel mondo. Questo incontro viene spesso menzionato dal movimento fre-vaxx (e no-vaxx) come momento clou di una sorta di "complotto mondiale vaccinale", che avrebbe dato origine alle recenti scelte del governo. In realtà non ci fu alcun intrigo: tutto avvenne in modo trasparente e alla luce del sole. E infatti sul sito dell'Agenzia del farmaco viene riportata la cronaca dei fatti avvenuti alla Casa Bianca, a Washington, alla presenza di Barack Obama, dove la ministra Beatrice Lorenzin, accompagnata dal presidente dell’AIFA, Sergio Pecorelli, ricevette l'incarico affinché il nostro Paese facesse da battistrada sulle politiche vaccinali in Europa.

La ministra disse in quell'occasione che "il tema dei vaccini sarà una delle priorità durante il semestre italiano di Presidenza Europea. (E non è stato così, ndr.). Il nostro Paese si trova al centro dell’area mediterranea e le molte crisi internazionali hanno portato a nuovi imponenti flussi migratori. È necessario rafforzare i controlli nei confronti di malattie endemiche riemergenti come polio, tubercolosi, meningite o morbillo. Se vogliamo evitare il collasso dei sistemi sanitari del Vecchio Continente dobbiamo rafforzare i processi di vaccinazione verso tutte le persone che vivono in Europa. L’Italia, attraverso l’operazione Mare Nostrum, ha svolto oltre 80.000 controlli sanitari negli ultimi mesi. Abbiamo già sufficiente esperienza per coordinare campagne di prevenzione contro nuove possibili epidemie”.

A titolo di informazione devo ricordare che il presidente dell'Aifa, due mesi dopo, a novembre, venne sospeso dall'incarico per presunto conflitto di interessi, perché, come scrisse anche "Science", non aveva dichiarato di lavorare come consulente per una azienda che investiva nel settore farmaceutico. E, sempre sulla questione del conflitto di interessi, all'incontro con Obama era presente anche Ranieri Guerra, allora consigliere scientifico della nostra Ambasciata a Washington, oggi direttore al ministero della Salute, che era stato membro di garanzia del Consiglio di amministrazione della Fondazione Smith Kline, finanziata interamente dalla Glaxo, una delle aziende più impegnate nella produzione dei vaccini. Interessi personali a parte - smentiti da Guerra - è forse superfluo sottolineare che la linea emersa a Washington rappresentava un enorme favore alle multinazionali produttrici di vaccini.

Tuttavia la decisione presa era dettata da motivazioni politiche internazionali: il nostro Paese - anche per collocazione geografica - avrebbe dovuto far fronte per primo ai problemi sanitari legati alle forti migrazioni. Visti i diffusi interessi economici in campo, si può sostenere che sia stato tutto un enorme complotto? Certo, ma resta una teoria non suffragata dai fatti, e in particolarità dalla tempistica, e dalla mancanza di linearità delle scelte vaccinali.

Con questo ruolo importante assegnato all'Italia, con i numeri che segnalavano una discesa di tutte le vaccinazioni, resta da capire perché si è arrivati ad un decreto, poi trasformato in legge, dopo quasi tre anni dalla riunione di Washington. La mia risposta è nell'articolo precedente: i vaccini, nel giro di pochissimi mesi, vengono stressati come un'emergenza nazionale, e quindi utilizzati come strumento di scontro all'interno di una battaglia politica voluta da Renzi e accettata, forse a malincuore, dal premier Gentiloni il quale durante la conferenza stampa di presentazione del decreto, con accanto la ministra Lorenzin, disse poche parole, alcune delle quali molto significative: "Non siamo in presenza di una emergenza nazionale...". Però questo è stato fatto credere all'opinione pubblica italiana.

D'altronde se la situazione era grave - è la tesi dei difensori del decreto - non si riesce davvero a comprendere come mai il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale (PNPV), approvato a gennaio di quest'anno, non faceva menzione legislativa di alcun tipo - se non al rispetto delle norme vigenti - né faceva riferimento alla obbligatorietà per 12 vaccini (come prevedeva il testo iniziale del decreto). In particolare sul caso più spinoso, il morbillo, ecco cosa si può leggere tra le 90 pagine del piano: "Altre fondamentali vaccinazioni sono raccomandate proprio nel secondo anno di vita: la vaccinazione contro morbillo-parotite-rosolia e contro la varicella (13°-15° mese), o somministrate mediante vaccino combinato quadrivalente MPRV, oppure tramite vaccino trivalente MPR e monovalente varicella in diversa sede anatomica". Dunque in questo documento, consultabile sul sito del ministero, nulla fa pensare all'obbligo vaccinale contro il morbillo.

Non solo. In quei giorni vennero fatte girare notizie, probabilmente suggerite da fonti di parte, secondo le quali le Regioni avevano trovato un accordo per una legge nazionale sulla obbligatorietà vaccinale. A stretto giro di posta - il 26 gennaio - l'assessore al Welfare della Lombardia, Gallera (peraltro più realista del "re", il governo, sulle scelte successive), smentì con un comunicato: "Ho appreso con grande stupore dalle agenzie di stampa la conclusione a cui si è giunti nell’incontro tenuto ieri tra il ministro Lorenzin e una delegazione degli assessori alla salute delle Regioni, di arrivare in tempi brevi ad una legge nazionale per stabilire l’obbligatorietà dei vaccini. Regione Lombardia non è assolutamente d’accordo perché riteniamo che gli obblighi non producono l’effetto di radicare nei cittadini la consapevolezza dell’utilità dei vaccini.

La posizione espressa dall’assessore Saitta (assessore della regione Piemonte e coordinatore della Commissione salute della Conferenza delle Regioni, ndr.), non rappresenta la posizione di Regione Lombardia, non è stata condivisa ed è lontana da quella che abbiamo espresso in tutte le sedi. La posizione della Regione Lombardia" aggiunge Gallera, "non è quella di rendere obbligatori i vaccini ma quella di rendere i cittadini consapevoli che la scelta di vaccinarsi è quella più giusta per la propria salute...”. E il giorno successivo, il 27, il ministero della Salute è costretto a smentire: "In relazione alle notizie stampa concernenti il contenuto del documento consegnato dalla Commissione salute della Conferenza delle regioni al Ministro della Salute e recante le proposte di attuazione del nuovo Piano Nazionale Vaccini per il triennio 2017 – 2019, il Ministero precisa che si sta ancora valutando la compatibilità di tale documento, ed in particolare le modalità, i tempi e l’organizzazione dell’offerta vaccinale di cui alla proposta delle Regioni, con le previsioni del nuovo Piano Nazionale Vaccini approvato la settimana scorsa con l’Intesa raggiunta in Conferenza Stato – Regioni. Pertanto, soltanto all’esito dell’istruttoria ancora in corso presso i competenti Uffici ministeriali, il Ministero potrà esprimersi compiutamente sul documento delle Regioni". Dunque, una semplice "istruttoria". Che si scontra, come sanno bene al dicastero, anche con le posizioni del Veneto e della Liguria.

Perciò tutto quello che viene concordato a inizio anno, è in netta contrapposizione con le decisioni successive. E in particolare per diversi aspetti della legge approvata dal Parlamento - anche ricorrendo alla fiducia (una scelta inusuale per le decisioni di salute pubblica) - a fine luglio.

Ecco infatti cosa consigliava il PNPV: "In accordo con il Piano Nazionale di Eliminazione del Morbillo e della Rosolia Congenita, si raccomanda che la vaccinazione sia attiva e gratuita per tutti gli adulti non immuni anche per una sola delle tre malattie oggetto della vaccinazione. I soggetti adulti non immuni devono essere vaccinati in tutte le occasioni opportune. Per tutte queste patologie il ricordo di aver avuto la malattia non può essere considerato affidabile. Al fine di ridurre il rischio di casi di rosolia in gravidanza e di rosolia congenita, deve essere proposta la vaccinazione a tutte le donne in età fertile che non hanno una documentazione di vaccinazione o di sierologia positiva per rosolia (procrastinando la possibilità di intraprendere una gravidanza per 1 mese).

La vaccinazione deve essere somministrata in due dosi distanziate di almeno 4 settimane. La vaccinazione può essere effettuata anche in caso di suscettibilità ad una soltanto delle 3 malattie prevenute dal vaccino MPR. La vaccinazione con MPR degli operatori sanitari suscettibili è indispensabile sia per evitare il contagio dell'operatore stesso (basti rammentare la pericolosità del morbillo nell'adulto e della rosolia per le donne in età fertile), sia la possibile trasmissione di agenti infettivi ai pazienti, con possibili conseguenti epidemie nosocomiali. In particolare, devono essere approntati specifici programmi per vaccinare: tutte le donne suscettibili esposte ad elevato rischio professionale, in particolare le lavoratrici in asili nido, scuole dell'infanzia, scuole primarie e scuole secondarie di primo grado; tutti gli operatori sanitari suscettibili".

Avendo più volte scritto che il decreto era in parte sbagliato, limitato, e criticando soprattutto la mancanza di obbligatorietà dell'anti-morbillo per gli adulti (e in particolare per il personale scolastico e sanitario), strada facendo ho ritrovato un "alleato": lo stesso PNPV, appunto antitetico alla legge. Il Piano nazionale vaccinale smonta l'allarmismo emergenziale utilizzato per imporre una vaccinazione obbligatoria a tappeto ai bambini e agli adolescenti italiani. Pena la non iscrizione all'asilo nido, e, per i genitori dei ragazzi non vaccinati, una multa che va da 100 a 500 euro. Da questo se ne deduce - come ho spesso ricordato - che il vaccino equivale ad una multa. Perciò basta pagare e la tanto sbandierata (e usata come strumento di pressione) "immunità di gregge" può andare a farsi benedire, diventando merce di scambio. In nome della coerenza.

A proposito della quale, sempre a titolo di cronaca, va detto che il PNPV di gennaio - senza nuovi obblighi vaccinali - era sottoscritto da Ranieri Guerra, direttore generale della prevenzione del ministero della Salute. Però lo stesso Guerra ha firmato i due comunicati di attuazione - emessi nei giorni passati - della legge Lorenzin. Che invece prevede più obblighi e più punizioni. Si tratta di un adempimento istituzionale obbligatorio? Di sicuro tutte le istituzioni scientifiche e sanitarie che avevano elaborato a gennaio il Piano di prevenzione, hanno ribaltato la loro posizione nei mesi successivi. Ma l'aumento del numero dei malati di morbillo non basta a giustificare un cambiamento di rotta di 180 gradi. Da banderuole della salute pubblica.

(2 - Continua)



Hai un account google? clicca su:







Commenta l'articolo Commenta l'articolo Commenti (0)  |  Condividi su Twitter Condividi su Facebook Stampa  Vota l'articolo
  x x x x x  | Votazioni (0)

Articoli di Guglielmo Pepe

Criminali, caccia agli untori e reato di "leso vaccinismo" 19 OTT 2017 VACCINAZIONI
Solo ora si rendono conto che esiste un "caso Sanità" 6 OTT 2017 DENUNCIA SANITARIA
Quelle voci della scienza che nessuno ha ascoltato 3 OTT 2017 VACCINAZIONI
La Federazione dei medici e il silenzio degli struzzi 18 SET 2017 DENUNCIA SANITARIA
La scienza non democratica e il popolo "ignorante" 9 SET 2017 VACCINAZIONI
La guerra sui vaccini ha scavato un grande solco 18 AGO 2017 VACCINAZIONI
Le vaccinazioni e la salute, la politica e la protesta 24 LUG 2017 VACCINAZIONI
L'anti-morbillo obbligatorio non riguarda solo i bambini 17 LUG 2017 VACCINAZIONI
Sulla salute dei cittadini la fiducia va conquistata 12 LUG 2017 VACCINAZIONI
Vaccinarsi non è un decreto 10 LUG 2017 VACCINAZIONI
Criminalizzata una famiglia per far vincere un decreto 26 GIU 2017 VACCINAZIONI
Una legge della sinistra opposta al decreto-vaccini 14 GIU 2017 VACCINAZIONI
Avanti tutta sui vaccini mentre la sanità perde colpi 8 GIU 2017 VACCINAZIONI
Il dovere di ascoltare chi chiede "vaccini liberi" 5 GIU 2017 VACCINAZIONI
A proposito di vaccini qualche altro chiarimento 29 MAG 2017 VACCINAZIONI
La vaccinazione classista 19 MAG 2017 VACCINAZIONI
Sulle punizioni ai medici due pesi e due misure 19 MAG 2017 DENUNCIA SANITARIA
Sui vaccini una guerra più politica che sanitaria 12 MAG 2017 VACCINAZIONI
Quando anche i "luminari" si fanno corrompere 9 MAG 2017 DENUNCIA SANITARIA
Circolano tante bufale sul vaccino anti morbillo 3 MAG 2017 VACCINAZIONI
Una radiazione politica contro "scienza e coscienza" 24 APR 2017 DENUNCIA SANITARIA
Ma i giornalisti romani si schierano con Report 21 APR 2017 VACCINAZIONI
Chi tocca i fili dei vaccini può restare fulminato 18 APR 2017 VACCINAZIONI
Tra contrari e favorevoli quante bufale sui vaccini 14 APR 2017 VACCINAZIONI
Nel Servizio Sanitario c'è una questione morale 7 APR 2017 SALUTE
Chi truffa nella Sanità merita pene esemplari 16 MAR 2017 DENUNCIA SANITARIA
Malasanità allo stato puro 24 FEB 2017 DENUNCIA SANITARIA
Chi disprezza l'omeopatia offende milioni di persone 15 FEB 2017 OMEOPATIA
Allarmismo sui vaccini e silenzio sull'aria killer 6 FEB 2017 VACCINAZIONI
Vaccinazioni a valanga 27 GEN 2017 VACCINAZIONI

Tutti gli articoli di Guglielmo Pepe







Disclaimer

Le informazioni contenute in questo articolo sono puramente divulgative. Tutte le eventuali terapie, trattamenti o interventi energetici di qualsiasi natura che qui dovessero essere citati devono essere sottoposti al diretto giudizio di un medico. Niente di ciò che viene descritto in questo articolo deve essere utilizzato dal lettore o da chiunque altro a scopo diagnostico o terapeutico per qualsiasi malattia o condizione fisica. L'Autore e l'Editore non si assumono la responsabilità per eventuali effetti negativi causati dall'uso o dal cattivo uso delle informazioni qui contenute. Nel caso questo articolo fosse, a nostra insaputa, protetto da copyright, su segnalazione, provvederemo subito a rimuoverlo. Questo sito non è da considerarsi una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato con una frequenza costante e prestabilita. Gli articoli prodotti da noi sono coperti da copyright e non possono essere copiati senza nostra autorizzazione