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Danni da vaccini: “Il negazionismo dilaga nella sanità”


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“In 40 anni di medico ho visto bambini morire a causa di morbillo, meningite ecc, ma non ho mai visto bambini perdere la vita a causa di complicanze post vacciniche”. L’Onorevole Giorgio Trizzino affronta così il tema della libertà vaccinale, a specchio perfetto della qualità medica italiana. L’Associazione Corvelva da parecchi anni combatte per veder garantita giustizia alle famiglie e nello specifico, da sempre, in maniera dura e decisa, cerca di opporsi al negazionismo dilagante nella sanità.

 

Si possono leggere sull’ultimo report di Canale Verde (il sistema di farmacovigilanza specifico della Regione Veneto e ritenuto unico per qualità ed eccellenza) queste due semplici righe: “Non sono stati segnalati decessi causalmente correlabili nei 22 anni di osservazione, a conferma della sicurezza dei vaccini e delle procedure di vaccinazione in questa regione”.

 

Questa frase è la medesima espressione di una medicina fallita, oggi rappresentata egregiamente dall’onorevole Giorgio Trizzino, in cui si nega non solo il danno vaccinale ma anche la morte per le vaccinazioni. Nel corso del tempo abbiamo incontrato i casi di almeno 3 famiglie i cui figli sono deceduti a causa delle vaccinazioni (centinaia sono quelle i cui figli sono stati danneggiati e chissà quanti non sono stati riconosciuti per incapacità medica).

 

Questi bambini sono morti tre volte: il giorno del decesso, il giorno in cui la medicina ha tentato di negare il nesso, e oggi grazie a Giorgio Trizzino.

 

Marco Scarpa, nato il 7 maggio 1994 e morto il 2 marzo 1996 a causa del vaccino; Emiliano Rapposelli nato il 6 novembre 2001 e deceduto il 14 febbraio 2003 a causa del vaccino; Francesco Zago nato il 26 giugno 1997 e deceduto il primo marzo 1998 a causa del vaccino. Questi tre bambini residenti in Veneto sono solo una goccia dei casi reali, non ci è dato sapere la stima vera e provata perché vengono tutt'oggi omessi dai report ufficiali dell’eccellentissima Regione Veneto pur essendo TUTTI certificati mediante Legge 210/92.

 

Una domanda ci sorge spontanea alla luce dei dati e delle dichiarazioni fatte, può darsi che l’onorevole Trizzino, che per 40 anni ha lavorato nel sistema sanitario palermitano, non sia in grado di riconoscere una reazione avversa? La Sicilia, secondo i dati AIFA, ha un tasso di segnalazioni per 100.000 abitanti di 13,2 (666 segnalazioni nel 2017), il che è abbastanza sconfortante se paragonato ad altre regioni tradizionalmente libere nella scelta vaccinale come il Veneto, il cui tasso di segnalazioni per 100.000 abitanti è di 39,8 con ben 1952 segnalazioni di sospette reazioni avverse nell’anno 2017.

 

Scusate se ribadiamo questo dato ma la differenza tra regioni nel tasso di segnalazione è indicativa della poca attenzione e probabilmente proprio del fatto che il danno da vaccino, anche solo sospetto, non viene preso in considerazione: forse tanti bambini sono passati per l’ospedale di Palermo con sospette reazioni avverse che per incapacità non sono state riconosciute...

 

Capiamo anche che in assenza di argomentazioni spesso si tenda a scivolare sull'ovvietà: un giorno, magari in un lontano futuro, l’onorevole Trizzino avrà la bontà di spiegarci come l’obbligatorietà sia elemento imprescindibile di sicurezza, in che modo obbligare una fascia ristrettissima della popolazione, quella 0-6, per tetano, epatite B, pertosse (la cui immunizzazione non evita il propagarsi del batterio) possa trovare scientificità. Vorremmo veramente comprendere come l’onorevole Trizzino, illustre Direttore Sanitario ed igienista, pensa di salvare il mondo obbligando al vaccino, ma vogliamo dati e numeri.

 

Onestamente noi siamo imbarazzati di avere medici come Trizzino, incapaci di comprendere che i primi a fomentare il dubbio sulle vaccinazioni sono loro stessi negando il danno, più volte riconosciuto, e la possibilità stessa del danno, testimoniata anche da legge dello Stato Italiano.



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