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14 Giugno 2012: Giornata Mondiale del donatore di sangue


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14 Giugno 2012: Giornata Mondiale del donatore di sangue

Aumentano in Italia le donazioni di sangue:  +1,5% nel 2011 rispetto al 2010, anche se a donare di meno sono i giovani che rappresentano circa il 28% sul totale dei donatori. Questi i dati presentati oggi al Ministero della Salute dal direttore del Centro Nazionale Sangue, Giuliano Grazzini, alla vigilia della Giornata mondiale del donatore di sangue promossa dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Il numero dei donatori di sangue in Italia, ha detto Grazzini, è pari nel 2011 a 1.733.398 (69,9% maschi e 30,1% femmine) di cui 35,5% donatori frequenti. Il numero di donazioni totali è stato invece pari a 3,3 milioni e i pazienti trasfusi nel 2001 hanno raggiunto quota 685.419. In media si sono effettuate 1,9 donazioni per ogni donatore l'anno, in linea con i livelli Ue.

Come ha commentato il ministro della Salute Renato Balduzzi, nel comparto sangue “siamo oggi in grado di presentare dati positivi e siamo verso la riduzione della naturale disomogeneità tra le regioni”. “L'obiettivo - ha aggiunto Balduzzi – è avere standard e livelli di programmazione che siano comuni su tutto il territorio nazionale”.

“Ogni donatore di sangue è un eroe”. È questo lo slogan della Giornata mondiale del donatore di sangue indetta per il 14 giugno dall’Organizzazione mondiale della sanità. La celebrazione è insieme un modo per ringraziare tutti i volontari che con questo gesto salvano una o più vite e un’occasione per sensibilizzare alla donazione in un periodo dell’anno, quello estivo, in cui se ne registra spesso un calo.
Il sangue, infatti, è indispensabile nei servizi di primo soccorso, negli interventi chirurgici e nei trapianti di organo, nella cura delle malattie oncologiche e nelle varie forme di anemia cronica.

In Italia, secondo una stima dell’Istituto superiore di sanità, il fabbisogno è di 2.300.000 unità l’anno: grazie ai donatori abituali attualmente ne sono disponibili 1.300.000.

Donare regolarmente il sangue, oltre che un atto di estrema solidarietà, garantisce un costante controllo della propria salute, con visite mediche e accurati esami di laboratorio a ogni prelievo.

Può candidarsi come donatore di sangue intero chiunque abbia tra i 18 e 65 anni e pesi più di 50 kg: è sufficiente presentarsi in una qualsiasi sede Avis dove un medico effettuerà un colloquio, una visita, e gli accertamenti di tipo diagnostico e strumentale per verificare che non vi siano controindicazioni. L’autoesclusione è doverosa in diversi casi, tra cui l’assunzione di droghe, l’alcolismo, i rapporti sessuali ad alto rischio, le malattie veneree, l’hiv e le epatiti B e C.

La donazione per le donne non ha controindicazioni, ma per le perdite legate alle mestruazioni in età fertile si possono effettuare solo due donazioni di sangue l’anno, mentre per gli uomini è possibile farne quattro. Il monitoraggio costante della emoglobina, effettuata prima di ogni donazione e del ferro, tutelano la salute delle donatrici. Tra l’altro le donne sono adatte alla donazione di plasma in aferesi – si estrae dal sangue un solo componente (plasma, globuli bianchi ecc.) restituendo gli altri al donatore - che non incide sui globuli rossi ed il ferro.

L’obiettivo dell’Organizzazione mondiale della sanità è che tutti i Paesi possano avere scorte basate completamente sui donatori volontari entro il 2020 (in 40 paesi del mondo dipendono ancora da donatori familiari o da donatori retribuiti).



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