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Depressione in aumento: “la malattia più invalidante al mondo”


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Si celebra oggi la Giornata Mondiale della depressione, istituita dall'Oms per porre l'attenzione su un disturbo che riguarda oggi 40 milioni di persone in Europa

Sono oltre 3 milioni gli italiani che soffrono di depressione: una percentuale variabile tra il 4,4% e il 7%. In Europa, il numero supera i 40 milioni e nel mondo ne soffrono 322 milioni di persone, quasi 5 persone su 100 (4,4%). Negative anche le stime per il prossimo futuro: per il 2030 la Società italiana di psichiatria (Sip) stima che la depressione sarà “la prima malattia più invalidante al mondo con altissimi costi sociali e forte impatto economico”. Si tratta di numeri importanti nei confronti dei quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha voluto concentrare l’attenzione in occasione della Giornata della Salute che si svolge oggi in tutto il mondo.

La giornata di quest’anno rappresenterà il momento centrale della campagna “Depression: Let’s talk” che l’Oms ha lanciato in occasione dello scorso World Mental Health Day.

La depressione secondo la Sip è più accentuata nelle persone con condizioni socio economiche e scolarità basse. Sono maggiormente esposte le persone che hanno subito abusi, bullismo, violenza, separazioni, divorzi, con una storia familiare che li predispone o patologie croniche come diabete, ipertensione, cardiopatie, malattie endocrine e autoimmuni.

Come sottolinea l’Osservatorio nazionale per la salute della donna (Onda), la depressione è più diffusa nel genere femminile, con una percentuale doppia in specifiche fasi della vita (menarca, perinatale, periclimaterio). Per Onda “è tempo per un Piano nazionale di lotta alla Depressione che evidenzi i bisogni e indichi il percorso da seguire”. Dal 18 al 24 aprile, la popolazione femminile con problemi di depressione potrà fruire di visite e colloqui in 152 Ospedali italiani.

Secondo i dati dell'ultimo rapporto Oms, l'incidenza della depressione cambia a seconda dell'età, con un picco tra gli anziani: tra le donne con un'età compresa tra 55 e i 74 anni le cifre superano il 7,5%, per gli uomini si arriva al di sopra del 5,5%. Ma è tra gli anziani che il fenomeno mostra tutta la sua gravità.

L’Oms ha identificato forti legami tra la depressione e altre malattie e problemi non trasmissibili. I disturbi depressivi aumenterebbero in particolare il rischio di sviluppare diabete, malattie cardiache e disturbi correlati a uso di sostanze. Viceversa, le persone che soffrono di questi problemi corrono maggiori rischi di andare incontro a depressione.

Infine, la depressione rappresenta anche un fattore di rischio per il suicidio, una scelta che soltanto nel 2015 è stata effettuata da 788.000 persone.



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