Omeopatia per Animali

Displasia dell'anca nel cane



Displasia dell'anca nel cane
La displasia dell’anca nel cane è diventata una patologia molto frequente tale da essere una delle più studiate in Europa

PREMESSA
Nella vita professionale di un Veterinario molto spesso ci si confronta con cani affetti da displasia dell’anca. E’ diventata una patologia talmente frequente da essere una delle più studiate in Europa.
Colpisce che alcuni soggetti con radiografie terrificanti non manifestino dolori mentre altri, con una displasia appena accennata, fatichino a compiere i movimenti più elementari.
Questa patologia non è dovuta solo a malformazioni congenite della testa del femore o della cavità dell’acetabolo dell’anca, ma anche e soprattutto alla lassità articolare delle strutture legamentose preposte alla contenzione dell’articolazione: la capsula articolare ed il legamento della testa del femore.
L’approccio tradizionale è soprattutto di tipo chirurgico. Con questo lavoro intendo Mostrare quali risultati si possono raggiungere esclusivamente con la sola terapia omeopatica.

MATERIALI E METODI
Attualmente nel mio studio ho 86 casi di displasia dell’anca di gravità diversa in cani di diversa razza, taglia, peso ed età trattati omeopaticamente. Per 56 di questi casi dispongo di accurata documentazione arricchita da filmati che ritraggono l’andatura del cane prima dell’inizio della terapia e durante le varie fasi della terapia stessa. Il risultato è il seguente: 49 casi presentano risultati estremamente soddisfacenti nei riguardi del recupero funzionale dei singoli soggetti; in 2 casi il Rimedio ha ottenuto un risultato sufficiente con il mantenimento del quadro clinico senza evidenti peggioramenti; in 4 casi i clienti non si sono ripresentati al controllo dopo la prima visita. Questi successi mi confortano a mantenere e migliorare l’approccio terapeutico omeopatico. Posso affermare con certezza che così facendo ci si complica la vita, ma le soddisfazioni professionali e anche umane sono numerose e profonde. Su quelle economiche preferisco stendere un velo pietoso non potendoci noi far retribuire come gli amici medici… E’ perciò umanamente comprensibile che molti Colleghi preferiscano mantenersi aderenti ai tradizionali canoni terapeutici. Chi pratica le Medicine non Convenzionali deve fare informazione, deve far sapere che esistono altre possibilità terapeutiche; inoltre, per ottenere un riconoscimento, ha la necessità di documentare ogni caso in modo rigoroso, per quanto possibile, cosa che purtroppo in ambito omeopatico accade di rado.
Ho già presentato alcuni di questi filmati ad un Seminario svoltosi al Centro di Omeopatia di Milano il 27 Marzo 2004 e al Congresso Nazionale SCIVAC nel Maggio 2004, ricevendo il commento entusiasta di molti Colleghi. Sono a disposizione, nel mio studio a Bergamo, di chiunque voglia approfondire l’argomento visionando gli ulteriori documenti.

La prima considerazione è che nella pratica clinica quotidiana l’approccio del Medico Veterinario è molto vicino a quello del Pediatra umano. Di conseguenza do molta importanza all’esame obiettivo ed a tutti i segni semeiologici degni di nota, considero inoltre il comportamento del cane (chiamarlo mentale mi sembra un azzardo) degno di interesse, ma come conferma e soprattutto utile nella diagnosi differenziale dei Rimedi che appaiono nella Repertorizzazione. Ci sono ovviamente casi in cui queste caratteristiche comportamentali sono talmente evidenti da essere importanti ai fini della scelta del Rimedio, ma non si può affermare che questo sia molto frequente, considerando anche che dobbiamo accontentarci del riferito del Proprietario dell’animale.
Durante le visite a domicilio, quando è possibile effettuarle, ho rilevato che i primi 30 secondi sono fondamentali per raccogliere i dati più importanti: l’animale non si aspetta di vederci ed è genuino (oserei dire psorico) nelle sue reazioni. Infine, riguardo i cuccioli, si può affermare che la rilevazione del carattere è passibile di fantasiose interpretazioni, per cui non assegnerei troppa importanza a ciò.
La terapia omeopatica, quando corretta, è efficace a qualunque età e la dose non muta in funzione della taglia dei pazienti.
Riporto 7 casi in cui l’evidenza del risultato è stata particolarmente chiara e, a volte, clamorosa rispetto alle premesse.


CASISTICA CLINICA

Caso clinico n. 1
Il primo caso che Vi propongo riguarda Full, un cucciolo di Pastore Tedesco di 4,5 mesi di età che Sabato 20\09\2003 viene portato in Ambulatorio perchè fatica a muoversi.
Sottoposto ad esame radiografico mostra una gravissima displasia bilaterale.
Durante la visita presenta dolore ad entrambe le anche nella stazione quadrupedale, alla palpazione, e alla manipolazione delle articolazioni.
Il paziente è cresciuto molto rapidamente in altezza, è sovrappeso, e presenta una muscolatura poco sviluppata ad entrambe le cosce.
Sembra avere già sviluppato caratteristiche comportamentali precise: non solo non subisce gli altri cani ma tende già a dominarli.
Durante l’interrogatorio il soggetto presenta un atteggiamento peculiare: non è il solito cucciolo acquattato ai piedi del Proprietario seduto davanti a me con gli arti posteriori raccolti verso l’addome, ma tiene le zampe posteriori estese!
Incuriosito da questo atteggiamento trovo sul Syntesis: Extrem: EXTENSION - LEGS – NECESSARY
Sulphuricum Acidum è Rimedio unico! Sulphuricum Acidum è all’81° posto della Repertorizzazione.
Sulphuricum Acidum mi piace perché analogicamente un acido mi convince per un appiattimento della cavità acetabolare.
La prescrizione fu Sulphuricum Acidum 200 CH in gocce: mattina e sera per via orale per 3 giorni.

Il proprietario riferisce che tre giorni dopo il cane scavalcava un vaso di fiori!
In Ambulatorio verifico che il cane si siede correttamente senza assumere posizioni antalgiche. Mantengo la terapia: Sulphuricum Acidum 200 ch gocce: 2 somministrazioni alla settimana, e quando fosse necessario.
Dopo un mese dall’inizio della terapia pur mantenendosi il miglioramento nella sopportazione dello sforzo fisico viene riferita dal proprietario una leggera incoordinazione degli arti posteriori dopo aver fatto uno sforzo intenso: sembra quasi incrociarli. Non muto la terapia, ma l’incoordinazione sotto sforzo migliora meno delle aspettative, aumento la potenza prescrivo Sulphuricum Acidum 10.000 K mattina e sera per 3 giorni: al terzo giorno il Proprietario telefona allarmato perché il cane presenta vomito e anoressia, così viene sospeso il Rimedio.

Il 15\11\2003 viene riconsiderato il caso perché il Rimedio scelto non soddisfa più.
Escludendo le caratteristiche comportamentali del soggetto a causa della giovane età (a sei mesi di vita vuole giocare con cani e umani!) viene data importanza ai sintomi clinici oggettivi.
Avendo questa malformazione il cane presenterà una lussazione spontanea dell’anca qualunque atteggiamento assuma: deambulazione, stazione quadrupedale e riposo.
La muscolatura della coscia destra è un po’ meno sviluppata della sinistra.
Il soggetto presenta costituzionalmente una più facile affaticabilità degli arti posteriori dopo una camminata rispetto ai suoi coetanei e inoltre considero che ha avuto un accrescimento rapido.
Prescrivo: Calcarea Carbonica 10.000 K gocce: 3 volte al giorno per 3 giorni, e poi 2 somministrazioni alla settimana di mantenimento.

Dopo due mesi il 14\02\2004 verifico che il cane corre senza problemi, mostra maggiore resistenza allo sforzo e quando siede incrocia gli arti inferiori.
La muscolatura delle cosce è molto sviluppata bilateralmente.
Il soggetto è molto tonico ed elastico.
Terapia: Calcarea Carbonica 20.000 K gocce: 3 volte al giorno per 3 giorni, e poi una somministrazione alla settimana di mantenimento.

Rivedo il cane il 15\05\2004 quando ha appena compiuto un anno:
Full corre senza problemi e scavalca con disinvoltura un muretto fuori dall’Ambulatorio. Vive in un’azienda dove viene lasciato correre liberamente dal Venerdì pomeriggio al Lunedì mattina unico momento in cui sembra mostrare una leggera stanchezza agli arti posteriori.
La muscolatura delle cosce è ovviamente molto sviluppata.
Da sdraiato mantiene gli arti posteriori raccolti, non più estesi!
Mi incuriosisce molto ripetere un esame radiografico, voglio capire cosa è successo a livello dell’articolazione dell’anca: il quadro è stabile.


Caso clinico n. 2
Il secondo caso è Lilly un Cocher Spaniel che il 09\03\2002 ad otto mesi di età mi viene portata in Ambulatorio perché affetta da grave lassità legamentosa degli arti anteriori e posteriori.
Il cane presenta nell’andatura una lassità articolare impressionante: ne è interessata persino l’articolazione della spalla, probabilmente anche a causa dello scarso sviluppo della muscolatura secondaria alla insufficiente capacità di movimento.
Il treno posteriore presenta la classica andatura “ a rana “ del cane affetto da displasia dell’anca e il soggetto lamenta un dolore all’inizio del movimento.
Evidente è l’incoordinazione che presenta pur se fatto camminare al guinzaglio arrivando ad inciampare mentre cammina (sintomo di non comune riscontro nei quadrupedi).
Le ginocchia sono rivolte all’interno e sono sovente sbattute tra di loro durante la deambulazione.
Probabilmente per compensare la debolezza articolare il cane presenta una evidente rigidità alle ginocchia soprattutto quando si rialza dopo essersi sdraiato.

Terapia: Lachesis 200 ch gtt: 2 somministrazioni al giorno per 3 giorni.

Il 29\03\02, dopo circa venti giorni alla visita di controllo il Proprietario mi riferisce che dopo un leggero aggravamento iniziale il cane acquista una migliore coordinazione nell’andatura.
Il paziente ha ben risposto al Rimedio, così posso permettermi di aumentare la potenza del Rimedio. Lachesis 10.000 K: 3 somministrazioni al giorno per tre giorni, poi 3 somministrazioni alla settimana per 3 settimane.
Rivedo il cane il 03\11\2003 dopo 19 mesi, fino ad oggi non ho più sentito i Proprietari che mi portano il cane per la vaccinazione annuale. Lilly cammina molto bene: non manifesta più lassità legamentosa e incoordinazione durante il movimento. I proprietari si rifiutano di ripetere una radiografia alle anche perché il cane salta corre e gioca senza mai mostrare cedimenti.
Terapia: Lachesis 50.000 K gocce: una dose ogni 3 settimane.


Caso clinico n. 3
Ci sono però cani che vengono sottoposti ad intervento chirurgico perché affetti da displasia e lassità articolare, come Demo un Cane Corso molto pesante.
Questi il 13\03\03 era stato sottoposto ad intervento per una duplice patologia: displasia del gomito sinistro con mancata unione del processo anconeo e displasia dell’anca caratterizzata da eccessiva lassità capsulare ed aumentata inclinazione del tetto acetabolare (DAR di 8°).
Il 22\04\03 veniva riscontrata displasia del gomito destro e frammentazione del processo coronoideo mediale dell’ulna con incongruenza articolare da radio corto e sottoposto ad intervento chirurgico.
Vedo per la prima volta Demo il 31\05\03 all’età di otto mesi e constato una importantissima lassità legamentosa anche a carico del treno anteriore.
Repertorizzo il caso: Rep. del 11\06\03
Prescrivo Sulph. 10.000 K tre volte al giorno per tre giorni: mi aspetto l’aggravamento e avviso già i proprietari se voglio recuperare il cane devo lavorare con le alte potenze per ottimizzare i tempi.
Rivedo il cane ogni due settimane circa e non cambio rimedio ma aumento solo la potenza.
26\05\03 Visita ortopedica e radiografia di controllo: a livello delle anche si rileva un miglioramento anche se permane una eccessiva lassità articolare ; l’angolo DAR è passato da 8° a 5°.
A livello del gomito sinistro il processo anconeo si è saldato all’ulna e l’osteotomia è in via di guarigione con un callo osseo attivo.
22\07\03 Cammina “sculettando” sul posteriore ma al trotto va molto bene.
Dopo avere defecato “scalcia” con maggiore potenza sul posteriore.
Da una settimana alza la zampa quando urina.
Sulphur 50.000 K.
06\08\03 Riesce a mantenere per la prima volta la stazione quadrupedale durante il bagno. Gli viene somministrato il rimedio anche quando si ripresenta “l’acuto” quando manifesta zoppia: il miglioramento è evidente. Sulphur 50.000 K.
29\09\03 Visita ortopedica ed esame radiografico di controllo:
- Anche: situazione stazionaria di media displasia caratterizzata da eccessiva lassità articolare ma con una buona congruenza nella posizione “a rana”. Moderata artrosi non significativa.
- Gomito Sinistro: guarigione della lesione con un grado di artrosi residua minimo.
- Gomito Destro: buona ampiezza dei movimenti articolari con un grado di artrosi residua moderato.
- Si raccomanda un livello di attività fisica contenuto per non provocare un peggioramento dell’artrosi e di effettuare un controllo annuale.
07\11\03 In stazione non appoggia l’arto posteriore destro.
Sulphur 100.000 K senza risultati soddisfacenti, ritorno alla 50.000 K, ma ottengo un miglioramento con Sulphur 9 LM due somministrazioni al giorno.
24\11\03 Decisamente più potente sul treno posteriore.
Zoppia “ a freddo “ al gomito destro con scroscio articolare importante.
15\12\03 La mandibola si blocca a bocca aperta: viene trattata con successo con Rhus Tox 10.000 k.
Rep. del 24\11\2003
Nel mese di Febbraio 2004 passo a Sulphur 11 LM che nel Marzo 2004 diventa Sulphur 12 LM: il cane corre e salta come un matto.
Residua un’infiammazione cronica al polso sinistro con degenerazione artrosica.


Caso clinico n. 4
Per quanto riguarda la displasia delle Vi sottopongo il caso di Combi,
un Cane Corso di 7 mesi e mezzo che viene portato in Ambulatorio per una radiografia di controllo alle anche a causa di una leggera difficoltà sul treno posteriore quando si alza, soprattutto al mattino.
Osservandolo meglio quando si rialza è evidente una rigidità di tutto il treno posteriore soprattutto all’inizio del movimento a cui segue qualche saltello con il posteriore “a rana” per un piccolo tratto che poi, a caldo, migliora.
Il proprietario riferisce che questo atteggiamento è evidente soprattutto al mattino al risveglio e dopo ogni riposo prolungato.
Quando si sveglia sembra che il cane faccia volentieri esercizi di “allungamento” che poi ripete anche durante tutta la mattinata.
Esame Radiografico: Si evidenzia un’importante lassità legamentosa.

Terapia: Calcarea Carbonica 200 CH somministrazione unica.
Già dopo pochi giorni il proprietario poi riferisce un miglioramento nell’andatura del cane.

2^ Visita: Luglio 2003
Il soggetto fino ad oggi non ha più ripetuta alcuna terapia, lo incontro per la vaccinazione annuale: mostra un saltello a rana sul posteriore appena accennato solo a freddo, mentre poi salta e corre tutto il giorno senza problemi e senza manifestare particolare stanchezza.
Chiedo al proprietario di riportarmi il cane per ripetere una radiografia alle anche per una mia curiosità professionale.

2^ Esame Radiografico: 22\08\2003 Età: 3 anni e 2 mesi.
Dopo l’esecuzione dell’esame il cane corre nel parcheggio antistante l’ambulatorio e con un balzo salta senza nessun problema nel baule dell’auto del proprietario.
Consiglio Calcarea Carbonica 10.000 K gocce: una dose una volta al mese, o quando fosse necessario.

3^ Visita: 02\09\2004
Voglio filmare il cane che corre e salta nell’ampio giardino di casa sua.
E’ uno spettacolo per gli occhi del suo medico: si alza, corre anche con cambi di velocità e di direzione senza accennare cedimenti e dolore.

Mettiamo a confronto le radiografie di due cani della stessa razza, che hanno iniziato la terapia alla stessa età (circa 8 mesi) e verifichiamo il risultato ottenuto con le diverse terapie: omeopatica e chirurgica.
Ma l’efficacia della terapia omeopatica, quando corretta, non è di esclusiva pertinenza dei giovani, ma anche degli adulti.


Caso clinico n. 5
Candi è una femmina di Pastore Tedesco nata il 16\04\1996 che si presenta in Ambulatorio per la prima volta l’11\12\2003 all’età di 7 anni e 8 mesi.
La Proprietaria riferisce che nell’inverno 2001 il cane inizia a manifestare dolori: guaisce quando a fatica riesce a rialzarsi e poi “va via tutta storta”. Sale le scale “come un handicappato”: un gradino alla volta.
Terapie effettuate: Nimesulide e Cortisonici quando strettamente necessario.
Il cane mostra estrema debolezza e dolore agli arti posteriori nel movimento in salita: la Proprietaria riferisce un’estrema difficoltà nel salire le scale. In Ambulatorio noto che il paziente mantiene a fatica la stazione quadrupedale: appena può si siede e se fatto rialzare mantiene per poco tempo la posizione.
Durante la visita verifico una probabile lesione al legamento Crociato con un segno del cassetto positivo e una manifesta dolorabilità alla regione lombare alla palpazione.
La coscia Sinistra è molto meno sviluppata della controlaterale.
Con l’esame radiografico verifico:
- Displasia imp. anca SN. ++
- Colonna vertebrale: Spondilosi: L7-S1, L6-L7, L5-L4, L3-L4.
Presenti gravi segni di sofferenza discale e di demineralizzazione vertebrale.
Esame Radiografico: 11\12\2003
Repertorizzazione: n° 1 del 11\12\2003

Repertorizzo i sintomi fisici, ma nessuno dei primi 20 Rimedi mi convince.
Considero allora il carattere della cagnolina: viene definita gregaria, sottomessa alla Pointer più anziana di un anno, la osserva prima di intraprendere qualunque iniziativa. Decisamente insicura delega le proprie scelte alla sua partner molto più volitiva ed impetuosa. Accetta le coccole, ma sembra non avere il coraggio di chiederle.
Di fronte a qualunque scelta traspare insicurezza.
Analogicamente Silicea mi convince anche perché è un demineralizzato.
(v. Rx colonna).
Repertorizzazione: n° 2 del 11\12\2003
Terapia: prescrivo Silicea 10.000 K gocce: 3 dosi 3 volte al giorno per 3 giorni.

La rivedo dopo una settimana il 19\12\2003: dopo una camminata di 3 ore in montagna non ha manifestato alcun dolore!
E’ molto più tonica, anche se un po’ "ballerina" sul posteriore.
Terapia: Silicea 10.000 K gocce: 1 dose 1 volta alla settimana fino al prossimo controllo.

09\02\04
Viene mantenuto il miglioramento dell’andatura con incremento della muscolatura della coscia sinistra, Ma il mantello presenta una striscia dall’occipite ai lombi opaca, mentre sul resto del corpo è lucido.
Silicea 20.000 K gocce: una dose due volte al giorno per due giorni, poi una volta alla settimana. Il cane migliora gradualmente nei successivi cinque mesi quando senza problemi accompagna i proprietari nelle loro passeggiate in montagna.

24\09\04 visita di controllo:
La proprietaria riferisce che Candy è più allegra gioca senza problemi, è sempre di buon umore. Si rialza sempre di scatto senza dolori e poi mantiene un’andatura normale.
Sale le scale decisa e senza più fermarsi ad ogni gradino.
E’ un po’ pigra: non sta volentieri in piedi e mangia sdraiata: ma non mostra più alcuna sofferenza. Cinque anni or sono si era fatta male saltando nel baule dell’auto: da allora quando deve salirci appoggia le zampe anteriori e si fa aiutare: ho consigliato ai proprietari di farla saltare dentro con una rincorsa perché secondo me può permetterselo.
Caratterialmente: aspetta sempre l’altra cagna che le da sicurezza. Se l’altra sta via un giorno è un cane “morto”: non ha più voglia di niente.
Quando passa qualche cane davanti al cancello guarda sempre cosa fa l’altra, ma anche se questa non parte lei corre e abbaia da “bulla”, ma se viene aperto il cancello non solo non aggredisce l’estraneo, ma non esce proprio.


Caso clinico n. 6
Ma a conferma che ad ogni soggetto va prescritto il proprio Rimedio ecco Paco
Un Golden Retriever, maschio, nato il 06\06\1997 affetto da displasia dell’anca.
Anamnesi: Una dose di cortisone settimanale e alternanza di antinfiammatori senza risultati brillanti da mesi. Patologie precedenti: ricorrenti diarree.

1^ visita: 25\06\2003 a 6 anni di vita.
Entra in Ambulatorio un soggetto affettuoso che vuole essere accarezzato.
Il cane presenta difficoltà quando deve rialzarsi dopo essersi sdraiato: gli arti posteriori sono deboli, anche a causa dell’ipotrofia della muscolatura delle cosce, e faticano ad aiutarlo a rialzarsi. Lui sembra aiutarsi usando le zampe un po’ come stampelle non flettendo il ginocchio.
Questa debolezza è evidente anche nella stazione quadrupedale: dopo poco tempo tende a sedersi e quando cammina si aiuta irrigidendo le zampe e il piede viene portato avanti come fosse un grave.
Il risultato non è entusiasmante perché può inciampare mentre cammina.
Immagino ci sia un quadro di artrosi perché alla palpazione riscontro scricchiolii alle articolazioni dell’anca, del ginocchio e del polso.
Viene riferito che il soggetto fa molto fatica a salire le scale.

Terapia: Natrum Muriaticum 200 CH gocce: 2 dosi al giorno per 3 giorni, poi 3 volte alla settimana come mantenimento.

Dopo 9 giorni la 2^ visita: 04\07\2003.
La Proprietaria riferisce che il cane sale le scale: anche i gradini più alti!
In Ambulatorio verifico che si rialza con molta meno difficoltà.
Terapia: Natrum Muriaticum 200 CH gocce: una dose a giorni alterni.

Il 27\08\03 rivedo il cane che sta benissimo: c’è un filmato che lo ritrae correre e scavalcare un muretto nel piazzale antistante l’Ambulatorio senza problemi.
Natrum Muriaticum 10.000 K gocce: una dose alla settimana.

Il cane si alza sulle zampe posteriori appoggiando gli arti anteriori su un muretto
Il 13\10\03 atteggiamento che non riusciva ad assumere da anni.
La muscolatura della coscia sinistra è ancora meno sviluppata della controlaterale.

10\11\2003
Sono giornate umide, il cane stamattina fatica a rialzarsi: sul treno posteriore è comunque più potente di prima dell’inizio della terapia omeopatica. Riesce a saltare da solo nel baule dell’auto.
Saltella un tantino "a rana" sulle zampe posteriori quando corre.
Terapia: Natrum Muriaticum 20.000 K: 2 dosi al giorno per 2 giorni, poi 2 dosi alla settimana come terapia di mantenimento.

17\11\2003
Rivedo il cane dopo una settimana il cane che si rialza e corre senza problemi.

27\09\04
Sono trascorsi 15 mesi dall’inizio della terapia, il cane ha 7 anni e 4 mesi e sta ancora bene.
Mantiene ancora la sua andatura caratteristica ma corre senza problemi.
Consiglio ai Proprietari di portare con loro il cane quando vanno a fare passeggiate in montagna: la muscolatura della coscia sinistra recupererebbe ancora permettendogli una vecchiaia serena.
La proprietaria riferisce che il cane ha sofferto in questi 15 mesi di un solo episodio di diarrea trattato con successo con Dulcamara il 13\07\04.


CONCLUSIONI
L’unica interpretazione razionale del successo terapeutico utilizzando Rimedi Omeopatici nella terapia di cani affetti da displasia dell’anca di soggetti di diversa razza, taglia, peso, età, sesso e con diversa gravità della patologia, sta nella prevalenza dell’integrità dell’equilibrio energetico o fisico prevale su quello anatomo-fisiologico.
Il dato empirico, che a questo punto diventa scientifico vista la ripetibilità del fenomeno, ci dice che è fondamentale ristabilire l’equilibrio energetico e solo poi si determinano le condizioni per un veloce e duraturo ripristino di una stabilità riscontrabile a livello anatomo-fisiologico.
Sicuramente la capsula articolare nella sua parte dorsale diventa fibrotica e ipertrofica ed è in grado di contenere la testa femorale, ma questa è la conseguenza del ripristino dell’equilibrio energetico.



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