Omeopatia

L'esperto: 'Occhio ai ciarlatani'


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Ennio Masciello, tesoriere della Società italiana di omeopatia, punta il dito contro gli impostori: “Solo i medici possono prescrivere terapie”. Per evitare di finire nelle mani sbagliate, è d’aiuto anche il web

“Occhio ai ciarlatani”. Ennio Masciello, medico chirurgo a Bologna e tesoriere nazionale della Società italiana di omeopatia e medicina integrata (Siomi), come molti altri colleghi mette in guardia da chi, senza avere alcuna abilitazione professionale, si spaccia per “medico” o studioso di medicine non convenzionali. “Deve essere chiaro che l’esercizio di queste pratiche – spiega Masciello - è riservato a medici, farmacisti e odontoiatri che abbiano seguito un apposito corso di formazione. Non ci si inventa né omeopati né osteopati”. Questa faciloneria può avere effetti anche mortali. “Casi come quello della ragazzina di Firenze – continua Masciello, decisamente contrariato – sono una forma di diffamazione nei confronti delle medicine complementari e di chi le usa correttamente. Quella signora non era un medico, né una studiosa di medicina antroposofica. Chiunque abbia studiato medicina si rende conto perfettamente che sospendere l’insulina a un paziente diabetico è una vera follia”.

Le medicine complementari, secondo Masciello, possono essere un valido supporto per tutti i disturbi generati da uno “squilibrio”: menopausa, distrofia mucosa, osteoporosi, cefalee e problemi cardiocircolatori sono “perfettamente gestibili con le medicine complementari”. Ben diverso è il caso di patologie più complesse, per le quali l’apporto chimico-farmaceutico è talvolta inevitabile.
Come difendersi dai finti guaritori, allora? I casi di abusivismo o di bassi livelli di competenza purtroppo non mancano, ma la verifica è a prova di click: sul sito della Federazione degli Ordini dei medici c’è infatti l'anagrafe sanitaria di tutti gli iscritti. “Controllare che il naturopata consigliato dalla vicina sia davvero un medico è facile”, dice Marco Biocca, responsabile dell’Osservatorio regionale per le medicine non convenzionali. “Tre minuti sul web possono evitare di finire nelle mani sbagliate”.
L’Osservatorio sta studiando un sistema di sorveglianza per tenere sotto controllo eventuali abusi. Un compito non facile, anche a causa del “fai da te” su Internet e dell’assenza di una normativa in materia. Quello che il paziente deve tenere a mente è che a consigliare trattamenti deve essere sempre un medico, che si sia adeguatamente preparato in materia. La formazione, tutta post-laurea, è affidata principalmente alle iniziative di fondazioni e istituti privati, che organizzano corsi di durata variabile da sei mesi a tre anni. Si tratta quindi di un approccio integrato alla salute, che unisce la medicine non convenzionale a quella tradizionale. Proprio nel segno di questa tendenza, anche l’Alma Mater ha attivato un corso ad hoc. Si tratta di un corso di alta formazione in “Sociologia della salute e medicine non convenzionali”, pensato – spiega lo psichiatra Paolo Roberti Di Sarsina, che lo dirige assieme al sociologo Costantino Cipolla – per “promuovere una riflessione su tematiche come il consenso informato, i dilemmi della bioetica, le interazioni tra psiche e corpo e le relazioni uomo-ambiente”. Il corso è aperto non solo a medici, farmacisti e odontoiatri, ma anche a laureati in scienze politiche, sociologia, giurisprudenza, economia, per “creare quell'alleanza tra le professioni indispensabile per una medicina umanistica centrata sulla persona”.



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