Omeopatia

Dieta e Omeopatia


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Dieta e Omeopatia
In Omeopatia è importante personalizzare la terapia così come la dieta alimentare

L’interesse a fornire indicazioni precise sulla dieta da seguire, in omeopatia, va oltre il farvi ricorso solamente per motivazioni legate a specifiche patologie o, più semplicemente, a problemi di sovrappeso e obesità. La necessità, di personalizzare il più possibile la terapia, aspetto questo tipico delle cure omeopatiche, nasce anche dal riconoscimento che, a differenti caratteristiche fisiche e metaboliche, corrispondano in effetti predisposizioni patologiche distinte, per le quali si può intervenire, e anzi si deve intervenire, fin dall’età adolescenziale.

 

Un’adeguata dieta alimentare, connessa dunque proprio alle caratteristiche costituzionali del soggetto in esame, rappresenta in tal senso il miglior modo per un serio intervento di prevenzione sanitaria. Per costituzione di un essere umano deve intendersi l’ insieme dei caratteri morfologici e metabolici-funzionali (fisiologici), legati prevalentemente all’ereditarietà, che differenziano tra loro, principalmente nell’aspetto esteriore, i singoli individui. La dottrina delle costituzioni umane, intuita  da Ippocrate agli albori della medicina, venne nei secoli arricchita dagli studi e dall’apporto di numerosi autori: le classificazioni più moderne iniziano nel XIX sec, con l’introduzione dei criteri antropometrico e statistico; seguiranno, poi, classificazioni basate sullo studio di funzioni particolari, come quella endocrinologica (Pende) e quella embriologica (Martiny). La classificazione adottata in omeopatia è quella di Nebel, elaborata da Vannier e arricchita dagli studi di Henry Bernard: essa, almeno inizialmente, riconosce l’esistenza di tre modelli principali (carbonico, fosforico e fluorico)  cui più tardi si accosterà una costituzione di riferimento (sulfurica).Vediamo allora nel dettaglio come sintetizzare tra loro le diverse conclusioni a cui sono giunti gli autori che si sono dedicati preminente allo studio delle costituzioni umane, e come si inserisce in tale discorso la dieta alimentare, già personalizzata dunque, ma ancora esclusivamente finalizzata alla sola prevenzione delle patologie.

Dieta e omeopatia: il biotipo sulfurico
La costituzione sulfurica corrisponde al miglior equilibrio metabolico-funzionale a cui possa aspirare un qualsiasi individuo, e così, anche sul piano esteriore, e fin dall’età infantile, il soggetto sulfurico si caratterizzerà per un’evidente armonia delle singole parti del corpo e dei rapporti anatomici tra le stesse.Tale equilibrio esteriore si rifletterà anche sull’inclinazione emotiva-temperamentale del soggetto appartenente a questa costituzione: tutti i sulfurici, infatti, presentano un livello di autostima piuttosto elevato, sono dotati di una certa destrezza manuale - dovuta anche al loro spirito pratico - e di una notevole resistenza agli sforzi  e all’opposizione ambientale. La consapevolezza delle proprie capacità, spesso raffrontata all’ indecisione ed alla indeterminatezza di soggetti appartenenti alle altre costituzioni, spingono tuttavia i soggetti sulfurici ad appropriarsi anzitempo di quello da cui si sentono istintivamente attratti, spingendoli spesso verso un atteggiamento portato a prevaricare il prossimo e, conseguentemente, improntato al superamento dei limiti salutari imposti loro dalla natura, comportamenti che finiscono col tempo per rendere il sulfurico un impulsivo e impaziente, e per questo spesso portato a incontrollate e incontrollabili esplosioni di collera. Dal punto di vista patologico, le prime manifestazioni dello squilibrio funzionale di questa costituzione hanno sulla cute e sugli organi emuntori più superficiali (vie respiratorie superiori) le loro principali localizzazioni: la cute andrà dunque  incontro a processi  reattivi, quasi sempre violenti, caratterizzati da periodiche dermatiti (comprese diverse forme di orticaria), spesso anche a tendenza suppurativa (foruncolosi e acne pustolosa), mentre oltremodo frequenti, in questa costituzione saranno le manifestazioni allergiche, e in particolare quelle coinvolgenti le mucose più superficiali (rinocongiuntivite), nonché ancora le manifestazioni a carattere spasmodico dell’apparato gastrointestinale.

 

Tutte queste manifestazioni patologiche, come abbiamo detto, saranno caratterizzate da rapidità di insorgenza e violenza dei sintomi, e si accompagneranno spesso a manifestazioni locali di intenso prurito, bruciore e rossore della parte colpita. In relazione alle principali misure igienico-dietetiche da seguire, al fine di ritardare la progressione patologica dei soggetti appartenenti a questa costituzione, le più importanti saranno quelle volte ad incoraggiare innanzitutto lo svolgimento di una regolare attività fisica - possibilmente anche a carattere competitivo - e a porre particolare attenzione, nella dieta, alla restrizione dei cibi (animali) a maggior contenuto proteico, con la contemporanea limitazione degli zuccheri semplici a favore di quelli più complessi (contenenti amido) e quindi a più lento assorbimento (definiti anche a basso indice glicemico).Per questi soggetti, in altre parole, il modello alimentare mediterraneo sarà certamente il più indicato, in quanto caratterizzato dalla frequente sostituzione dei grassi di derivazione animale con cibi vegetali e pesce, quest’ultimo (pesce azzurro e salmonoidi in particolare), ricco di acidi grassi poliinsaturi della serie omega 3; tra i cibi contenenti zuccheri, invece,  saranno da preferire i cereali  integrali (pane e pasta) e, come già detto, tutti quelli a minor indice glicemico (tra i carboidrati complessi i legumi, tra quelli semplici il latte scremato e la frutta, con l’eccezione di banane, fichi, uva e cachi). Come unico grasso di condimento si prescriverà l’olio extravergine d’oliva, sia per la sua naturale capacità di ridurre i grassi del sangue, sia per il suo potere anti-ossidante in generale. Se seguita correttamente, e nel tempo, questa dieta sarà capace di ritardare la comparsa di quelle malattie metaboliche (dislipidemie, ipertensione arteriosa su base arteriosclerotica e diabete) cui i soggetti di questa costituzione sono più facilmente destinati.

Dieta e Omeopatia: il biotipo carbonico
L’aspetto esteriore ed il temperamento del soggetto carbonico risentono inevitabilmente del particolare assetto endocrino, caratterizzato da una ridotta funzionalità tiroidea e ipofisaria-genitale, quest’ultima responsabile di numerosi casi di ritardato accrescimento puberale tipici dell’età adolescenziale. A questi aspetti ghiandolari, si aggiunge una prevalenza del sistema nervoso autonomo parasimpatico (soggetti tendenzialmente vagotonici) su quello ortosimpatico, in grado di giustificare, altresì, il particolare temperamento del carbonico equilibrato, ben diverso da quello del biotipo sulfurico: fin dall’età infantile, infatti, il soggetto carbonico appare calmo e diligente, la sua minor efficienza e intraprendenza fisica, però, rispetto ai bambini di costituzione sulfurica, lo porta a sviluppare una certa insicurezza, che compenserà con un maggior attaccamento ai genitori, e un’ipertrofia dell’istinto di conservazione, legata principalmente all’alimentazione. Le patologie cui più facilmente vanno incontro i soggetti di questa classe costituzionale saranno, dunque, proprio quelle legate all’iperalimentazione: sovrappeso e obesità, in particolare, determineranno spesso una resistenza all’azione periferica dell’insulina, l’ormone deputato a favorire l’ingresso dello zucchero nelle cellule, con conseguente comparsa di una progressiva intolleranza glucidica (elevazione dei livelli di glucosio nel sangue a digiuno e dopo i pasti) che nel tempo potrà esitare in un franco diabete; d’altro canto la poca propensione a svolgere attività fisica (che di per sé stessa ha un’azione simil-insulinica, tendente quindi ad abbassare i livelli di glucosio nel sangue), faciliterà anche la comparsa di manifestazioni osteoarticolari artrosiche e/o osteoporotiche. Al fine dunque di prevenire lo sviluppo di queste patologie i consigli più importanti da dare a questi soggetti, sui piani alimentare e dell’attività fisica, saranno quelli di limitare l’introito di cibi ad alto indice glicemico e dei grassi animali in particolare, privilegiando una dieta a maggior contenuto proteico, ma dove tale principio nutritivo provenga soprattutto dai cibi vegetali (legumi secchi e soia) e da quelli animali a minor contenuto di colesterolo e grassi saturi (carne bianca e pesce).


Utile la sostituzione del comune sale da tavola con quello iodato, sia per tenere più attiva la funzione tiroidea, sia per prevenire i rischi di ipertensione conseguenti all’aterosclerosi. Poiché non è infrequente l’associazione di un’elevata glicemia nel sangue ad elevati livelli nello stesso di trigliceridi, in caso ci sia effettivamente questo rischio, sarà ancora più importante raccomandare estrema cautela nell’ingestione degli zuccheri solubili, contenuti in particolare nei prodotti di pasticceria (torte, caramelle, gelati, ecc.), da consumare semmai, in quantità comunque moderata, sempre alla fine di un pasto, e mai disciolti in liquido acquoso o idroalcolico; sarà inoltre necessario escludere quasi totalmente gli alcolici (vino, birra e aperitivi) e i superalcolici in particolare (digestivi, liquori, ecc.). Riguardo all’attività fisica sarà utile incoraggiare i soggetti carbonici verso un’attività inizialmente regolare, ma moderata, che preveda però periodici superamenti dei propri limiti, così da rinforzare progressivamente anche il proprio grado di autostima. Solamente in una fase più avanzata sarà utile spingere i soggetti appartenenti a questa categoria anche verso un’attività di tipo competitivo con terzi.

Dieta e omeopatia : il Biotipo fosforico
L’assetto metabolico-funzionale ereditato, che sostiene i soggetti di questa costituzione, è dominato da un’ evidente neurodistonia, che condiziona fasi di simpaticotonia, con atteggiamento ipertiroideo ed ipergenitale, alternantisi a fasi di prevalenza vagotonica, con depressione della funzionalità tiroidea e genitale, e iposurrenalismo.Dal punto di vista patologico, gli aspetti più ricorrenti di questa costituzione sono la tendenza al dimagrimento e alla demineralizzazione, le affezioni a carico delle vie respiratorie, e una certa vulnerabilità della funzione tiroidea. Il carattere metabolico -funzionale, precedentemente descritto, rende conto di altri aspetti propri di questa costituzione, come l’ipotensione ortostatica che, associata ad un certo grado di anemia da carenza di ferro - condizionata proprio dalla demineralizzazione - dà conto della ricorrente sensazione di stanchezza tipica di questi soggetti. Proprio per la loro debolezza di fondo, condizionata dalla carenza relativa dei sali minerali, le affezioni che colpiscono i fosforici non saranno mai estremamente violente nella loro insorgenza e nelle loro manifestazioni, comparate almeno con quelle del sulfurico, ma presenteranno andamento torpido e prolungato, che farà annoverare tali soggetti come perennemente malaticci. Le misure dietetiche di profilassi saranno destinate soprattutto a ripristinare, o conservare, un livello ottimale dei sali minerali, attraverso una dieta dove predominino i cibi carnei e il pesce (per la maggiore biodisponibilità dell’elemento ferroso) tutti gli ortaggi e la frutta, particolarmente ricchi di oligoelementi, latte e latticini, che assicurano comunque il maggior introito organico dell’elemento fosforico.

 

A favorire l’assorbimento del ferro contenuto negli alimenti, contribuiranno quei cibi ricchi di vitamina C (acido ascorbico), contenuta in particolare nelle spremute di agrumi freschi, consumate, cioè, entro trenta minuti dalla loro preparazione. Se tra la frutta, poi, le banane non risultano certo essere consigliabili ai soggetti carbonici e sulfurici, per il loro elevato contenuto in zuccheri solubili, ad alto indice glicemico, lo sono invece a quanti appartengono a questa costituzione, per l’elevato contenuto in fosforo, ferro, calcio e potassio; questi due ultimi oligoelementi sono inoltre presenti in altri cibi dall’elevato contenuto calorico - e dunque sempre indicati in questa costituzione - come castagne, mandorle e pistacchi  per il potassio, ancora mandorle, nocciole e noci per il calcio. L’attività fisica consigliata deve tener conto da un lato dell’impalcatura ossea, legamentosa e muscolare costituzionalmente deficitarie e, d’altro canto, della facilità allo scoraggiamento e all’introversione, tipica dei fosforici: troveranno quindi indicazione, almeno inizialmente, attività moderate o che esaltino, comunque, la naturale eleganza nel portamento (danza e ginnastica ritmica in particolare), sostenute da un atteggiamento pedagogico che miri ad incoraggiare il soggetto e non a pungolarlo brutalmente.


In conclusione, quindi, la differenziazione dei singoli individui in base alla costituzione di appartenenza, permette di fare della dieta alimentare un strumento medico fondamentale, da utilizzare ancor prima che insorgano eventuali patologie, tornando ad essere quindi un modello di educazione comportamentale, piuttosto che, come più comunemente oggi in uso, una forma di terapia essenzialmente restrittiva.



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