Omeopatia
01/07/2009
Drenare in omeopatia: rimedi omeopatici per depurare l’organismo
La Medicina tradizionale si limita a prendere in considerazione solamente quelle
intossicazioni dell’organismo umano la cui particolare sintomatologia risulta più evidente, e il cui
sviluppo, generalmente rapido, può facilmente ricondursi ad una causa certa e riscontrabile: Altri fattori di produzione meno frequenti
1. Sostanze chimiche ingerite accidentalmente (arsenico, barbiturici, ecc.)
2. Sostanze la cui azione tossica è dovuta alla ripetizione delle ingestioni (alcool, oppio, cocaina, ecc.)
3. Sostante utilizzate nell'industria, e la cui utilizzazione conduce ad una qualche forma di intossicazione
professionale (saturnismo, silicosi, ecc.)
4. Intossicazioni dovute all'ossido di carbonio
5. Intossicazioni di origine alimentare (funghi, botulismo, ecc.)
Con il termine più generico di "tossine", invece, si è soliti indicare quei prodotti di rifiuto del
metabolismo, che hanno tendenza ad accumularsi nel nostro organismo. Quando le cellule sono in pieno
vigore e attività, la loro funzione di nutrizione e di eliminazione si svolge armoniosamente, ma non
appena la loro energia si affievolisce, i processi di escrezione ed eliminazione non possono più avvenire
nel modo dovuto, e nei tessuti cominciano ad accumularsi quei rifiuti organici, definiti appunto "tossine",
che si dividono in:
Vengono così definiti i prodotti tossici presenti nell'organismo dopo esservi entrati dall'esterno. Possono
derivare da diversi fattori, ne elenchiamo qualcuno a solo scopo indicativo.
Fattori di produzione assai frequenti
METALLI PESANTI
- mercurio (alcune amalgame utilizzate in campo odontoiatrico, ad esempio, ne contengono più del 50%). - alluminio (contenuto nelle pentole da cottura).
- Uso di cibi contenenti coloranti, conservanti, pesticidi, ormoni steroidei.
- Uso indiscriminato di antiacidi, lassativi, antibiotici.
- Utilizzo di corticosteroidi, estroprogestinici.
- Trasfusioni di sangue (creano anticorpi a livello delle gamma globuline).
- Vaccini.
- Condizioni di affaticamento causate da rumori, vibrazioni, ultrasuoni, ecc.
- Malattie infettive acute.
- Metalli pesanti (piombo, argento, oro, zinco, rame, stagno).
- Radioterapia e chemioterapia.
- Uso di bevande gassate.
- Variazioni climatiche.
Questi veleni organici vengono anche definiti "tossine autogene" perché si creano nell'organismo anche
in presenza di una vita equilibrata e di un'alimentazione perfetta.
Fattori di produzione assai frequenti
Alimentazione errata:
- pochi cibi biodinamici (frutta, verdure).
- errato accostamento dei cibi (pane, pasta o riso con proteine).
- eccesso di alcolici ed ancor peggio superalcolici.
- eccesso di grassi (olio, burro, ecc.).
- eccesso di proteine (carne, pesce, pollame, uova, latticini).
- eccesso di zuccheri (specie zucchero bianco, dolciumi e cioccolata).
- uso sregolato di cereali (riso, avena, orzo, grano saraceno, miglio ecc.): pochi non
nutrono, troppi acidificano.
- uso di cibi raffinati o/e industrializzati.
- uso di latticini di mucca (latte, formaggi) che sono molto acidificanti (quelli di
capra e pecora sono tollerabili in modiche quantità).
- uso di salumi e insaccati.
Altri fattori di produzione meno frequenti
- Dessert a fine pasto.
- Frutta consumata durante i pasti.
- Pasti ingeriti con premura.
- Poca e cattiva masticazione.
- Pensieri ed emozioni negativi (rabbia, odio, rancori, paura, ecc.).
Le tossine endogene, se non vengono prontamente eliminate tendono a raggrupparsi in tessuti
specifici, e in particolare nelle vicinanze dei vasi sanguigni, delle articolazioni, dei
legamenti, dei tessuti muscolari, delle ghiandole e del cervello, dove sono spesso in grado
di provocare irritazioni locali, infiammazioni e reazioni allergiche.
Se da una parte la funzione del sangue consiste nel nutrire le cellule e asportare le tossine
che queste hanno prodotto, la linfa, d’altra parte, si muove raccogliendo in tutto l'organismo
i liquidi in eccesso, i prodotti di scarto, i batteri uccisi e le cellule morte. Nel suo lungo
percorso attraversa alcune ghiandole, dette "linfonodi" dove i rifiuti organici vengono
finemente triturati.
La linfa, superati tutti i linfonodi, si riversa poi nel sangue, che verrà purificato dai
reni e dai polmoni. Se i reni funzionano correttamente, le tossine passeranno nell'urina,
mentre le sostanze utili (ad esempio i sali minerali) verranno rilasciati nuovamente nel sangue.
Una linfa che circola male (per il poco movimento), oppure troppo intossicata a causa di
cibi non adatti o erroneamente abbinati tra loro, per esempio, può creare seri problemi, come
vene varicose o gonfiori ai piedi ed alle gambe. Alcune persone sono "corpulente" non perché
siano grasse, ma per una ritenzione dei liquidi, con i quali il corpo cercherà di diluire le
tossine presenti nella linfa, per evitare che l'ambiente dove vivono le cellule diventi
ostile alle stesse.
Il processo tossico degenerativo è dunque molto facile a comprendersi: l'organismo si difende
dall'intossicazione mediante alcuni organi appositamente creati (fegato, reni, polmoni,
ghiandole della pelle); sottoposti a un lavoro eccessivo, spesso contro natura, tali organi
si affaticano. Ne deriva una eliminazione incompleta delle sostanze tossiche. Queste invadono
rapidamente l'organismo, creando una perturbazione più o meno profonda nell'equilibrio chimico
degli umori.
Le sostanze colloidali contenute nel protoplasma delle cellule precipitano, i liquidi organici
cellulari si coagulano; le cellule si sovraccaricano, il ritmo degli scambi cellulari si
intorpidisce, provocando il rallentamento di tutto il ritmo vitale dei tessuti e degli organi;
i liquidi organici perdono la loro fluidità; la vitalità generale non tarda a diminuire;
l'organismo perde la facoltà di resistere agli attacchi ambientali atmosferici, si stanca
presto, diventa un terreno ideale allo sviluppo dei microbi.
Già nel secolo scorso lo scienziato Claude Bernard disse a proposito del pericolo
rappresentato dai microbi: "Il fatto che degli elementi deleteri penetrino, o si fermino
dentro di noi, non è sufficiente ad alterare le nostre funzioni organiche". Lo stesso
Pasteur più tardi confermerà questa teoria affermando: "Bernard aveva ragione, il microbo
non ha alcuna importanza. Il nostro organismo è il vero terreno di coltura, ed i germi vi
si moltiplicano assai rapidamente solo quando i tessuti sono congestionati e intossicati”.
Nella pratica medica quotidiana consideriamo intossicato un individuo quando, riconosciute
agire sulla sua persona alcune di quelle evenienze indicate sopra quali possibili cause
d’intossicazione endogena o esogena, il paziente si lamenterà, con sempre maggiore
insistenza, di una serie di sintomi aspecifici comprendenti stati improvvisi e immotivati
di irritabilità, episodi sempre più frequenti e intensi di mal di testa, per lo più a
localizzazione nucale, disturbi digestivi come senso di pesantezza post-prandiale,
sonnolenza e distensione addominale, irregolarità del sonno, o ancora manifestazioni
cutanee orticarioidi. In simili condizioni, la medicina tradizionale, una volta praticati
una serie di esami diagnostici e di laboratorio - che al più potranno evidenziare una
leggera insufficienza epatica e qualche dismicrobismo intestinale (favorente a sua volta
la proliferazione di germi opportunisti come la candida) - si limiterà alla prescrizione
di sostanze dalla supposta azione epatoprotettiva, di una dieta più idonea e ricca di
antiossidanti (frutta e verdura), di probiotici e prebiotici mirati a ricostituire
l’integrità della flora intestinale, di blandi calmanti atti a favorire il riposo notturno.
In omeopatia, invece, come ha ben descritto Bernard, questi sintomi, sebbene puramente
funzionali, rappresentano l’espressione di un terreno organico modificatosi nella sua
fisiologia sotto influenze esterne o personali, in entrambi i casi ormai ben radicatesi,
e come tali predisponenti l’organismo ad ulteriori insulti. E’ dunque necessario
intervenire a questo stadio, prima cioè che condizioni patologiche più aggressive
provochino la comparsa di manifestazioni lesionali di organi e apparati, sempre più
difficilmente aggredibili e risolvibili, poi, da un punto di vista terapeutico.
Intervenire omeopaticamente su di un organismo intossicato per troppo lavoro, alimentazione
scorretta, eccessiva sedentarietà, nonché influenze esogene rappresentate principalmente
da inquinamento ambientale e additivi alimentari, significa considerare individualmente
le circostanze che hanno spinto la persona ad agire, almeno in parte, contro la sua stessa
natura, arrivando così ad individuare quel rimedio personale che sarà in grado di facilitare
la ripresa funzionale dell’intero organismo e riattivare così non una sola funzione
depurativa - che può essere semplicemente quella a valle di uno stato complessivo di
squilibrio funzionale - ma tutti gli organi e apparati che invece, in condizioni ottimali,
hanno come obiettivo comune, sotteso ovviamente al principio di conservazione della specie,
proprio quello di preservare organi e funzioni da tutto ciò che può esser loro nocivo.
Ecco allora che, solo per citare pochi esempi, quando questo stato d’intossicazione sarà la
conseguenza di eccessi o sregolatezze alimentari, surmenage psicofisico, ricorso frequente
a stimolanti esogeni come caffè, tabacco o altro, il rimedio più indicato sarà nux vomica,
che si utilizzerà ugualmente per disintossicare l’organismo, e in particolare la sua
funzione epatobiliare, da un uso eccessivo di sostanze farmacologiche e sedative in
particolare. Qualora invece tra i farmaci più spesso utilizzati risulteranno esserci
cortisonici, vaccini e sostanze ormonali in generale, il rimedio più utile a depurare
l’organismo risulterà thuja. Se sulla cute di un soggetto faranno poi la comparsa,
a più riprese, manifestazioni orticarioidi o lesioni contenenti pus, penseremo a sulfur
per ristabilirne un equilibrio soddisfacente, mentre in tutte le costituzioni saranno sempre
i rimedi a radicale sodico (natrum: carbonicum, sulfuricum, pohosphoricum e muriaticum) a
dover intervenire, tutte quelle volte in cui un organismo troppo intossicato cercherà di
difendersi, espandendo i liquidi interstiziali ed extracellulari. Quando infine il nostro
paziente risulterà essere stato sottoposto a frequenti ed eccessivi stress emotivi, per
riequilibrarlo potremo intervenire, a seconda delle circostanze incidenti, con rimedi come
arnica, ignatia o staphysagria.
In tutti questi casi, comunque, con la prescrizione di uno dei rimedi citati, non ci
limiteremo a stimolare semplicemente una funzione depurativa, peraltro probabilmente già
sovraimpegnata a smaltire l’eccesso dei prodotti di rifiuto del metabolismo come
conseguenza dello squilibrio funzionale venutosi a creare, e questo anche per non
incorrere in un aggravamento iatrogeno che nel tempo potrebbe portare all’esaurimento
di quella particolare funzione, vicariata semmai da una nuova e diversa via di disintossicazione.
Piuttosto cercheremo di agire sulle motivazioni più profonde che hanno condotto la persona
ad agire disordinatamente, o a subire con frequenza circostanze contrarie alla sua natura,
cercando così di ricreare quella fisiologica armonia funzionale di organi e apparati che il
paziente tornerà a percepire, mentalmente, come sensazione di ritrovato benessere, sensazione
che alimenterà la ricerca di comportamenti più adatti al mantenimento e all’accrescimento della
stessa, e spingerà così la persona a tornare ad apprezzare l’esistenza nella forma più prossima
alla sua naturalezza, quella cioè, che, convenzioni sociali, interventi terapeutici impropri,
contrasti e contrarietà di ogni genere, profonde ferite affettive, avevano inquinato e modificato
fino all’autointossicazione.
E’ questo l’unico approccio omeopatico, e terapeutico, che consentirà alla persona di far sì
che il suo processo di disintossicazione proceda fino a compimento, proteggendolo al contempo
da inopportune ricadute, che una terapia solo locale, invece, finalizzata cioè alla sovrastimolazione
di una sola o poche funzioni depurative, non potrà evitare, proprio in quanto non in grado di
modificare in maniera profonda il nuovo ordine fisiologico venutosi a creare ancor prima che lo
stato d’intossicazione si manifesti con sintomi e segni sempre più sgradevoli e incompatibili
con un’esistenza spontanea e interiormente benefica.
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