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Sanità italiana: solo 1 donna su 10 è dirigente


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In Italia 1 medico su 3 è donna, eppure soltanto 1 donna su 10 è dirigente medico di una struttura complessa

In Italia 1 medico su 3 è donna, eppure soltanto 1 donna su 10 è dirigente medico di una struttura complessa (ex primario).

Questo uno dei dati emersi dall'indagine del ministero della Salute ''Il fenomeno della femminilizzazione della sanità in Italia: ricerca quali-quantitativa sulle caratteristiche e i trend dell'ultimo decennio'' presentata ieri nel corso della I Conferenza nazionale ''Il ruolo delle donne nell'evoluzione del Servizio Sanitario Nazionale. Da Maria Montessori ai giorni nostri''.

Scopo della conferenza è stato quello di quantificare e comprendere quali sono le caratteristiche della crescente presenza delle donne nelle strutture della sanità e ipotizzare gli scenari futuri nell'ambito della salute in Italia ed in Europa. A presentare il rapporto, tra gli altri, il sottosegretario alla Salute Francesca Martini e il ministro della Salute, Ferruccio Fazio.

L'indagine ha rilevato il trend degli anni 2001-2009 ed ha reso note, attraverso delle interviste, le esperienze e le storie di vita di alcune donne della sanità che rivestono posizioni di coordinamento e di vertice.

Come evidenzia la ricerca, le sproporzioni più rilevanti riguardano in generale proprio l'accesso alla professione medica e in particolare i vertici dei ruoli sanitari. Nel Servizio Sanitario Nazionale, infatti, la presenza femminile è la maggioranza (intorno al 63,41% nel 2009) ma nella distribuzione dei ruoli le donne costituiscono, in base ai dati del 2009, il 37% dei medici (erano il 30 per cento nel 2005) che lavorano nel Ssn e il 77% del personale infermieristico.
Nel 2001, solo il 10% degli incarichi direzionali (Direttori Generali, Amministrativi, Sanitari e dei Servizi Sociali) era rivestito da donne; nel 2009 sono diventati il 18,61% (163 donne su 876 posti).

Come ha affermato il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini “le donne rappresentano ormai da molti anni la maggioranza del personale impiegato nel Servizio Sanitario Nazionale e dall'800, quando le prime donne si laurearono in medicina, la sanità italiana ha goduto incessantemente dell'apporto del mondo femminile”. Eppure, sottolinea Martini, “a fronte di questo solo poco più del 18% delle donne raggiunge ruoli apicali nel servizio sanitario nazionale e solo 1 su 10 e' dirigente medico di struttura complessa (ex primario)”.

“Oggi, con questa Conferenza, abbiamo avviato un percorso 'storico' che proseguirà nel tempo. Istituiremo infatti al Ministero un Tavolo di monitoraggio permanente sulla presenza delle donne nel servizio sanitario nazionale, in cui verrà dato particolare rilievo ai loro sviluppi di carriera”.

''Ci proponiamo inoltre - ha concluso Martini - di fornire ai due Rami del Parlamento una Relazione annuale con dati aggiornati che sarà un prezioso strumento di lavoro, di osservazione e di riflessione sia per le Commissioni parlamentari competenti che per tutti i parlamentari, tenendo conto che l'obiettivo prioritario è diffondere una cultura della crescita professionale sul territorio coinvolgendo le Regioni in questo percorso fondamentale”.










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