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La Floriterapia di Bach e Californiana come possibile ausilio agli animali con dolore vertebrale


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fiori bach
I Fiori di Bach, e più in generale la floriterapia, sono utilizzati con successo sulle persone e sono altrettanto efficaci nella cura degli animali

Nel pensiero comune esiste  “il mal di schiena”, termine generico  usato soprattutto da noi persone per indicare il dolore in tutta la zona vertebrale. Questo ”mal di schiena” ha, ovviamente varie  cause: artrosi, osteoporosi, cedimenti strutturali, ernie discali, traumi, ecc,  che determinano poi il sintomo dolorifico.

Per la medicina non convenzionale, e nella fattispecie per la floriterapia,  il mal di schiena, il dolore e i molti altri sintomi collegati, sono però  fenomeni finali di un disequilibrio iniziato diverso tempo prima della malattia e sicuramente diverso da individuo a individuo, perché  ognuno è un essere unico. Ecco perché i Fiori da utilizzare in pazienti sofferenti  di mal di schiena saranno necessariamente diversi a seconda della storia clinica, delle caratteristiche fisiche, ma soprattutto della personalità, del modo di agire o non agire di ognuno di loro.

Dunque quando parliamo di cura del dolore vertebrale intendiamo una terapia dell’individuo animale che si basa  sulla profonda conoscenza del corpo e dell’animo, ponendo l’attenzione più sulle diversità che sulle “uguaglianze”, con il proposito di togliere sì il sintomo, ma anche di aiutare il malato (persona o animale che sia) a ritrovare l’armonia perduta e  cercando di arrivare al piano emozionale.

Questo particolare livello sottile è quello che riesce a toccare la Floriterapia  ristabilendo la giusta trasmissione tra il sé più profondo ( sì, anche quello degli animali) e il modo di agire.

Sono 38 i rimedi estratti dai fiori che Edward Bach, sviluppò per curare se stesso e i molti pazienti. Il principio insegnato da Bach è che la malattia è espressione palese di un profondo conflitto tra anima e psiche, conflitto che bisogna risolvere per vedere scomparire i sintomi.

Da allora altri studiosi hanno ricercato e trovato ulteriori Fiori ottenuti con lo stesso metodo di Bach, ma differenti per campo di azione. Tra questi ci sono i Fiori Californiani, o North American Flower Essences.

I Fiori di Bach, e più in generale la floriterapia, sono utilizzati con successo sulle persone e sono altrettanto efficaci nella cura degli animali per molte problematiche sia fisiche che psicologiche.
Anche negli animali che soffrono di patologie del rachide. In tutti questi pazienti i Fiori, riequilibrando degli stati emozionali alterati, agiranno anche sui sintomi fisici che  di queste alterazioni sono espressione.

Quindi la terapia con i fiori sarà utile, sia come terapia a se stante (Kramer utilizza i fiori direttamente sui meridiani di agopuntura), sia per aiutare ad affrontare meglio altri tipi di terapie (ad esempio l’agopuntura o la cromopuntura). In entrambi i casi essa va individualizzata con la presenza di fiori adatti allo stato d’animo tipico di quel paziente, ad esempio:
Gorse, se c’è la sensazione di non poter guarire, se c’è resa
Centaury, se il paziente è molto remissivo e sopporta tutte le incombenze ( e nel caso degli animali di tutte le terapie) senza lamenti e senza ribellarsi.
Mimulus, se la patologia spaventa. O se gli aghi spaventano!
Vine, se l’animale è dominatore, cerca sempre di imporsi, è aggressivo o comunque difficile da trattare.
Cicory, se è attaccatissimo al proprietario, molto possessivo ed entra in crisi quando è lasciato solo.
Penstemon, Fiore Californino,  per mantenere focalizzata la volontà di farcela, nonostante gli handicap. E’ utilissimo durante i processi di riabilitazione motoria dopo chirurgia.

A questi fiori “caratteriali individuali” si possono aggiungere dei fiori indicati dal “carattere della patologia”. In questo senso l’espressione patologica “mal di schiena” ci dà delle indicazioni per l’utilizzo di alcuni Fiori specifici, molto efficaci e particolarmente interessanti. Alcuni di essi sono stati indicati direttamente dallo stesso Bach.

Possiamo infatti individuare  elementi comuni a tutti i pazienti con problemi vertebrali e sono: la rigidità, il dolore, il trauma, la contrattura muscolare, l’infiammazione, il tormento, la responsabilità.
In base a questi sintomi si possono usare ad esempio:
Rock water:  il fiore della rigidità statica, cronica, non infiammatoria, della perdita di mobilità causata dall’artrosi.
Elm: il fiore dello straripamento, quindi del dolore di forte intensità, ma anche  e soprattutto della responsabilità che esaurisce. Gli arti e la colonna hanno la responsabilità del movimento e del sostegno, Elm li aiuta a svolgere il loro compito.
Agrimony: per il tormento dato dalla sintomatologia continua, quando sono presenti anche  sciatalgie e lombaggini
Star of Bethlehem: il Fiore primo per i traumi, che possono causare ernie discali (per esempio). E’ utile anche perché ad ogni movimento si effettuano dei microtraumi che peggiorano la situazione preesistente.
Vervain: agisce sulla rigidità accompagnata da infiammazione, sull’infiammazione dei nervi coinvolti.
Impatiens: è il fiore dell’impazienza, quindi adatto a chi non accetta il riposo e la cura e che non riesce a stare fermo, del dolore che rende nervosi.

Tra i Fiori Californiani  troviamo in particolare quattro Fiori adatti in presenza di questi problemi:
Dandelion: ridà morbidezza e rilassa i muscoli tipicamente contratti nelle patologie del rachide.
Redwood: ha la capacità di infondere vigore quando la forza fisica viene meno, in presenza di debolezza della struttura ossea, nei blocchi della crescita ed è ottimo aiuto quando ci sono ferite o traumi alla spina dorsale.
Inoltre è adatto a dare forza e stabilità ai cuccioli e gattini nati molto piccoli e che crescono poco, un po’ rachitici.
Arnica: risana i traumi impressi nel corpo.
Self-Heal: per catalizzare le forze di recupero durante terapie intensive o in momenti di calo energetico.

Questi Fiori possono essere combinati secondo necessità e secondo quanto ogni animale necessita dal punto di vista emozionale e fisico.
La loro somministrazione può avvenire in vari modi: per os, percutanea o inalatoria.
La boccetta di  trattamento è meglio prepararla solo con acqua, mettendo due gocce per ciascun fiore scelto per la composizione del bouquet.



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