Omeopatia

Rimedi omeopatici: differenziazione tra Meliotus, Glonoin e Belladonna

Traduzione a cura di: Giovanni Ballarin

Fonte: homeoint.org


CATEGORIE: Omeopatia

belladonna
La belladonna è una pianta a fiore appartenente all'importante famiglia delle Solanaceae.

L’ illustre presidente di questo dipartimento mi ha chiesto di differenziare Belladonna, Glonoin e Melilotus.

L’idea della distinzione dei rimedi è nata con Hahnemann; Si è trattato di una pratica inevitabile per lui allora come lo è oggi per qualsiasi studioso della Materia Medica Omeopatica, a causa dell’ incredibile somiglianza generale tra molte sostanze.

Tuttavia, ci si può chiedere: “Perché provare a differenziare rimedi che si assomigliano come questi tre?  Non è proprio l’omeopatia  il metodo in cui si affrontano gli stati morbosi grazie al principio dei similia e in cui le sostanze possono essere più o meno simili, cioè più o meno omeopatiche, a una certa condizione? Perché allora assegnare dei limiti a questa caratteristica?”. 

Il test clinico deve essere la corte d’appello finale, ma l’esperienza in questo campo ci dimostra solo due cose: la certezza della risposta curativa da parte dell’organismo a rimedi di maggiore o minore omeopaticità e il fatto che la relazione omeopatica non è una sicurezza assoluta; non potrà mai esserlo, poiché il concetto stesso di similitudine è elastico. Ciò che voi puristi chiedete a gran voce, però, il traguardo che ricercate è “Il rimedio in assoluto più simile”.

Bisogna ricordare comunque che questo “Rimedio più simile” è una condizione ideale, idealmente realizzabile solo se modificata, interpretata e adattata sulla base di questi inevitabili limiti. Dunque, ci rendiamo conto di come  l’applicazione pratica dei simlia porti con sé un ampio margine di adattabilità. Sin dalla fondazione della nostra scuola, la domanda è stata formulata più volte e , più volte, si è cercato di dare una risposta: “Cosa si intende per similitudine?”  “Similitudine rispetto a quali condizioni obiettive – come, lesioni anatomiche o processi patologici precisi - oppure sintomi soggettivi del paziente?”.

Questi elementi costituiscono un grande insieme e la risposta curativa è da ricercarsi (fino a un certo punto) provando a tenerli tutti in considerazione. Di nuovo, tuttavia, l’esperienza clinica ci ha insegnato che, ai fini di una prescrizione omeopatica, i sintomi caratteristici e individuali di un particolare paziente offrono la similitudine più sicura che possa essere riscontrata e affrontata tramite un rimedio dalle caratteristiche simili. Una stretta individualizzazione, del rimedio e del paziente, rappresenta l’unico metodo che l’esperienza riconosce come proprio della medicina omeopatica, l’unico sistema efficace per approfondire e capitalizzare la nostra conoscenza delle sostanze come agenti curativi.

Tenendo ben presente questi concetti, andiamo a dare una precisa definizione dei tre rimedi sopracitati nel campo che occupano. Tutti e tre provocano i sintomi della congestione ma sono diversi per intensità e per area di interesse, inoltre, rispondono in maniera più o meno diversa a svariati stimoli, quindi, cercheremo differenze nelle modalità. Ai fini pratici, le uniche lesioni che questi rimedi hanno in comune sono: la circolazione cerebrale, i mal di testa e gli stati mentali. In questo come in altri casi, caratteristiche di questo genere determinano la scelta che esprime l’eccezionalità della sostanza, la sua particolare manifestazione vitale e la sua speciale modalità d’azione.

Non credo ci sia bisogno di ricordare la descrizione classica e familiare dell’azione della Belladonna: il rapido afflusso di sangue alla testa e al viso è una prova del suo ingresso improvviso, deciso e potente all’interno dell’organismo. Il viso del paziente diventa rosso acceso, le pupille di dilatano e la carotide pulsa. Gli occhi sono lucidi, il battito accelerato, si presentano: stato mentale eccitato, iperestesia sensoriale, sonno disturbato, pelle rossa con sensazione di bruciore, secchezza della bocca spesso associata ad avversione per l’acqua e paura di bere.

Tutte le bevande ingerite risultano disgustose; possibile eccezione per la limonata; quest’ultima viene assunta a piccoli sorsi. La tendenza al delirio è sempre accentuata, l’infiammazione cerebrale, specialmente nei bambini, costituisce un sintomo precoce e costante. Numerosi dolori scendono dalla testa; vanno e vengono in fretta, non importa dove compaiono o quanto durino. A causa di tutto questo movimento nella circolazione sanguigna, che prima o poi si localizza da qualche parte, il paziente Belladonna è freddoloso e molto sensibile; si sente meglio al chiuso, avvolto dalle coperte. Qualsiasi spiffero, un taglio di capelli o applicazioni fredde aggravano questa condizione.

Molto caratteristico e accentuato è l’aggravamento che avviene nel pomeriggio. La sensibilità sembra aumentare il serio aggravamento derivato da ogni rumore, vibrazione, luce o contatto. Anche la posizione influenza il benessere del paziente. Si sente meglio in posizione semi-eretta, peggio da sdraiato. La parte destra è assai più colpita della sinistra. Quando presenti in un soggetto, questi sintomi saranno sicuramente neutralizzati dalla Belladonna in qualsiasi potenza. Non si deve esitare a usare anche il massimo di questa eccellente sostanza. Ricordate che è stata proprio la Belladonna a indurre Hahnemann, nel 1800, ad andare oltre gli elementi chimici e materiali e a cercare gli effetti dei farmaci in forze imprevedibili, messe in evidenza, sviluppate e liberate dal suo metodo farmaceutico.

In ogni caso la Belladonna, universalmente applicabile a tutte le fasce d’età e a tutte le condizioni dei pazienti, quando indicata, si adatta  specialmente a persone dalla costituzione sanguigna, gente allegra e piacevole ma che si irrita quando malata; soprattutto i bambini rispondono velocemente a questo rimedio. Essi si presentano sensibili, si agitano per il minimo disturbo, cadono facilmente nel delirio e sviluppano all’improvviso sintomi gravi. Queste sono, in sostanza, le caratteristiche proprie della Belladonna.

In che cosa è diverso Glonoin? Anche esso si manifesta come una sostanza congestizia ma supera la Belladonna per la violenza e la rapidità dei suoi sintomi. Nell’era prescientifica della farmacologia, si utilizzavano molti diversi sistemi per arrivare alla conoscenza dell’azione e degli usi delle varie sostanze. Tra questi si annovera la dottrina paracelsiana delle “Signature” che, a prima vista poco più di una sciocchezza, pareva invece avere un qualche fondamento. La “signatura” di Glonoin è semplice da leggere. La Nitroglicerina è esplosiva nella sua azione sull’organismo. Il sangue viene reindirizzato in maniera improvvisa e violentissima alle zone periferiche del corpo, così in fretta e così inevitabilmente che gli usi negativi di questo meraviglioso rimedio rischiano di superare quelli omeopatici. Il vero marchio della nitroglicerina, tuttavia, è senz’altro costituito dai terribili dolori brucianti che questa sostanza provoca e che si presentano con degli shocks.

Vengono provocati e curati stati patologici di questo genere: fitte, palpitazioni; il sangue si concentra rapidamente verso testa, cuore e arteriole oppure si sposta copiosamente accompagnato da una sensazione di oppressione in diverse parti.  Soprattutto quando il paziente è tormentato dal dolore, ogni vibrazione, ogni rumore, non importa quanto impercettibile, ne aumenta la sofferenza. Peggioramenti simili si riscontrano con il calore ed elementi eccitanti. Se nel caso della Belladonna abbiamo un certo grado di costanza e regolarità, Glonoin è caratterizzato da una maggiore violenza e da una esplosività che si aggrava da sé.

La Belladonna provoca una infiammazione profondamente radicata nell’organismo e cambiamenti nei tessuti. Glonoin manifesta una maggiore tendenza all’irregolarità improvvisa e violenta della circolazione dovuta a interferenze climateriche, soppressione delle mestruazioni ed esposizione ad alte temperature (ad esempio, colpi di sole, fornaci aperte, getti di gas, solleone delle nostre valli interne). Follia a causa di una prolungata e continua esposizione al sole. Con i mal di testa dovuti a Glonoin, il paziente ha le idee confuse e perde il senso della posizione (sintomo caratteristico). Perde la strada, non riesce a dire dove si trova, non riesce a trovare la propria stanza; oggetti familiari gli sembrano strani o non li riconosce. A differenza di quanto accade con la Belladonna, il paziente Glonoin non riesce a sopportare nessun tipo di calore. Anche il viso si presenta esangue, il collo si percepisce gonfio, tanto da dover slacciare il colletto della camicia; gonfiore sotto le orecchie.

Secondo me, Melilotus sembra piuttosto dare luogo a una diffusione della circolazione, a un riempimento graduale e a un indebolimento dei vasi sanguigni. Questo porta a rotture, epistassi e altri tipi di emorragie che risultano nell’immediato sollievo di tutte le sofferenze. I sintomi di un paziente appartenente a questa tipologia si aggravano all’approssimarsi dei temporali o dei cambiamenti atmosferici. A differenza di quanto accade nel caso della Belladonna, con cui Melilotus condivide il viso rosso acceso, e l’aggravamento con la parola e il movimento, i sintomi migliorano tramite l’uso dell’aceto. Con Melilotus, più che con gli altri due rimedi, abbiamo possibilità di riscontrare una sensazione soffocata di oppressione al petto, spesso combinata con la tosse, alleviata da violente perdite di sangue dal naso.

Il dr. Leonard, un bravo ed affidabile medico che di recente ha sperimentato Melilotus, riscontra i suddetti sintomi, affermando che la congestione, accompagnata da rossore del viso e della testa, viene curata dalle emorragie anche nei casi in cui Belladonna e Glonoin non hanno effetto. La sua azione è assai rapida, fa passare l’irritabilità dei nervi e qualsiasi iperemia locale nel giro di pochi minuti. Il suo miglior campo d’azione è il cervello specialmente in tutti i casi di follia o spasmi. Appena viene somministrato, fa passare mal di testa nervosi e stati di oppressione cerebrale. La Tintura Madre viene somministrata in base all’olfatto; questo consiglio viene da un medico bravo e rigoroso quale era il dr. R. Hughes, che parla di questa procedura nel suo “Pharmacodynamics”.

Ricapitolando, dunque, il sollievo derivato dalle emorragie, preceduto dal colorito rosso acceso del viso, insieme all’aggravamento dovuto al tempo atmosferico piovoso e variabile, sembra differenziare Melilotus dagli altri due rimedi. Questo rosso pulsante del viso è probabilmente il sintomo più indicativo. Melilotus, come la Belladonna, è frequentemente indicato per gli spasmi infantili e il nervosismo durante la dentizione. Con Melilotus, è più probabile riscontrare una forte costipazione, per il fatto che non si prova il desiderio di evacuare finché non si è verificato un consistente accumulo delle feci. L’evacuazione è difficile, dolorosa e l’ano serrato.



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La dottrina della Psora di Hahnemann nella cura delle malattie infantili 6 DIC 2010 OMEOPATIA






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