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Farm@ci on line. L'allarme è stato appena lanciato da Parigi. Aumentano le medicine contraffatte


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L'inchiesta di corriere magazine: Gli ordini (senza ricette) rimpallano tra Italia, Usa, Russia e Cina

Pillole e pomate a prezzo scontato che promettono meraviglie sessuali, dalle erezioni infinite all’allungamento degli organi maschili. Farmaci che regalano l’illusione di perdere peso continuando a mangiare. Droghe più o meno forti per combattere la depressione aggirando qualsiasi prescrizione medica. La tentazione del benessere e del piacere a basso costo viaggia online. C’è ormai di tutto in vendita su internet. Dai prodotti famosi come il Viagra ai “generici” contraffatti spacciati per miracolosi.

Tutti acquistabili senza ricetta. «Sono spesso medicinali fasulli che nella migliore delle ipotesi non servono a nulla, a vol te sono dannosi e persino letali», mette in guardia Domenico Di Giorgio, responsabile per l’Agenzia del farmaco della lotta alla contraffazione e membro della task force europea. Eppure nonostante i rischi, aumenta il numero delle persone che scelgono questa scorciatoia. L’allarme viene lanciato a Parigi dall’Epfia, l’associazione europea delle aziende del settore. «Il traffico di medicinali contraffatti cresce del 50% l’anno», è scritto nel rapporto appena diffuso. Canale preferenziale è il web. «Un fenomeno che è accentuato dalla diffusione delle carte di credito prepagate che limitano il rischio di truffe online», spiegano dalla Polizia postale. Con un particolare: la vendita dei farmaci via internet in Italia è vietata. Ma la rete dei controlli è troppo larga per fronteggiare l’emergenza.

Chiunque, dall’adolescente in cerca di emozioni forti (fenomeno in forte aumento) alla ragazzina che vuole perdere due taglie, può ordinare dal suo computer. Non c’è controllo nè limitazione. Si paga. Ci penserà una vera e propria organizzazione internazionale a recapitare il farmaco (vero o falso che sia) a casa dell’acquirente. Un circuito dietro il quale – secondo l’Interpol – si nascondono anche le mafie asiatiche e dell’est europeo. «Tutte le autorità in Italia e all’estero sono impegnate a cercare di contrastare questo fenomeno», aggiunge Di Giorgio, «ma mentre è possibile intercettare i grandi traffici che riforniscono i mercati paralleli, è quasi impossibile intervenire sui singoli cittadini che si rivolgono a questi siti». Ogni Paese ha un regolamento diverso: una giungla normativa che alimenta il business della contraffazione. E inseguirne le tracce è impresa costosa, oltreché difficile. E allora? Basta cliccare su Google il nome del prodotto e compare un lunghissimo elenco di siti dai nomi fantasiosi che vendono qualsiasi medicinale. Si riempie il modulo per la richiesta, si indica il numero della carta di credito e il gioco è fatto. Parte così l’ordinazione. «Dalle numerose indagini fatte in Italia e in Europa», racconta Di Giorgio, «abbiamo ricostruito il percorso dell’ordine inviato via internet: la prima tappa è quasi sempre su un server nordamericano, negli Usa o in Canada.

Da qui viene girato in Russia o comunque in un Paese dell’Est europeo, che a sua volta smista l’ordinazione alla fabbrica, in Cina, Corea, Malaysia o Vietnam, che procederà alla spedizione finale del farmaco ». «Intervenire sui siti internet non è facile», aggiunge Di Giorgio. «Aprono e chiudono a tempo di record, cambiano indirizzo, server e nome, ma dietro ci sono sempre le stesse organizzazioni». La truffa è così servita. «Su questi prodotti non c’è garanzia, dentro alcune fiale sequestrate in Italia che avrebbero dovuto contenere steroidi, abbiamo trovato solo solventi. E in alcune compresse di un medicinale per stimolare l’erezione abbiamo riscontrato dosi eccessive di principio attivo. Chi assume questi farmaci va incontro a grandissimi rischi», dice il responsabile dell’Agenzia italiana per il farmaco. Ma quali sono i prodotti più venduti o comunque richiesti in Italia? «Non esistono dati ufficiali, ma dalle inchieste in corso, dai sequestri effettuati e dai monitoraggi della rete, emerge che sicuramente i più richiesti sono i medicinali che riguardano la sfera sessuale», spiege Di Giorgio, «poi ci sono gli anabolizzanti, che finiscono sul mercato delle palestre e dei centri fitness (dove vengono assunti in dosi esagerate e senza alcun controllo da chi vuole accrescere le masse muscolari, ndr), ma si tratta di sostanze dopanti e pericolose. Ancora, ci sono antidepressivi e farmaci per perdere peso».

Nell’elenco figurano anche “prodotti di nicchia”: come l’Epo, l’eritropoietina che favorisce il trasporto dell’ossigeno nel sangue. È stata ideata per i malati in dialisi, è nell’elenco delle sostanze dopanti proibite, ma ne fanno (ab)uso ciclisti e sportivi impegnati in gare di resistenza, nonostante possa portare alla morte per trombosi o embolia. E per aggirare l’obbligo di ricetta, richiesta nelle farmacie, è possibile acquistare anche questo farmaco online: 100 dollari per 6 fiale. Ma chissà che cosa c’è dentro davvero. Il giro d’affari, secondo fonti in Federfarma, l’associazione delle aziende del comparto, è di diverse centinaia di milioni di euro l’anno e «la parte del leone la fanno gli anabolizzanti per le palestre».



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