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L'era dei mancati 'Non so'


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Uomo che pensa
L'importanza del pensiero e di saper dire 'non lo so'

Le certezze non si sprecano tra le seggiole in parlamento, tra le riunioni consigliari, tra esperti in campo scientifico e bar affollati di direttori tecnici e arbitri di professione.
Per distribuire queste millantate certezze, i "non so" vengono relegati a cantine di sapienza invecchiata.


La televisione e i giornali consegnano verità all'ordine del giorno. Un dictat cui si fa meglio ad obbedire, perché il singolo sembra un incapace di intendere e di volere.


Vedo fior fior di millantati specialisti che, per esempio, negano il danno da vaccino. Essendo una realtà, contemplata dalla legge, e vissuta sulla pelle di migliaia e forse milioni di famiglie, probabilmente quello specialista di turno, di questo aspetto specifico, non sa. E non ci sarebbe nulla di male: non si può conoscere tutto. Il danno reale deriva dal trasformare il loro giustificato "non so" in un aberrante "non esiste". Questa è la vera malattia del nostro secolo.

 

Mi spingo oltre. Il rigore scientifico. Siamo degli essere costituiti principalmente di acqua, una molecola polare: vuol dire che, essendo costituita da due atomi di idrogeno, atomi caricati positivamente, e uno di ossigeno, caricato negativamente. La molecola, per questioni di asimmetria del posizionamento degli atomi, invece di risultare neutra dall'unione positiva e negativa delle sue molecole, assume delle cariche parzialmente attivate. Positivamente per gli atomi di idrogeno e negativamente per quelli di ossigeno.

 

Mi è poi stato parlato del lavoro di Emilio del Giudice, che spero mi perdonerà per la semplificazione del concetto. Sembra che, se siamo in "sintonia" e le molecole acquisiscono la medesima vibrazione, gli elettroni orbitanti solitamente solo intorno alla medesima molecola, riescano invece a navigare per tutta la massa acquosa. Ricordiamoci che siamo fatti almeno per il 70 per cento di acqua. Questo per me significa poter disporre di più energia, laddove ne abbiamo più bisogno. Mi sto interrogando quindi dai danni che possono scaturire dal mancato funzionamento all'unisono di questo gruppo di vita. Siamo nell'era della specializzazione che, fantastica per una conoscenza più approfondita, ma nulla se non vista nell'organico del tutto.


A mio avviso, è la fissità di posizioni, fissità di pensieri, atti di fanatismo che ostruisce la nostra evoluzione e il nostro benessere.


L'incapacità di dire non so. Siamo in un'era dominata da una modalità di pensiero che privilegia l'intelligenza logico-matematica. Howard Gardner parlava della presenza delle intelligenze multiple. Già il 1900 era dominato dalle macchine, dalle scoperte tecnologiche, e dove, per ovvie ragioni, ha vinto la medaglia l'intelligenza logico-matematica. "Sei intelligente se sei bravo in matematica o in materie scientifiche". Queste sciocche semplificazioni che, se non contano su di una base di conoscenza più ampia, portano alle aberrazioni di una società come la nostra, dove l'uomo viene, per l'appunto, trattato come una macchina. Se non è stato scritto da qualche parte, non ha valore. Lo scetticismo e la paura di affrontare il nuovo, demonizzato. Si auspica ad una conoscenza eterna. Aggrappati con le unghie e con i denti pur di difendere l'indifendibile. Noi siamo energia, siamo evoluzione.


Un meraviglioso ricercatore ha una volta espresso l'idea che i nostri figli dovrebbero essere educati dai loro nipoti per essere proiettabili verso il futuro. Ma la nostra educazione si fonda su libri scritti. Poi pubblicati. Conoscenza fondamentale, ma potrebbe essere trapassata. L'istituzione scolastica poggia su di una conoscenza che ha già la barba bianca e un'età stimata intorno ai 150 anni. Come avviene lo sguardo verso il futuro? Ecco che è l'insegnante a fare la differenza, a catapultare un sapere per lo più vecchio nel futuro con un sentire contemporaneo. Fornisce le spalle dei giganti su cui montare.


La nostra individualità viene estirpata come una pianta infestante. Viene declassato tutto ciò che appartiene al mondo del nostro sentire. Il filtro personale, vitale per capire che cosa sia "buono" o "cattivo" per noi, come esseri unici ed irripetibili, viene umiliato ogni volta che si parla di "scientificamente provato". Ma come si fa ad avere una ripetizione di un evento in un soggetto che è in evoluzione? Significa che è in stasi.


I medesimi sintomi non possono essere trattati allo stesso modo. Esiste una conoscenza, sembra in Trentino, dove la saggezza dei numeri viene applicata alla gestione e al consiglio dei rimedi da dare in maniera totalmente personale. Sta poi al medico conoscere anche la storia di ogni paziente. I "bocconi" che questi deve ingoiare ogni giorno.


Ma per la medicina allopatica, sacrosanta nel trattamento di sintomatologie gravi nel brevissimo tempo, un sintomo, un rimedio unico per milioni, idealmente. Pressione bassa? Medicinale per alzare la pressione. Ma se la pressione fosse dovuta, in realtà, ad una pressione alta cardiaca e alle periferiche non si possa diagnosticare e rilevare altro che una pressione bassa? Che cosa succede dopo aver immesso una sostanza che la alza ulteriormente? E qui, invece, la saggezza delle piante.

 

Gli olii essenziali sono, in sostanza, il sistema immunitario delle piante. Esistono degli olii che possono contare su di una saggezza insperata per lo "scientificamente provato": e cioè, si adattano alle esigenze del corpo. L'olio di basilico è un regolatore della pressione. Un discorso importante dovrebbe essere fatto a parte per olii puri di grado terapeutico e quelli sintetici, privi di vita, che fanno danni anziché servire ad uno scopo guaritore.


Lavorano sulle frequenze. Ma sappiamo cosa sono? Gli studi "tradizionali" contemplano un bagaglio di conoscenze che, a mio avviso, sono un salvifico modo di prevenire e curare il corpo-mente-anima umano? Gli olii essenziali, per restare sul soggetto, sono degli esseri che hanno già raggiunto il mondo delle forze vitali dovendo letteralmente attuare un processo di morte e resurrezione. Sono avanti a noi sotto questo aspetto. Noi siamo energia e l'insieme delle nostre esperienze. Mi viene da sorridere, pensando alla ipotetica smorfia di sdegno di un "luminare" che è totalmente compreso nella verità della prova scientifica, mentre legge queste righe.


Io ritengo che tutto ciò che aiuta a prendersi cura di sé, ma che il metodo scientifico è inqualificato di poter comprendere nella sua metodologia, viene relegato a "medicina alternativa", coperto d'infamia e rinchiuso in un bagaglio di inutilità. Solo il placebo viene vagamente contemplato. Le medicine devono superare il placebo per dare prova di efficacia. Ma cos'è il placebo???? Siamo noi, la nostra capacità di autoguarigione. Le conoscenze che ci portano a potenziare la nostra capacità di autoguarigione vanno a potenziare il placebo, anziché trattare i sintomi e di fatto voler fissare delle dinamiche che, inevitabilmente, sfoceranno in patologie più gravi, proprio perché represse e non risolte. La febbre? E' da sedare! Santo cielo, la febbre è il nostro capitano servente in situazioni limite. Fa parte del curriculum del nostro sistema immunitario. Una tappa importante per la crescita del bambino. L'antroposofia consegna un po' di luce alla materia.


La medicina alternativa ha un bagaglio emotivo che sa di segregazione, che faccio difficoltà ad utilizzare, senza smontare da questo colosso culturale. Preferisco quindi parlare di una, forse coniata da me, perché non l'ho mai sentito, "Medicina rispettosa". Rispettosa di vita e di percorsi individuali.


Il mio invito è quello di aprirsi ad un movimento, iscriversi nel proprio carnet delle danze e cavalcare l'evoluzione.


Ogni bene.



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