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Galline ovaiole: dal 1° gennaio vietato allevamento in batteria


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Galline ovaiole: dal 1° gennaio vietato allevamento in batteria

Il 1° gennaio 2012 è entrato in vigore il divieto di allevare le galline ovaiole nelle cosiddette 'batterie', cioè le gabbie grandi all'incirca come un foglio A4.

Sono ora esclusivamente consentiti allevamenti con sistemi alternativi alle gabbie e l’allevamento nelle gabbie modificate o cosiddette 'arricchite'.

Le gabbie modificate, anche denominate gabbie “arricchite”, sono gabbie molto simili alle gabbie di batteria convenzionali ma prevedono un piccolo spazio aggiuntivo a disposizione delle galline e alcuni elementi addizionali che dovrebbero permettere alle galline di soddisfare alcuni comportamenti naturali.

Come rivelato da un dossier della Lav, nell'Unione europea ogni anno vengono allevate oltre 400 milioni di galline ovaiole, circa il’68% delle quali sono rinchiuse nelle gabbie di batteria degli allevamenti intensivi. La natura altamente restrittiva di queste gabbie non consente alle galline di esprimere la maggior parte dei normali modelli di comportamento, quali la ricerca del foraggio, la cova delle uova nei nidi, beccare sul terreno, distendere le ali. La mancata soddisfazione di tali primari bisogni determina negli animali un alto grado di frustrazione e stress.

Ogni gallina dovrebbe avere a disposizione uno spazio di soli 550 cm2, ma molto spesso, in violazione delle leggi, tale spazio è addirittura di 450 cm2, di poco inferiore a quello di un foglio a A4, nel quale è impossibile per l’animale compiere movimenti naturali, stirarsi, aprire le ali o semplicemente girarsi nella gabbia senza difficoltà.

L’impossibilità di soddisfare bisogni etologici primari, unita all’elevato livello di produzione di uova cui sono sottoposti questi animali, determina nelle galline di batteria fragilità delle ossa e molte di loro soffrono per la rottura delle stesse nell’arco della vita di circa un anno, prima di essere inviate al mattatoio.

Il percorso legislativo dell'Unione europea che ha portato al divieto in vigore dal 1°gennaio è iniziato nel'99 con la Direttiva 1999/74/CE che stabilisce le norme minime per la protezione delle galline ovaiole. Eppure sono ancora molti i Paesi che si devono adeguare.

La Commissione europea riferisce che 46,7 milioni di galline ovaiole (su 325) continuano a vivere in gabbie fuori legge. In Italia ad agosto se ne contavano 28 milioni. Ecco perché Bruxelles intende aprire una procedura d'infrazione contro quindici Stati membri – compresa l'Italia - per non essersi messi in regola.










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