Denuncia sanitaria

Dai dottori ai giornalisti la medicina a senso unico

Fonte: la Repubblica.it


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Agli inizi degli anni Duemila, la Federazione degli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri (Fnomceo), fece un passo storico, non di stampo "ideologico" e neppure di condivisione professionale, ma come ovvia conseguenza di una situazione di fatto: la presenza, tra gli iscritti, di migliaia di medici che esercitavano la professione seguendo il cosiddetto doppio binario, medicina ufficiale (o allopatica), e medicine non convenzionali (MNC). Non potendo più far finta di nulla rispetto a questa realtà della categoria, la rappresentanza istituzionale dei camici bianchi, con un atto di indirizzo, decise di istituire ufficialmente nella propria sede gli elenchi dei medici chirurghi e degli odontoiatri che praticavano l'agopuntura, la fitoterapia e l'omeopatia.

 

Fu una svolta nella storia sanitaria del Paese. Però era un atto dovuto anche nell'interesse dei cittadini che si curavano con le terapie complementari (allora definite "alternative", e alcuni usano ancora questo termine per semplificare, oppure per ignoranza - perché non sono alternative - o con ironia, per metterle alla berlina). Gli elenchi pubblici servivano per dare maggiori garanzie sulla "legalità" dei professionisti, in un mondo troppo facilmente aggredibile da parte di chi strumentalizzava (e strumentalizza tuttora), la disponibilità dei malati a seguire le ricette di persone senza scrupoli. Perché non sono mai mancati i casi di truffatori che hanno abusato della fiducia dei pazienti, esercitando senza averne titolo (Mamma Ebe è uno dei nomi più eclatanti, condannata in via definitiva a sette anni per esercizio abusivo della professione e di nuovo denunciata nel 2017 per lo stesso reato). E così, dopo l'atto di indirizzo, tutti gli Ordini provinciali pubblicarono nelle loro sedi gli albi dei medici e degli odontoiatri "complementari". Un'attenzione poi cresciuta con il passare del tempo, e adesso larga parte degli Ordini dà il patrocinio a convegni, a dibattiti incentrati sulle MNC...

 

Eppure la realtà medico-sanitaria-assistenziale, nel campo delle terapie non convenzionali, va ben oltre gli elenchi degli Ordini. Perché da molti anni, in varie zone d'Italia, le MNC si praticano negli ambulatori pubblici, incontrando il sostegno dei cittadini, dove si può accedere ai servizi senza bisogno di ricetta medica e pagando un ticket. In Toscana, da parecchi anni, sono entrate nel sistema sanitario pubblico e infatti i Livelli essenziali di assistenza (Lea) riconoscono l'omeopatia. Sempre nella stessa Regione, a Pitigliano, c'è il primo ospedale italiano dove si viene curati anche con le Mnc. Altre strutture che seguono il "doppio binario", il Breast Unit dell’ospedale Sacco di Milano, il Centro senologico dell’ospedale Santa Chiara di Pisa, l'ospedale di Merano e il Bellaria di Bologna. E va ricordato che i medici omeopati in Italia sono circa ventimila, i quali in maggioranza applicano in linea di massima la "medicina integrata". Bene: questa importante realtà per la salute degli italiani ora potrebbe essere classificata come "bufala". E proprio ad opera di chi le aveva dato il primo riconoscimento pubblico, appunto la Fnomceo.

 

Sembra inverosimile, ma è così. E il prossimo passo in questa direzione sarà compiuto da un gruppo di lavoro che, per conto della Federazione, ha dato vita ad un'iniziativa mediatica che sebbene mossa da buone intenzioni - contrastare le fake news - rischia di comportarsi come una sorta di Inquisizione dell'era moderna, un "tribunale" che individua gli eretici della medicina e li scomunica agli occhi della pubblica opinione. In particolare perché alcune delle persone che compongono il team di "dottoremaeveroche" (questo il nome del sito Fnomceo), non sono professionisti "terzi", ma in buona parte medici, ricercatori, giornalisti, blogger, che da tempo conducono una durissima crociata contro le MNC. Il loro lavoro - nonostante le buone intenzioni di qualche membro del gruppo - sarà condizionato da un preconcetto, da pregiudizi soltanto negativi nei confronti delle cure non convenzionali. Ovviamente il lavoro contro le fake news sarà a tutto campo, perché le notizie non verificate (e da verificare costantemente), le pubblicità ingannevoli, i messaggi che promettono totale benessere, abbondano nel mondo della salute. E il caso "vaccini" ha sicuramente dato una spinta al tentativo, legittimo se privo di interessi personali ed economici, di dare informazioni sicure sull'uso di questi "farmaci".

 

Solo che da qualche tempo tutto ciò che non ha l'imprimatur del ministero, delle istituzioni sanitarie nazionali, di particolari gruppi di ricerca, delle multinazionali, delle società scientifiche, diventa quasi automaticamente fake. Senza che gli autori di queste presunte bufale possano difendersi, esprimere il loro punto di vista, presentare le ricerche fatte. E non c'è dubbio che sia stata data una accelerazione al progetto Fnomceo - già allo studio da almeno un anno - per rendere un favore elettorale alla Lorenzin. E infatti il sito è stato presentato alla stampa alla vigila del voto. Come non bastasse anche l'Istituto superiore di Sanita, a due giorni dalle elezioni, ha lanciato la sezione "Bufale e falsi miti", contenuta nel portale dell'Iss (il quale presidente, Ricciardi, è sempre molto grato nei confronti della Lorenzin). E, guarda un pò, le tv si sono prodigate per intervistare l'ex ministra (estremamente bisognosa di voti, alla luce dei risultati del 4 marzo).

 

Però nel caso dell'Iss, essendo una struttura istituzionale, le informazioni sulla salute vengono per lo più elaborate da un Comitato redazionale interno composto da ricercatori e tecnici, con il supporto scientifico di un gruppo di tecnici. Per la Fnomceo invece è tutt'altro discorso perché le persone scelte sono quasi tutte esterne alla Federazione, e in buona parte unite dall'idea che ci sia la Scienza da una parte e l’ignoranza dall’altra, che i medici bravi siano soltanto gli allopatici mentre quelli che curano con le Medicine non convenzionali siano dei cialtroni, che i ricercatori devono impegnarsi in una sola direzione. E nel mirino del gruppo ora c'è appunto l’omeopatia, ci sono gli omeopati. Come viene annunciato su Twitter da una giornalista. Domando: come si fa ad elaborare un documento - per conto di un sito anti/bufale e quindi denigratorio a prescindere dell'omeopatia - senza ascoltare chi lavora e fa ricerca nel settore da decenni? Perché la Fnomceo apre la strada ad un "processo" mediatico che per ha obiettivo una terapia complementare, evitando di dare voce a chi la pratica ottenendo il consenso di milioni di italiani? Come può permettere che migliaia e migliaia di iscritti alla Federazione vengano giudicati - sotto la sua egida - da blogger che sui loro spazi "infornativi" trattano gli omeopati come ciarlatani, stregoni, truffatori?

 

Altro aspetto singolare è che si chiede ai giornalisti di essere "garanti" dell'informazione. Perciò la Federazione nazionale della stampa (Fnsi), è stata coinvolta nel progetto. Ma da quando i giornalisti sono "portatori" di un solo punto di vista, anche nel campo della salute? Perché si chiede di avallare un sito composto da persone che hanno già maturato posizioni fortemente negative nei confronti di terapie seguite da milioni di cittadini? E come mai il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, sostiene questo "processo mediatico" a porte chiuse, pur essendosi sempre battuto contro il "pensiero unico"? A lui e alla Fnsi, digiuni di questi argomenti, ricordo che la medicina - che non è una scienza esatta - ha fatto progressi anche grazie a ricercatori che mettevano in discussione le verità ufficiali. E questo vale per l'informazione e per i giornalisti. E che soltanto nei regimi anti democratici chi viene messo all'indice non ha diritto di difendersi e di essere difeso. Voglio credere che alla Fnsi non si siano resi conto di appoggiare una iniziativa che potrebbe essere utile per i cittadini, ma gestita in modo fortemente discriminatorio, in particolare nei confronti di migliaia e migliaia di professionisti che svolgono onestamente il loro lavoro di medici.



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