Omeopatia
21/07/2009
Dieta e Omeopatia
L’interesse a fornire indicazioni precise sulla dieta da
seguire, in omeopatia, va oltre il farvi ricorso solamente per
motivazioni legate a specifiche patologie o, più semplicemente, a
problemi di sovrappeso e obesità. La necessità, di personalizzare il
più possibile la terapia, aspetto questo tipico delle cure omeopatiche,
nasce anche dal riconoscimento che, a differenti caratteristiche
fisiche e metaboliche, corrispondano in effetti predisposizioni
patologiche distinte, per le quali si può intervenire, e anzi si deve
intervenire, fin dall’età adolescenziale.
Un’adeguata dieta alimentare, connessa dunque proprio alle
caratteristiche costituzionali del soggetto in esame, rappresenta in
tal senso il miglior modo per un serio intervento di prevenzione
sanitaria. Per costituzione di un essere umano deve intendersi l’
insieme dei caratteri morfologici e metabolici-funzionali
(fisiologici), legati prevalentemente all’ereditarietà, che
differenziano tra loro, principalmente nell’aspetto esteriore, i
singoli individui. La dottrina delle costituzioni umane, intuita da
Ippocrate agli albori della medicina, venne nei secoli arricchita dagli
studi e dall’apporto di numerosi autori: le classificazioni più moderne
iniziano nel XIX sec, con l’introduzione dei criteri antropometrico e
statistico; seguiranno, poi, classificazioni basate sullo studio di
funzioni particolari, come quella endocrinologica (Pende) e quella
embriologica (Martiny). La classificazione adottata in omeopatia è
quella di Nebel, elaborata da Vannier e arricchita dagli studi di Henry
Bernard: essa, almeno inizialmente, riconosce l’esistenza di tre
modelli principali (carbonico, fosforico e fluorico) cui più tardi si
accosterà una costituzione di riferimento (sulfurica).Vediamo allora
nel dettaglio come sintetizzare tra loro le diverse conclusioni a cui
sono giunti gli autori che si sono dedicati preminente allo studio
delle costituzioni umane, e come si inserisce in tale discorso la dieta
alimentare, già personalizzata dunque, ma ancora esclusivamente
finalizzata alla sola prevenzione delle patologie.
Dieta e omeopatia: il biotipo sulfurico
La costituzione sulfurica corrisponde al miglior equilibrio
metabolico-funzionale a cui possa aspirare un qualsiasi individuo, e
così, anche sul piano esteriore, e fin dall’età infantile, il soggetto
sulfurico si caratterizzerà per un’evidente armonia delle singole parti
del corpo e dei rapporti anatomici tra le stesse.Tale equilibrio
esteriore si rifletterà anche sull’inclinazione emotiva-temperamentale
del soggetto appartenente a questa costituzione: tutti i sulfurici,
infatti, presentano un livello di autostima piuttosto elevato, sono
dotati di una certa destrezza manuale - dovuta anche al loro spirito
pratico - e di una notevole resistenza agli sforzi e all’opposizione
ambientale. La consapevolezza delle proprie capacità, spesso
raffrontata all’ indecisione ed alla indeterminatezza di soggetti
appartenenti alle altre costituzioni, spingono tuttavia i soggetti
sulfurici ad appropriarsi anzitempo di quello da cui si sentono
istintivamente attratti, spingendoli spesso verso un atteggiamento
portato a prevaricare il prossimo e, conseguentemente, improntato al
superamento dei limiti salutari imposti loro dalla natura,
comportamenti che finiscono col tempo per rendere il sulfurico un
impulsivo e impaziente, e per questo spesso portato a incontrollate e
incontrollabili esplosioni di collera. Dal punto di vista patologico,
le prime manifestazioni dello squilibrio funzionale di questa
costituzione hanno sulla cute e sugli organi emuntori più superficiali
(vie respiratorie superiori) le loro principali localizzazioni: la cute
andrà dunque incontro a processi reattivi, quasi sempre violenti,
caratterizzati da periodiche dermatiti (comprese diverse forme di
orticaria), spesso anche a tendenza suppurativa (foruncolosi e acne
pustolosa), mentre oltremodo frequenti, in questa costituzione saranno
le manifestazioni allergiche, e in particolare quelle coinvolgenti le
mucose più superficiali (rinocongiuntivite), nonché ancora le
manifestazioni a carattere spasmodico dell’apparato
gastrointestinale.Tutte queste manifestazioni patologiche, come abbiamo
detto, saranno caratterizzate da rapidità di insorgenza e violenza dei
sintomi, e si accompagneranno spesso a manifestazioni locali di intenso
prurito, bruciore e rossore della parte colpita. In relazione alle
principali misure igienico-dietetiche da seguire, al fine di ritardare
la progressione patologica dei soggetti appartenenti a questa
costituzione, le più importanti saranno quelle volte ad incoraggiare
innanzitutto lo svolgimento di una regolare attività fisica -
possibilmente anche a carattere competitivo - e a porre particolare
attenzione, nella dieta, alla restrizione dei cibi (animali) a maggior
contenuto proteico, con la contemporanea limitazione degli zuccheri
semplici a favore di quelli più complessi (contenenti amido) e quindi a
più lento assorbimento (definiti anche a basso indice glicemico).Per
questi soggetti, in altre parole, il modello alimentare mediterraneo
sarà certamente il più indicato, in quanto caratterizzato dalla
frequente sostituzione dei grassi di derivazione animale con cibi
vegetali e pesce, quest’ultimo (pesce azzurro e salmonoidi in
particolare), ricco di acidi grassi poliinsaturi della serie omega 3;
tra i cibi contenenti zuccheri, invece, saranno da preferire i
cereali integrali (pane e pasta) e, come già detto, tutti quelli a
minor indice glicemico (tra i carboidrati complessi i legumi, tra
quelli semplici il latte scremato e la frutta, con l’eccezione di
banane, fichi, uva e cachi). Come unico grasso di condimento si
prescriverà l’olio extravergine d’oliva, sia per la sua naturale
capacità di ridurre i grassi del sangue, sia per il suo potere
anti-ossidante in generale. Se seguita correttamente, e nel tempo,
questa dieta sarà capace di ritardare la comparsa di quelle malattie
metaboliche (dislipidemie, ipertensione arteriosa su base
arteriosclerotica e diabete) cui i soggetti di questa costituzione sono
più facilmente destinati.
Dieta e Omeopatia: il biotipo carbonico
L’aspetto esteriore ed il temperamento del soggetto carbonico risentono
inevitabilmente del particolare assetto endocrino, caratterizzato da
una ridotta funzionalità tiroidea e ipofisaria-genitale, quest’ultima
responsabile di numerosi casi di ritardato accrescimento puberale
tipici dell’età adolescenziale. A questi aspetti ghiandolari, si
aggiunge una prevalenza del sistema nervoso autonomo parasimpatico
(soggetti tendenzialmente vagotonici) su quello ortosimpatico, in grado
di giustificare, altresì, il particolare temperamento del carbonico
equilibrato, ben diverso da quello del biotipo sulfurico: fin dall’età
infantile, infatti, il soggetto carbonico appare calmo e diligente, la
sua minor efficienza e intraprendenza fisica, però, rispetto ai bambini
di costituzione sulfurica, lo porta a sviluppare una certa insicurezza,
che compenserà con un maggior attaccamento ai genitori, e un’ipertrofia
dell’istinto di conservazione, legata principalmente all’alimentazione.
Le patologie cui più facilmente vanno incontro i soggetti di questa
classe costituzionale saranno, dunque, proprio quelle legate
all’iperalimentazione: sovrappeso e obesità, in particolare,
determineranno spesso una resistenza all’azione periferica
dell’insulina, l’ormone deputato a favorire l’ingresso dello zucchero
nelle cellule, con conseguente comparsa di una progressiva intolleranza
glucidica (elevazione dei livelli di glucosio nel sangue a digiuno e
dopo i pasti) che nel tempo potrà esitare in un franco diabete; d’altro
canto la poca propensione a svolgere attività fisica (che di per sé
stessa ha un’azione simil-insulinica, tendente quindi ad abbassare i
livelli di glucosio nel sangue), faciliterà anche la comparsa di
manifestazioni osteoarticolari artrosiche e/o osteoporotiche. Al fine
dunque di prevenire lo sviluppo di queste patologie i consigli più
importanti da dare a questi soggetti, sui piani alimentare e
dell’attività fisica, saranno quelli di limitare l’introito di cibi ad
alto indice glicemico e dei grassi animali in particolare,
privilegiando una dieta a maggior contenuto proteico, ma dove tale
principio nutritivo provenga soprattutto dai cibi vegetali (legumi
secchi e soia) e da quelli animali a minor contenuto di colesterolo e
grassi saturi (carne bianca e pesce).
Utile la sostituzione del comune sale da tavola con quello iodato, sia
per tenere più attiva la funzione tiroidea, sia per prevenire i rischi
di ipertensione conseguenti all’aterosclerosi. Poiché non è infrequente
l’associazione di un’elevata glicemia nel sangue ad elevati livelli
nello stesso di trigliceridi, in caso ci sia effettivamente questo
rischio, sarà ancora più importante raccomandare estrema cautela
nell’ingestione degli zuccheri solubili, contenuti in particolare nei
prodotti di pasticceria (torte, caramelle, gelati, ecc.), da consumare
semmai, in quantità comunque moderata, sempre alla fine di un pasto, e
mai disciolti in liquido acquoso o idroalcolico; sarà inoltre
necessario escludere quasi totalmente gli alcolici (vino, birra e
aperitivi) e i superalcolici in particolare (digestivi, liquori, ecc.).
Riguardo all’attività fisica sarà utile incoraggiare i soggetti
carbonici verso un’attività inizialmente regolare, ma moderata, che
preveda però periodici superamenti dei propri limiti, così da
rinforzare progressivamente anche il proprio grado di autostima.
Solamente in una fase più avanzata sarà utile spingere i soggetti
appartenenti a questa categoria anche verso un’attività di tipo
competitivo con terzi.
Dieta e omeopatia : il Biotipo fosforico
L’assetto metabolico-funzionale ereditato, che sostiene i soggetti di
questa costituzione, è dominato da un’ evidente neurodistonia, che
condiziona fasi di simpaticotonia, con atteggiamento ipertiroideo ed
ipergenitale, alternantisi a fasi di prevalenza vagotonica, con
depressione della funzionalità tiroidea e genitale, e
iposurrenalismo.Dal punto di vista patologico, gli aspetti più
ricorrenti di questa costituzione sono la tendenza al dimagrimento e
alla demineralizzazione, le affezioni a carico delle vie respiratorie,
e una certa vulnerabilità della funzione tiroidea. Il carattere
metabolico -funzionale, precedentemente descritto, rende conto di altri
aspetti propri di questa costituzione, come l’ipotensione ortostatica
che, associata ad un certo grado di anemia da carenza di ferro -
condizionata proprio dalla demineralizzazione - dà conto della
ricorrente sensazione di stanchezza tipica di questi soggetti. Proprio
per la loro debolezza di fondo, condizionata dalla carenza relativa dei
sali minerali, le affezioni che colpiscono i fosforici non saranno mai
estremamente violente nella loro insorgenza e nelle loro
manifestazioni, comparate almeno con quelle del sulfurico, ma
presenteranno andamento torpido e prolungato, che farà annoverare tali
soggetti come perennemente malaticci. Le misure dietetiche di
profilassi saranno destinate soprattutto a ripristinare, o conservare,
un livello ottimale dei sali minerali, attraverso una dieta dove
predominino i cibi carnei e il pesce (per la maggiore biodisponibilità
dell’elemento ferroso) tutti gli ortaggi e la frutta, particolarmente
ricchi di oligoelementi, latte e latticini, che assicurano comunque il
maggior introito organico dell’elemento fosforico. A favorire
l’assorbimento del ferro contenuto negli alimenti, contribuiranno quei
cibi ricchi di vitamina C (acido ascorbico), contenuta in particolare
nelle spremute di agrumi freschi, consumate, cioè, entro trenta minuti
dalla loro preparazione. Se tra la frutta, poi, le banane non risultano
certo essere consigliabili ai soggetti carbonici e sulfurici, per il
loro elevato contenuto in zuccheri solubili, ad alto indice glicemico,
lo sono invece a quanti appartengono a questa costituzione, per
l’elevato contenuto in fosforo, ferro, calcio e potassio; questi due
ultimi oligoelementi sono inoltre presenti in altri cibi dall’elevato
contenuto calorico - e dunque sempre indicati in questa costituzione -
come castagne, mandorle e pistacchi per il potassio, ancora mandorle,
nocciole e noci per il calcio. L’attività fisica consigliata deve tener
conto da un lato dell’impalcatura ossea, legamentosa e muscolare
costituzionalmente deficitarie e, d’altro canto, della facilità allo
scoraggiamento e all’introversione, tipica dei fosforici: troveranno
quindi indicazione, almeno inizialmente, attività moderate o che
esaltino, comunque, la naturale eleganza nel portamento (danza e
ginnastica ritmica in particolare), sostenute da un atteggiamento
pedagogico che miri ad incoraggiare il soggetto e non a pungolarlo
brutalmente.
In conclusione, quindi, la differenziazione dei singoli individui in
base alla costituzione di appartenenza, permette di fare della dieta
alimentare un strumento medico fondamentale, da utilizzare ancor prima
che insorgano eventuali patologie, tornando ad essere quindi un modello
di educazione comportamentale, piuttosto che, come più comunemente oggi
in uso, una forma di terapia essenzialmente restrittiva.
libri consigliati
Articoli di Candeloro Francesco
| Omeopatia per dimagrire | 4 MAG 2010 | OMEOPATIA |
| Omeopatia unicista | 4 MAG 2010 | OMEOPATIA |
| Omeopatia, Salute e immobilismo | 1 MAR 2010 | OMEOPATIA |
| Infertilià della donna e omeopatia | 8 GEN 2010 | OMEOPATIA |
| Terreno patologico e salutare | 8 GEN 2010 | OMEOPATIA |
| Drenare in omeopatia: rimedi omeopatici per depurare l’organismo | 1 LUG 2009 | OMEOPATIA |
| I rimedi omeopatici per l'estate: articolo-intervista | 1 LUG 2009 | OMEOPATIA |
| La prevenzione in Omeopatia: le costituzioni sulfurica e carbonica | 4 DIC 2008 | OMEOPATIA |
| Anemia e Omeopatia | 10 SET 2008 | OMEOPATIA |
| Rimedi omeopatici per smettere di fumare | 30 GIU 2008 | OMEOPATIA |
login
libri consigliati
Articoli di omeopatia
articoli recenti
i più letti
i più votati
Le informazioni contenute in questo articolo sono puramente divulgative. Tutte le eventuali terapie, trattamenti o interventi energetici di qualsiasi natura che qui dovessero essere citati devono essere sottoposti al diretto giudizio di un medico. Niente di ciò che viene descritto in questo articolo deve essere utilizzato dal lettore o da chiunque altro a scopo diagnostico o terapeutico per qualsiasi malattia o condizione fisica. L'Autore e l'Editore non si assumono la responsabilità per eventuali effetti negativi causati dall'uso o dal cattivo uso delle informazioni qui contenute. Nel caso questo articolo fosse, a nostra insaputa, protetto da copyright, su segnalazione, provvederemo subito a rimuoverlo. Questo sito non è da considerarsi una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato con una frequenza costante e prestabilita

| Votazioni (5)









